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sabato 3 marzo 2018

CREDERE ALLA SCIENZA NON E' OBBLIGATORIO


I genitori di Eleonora Bottaro, morta per leucemia perché si oppose con tutte le sue forze alla chemioterapia, amavano la loro ragazza, e mai avrebbero voluto ucciderla. È questo il riassunto delle 22 pagine con cui il giudice per le udienze preliminari Mariella Fino scagiona i genitori della ragazza che erano stati accusati di omicidio colposo per la morte della figlia.

Credere nella scienza non è un obbligo. Non è il parere di un divulgatore di improbabili tesi anti-scientifiche ma quanto messo nero su bianco da un giudice nelle motivazioni della sentenza di proscioglimento dei genitori di Eleonora Bottaro, ragazza di Bagnoli di Sopra (in provincia di Padova) morta di leucemia nel 2016 all’età di 18 anni.

Il padre e la madre di Eleonora erano finiti al centro di un’indagine, a Padova, con l’accusa di omicidio colposo aggravato dalla previsione dell’evento per la loro ostinazione a rifiutare la chemioterapia per la figlia. I due abbracciavano la filosofia di Ryke Geerd Hamer, medico tedesco che fu radiato dall’albo, secondo il quale le malattie sarebbero una riposta dell’organismo a traumi psicologici irrisolti. Per i genitori la leucemia di Eleonora sarebbe insorta dopo la morte prematura del fratello Luca, stroncato da un aneurisma all’età di 22 anni. Per il giudice non è reato non credere nella scienza.

LE MOTIVAZIONI
«Non vige nell’ordinamento una regola che imponga ai genitori di educare i figli secondo i principi culturali dominanti – scrive il magistrato - Vige al contrario il diritto di libera manifestazione del pensiero, strettamente correlato al principio di autodeterminazione in ambito terapeutico»

Link: https://www.ilgazzettino.it/nordest/padova/bagnoli_eleonora_bottaro_chemioterapia_leucemia_sentenza-3573170.html

Alessandro

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