AVVERTENZE

Ogni Assunzione e Presunzione alle Mie parole e' solo Mio. Il mio unico intento e' quello di Condividere pace, amore ed onore. Ogni altra interpretazione a quanto qui espresso, e' puramente personale e mai rispecchia le mie pacifiche volontà. Chiunque usa le qui presenti informazioni, lo fa' sotto la sua totale ed illimitata responsabilità.

martedì 31 luglio 2018

Manifesto della felicità



Alessandro

Terra Piatta: 2 Soli?



Alessandro

Epidemia...



Alessandro

Pesticidi: Una riflessione




Alessandro

Incendi: Armi ad Energia diretta?



Alessandro

Citazione: Della Felicità


Alessandro

La Plastica e lo Sviluppo dei Genitali



“L’esposizione a queste sostanze chimiche è il problema riproduttivo numero uno per gli uomini”, afferma Andrew Pask.

Link : https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/28455-plastica-genitali-maschili

Alessandro

Di Quante Terre Necessitiamo?






Link: https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/28389-Earth-Overshoot-day-2018?utm_content=buffere50fe&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer

Alessandro

Salvini - Di Maio: Destinazione Fallimento


Alessandro

lunedì 30 luglio 2018

Salvini e gli spiccioli




Alessandro

Citazione: Della Malattia




Alessandro

Scie Chimiche: Lo chiamano Alone!




Link: https://www.ilmeteo.it/notizie/meteo-cronaca-diretta-un-gigantesco-alone-avvolge-il-nostro-paese

Alessandro

Alimentazione: Caghiamo come si deve!


Alimentazione corretta, é molto importante, ma che dire del l'ultimo passaggio dopo aver mangiato State defecando in maniera corretta?

La Posizione si chiama squat, come fanno i cani e neonati e bambini piccoli prima di essere intaccato dal sistema. E che dire della carta igienica? invece di creare irritazione con la carta, c'è la doccetta da parte con cui sciacquarsi.

Alessandro

Anche i Re Mangiano Mele



Alessandro

Pensiero: Spiccioli



Alessandro

Giovani italiani: canne libere in aumento, si impennano i ricoveri per droga



Diminuisce in Italia la mortalità legata alla droga, ma aumentano i ricoveri. Lo riferisce il report dell’Istat sulla salute mentale. Secondo le stime fornite nella Relazione al Parlamento del 2017, il 33% della popolazione fra i 15 ei 64 anni nel corso della vita ha fatto uso di almeno una sostanza psicoattiva illegale. Una percentuale che aumenta al 44% considerando i giovani fra i 15 e i 34 anni. E la cannabis risulta la sostanza più utilizzata, in aumento rispetto all’ultima rilevazione effettuata nel 2014. Inoltre nel 2015 in Italia si sono osservati 251 decessi droga correlati, corrispondenti a un tasso di 4 morti per 1 milione di abitanti. L’85,3% riguarda maschi, il 3,6% persone di nazionalità straniera, il 21,1% persone tra i 20 e i 34 anni e il 73,3% persone fra 35 e 64 anni. Nel triennio 2013-2015 i livelli più elevati di mortalità si registrano tra i residenti delle regioni del Centro Italia. In quasi tutte le ripartizioni la classe di età più colpita è quella tra i 35 e i 64 anni; fa eccezione il Nord-Est in cui le persone più a rischio hanno tra i 20 e i 34 anni. Analizzando il trend della mortalità droga-correlata negli ultimi 12 anni, “si evidenzia una forte diminuzione del fenomeno nel tempo e in particolare tra gli uomini”.

Il suicidio resta invece un’importante causa di mortalità tra gli italiani più giovani. Con un tasso di 4,3 decessi per 100 mila residenti, i suicidi rappresentano quasi il 12% delle morti tra i 20 e i 34 anni (oltre 450): su scala globale l’Oms stima che quasi 800 mila persone muoiono per suicidio ogni anno, e nei giovani tra i 15 e i 29 anni il suicidio rappresenta la seconda causa di morte. In Italia nel 2015 si sono verificati 3.988 decessi per suicidio, con un tasso pari a 6 per 100 mila abitanti. Questo valore risulta tra i più bassi in Europa, dove il tasso medio è di 11 decessi per 100 mila.

Link: http://www.secoloditalia.it/2018/07/giovani-italiani-canne-libere-in-aumento-si-impennano-i-ricoveri-per-droga/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

Alessandro

Caffeina: La prima droga del Mondo



Gli effetti della caffeina sull’organismo sono stati ampiamente studiati ma sui giornali non se ne ha mai notizia. Non se ne ha notizia da nessuna parte perché l’intera popolazione nazionale, se non mondiale, e’ assuefatta dalla caffeina. Dottori, giornalisti, scienziati, scrittori – bevono tutti caffè. Le persone il cui mestiere e’ l’informazione sono di solito grandi bevitori di caffè. E pochi di essi si arrischierebbero a parlare contro questa popolare droga.

Una persona lo ha fatto. E’ Stephen Cherniske, uno scienziato che ha passato 10 anni della sua vita studiando approfonditamente gli effetti della caffeina sull’organismo e compilando un documento eclatante, “Caffeine Blues (Depressione da caffeina): Wake Up to the Hidden Dangers of America’s #1 Drug” (1998).

Sulla prima pagina di questo libro si legge:

– La Caffeina non può dare energia, ma solo stimolazione chimica; induce in uno stato di allerta che puo’ condurre ad irritabilità, sbalzi di umore ed attacchi di panico.

– L’effetto finale della caffeina sull’umore può essere un grosso calo, che può portare a depressione ed a fatica cronica

-La caffeina da l’illusione di aumentare lo stato di vigilanza in quanto causa dilatazione delle pupille, accelerazione del battito cardiaco, ed aumento di pressione. In realtà, la caffeina non aumenta, nel complesso, l’attività mentale.

Ho letto (l’Autore dell’articolo, NdT) “Caffeine Blues” ed ho scelto le più importanti informazioni e notizie per questo articolo.
Tossicità del caffè

Il caffè e’ una droga “leggera” contenente un vasto assortimento di sostanze tossiche. In aggiunta alla caffeina, il caffè contiene centinaia di sostanze volatili inclusi piu’ di 200 acidi. Il corpo le deve espellere attraverso un grande dispendio di energia, che e’ quella strana stimolazione percepita come “energia”.

La caffeina e’ un veleno biologico usato per le piante come pesticida. La caffeina da al fogliame e ai semi un sapore amaro, che scoraggia il loro consumo agli insetti e agli animali. Se i predatori persistono nel mangiare le piante irrorate di caffeina, la caffeina può causare la distruzione del loro sistema nervoso centrale e perfino avere aspetti letali. Molti infestanti imparano presto a lasciar stare le piante.” (Caffeine Blues, pag. 17)

Ma gli umani si sono presi gioco dei loro istinti e dei loro gusti primordiali ed hanno cercato di fare con il caffe’ una bevanda bevibile, spesso mescolata con latte e zucchero. Ma il nostro senso del gusto una volta era in grado di scovare tale veleno – usato per le piante come pesticida per repellere gli insetti.

Ma la caffeina non e’ l’unica sostanza tossica nel caffè.
"Ricordiamoci che il caffè contiene un gran numero di sostanze chimiche, non solo caffeina, tra cui un gruppo di composti estremamente tossici noti come Idrocarburi Aromatici Policiclici (PAH). Possiamo ricordarli come gli agenri cancerogeni isolati nella carne cotta al barbecue.” (Caffeine Blues, pag. 53).

Alessandro

Allevamenti: Gli Indesiderabili



Alessandro

Gas serra: i colossi di carne e latticini inquinano più delle industrie petrolifere


Secondo un nuovo rapporto, le aziende di carne e latticini sono sulla buona strada per ottenere il primato tra le cause del cambiamento climatico.

La situazione è così grave che se prese insieme, le cinque principali aziende di questi settori sono già responsabili di più emissioni di ExxonMobil, Shell o BP.

Le basi dello studio

Per arrivare a questa conclusione, le organizzazioni no-profit Institute for Agriculture and Trade Policy e GRAIN hanno condotto un’analisi delle 35 maggiori aziende di carne e latticini.

Tra tutte, solo quattro società forniscono emissioni complete e stime credibili. Gli autori della ricerca hanno inoltre  esaminato i provvedimenti compiuti da queste aziende per ridurre le emissioni. È stato così rilevato che solo sei avevano fissato obiettivi che includessero l’intera filiera di approvvigionamento. Peccato che questa sia la parte della produzione che produce fino al 90% delle emissioni totali.

Tutto ciò è possibile anche perché fino ad ora il problema non è stato mai veramente affrontato. I settori dell’energia e dei trasporti hanno subito negli ultimi anni forti pressioni e dovrebbero ridurre le emissioni in linea con gli obiettivi di Parigi. Le grandi aziende di carne e prodotti lattiero-caseari sono invece sfuggite al controllo globale del loro contributo al cambiamento climatico.

Il consumo di carne e latticini è concentrato in Cina, Stati Uniti, Unione Europea, Canada, Brasile, Argentina, Australia e Nuova Zelanda. Queste aree sono collettivamente responsabili di oltre il 60% delle emissioni globali pro capite di carne e prodotti lattiero-caseari, circa il doppio del resto del mondo.

Una soluzione c’è:

Rivolgendosi al grande pubblico, l’autore principale dello studio descrive l’alimentazione vegana come “il più grande modo per ridurre il vostro impatto sul pianeta Terra”.

Questa ricerca mette in luce il problema ecologico che carne e latticini causano al nostro pianeta, tema fino ad ora oscurato. Le aziende possono prendere provvedimenti, ma la domanda di carne e latticini rimane in costante aumento. Se si vuole davvero incidere sul problema, siamo noi consumatori a doverlo fare e possiamo farlo con le nostre scelte quotidiane.

Scopri come cambiare la tua alimentazione per il bene del pianeta, degli animali e della salute.


Alessandro

venerdì 27 luglio 2018

Mammo. Naturale?



Alessandro

Grecia: Il castigo di Dio?



Alessandro

Equità Sociale




Link: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/roma-lultima-follia-raggi-bonus-casa-ai-rom-clandestini-1512780.html

Alessandro

I pagliacci e le Fake News




Alessandro

Cucciolo di Uomo a Caccia




Alessandro

Dei Talenti...



Alessandro

Pedofili: In nome di chi?



Alessandro

Immigrati: Azione...



Alessandro

Nasa: Le puttanate dell'acqua su Marte



Alessandro

Pensiero: Dell'Eclessi


Alessandro

Gracia: I sospetti degli 007 di Atene: dietro i roghi ci sono i turchi



Il premier ellenico parla di "minacce asimmetriche" per destabilizzare il Paese. E fare affari miliardari


Atene Ufficialmente l'ambasciatore americano ad Atene, Geoffrey Pyatt, ha partecipato al briefing di ieri sera presso il ministero della Difesa solo per parlare di droni e di assistenza logistica ai soccorsi ellenici impegnati nel post roghi.

Ma fonti militari fanno trapelare dell'altro.

Il primo ad avanzare sospetti su chi ha causato i 47 focolai che hanno fatto quasi 100 vittime, era stato il premier in persona: Alexis Tsipras, appena rientrato dalla visita in Bosnia Erzegovina che aveva interrotto per recarsi di persona sui luoghi della tragedia. Aveva parlato di «minaccia asimettrica» verso la Grecia.

Che significa? Le stesse parole erano state usate dal premier conservatore Kostas Karamanlis nel 2007, in occasione di un agosto tempestato da 12 giorni di incendi consecutivi. Allora gli sguardi dell'intelligence ellenica erano stati puntati contro commandos kosovari: troppo amico di Putin l'ex premier di Nea Dimokratia, che pochi mesi dopo sfuggì ad un tentativo di omicidio. Il 5 febbraio 2009 il Ministro degli interni Procopios Pavlopoulos, attuale Presidente della Repubblica, informò Karamanlis che secondo i servizi russi era pronto un piano per assassinarlo. In quei mesi sul territorio greco operava un gruppo di 19 agenti stranieri per controllare la politica energetica del Paese: scoprirono un piano denominato «Pizia 1» per destabilizzare il governo anche con azioni estreme, come incendi, rapimenti o bombe.

Karamanlis si sarebbe esposto (troppo) per il gasdotto South Stream e per il ruolo di new player che avrebbe potuto avere Gazprom, per nulla gradito oltre Atlantico, si disse allora.

Undici anni dopo, le stesse parole di Karamanlis sono state utilizzate da Tsipras, lontano anni luce dal conservatore ex premier. Ma con punti di contatto oggettivi. Oggi la Grecia è diventata un hub energetico, militare e commerciale con addosso gli occhi delle superpotenze. Non solo vi transita il gasdotto Tap, ma è entrata nel vivo la nuova partita che Total e Exxon Mobil giocano per la ricerca degli idrocarburi: obiettivo di Atene è aprire a quei players che stanno già operando nel Mediterraneo orientale, in particolare nella Zona economica esclusiva di Cipro, dove i mal di pancia di Erdogan sono quotidiani.

Il Pentagono, dopo il disimpegno dalla base turca di Incirlik, ha fatto della Grecia il suo nuovo scalo per sottomarini, caccia militari, fregate e droni Uav così da controllare lo scacchiere mediterraneo del gas ed anche quello mediorientale legato a Siria e Turchia. News anche alla voce merci, con Cosco China che ha privatizzato il porto del Pireo, dove scarica migliaia di containers a settimana che dovranno essere poi spostati su rotaia fino al centro e nord Europa. Il porto di Salonicco, invece, è stato inglobato da un consorzio franco-tedesco ma guidato dall'oligarca ellenico-russo Ivan Savvides, già deputato della Duma e 30mo uomo più ricco di Russia. L'idea (mai realizzata) era di una specie di Trans Europe Express Atene-Mosca ad altissima velocità. Non se ne fece nulla, ma nel frattempo tre colossi come Rosneft, Gazprom e Sintez, hanno investito massicciamente in Grecia su energia e logistica.


Tutto ciò significa interessi milionari, geopolitica in agguato ed equilibri che mutano nel tempo. Alcuni più rapidamente di altri, anche grazie alle «minacce asimettriche»

Link: http://www.ilgiornale.it/news/politica/i-sospetti-degli-007-atene-dietro-i-roghi-ci-sono-i-turchi-1557983.html?mobile_detect=false

Alessandro

giovedì 26 luglio 2018

Grecia: Testimonianza:




Qui L'articolo: https://it.sputniknews.com/amp/mondo/201807256280954-presidente-vigili-guoco-volontari-situazione-tragica-terreno-bombardato-estinzione-incendi/?__twitter_impression=true

Alessandro

Gracia: Ora Alluvioni





Alessandro

Cosa nostra e'....



Alessandro

METEO CRONACA DIRETTA: CELLE e SUPERCELLE già in azione anche NON previste, cosa sono e cosa accadrà




Link: https://www.ilmeteo.it/notizie/meteo-cronaca-diretta-celle-e-supercelle-gi-in-azione-anche-non-previste-cosa-sono-e-cosa-accadr-live

Alessandro

UCCIDERSI UN POCO ALLA VOLTA…



Nella nostra società malata di violenza e di prepotenza, la depressione e il desiderio di morire non sempre si palesano apertamente ma, spesso, agiscono in maniera sotterranea, conducendo a un suicidio inconscio, lento e premeditato.

Un suicidio che sfugge alla consapevolezza e si nasconde dietro ai comportamenti stereotipati, incentivati dagli ingranaggi dell’economia.

La sofferenza, psicologica e fisica, è funzionale alla vendita di così tanti prodotti da essere sponsorizzata e spacciata per convivialità. Basta pensare alle feste di Natale.

Nel periodo natalizio, il bombardamento mediatico inneggiante allo scambio dei regali e alla condivisione di cene e pranzi succulenti, induce artificialmente il desiderio di trovare calore e conforto in un’armonia famigliare conseguente al mangiare insieme, invece che frutto dell’ascolto reciproco e di una costante messa in discussione di sé.

Le festività, lungi dall’essere quel paradiso del volersi bene proposto dalle pubblicità, sono spesso un momento drammatico di confronto con se stessi e con gli altri.

Gli incontri preconfezionati imposti dalla tradizione, infatti, fanno emergere ogni genere di difficoltà che, per non rovinare la festa, vengono taciute in nome di una reciprocità ostentata e priva dell’autenticità e dell’introspezione che accompagnano le relazioni profonde.

In tante occasioni, lo scambio del cibo e dei regali sostituisce lo scambio affettivo, lasciando insoddisfatti e appesantiti nell’anima come nelle viscere.

Bere e mangiare in compagnia sono diventati gli indicatori privilegiati del coinvolgimento affettivo. Più si mangia e più ci si vuole bene!

Ma soprattutto: s’incrementano i guadagni delle multinazionali, che hanno tutto l’interesse a concentrare l’attenzione dei consumatori sul sapore delle pietanze (e sulle immancabili medicine che ne accompagnano la digestione e l’assimilazione) piuttosto che sull’ascolto di sé e degli altri.

Il nostro modo di vivere, fondato sull’apparire invece che sul sentire, trascura lo scambio emotivo e lo sviluppo della sensibilità, incentivando uno stare insieme formale, privo di un’intima condivisione.

Mangiare diventa così il veicolo di uno sbandierato volersi bene, che non soddisfa i bisogni profondi ma che appaga un piacere effimero, goliardico e vuoto di una reale reciprocità.

Ingerire alimenti di vario tipo non è più il necessario approvvigionamento di nutrienti nel corpo, ma è diventato un sistema veloce e facilmente fruibile per stordirsi e abbandonare le preoccupazioni quotidiane, una droga economica e alla portata di tutti, capace di mettere a riposo i pensieri spostando l’energia dalla mente alla pancia.

Le persone sensibili, però, faticano a seguire questo stile di vita e finiscono spesso per sentirsi diverse e strane in una società che abiura l’interiorità e il valore della vita emotiva.
Il bisogno di riconoscimento sociale spinge a conformarsi agli standard imposti dagli ingranaggi della macchina economica, trasformando la fame di reciprocità in una fame nervosa: compulsiva e insaziabile.

Una fame che costringe a mangiare molto più del necessario, per non sentire il dolore della solitudine e per sfuggire la difficoltà di essere se stessi in una società intossicata di superficialità.

Prende forma così quel suicidio inconsapevole che fa ammalare tante persone, incrementando la fortuna delle multinazionali alimentari e farmaceutiche.

Mangiare per riempire il vuoto emotivo e per stordire il bisogno di verità, diventa una scelta (quasi) obbligata, la via più rapida per evitare l’ascolto di sé.

E’ risaputo che un’alimentazione eccessiva e ricca di sostanze tossiche conduce inevitabilmente verso la malattia e la morte ma, inconsciamente, cerchiamo di dimenticarcene, sommersi dalla miriade di consigli e di buone ragioni che invitano a ingurgitare sempre di più.

Invece di responsabilizzarci e seguire uno stile alimentare frugale e calibrato alle esigenze dell’organismo, preferiamo scegliere le vivande in base al sapore e alle immagini colorate stampate sulle confezioni dei prodotti.

Sappiamo che troppi grassi fanno male, che le farine sono dannose, che i latticini provocano innumerevoli malattie, che la carne è piena di ormoni e intrisa della paura degli animali condotti al macello.

Ma, grazie a un meccanismo patologico chiamato: rimozione, possiamo dimenticare queste informazioni e comprare ogni genere di alimento, lasciando che il nostro corpo si deteriori progressivamente mentre tamponiamo i sintomi con tante pastigliette colorate, studiate apposta per sostenere una cronica dipendenza dal cibo e dalle medicine.

L’informazione ufficiale, ovviamente, non ne parla!

E i tanti studi che evidenziano le correlazioni tra l’alimentazione e le malattie che affliggono la nostra vita moderna, sono abilmente sepolti sotto una coltre di luoghi comuni, volti a mantenere in piedi il mercato alimentare e i guadagni delle case farmaceutiche.

L’insensatezza è la patologia evidente di una società che scrive: “NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE” sui pacchetti delle sigarette e poi ne consente la vendita, guadagnandoci sopra grazie al monopolio di stato.

Non sorprende che sia spacciata per sana e salutare un’alimentazione che conduce alla decadenza del corpo e alla malattia.

Scoprire l’imbroglio commerciale che tiene in piedi la vendita di tanti prodotti tossici, genera un senso di sfiduciata impotenza.

Un’insidiosa e invisibile depressione permette all’incoscienza di dilagare nella psiche, facendo sì che la malattia e la morte siano: inevitabili conseguenze degli anni che passano, invece che segnalare un danno a carico delle nostre scelte di vita.

Uccidersi un poco alla volta divorando cibo nocivo è la scelta che tante persone portano avanti (più o meno consapevolmente), convinte che:

“Intanto… di qualche cosa si deve pur morire!” e che: “Si vive una volta soltanto!”.

E dimentiche che il benessere è la conseguenza di scelte responsabili e consapevoli ma, soprattutto, di una condivisione fraterna profonda e capace di accogliere la fragilità, invece che annegarla in un mare di sapori senza sostanza.

Link: http://www.carlasalemusio.it/2015/07/18/uccidersi-un-poco-alla-volta/

Alessandro

Scienza: Replichiamo?



Alessandro

Grecia: Verità o Finzione



Alessandro

mercoledì 25 luglio 2018

Gracia: Ancora Immagini



Alessandro

Grecia: Cosa succede?



Alessandro

Veronesi: spero sia un fake...




Alessandro

Grecia: Ancora fusione



Alessandro

Grecia: Armi ad energia diretta?



Alessandro

La Cattività



Alessandro

Canneto di Caronia - Prove militari su Canneto



Alessandro

Anomali Varie...




Alessandro

martedì 24 luglio 2018

L'Unione Europea pronta a "rimborsare" 6mila euro per ogni migrante




Link: http://www.repubblica.it/esteri/2018/07/24/news/l_unione_europea_pronta_a_rimborsare_6mila_euro_per_ogni_migrante-202514221/

Alessandro

Dello Stato Nazione Ebraico



Legge Stato-Nazione ebraica, Daniel Barenboim: “Oggi mi vergogno di essere israeliano”


Link: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/07/23/legge-stato-nazione-ebraica-daniel-barenboim-oggi-mi-vergogno-di-essere-israeliano/4511459/

Alessandro

Grecia: Dove sono le ONG?


Alessandro

Grecia: Al fuoco!




Alessandro

Dei Fuochi in Grecia




Alessandro

Mela: Altri Fatti




Alessandro

Lo Smalto di Josefa




Alessandro

Cari italiani, a breve saranno cazzi amari per noi



Alessandro

lunedì 23 luglio 2018

Dell'Alieno



Alessandro

Da Giancarlo



Alessandro

I guerrieri




Alessandro

Saviano: per chi avesse dubbi




Alessandro

Oops! Quando il logo diventa indecente



Ne sanno qualcosa i produttori, grandi e piccoli, che hanno fatto figuracce epocali scoprendo – troppo tardi– che all’estero il nome del loro prodotto (un’auto, una bibita, un telefonino, uno snack) richiamava i termini volgari usati per indicare il sesso, gli escrementi o gli insulti. Col risultato di diventare involontariamente comici, di perdere prestigio o, peggio, di offendere la sensibilità di un intero Paese.
In inglese questo tipo di errori si chiama “brand blunder” (sbaglio di marca), e la storia del marketingne ha archiviati a decine, commessi anche da multinazionali molto celebri.
Dopo aver parlato dei loghi volutamente volgari, registrati all’Ufficio marchi italiano, dei vini e dei cibicon un nome osè, in questo articolo ho radunato invece 39 “falsi amici”, cioè nomi commerciali che, in un’altra lingua, diventano parolacce.
Alcuni sono effettivamente sfociati in una gaffe internazionale, altri no (o non ancora). I primi 22 casi sono in italiano, e i successivi sono in inglese, spagnolo, francese, svedese, tedesco, cantonese…. Buon divertimento.

In italiano…

20 CASI
PIPICome si fa a bere una bibita con questo nome? Eppure esiste: è un’aranciata prodotta a Spalato, in Croazia. E’ stata la bevanda più diffusa negli anni ‘80 e ‘90 (anche nelle versioni limonata e acqua tonica), ma oggi il suo produttore, Dalmacijavino, risulta in guai finanziari. Chissà cosa sarebbe accaduto se avesse tentato di esportare la Pipi in Italia…
PLOPPChi è andato in Svezia le ha viste esposte nei supermarket: sono barre di cioccolato al latte con un ripieno di caramello. Ma accostare questo suono, che ricorda – anche in inglese – la defecazione, non è molto beneaugurante… Con l’aggravante che anche il produttore ha un nome respingente, almeno in italiano: Cloetta, che evoca la cloaca.
POM’PINFra le specialità gastronomiche del Belgio ci sono le patate. La ditta Lutosa ne confeziona vari tipi, fra cui le crocchette a forma di pigna: perciò le vende col nome di Pom’pin, contrazione di “pomme de terre” (patata) e “pomme de pin” (pigna). Dato che un marchio del genere sarebbe sconveniente in Italia (richiama il sesso orale), le hanno ribattezzate Pata’Pigna.
SEGAIl celebre produttore giapponese di giochi elettronici, Sega, è un acronimo formato dalle prime due lettere di Service Games. Ma questa sigla, in italiano, è il nome volgare della masturbazione. Gli appassionati di videogames lo sanno da tempo, e non gli fa più effetto. Ma il problema c’è: così, non potendo cambiare il proprio nome, negli spot pubblicitari “Sega” è pronunciata volutamente in inglese: “siiga”.
FROCHOSecondCup Coffee è il gemello canadese di Starbucks: una catena di 300 caffetterie fondata nel 1975. Di recente ha inventato (e registrato come marchio) un nuovo prodotto: Frocho, contrazione di frozen chocolate (cioccolato congelato). E’ una bevanda fresca per l’estate, ottenuta mescolando latte, ghiaccio, vaniglia e cacao. Se arrivasse in Italia avrebbe però il sapore dell’omofobia.
INKULATORNel 2013, SurfaceSoft aveva lanciato un’app per Windows 8, descritta come un “modo nuovo e figo di fare calcoli”. Mescolando le espressioni “digital ink” (inchiostro digitale) e “calculator” (calcolatrice), la società informatica aveva sfornato un nome elegante in inglese, ma esilarante in italiano: Inkulator. Dopo l’ilarità e le proteste degli italiani, l’app è stata ribattezzata Kanakku (dai Kanak, abitanti della Nuova Caledonia): ma in tedesco kanake significa immigrato (in senso spregiativo) e in giapponese kanaku significa “persona malvagia”. Insomma, nonostante le buone intenzioni, anche in questo caso SurfaceSoft ha… fatto male i conti.
CHIAPPLENegli Stati Uniti, la moda per i cibi organici ha prodotto un preparato a base di semi di chia (Salvia hispanica) e mela. Il suo nome commerciale? Chiapple (composto di chia e apple, mela). Se mai arrivasse sul mercato italiano, difficilmente potrebbe mantenere questo nome (peraltro divertente, per l’assonanza con le chiappe).

FESSENGER
Il nome sembra uscito da uno sketch di Crozza: sembra un mix fra fesso e kazzenger, l’imitazione di Roberto Giacobbo. Invece, è il nome di un’altra app per computer: serve come interfaccia per usare Facebook attraverso i Google glass: il nome, infatti, è l’effetto della fusione fra Facebook e messenger.

KHA GAI
La Knorr vende questa zuppa di noodle thailandese, la Tom Kha Gai (a base di pollo con latte di cocco, zenzero e lime) nei mercati del Nord Europa: soprattutto in Germania, Francia, Svizzera, Svezia. Se decidesse di esportarli in Italia, forse potrebbe avere successo… fra gli stitici, vista l’assonanza con “cagai“.
AZZO
Come poteva chiamarsi una raffinata linea di prodotti di bellezza femminili (shampoo, olii, maquillage) di una casa francese? Azzo. Per la precisione: Azzo professionnell (non so se mi spiego). Se decidessero di entrare sul mercato italiano, lo slogan sarebbe bell’e pronto: “Fatti bella. Azzo!”. Da far pronunciare a un toscano.
JETTA
La Volkswagen lanciò la Jetta, una berlina compatta a coda, nel 1979. Non aveva fatto i conti con l’infelice assonanza con la parola “jella” (sfiga) in italiano: un nome, un destino. La vettura, infatti, fu un flop: fu ritirata dal mercato italiano (che non ama quel genere di berline). E a scanso di assonanze negative il nome fu corretto in Vento e poi in Bora.
ZOKOLA
A Poperinge, in Belgio, un produttore di cioccolato ha scelto un nome spiritoso per i propri dolcetti: “Zokola”. Il termine ricalca la pronuncia infantile, in francese, della parola “chocolat”. Se mai volessero esportare le loro praline in Italia, andrebbero avvisati dell’assonanza con zoccola (puttana), una parola sicuramente non adatta ai bambini.
POPO
Il nome di questa confezione di carne trita sembra lo slogan di un vegano: si chiama infatti Popo, il nome infantile della cacca. In realtà è un prodotto finlandese mai sbarcato sul mercato italiano. L’infelice nome deriva dalla fusione delle iniziali di “porsas-porkkana”, ovvero maiale e carote.  Qualcosa di vegano c’è davvero…
BELIN
Come si chiama uno dei più grandi produttori francesi di crackers e patatine fritte? Belin, che in ligure è l’appellativo volgare del pene. Se questa ditta esportasse in Italia susciterebbe l’ilarità dei genovesi. D’altra parte, essendo usato anche come imprecazione, il termine si presterebbe a un facile slogan: “Belin, che snack!”. 
BELINO
Poteva mancare la variante del ligure belin? No, che non poteva. E infatti c’è: in Bulgaria producono una linea di croissant che si chiamano belino. Se si unisce la forma vagamente fallica della brioche, a una campagna ammiccante (ma inconsapevole) come quella raffigurata a lato, il risultato è davvero comico.

STRONZO
E’ stata chiamata così una birra artigianale prodotta in Danimarca fino al 2014: ne avevo parlato in un post sui nomi volgari degli alcolici (a cui si aggiunge la birra Minchia, di cui ho parlato qui). Non sappiamo se i titolari del marchio fossero consapevoli del significato della parola, scelta forse per il suo suono espressivo. Sarebbe stata la bevanda perfetta da abbinare alla… Popo di cui sopra.
COLLON
Ha un’infelice assonanza con colon, ma soprattutto con “coglione” (e il corrispettivo veneto “coion”) questo dolcetto giapponese: sono lunghi stick di wafer con un ripieno di crema. Se dovessero arrivare in Italia, il cambio di nome sarebbe inevitabile. Per non passare per collon.

BOOKEEN
In Francia hanno lanciato un lettore di libri digitali, chiamato Bookeen giocando col termine inglese “book”, libro. Peccato, però, che la pronuncia di questo nome (buchiin) ricordi pericolosamente il termine bucchin, termine napoletano per bocchino (sesso orale). Pensate di chiederlo alla commessa di un negozio: “Vorrei un Bookeen”…
CULINEALa catena di grande distribuzione Lidl, in Germania ha fatto una bella pensata. Lanciare una linea di piatti pronti (pasta, spuntini, involtini…) chiamandoli con un nome italianeggiante: linea culinaria, ovvero… Culinea. Peccato che l’acronimo diventi ridicolo in italiano. Magari potrebbe andar bene a chi vuol tenere in forma il deretano.
KAGAN
Quando dovevano scegliere il nome per la loro produzione vinicola, una coppia di texani, Emily e Mark Ellenberger, hanno voluto ricordare la loro piccola barca a vela, che si chiamava Kagan. Non immaginavano che un vino con quel nome sarebbe stato tutt’altro che raffinato. E per vini che costano dai 35 agli 80 dollari a bottiglia non è proprio un abbinamento ideale…
MELDA
Arriva dalla Turchia
 una linea di pasta dal nome tutt’altro che invitante: Melda. Li produce una società alimentare di Istanbul, la GTT Foods, che li confeziona anche sotto altri brand (Golda, Afra, Al Fakher, Dona Mia, Bello Grano e Perfetto): nella remota ipotesi che riuscisse a esportarla anche in Italia, il marchio Melda sarebbe decisamente sconsigliabile. Soprattutto per i gestori di un ristorante cinese: “Vuole psalvini, Banche, bufale, come non pagare, debiti, diritti umani, Equitalia, fake news, legge, veritas, perdita di peso, signoraggio, tasse, terra piatta, clandestini, usura, vaccini, reddito di cittadinanzaasta? Qui abbiamo spaghetti Melda!”.

KAGATA
Affidereste la costruzione di un palazzo o di un ponte a una società chiamata Kagata corporation? E’ proprio questo il nome imbarazzante di una blasonata società di ingegneria civile giapponese, con più di un secolo di storia. Il nome svetta, in caratteri occidentali, sul tetto del loro quartier generale a Niigata. Molto fotografato dai turisti italiani e spagnoli.

Link: https://www.parolacce.org/2017/09/04/export-marchi-volgari/

Alessandro

Fake News di stato





Link: https://www.controinformo.eu/controinformo/2017/10/11/grenfell-tower-fake-news/7585

Alessandro