AVVERTENZE

Ogni Assunzione e Presunzione alle Mie parole e' solo Mio. Il mio unico intento e' quello di Condividere pace, amore ed onore. Ogni altra interpretazione a quanto qui espresso, e' puramente personale e mai rispecchia le mie pacifiche volontà. Chiunque usa le qui presenti informazioni, lo fa' sotto la sua totale ed illimitata responsabilità.

lunedì 26 febbraio 2018

Il Senza Glutine?

Il glutine, e' una sostanza lipoproteica, principalmente contenuta nel grano, nei farinacei e nei cereali. Ultimamente, sembra esserci una guerra ad esso, come fosse il male dei cereali, quando essi stessi sono devastanti per la salute umana.Come dire: Niente olio di palma nei dolciumi. Peccato che i dolciumi stessi siano inverecondi.

Il Professor Arnold Ereth, a ben sapere, diceva uno degli alimenti più devastanti per la salute umana, e' il riso. E a ben ragione, dato che con questi, si ottiene una colla fantastica. Come mai?

Provate a stracuocere il riso (che non contiene glutine), ed osservate bene l'amido che rilascia.. Ora fate la stessa cosa con un cereale che contiene glutine: rilascia meno amido!

Ma per caso il glutine, tiene meglio l'amido e ne fa' rilasciare meno nel corpo umano, a differenza del riso e di tutti gli amidacei senza glutine?

Link: https://www.arnoldehret.it/la-moda-del-senza-glutine

Alessandro

mercoledì 21 febbraio 2018

Dell'Anarchia


L'anarchia è l'espressione del vero ordine sociale.
In effetti:

Chi dice anarchia, dice negazione del governo.
Chi dice negazione del governo, dice affermazione del popolo.
Chi dice affermazione del popolo, dice libertà individuale.
Chi dice libertà individuale, dice sovranità di ciascuno.
Chi dice sovranità di ciascuno, dice eguaglianza.
Chi dice eguaglianza, dice solidarietà o fraternità.
Chi dice fraternità, dice ordine sociale.
Chi dice ordine sociale, dice anarchia.

Al contrario:
Chi dice governo, dice negazione del popolo.
Chi dice negazione del popolo, dice affermazione dell'autorità politica.
Chi dice affermazione dell'autorità politica, dice dipendenza individuale.
Chi dice dipendenza individuale, dice supremazia di casta.
Chi dice supremazia di casta, dice disuguaglianza.
Chi dice disuguaglianza, dice antagonismo.
Chi dice antagonismo, dice guerra civile.
Dunque, chi dice governo, dice guerra civile'
(Anselme Bellegarrigue - 1850).
Anarchy is the expression of true social order.
In fact:
Who says anarchy, says negation of government.
Who says negation of government says affirmation of the people.
Who says affirmation of the people, says individual liberty.
Who says individual liberty, says sovereignty of each.
Who says sovereignty of each, says equality.
Who says equality, says solidarity or fraternity.
Who says fraternity, says social order.
Who says social order, says anarchy.
On the contrary:
Who says government says denial of the people.
Who says negation of the people, says affirmation of political authority.
Who says affirmation of political authority, says individual dependency.
Who says individual dependency, says caste supremacy.
Who says of caste supremacy, says inequality.
Who says inequality, says antagonism.
Who says antagonism, says civil war.
So who says government, says civil war '
(Anselme Bellegarrigue - 1850).

Alessandro

Di Diritto Privato



Alessandro

martedì 20 febbraio 2018

Solita Immondizia?



Alessandro

Lo studio sulle fake news che Mentana non vi fa vedere



Alessandro

Il Coraggio Di Dire Quello Che Si Pensa In Un Mondo Di Maschere



Viviamo in un mondo di maschere nel quale è difficile dire quello che si pensa, c’è bisogno di tanto coraggio e spesso si viene etichettati come persone non-comuni, non conformi, fuori dalle regole. Quello che dovrebbe essere un vantaggio, un pregio, ossia l’essere verità, dire la propria verità, in realtà diventa una “scomodità” per il sistema, per chi ci circonda e per chi ogni giorno è abituato ad indossare una maschera diversa. Un mondo che abbiamo costruito noi stessi, fatto di apparenza, di inganni e di rapporti umani di circostanza; dire quello che si pensa è spesso considerato poco opportuno specie se non coincide con quello che pensa il nostro interlocutore. In pratica preferiamo indossare una maschera, per adattarci a persone, eventi e luoghi. Queste maschere sono frutto delle paure ereditate geneticamente da chi ci ha preceduto in questa società, nella quale esiste la paura tangibile di risultare inadeguati se si è sinceri, paura di essere derisi, di rimanere soli, emarginati.

Ecco perché ci vuole coraggio per dire quello che si pensa, perché bisogna abbattere questa paura ancestrale, la paura di restare soli, la paura di non essere capiti, la paura del giudizio o di ritorsioni nei propri confronti. Ad esempio conosco persone che pur essendo esemplari nel loro modo di vivere leale ed onesto, sono costrette a non poter esprimere quello che pensano, per il semplice motivo che se lo dovessero fare, i datori di lavoro gli direbbero “quella è la porta!”, e con la crisi in atto e l’aumento della disoccupazione la paura vince sul coraggio di essere se stessi. Per “convenienza” anche queste persone che spiccano per doti umane, si sentono costrette a non potersi esprimere a proprio piacimento, scelgono di recitare un “ruolo”, quello del dipendente burattino, e il prezzo da pagare è sempre quella maledetta maschera da indossare.

essere-falsi-bugiardiIl rischio nel NON dire quello che si pensa è quello di smettere di essere se stessi e di cadere in balia delle diverse personalità che affollano la nostra mente. Smettendo di essere “veri” si smetterà di Essere se stessi: è una legge! Questo non vuol dire che il nostro Sé scomparirà da un giorno all’altro, ma giacerà addormentato nel profondo abisso della nostra essenza, sotto un immenso strato di pensieri compulsivi e personalità multiple sparate a raffica a seconda dei contesti nei quali viviamo. Nascono così gli atteggiamenti di “facciata”, le frasi di circostanza, l’essere carini con tutti, gentili, sempre disponibili, mai una parola fuori posto. Insomma, dei perfetti fantocci! Ma c’è di più, perché chi mente, compie uno spreco energetico non indifferente. L’indossare una maschera per ogni occasione così come il mentire comportano, infatti, uno sforzo. Questo sforzo si traduce in un dispendio energetico inutile, perché lo scopo non è reale, bensì fittizio. Si indossa la maschera per fingere di essere reali, veri, genuini, quando in realtà la verità consiste nel coraggio di essere come siamo e nel dire ciò che pensiamo, senza maschere!

ll non mentire, l’essere se stessi sempre e comunque, insieme al coraggio di dire quello che pensiamo, comportano un minor dispendio energetico e consentono, al contempo, di non renderci schiavi delle aspettative altrui. Smetteranno così di esistere la paure, non avremo il timore di non piacere o di non essere all’altezza, perché saremo ciò che siamo e diremo ciò che pensiamo, senza alcuna paura. Dobbiamo smetterla di indossare le maschere per piacere sempre agli altri, per essere alla moda, per non venire tagliati fuori dal gruppo. Non dobbiamo aver paura di venire allontanati da chi, non ancora soddisfatto del suo sonno, desidera continuare a dormire. Ricordatevi che dire quello che si pensa fa parte della natura umana, pensate ad esempio ai bambini ed alla loro capacità di dire quello che pensano. A volte possono sembrare politicamente scorretti, fuori luogo, fin troppo sinceri, ma non c’è una “bella” menzogna che sia preferibile alla seppur cruda verità.

Quindi non auto-priviamoci della libertà di poter dire liberamente ciò che pensiamo, lo stesso Freud diceva che scherzando si può dire tutto, anche la verità 😉 !!


Alessandro

Adam Kadmon: I contratti



Alessandro

domenica 18 febbraio 2018

Morti In Ospedale




Qui L'articolo


Alessandro

Massoneria 5 Stelle



Alessandro

La Coerenza di Salvini



Alessandro

Del Voto All'estero




Alessandro

M5S Ennesima frode



Alessandro

sabato 17 febbraio 2018

Pensiero: Di chi e' il Corpo?



Alessandro

QUESTA MANCAVA ALL'APPELLOL'ultima di Minniti: "Gli italiani? Emigrino in Africa"



Il ministro: "Non escluderei affatto un'emigrazione di europei e italiani giovani e famiglie addirittura che si trasferiscono nel Continente Nero"

Il destino degli italiani, sempre più soffocati e sostituiti da un'immigrazione che è più giusto definire invasione? Emigrare in Africa. Questa è l'ultima perla del Ministro degli Interni Marco Minniti che, in un colloquio con Eugenio Scalfari per un'intervista a Repubblica, ha sottolineato come la popolazione del Continente Nero "cresca enormemente e ringiovanisca" (?) pur essendo "in continuo movimento".

Col risultato che, non essendo secondo lui fattibile bloccare l'immigrazione - il fatto che non ci sia riuscito lui non significa peraltro che non sia possibile - ci dobbiamo preparare a "un intreccio di popoli". Con dulcis in fundo questa considerazione: "Di questo bisogna tener conto e non escluderei affatto un'emigrazione di europei e italiani giovani e famiglie addirittura che si trasferiscono in Africa".

Ci mancava solo questa, all'appello. Dopo i pistolotti boldriniani sul fatto di doverci noi adeguare "a usi e costumi degli immigrati", e non chi arriva ai nostri, ci voleva solo di essere noi a dover emigrare in Africa. Forse ci converrebbe, se tutta l'Africa si dovesse buttar qua...

Link: http://www.ilpopulista.it/news/15-Febbraio-2018/23472/l-ultima-di-minniti-gli-italiani-emigrino-in-africa.html#.WobDewUVzxY.facebook

Alessandro

Bollette: “pagare o NON pagare?”

In questi giorni sta spopolando su facebook la notizia che avverte sulla non remota possibilità che le insolvenze fiscali sulle bollette energetiche saranno ripartite tra tutti i rimanenti cittadini che ancora, sfortunatamente per loro, pagano le stesse. Ora, immaginiamo che la maggioranza dei lettori, dall’alto della loro saccenteria, in realtà profondamente dormienti, inveiranno nei confronti di coloro che sono definiti evasori fiscali. Il sistema ne sa una più del diavolo e, conoscendo a fondo i meandri neuronali dei morti viventi, sa bene come circuirli. 

È davvero facile per l’élite provocare la guerra dei poveri e mettere gli uni contro gli altri, in questo caso facendo dei pagatori i mastini dei cosiddetti evasori, in maniera da creare dissapori sempre più profondi a guadagno dei propri interessi più venali. Non è la prima né sarà l’ultima trovata dei filibustieri al governo, servi dell’élite finanziaria globale.

Saranno finalmente colti da illuminazione gli ignari cittadini, rendendosi conto di essere vittime di una truffa e finalmente, piuttosto che inveire contro chi da tempo si è risvegliato, passare all’azione smettendo di pagare tutti uniti, invece che rimanere schiavi e vittime attraverso dei pezzi di carta colorati senza alcun valore e per giunta a debito?

Ai posteri l’ardua sentenza!

Link: https://ilgecco.tv/2018/02/16/bollette-pagare-o-non-pagare/

Alessandrto

Psicopatia Giuridica: Il Corpo Umano



Alessandro

venerdì 16 febbraio 2018

Pubblicità Mortale




Alessandro

Hikikomori, è boom anche in Italia: migliaia di giovani si auto-recludono in casa




Hanno tra i 14 e i 25 anni e non studiano né lavorano. Non hanno amici e trascorrono gran parte della giornata nella loro camera. A stento parlano con genitori e parenti. Dormono durante il giorno e vivono di notte per evitare qualsiasi confronto con il mondo esterno. Si rifugiano tra i meandri della Rete e dei social network con profili fittizi, unico contatto con la società che hanno abbandonato. Li chiamano hikikomori, termine giapponese che significa “stare in disparte”. Nel Paese del Sol Levante hanno da poco raggiunto la preoccupante cifra di un milione di casi, ma è sbagliato considerarlo un fenomeno limitato soltanto ai confini giapponesi.

“E’ un male che affligge tutte le economie sviluppate – spiega Marco Crepaldi, fondatore di Hikikomori Italia, la prima associazione nazionale di informazione e supporto sul tema – Le aspettative di realizzazione sociale sono una spada di Damocle per tutte le nuove generazioni degli anni Duemila: c’è chi riesce a sopportare la pressione della competizione scolastica e lavorativa e chi, invece, molla tutto e decide di auto-escludersi”.

Le ultime stime parlano di migliaia di casi italiani di hikikomori, un esercito di reclusi che chiede aiuto. Un numero che è destinato ad aumentare se non si riuscirà a dare al fenomeno una precisa collocazione clinica e sociale.....CONTINUA QUI.



Link: https://it.businessinsider.com/hikikomori-boom-italia-ecco-chi-sono-i-100mila-giovani-italiani-che-si-autorecludono-in-casa/

Alessandro

Da Giancarlo: Nicola Gratteri

Su internet gira voce che il Magistrato Nicola Gratteri della Procura di Catanzaro abbia invitato la popolazione a scendere in piazza, adducendo che la situazione in Italia è grave. Ammettendo che la notizia sia veritiera e supponendo la buona fede del personaggio, viene spontaneo chiedersi quale ne sia lo scopo.

Forse è che il magistrato con tale dichiarazione fomenta la folla per poi farla scontrare con le forze dell’ordine con conseguente emissione di qualche provvedimento giudiziario nei riguardi della prima, facilitando lo sporco gioco del sistema?

Per quale motivo piuttosto che emettere un provvedimento giudiziario nei riguardi dei traditori del popolo esorta quest’ultimo ad occuparsene ed intervenire? Non è forse un suo preciso dovere istituzionale far rispettare quello che è il regolamento aziendale interno (Costituzione) italiano? Ma come può, mi domando, un magistrato, che a tutti gli effetti è un dipendente di una corporazione, andare contro il proprio datore di lavoro? Semplicemente, non può! Inficerebbe sulla propria posizione occupazionale e relativo stipendio.

Allora, non avrebbe fatto meglio a tacere? Chi davvero è sensibile alla giustizia, quella vera, abbandonerebbe immediatamente il proprio posto di lavoro dipendente da uno stato corporativo, perché diversamente si renderebbe automaticamente complice.

Per supposto, perché anziché invitare gli altri a scendere in piazza, lui per primo non da l’esempio e si pone a capo fila?

Sarebbe interessante saperne di più.

Alessandro

giovedì 15 febbraio 2018

Il NON voto

Ultimamente, soprattutto su facebook, in vista delle imminenti elezioni, molti sono gli articoli e i pareri di personaggi illustri e/o famosi che esortano i cittadini a recarsi alle urne, adducendo alla solita filastrocca del dovere del cittadino (è proprio qui il punto: il cittadino!), spesso la motivazione è quella secondo la quale chi non vota lascia agli altri la possibilità di decidere, che sarebbe comunque il male minore. Nel marasma propagandistico ci sono anche alcuni pseudo movimenti che invitano al non voto, secondo la procedura prevista dal Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche TITOLO VII Disposizioni penali Art. 104. Comma 5, che offre appunto la facoltà di recarsi al Seggio, farsi registrare, rifiutare la scheda elettorale e far verbalizzare il rifiuto e l’eventuale motivazione dal segretario o dal Presidente del Seggio che sono tenuti ad ottemperarvi.

Evidentemente taluni partiti e/o movimenti incominciano ad avvertire il serio pericolo di essere delegittimati una volta per tutte quindi, cercano in ogni modo di correre ai ripari.

Ma la procedura del non voto così attuata è realmente efficace? Assolutamente no! Innanzitutto il non voto non cambia le sorti delle elezioni che si limiteranno a non conteggiare le schede rifiutate, piuttosto che considerarle come nulle o bianche andando a sommarsi al partito con più voti. Da notare che la Costituzione stessa, che non è altro che un regolamento aziendale corporativo, indica chiaramente all’art. 67 che “Ogni membro del parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato” ovvero senza impegno verso i propri sostenitori.

Ma la questione fondamentale è un’altra, ossia il fatto di presentarsi alle urne con un documento d’identità, identificandosi e immedesimandosi quindi nella figura (funzione-finzione) giuridica di cittadino, ovvero debitore, servitore dello stato, individuo incompetente, assoggettato ai voleri del potere illegittimamente e illegalmente costituito, incapace di autodeterminazione e autogoverno, praticamente schiavo! Sta proprio lì il vero inganno, quello di farti credere di essere determinante per le sorti del Paese, di illuderti che il voto possa realmente cambiare la tua condizione di suddito. Di convincerti che votare è un diritto-dovere al quale è necessario assoggettarsi e che senza la preferenza lasci a terzi il destino della Nazione. Nella realtà è l’ennesima frode attuata verso gli ignari cittadini che si ritengono ancora tali e ricoprenti quindi la condizione di sottomissione.

La votazione è in realtà un rinnovo contrattuale col quale lo Stato illegittimo, di natura privatistica e per giunta precluso De Jure, pone l’elettore, attraverso il proprio consenso esplicito ma inconsapevole, nella condizione di oppressione e sottomissione, privato quindi di qualsiasi diritto derivante dalla sua condizione di essere umano con diritti inalienabili sanciti dalla Legge naturale e dal Diritto internazionale, restringendolo di conseguenza nella gabbia del Diritto positivo (normative corporative) profondamente opprimenti e vincolanti.

Si tratta in fondo di un sottile inganno nei confronti del corpo animico, non dimentichiamoci infatti che il cubo dell’urna rappresenta il pianeta-divinità Sat-urno e la fratellanza nera elitaria ad esso annessa che, attraverso il gesto della votazione (voto: Impegno assunto solennemente verso la divinità di compiere una determinata azione, sia come contropartita di un beneficio ricevuto da essa sia, senza alcuna contropartita), trae l’uomo in inganno e lo sottomette ai propri voleri e bisogni. In antichità Saturno era chiamato “El” e se andiamo a verificare, “el” è proprio alla radice di tutte le parole che riguardano la procedura delle votazioni: el-ezioni; el-eggere; el-ettore; el-ettorato.

Quindi, al riguardo delle votazioni, la cosa più efficace per non alimentare il sistema è rimandare al proprietario (Comune) il certificato elettorale, spogliandosi della veste di cittadino e indossando i panni dell’essere umano.


Link: https://ilgecco.tv/2018/02/15/il-non-voto/

Alessandro

Gli scienziati hanno scoperto come far crescere nuovi denti da zero.



Jeremy Mao della Colombia University e il suo team hanno pubblicato uno studio che spiega come sono riusciti a far crescere un dente nuovo di zecca usando le cellule staminali.

Mao spiega che il team ha utilizzato cellule staminali prelevate dal corpo del paziente per creare un’impalcatura che ha consentito ad un dente nuovo di zecca di crescere. Il dente è arrivato a fondersi con il tessuto circostante con relativa facilità, ed è cresciuto in nove settimane.

Il sorprendente successo del team in questo progetto arriva in un momento in cui i trattamenti convenzionali per i denti rotti e mancanti vengono sempre più criticati.

Non solo le procedure richieste sono molto dolorose, ma possono anche essere molto pericolose; sono state collegate a un aumento del rischio di malattie del fegato, malattie renali e malattie cardiache.

La ragione di ciò è che i dentisti non verificano la biocompatibilità quando inseriscono degli impianti nella bocca del paziente.

Il corpo a volte respinge l’impianto in bocca, portando a infiammazioni ed un aumento del rischio di carie in alcuni pazienti.

Per i pazienti molto sfortunati, gli impianti dentali possono addirittura causare gravi problemi alla salute.

Se il corpo respinge un impianto, può scatenare una malattia autoimmune già esistente.

Naturalmente, ciò potrebbe comportare gravi problemi di salute per il paziente. Mentre i medici tendono ad essere piuttosto prudenti e preferiscono attenersi a misure provate e testate, Mao e il suo team sono fiduciosi che la loro nuova tecnica prenderà piede.

Nonostante il fatto che la loro procedura di sostituzione sia costosa e impieghi nove settimane per completarsi completamente, sperano che i benefici superino gli svantaggi. Non solo il dente sostitutivo della cellula staminale è privo dei rischi associati all’inserimento di un corpo estraneo nella bocca del paziente, ma sarà anche esteticamente superiore.

Link: http://terrarealtime.blogspot.it/2018/02/gli-scienziati-hanno-scoperto-come-far.html

Alessandro

lunedì 12 febbraio 2018

Incidente Russo: Quale Verità?








Alessandro

Pensiero: Dei Riti Stanici


Articolo 19. Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.




Alessandro

Allarghiamo il nostro Mondo



Alessandro

Pensiero: Lo Schiavo



Alessandro

venerdì 9 febbraio 2018

Le Parole: Responsabile

Responsabile = Abile (abile) nel Rispondere(Respons). Chi risponde e' comandato, chi domanda comanda.

Alessandro

Umili?


Alessandro

Space X: I Simposn




Alessandro

Alimentazione: Autodiagnosi 3

Un'altro importante strumento per l'autodiagnosi, sono le mani, o meglio le dita. Una piccola pressione sul corpo, ci può rivelare infiammazioni e depositi di scorie, che sono sotto la soglia del dolore manifesto.

Basta pigiare con un dito, fino allo schiacciamento del polpastrello, oppure, picchiettando la zona. Se si sente del dolore, che sia estraneo alla pressione (che deve esser poca), abbiamo la possibilità di una infiammazione ed altro. 

L'entità del problema e' legato al grado di dolore che si percepisce, il quale dovrebbe sempre esser nullo.

Alessandro

Nicola Gratteri procuratore antimafia



Alessandro

Disse Giobbe



Alessandro

Emma Bonino a 8 e mezzo


Alessandro

giovedì 8 febbraio 2018

Morte da cause Naturali?








Alessandro

Macerata: chi ha sparato davvero ai migranti?





Qui L'articolo Completo

Alessandro

Buon Olio a Tutti



Partiamo con una premessa: un cucchiaio d’olio d’oliva ogni tanto non è un problema… ma hai mai calcolato di quanto olio fai effettivamente uso ogni giorno? Senza accorgercene, possiamo facilmente arrivare a consumarne a bicchieri!

Normalmente non ce ne preoccupiamo perché, pensiamo, l’olio d’oliva (o altro tipo di olio vegetale spremuto a freddo) “fa bene”… questo è quello che abbiamo sempre sentito dire.

Le cose non stanno proprio così. Spieghiamo qui perché usare qualsiasi tipo di olio regolarmente può essere un’abitudine veramente dannosa per la nostra salute.


1) L’olio è un prodotto raffinato e la fonte di calorie più concentrata possibile
Un cucchiaio d’olio contiene 120 calorie di grasso puro e quasi nessun’altro tipo di nutriente. (Un cucchiaio di zucchero bianco ne contiene 50).

I grassi che mangi sono quelli che poi finisci col portarti addosso… e diversi cucchiai d’olio qua e là possono velocemente sommarsi aggiungendo alla tua dieta un discreto quantitativo di calorie extra di cui forse non hai bisogno.

Inoltre, si tratta di calorie “vuote”, cioè prive di fibre e di nutrienti essenziali. Molteplici studi hanno dimostrato che aggiungere grassi al cibo fa sì che le persone assumano calorie in eccesso senza accorgersene, dato che i grassi hanno un potere saziante molto basso rispetto ai carboidrati o alle proteine.

Ci vogliono ben 24 olive per ottenere 1 cucchiaio d’olio: meglio quindi utilizzare il prodotto originale (l’oliva) anziché quello processato (l’olio), in questo modo è più difficile esagerare con le quantità e si mantengono fibre e altri nutrienti utili dell’alimento.

2) Un eccessivo consumo di grassi abbassa la sensibilità insulinica
Più alta è la percentuale di grassi nella nostra dieta, meno efficace diventa la nostra insulina. Se inoltre combiniamo un alto apporto di grassi con un alto apporto di zuccheri, abbiamo una ricetta per il disastro, dato che questa combinazione causa molti problemi per la salute.

3) Gli oli vegetali favoriscono l’infiammazione
Gli omega 6 favoriscono l’infiammazione, mentre gli omega 3 la riducono. Nella maggior parte degli oli vegetali il rapporto tra i due tipi di grassi è drammaticamente a favore degli omega 6. Nella nostra dieta dovremmo cercare di mantenere una proporzione tra omega 6 e omega 3 al massimo di 4:1. L’olio di oliva ha invece una percentuale di omega 6 dieci volte maggiore rispetto a quella di omega 3, e in altri oli il rapporto è ancora più sfavorevole.

4) L’olio d’oliva non abbassa il colesterolo LDL
L’idea che l’olio d’oliva sia benefico per il cuore è un mito. Le ricerche hanno dimostrato che esso è in grado di abbassare il colesterolo LDL solo quando sostituisce grassi animali come il burro. Aggiungere olio d’oliva o altri oli a una dieta salutare, invece, di fatto aumenta i livelli di LDL.

5) L’olio d’oliva danneggia il rivestimento interno delle arterie (endotelio)
Uno studio condotto dal dr. Robert Vogel e pubblicato dal Journal of the American College of Cardiology mostra come un pasto che include olio d’oliva causi la restrizione delle arterie, favorendo i problemi cardiaci. Il flusso sanguigno risultava ridotto del 31%.

Questa ricerca ha scoperto che le componenti protettive della dieta mediterranea sembrano essere la frutta e la verdura, NON l’olio. Se ce la caviamo è solo perché mangiamo un sacco di frutta e verdura, e consumiamo olio di oliva al posto dei grassi animali. L’olio d’oliva, di per sé, non è salutare.

6) L’olio rilascia sostanze tossiche se riscaldato
Molti oli diventano cancerogeni se riscaldati. Certo, diversi tipi di olio sopportano temperature diverse. Ma non credere che non accada nulla quando li riscaldi… Udo Erasmus, uno dei più famosi esperti mondiali in tema di grassi, raccomanda di non scaldare mai alcun tipo di grasso. Dice: “Se ciò che vogliamo è la salute, l’acqua è l’unico olio appropriato per friggere. Torniamo a cuocere i nostri cibi a vapore, stufandoli, bollendoli oppure usando la pentola a pressione. O, ancor meglio nella maggior parte dei casi, torniamo a mangiarli crudi”.

E gli acidi grassi essenziali?
E’ vero, abbiamo bisogno di un certo quantitativo di grassi per essere in buona salute. Ma tutti i cibi integri (sì, frutta e verdura contengono una certa quantità di grassi!) ne contengono, in qualche misura, oltretutto con un rapporto omega 3/6 perfetto. I grassi aggiuntivi dovrebbero provenire da cibi integri come: noci, semi, avocado, ecc. che vanno assunti però in piccole quantità.

Ecco una lista parziale di medici che concordano con questo approccio “niente olio”:

T. Colin Campbell
John McDougall
Douglas Graham
Caldwell Esselstyn
Neal Barnard
Joel Fuhrman
Michael Klaper
…e altri ancora.

Se sei molto attivo e bruci un sacco di calorie, un po’ d’olio d’oliva non ti farà male. Ma se provi a smettere di usarlo, noterai che dopo un po’ le tue papille gustative si saranno abituate. Se desideri qualcosa di grasso, mangia qualche cibo integro come, ad esempio, delle mandorle o delle nocciole.

Sembra incredibile ma le papille gustative si abituano senza olio… tanto che, dopo un po’, potresti trovare strano usarlo!


Fonte: http://www.crudoesalute.com/perche-lolio-non-fa-bene-anche-lolio-doliva/

Alessandro

Diritto Criminale



Alessandro

Cosa e' lo Stato? Una Corporation...



Alessandro

L'uomo imperfetto

E' davvero esilarante sentire i vari esperti biblici e vari, parlare delle imperfezioni fisiche dell'uomo, il fatto dei suoi comportamenti animaleschi, i difetti genetici.

Se solo si prendessero la briga di studiare la fisiologia umana, capirebbero che siamo Animali, e siamo moooolto più perfetti di quello che pensano.

A quando l'uso del cervello, e sopratutto del Cuore e della Coscienza? Quando sei ad immagine e somiglianza di Dio, e' come dire che Dio e' imperfetto...

Guardare alle presunte mancanze, e' come vedere il mondo mancante e se stessi mancanti. A quando lodare e glorificare le nostre Virtù?


Alessandro

mercoledì 7 febbraio 2018

Saviano: Spero sia un fake!




Alessandro

Partoriente e no Madre!



Alessandro

Morte in Culla?



Si è consumata un’altra tragedia, stavolta a Civitavecchia, dove una bambina di appena un mese e mezzo ha perso la vita, sembrerebbe per una crisi respiratoria. Il dramma si è consumato domenica mattina, quando i genitori della neonata hanno notato che la piccola non riusciva a respirare.


Il padre, in preda al panico, ha chiamato il primo numero di soccorso utile, ovvero il 113. In pochi istanti una volante è giunta sul posto, dato che la coppia di genitori della piccola vive poco lontano dal commissariato di viale della Vittoria. Gli agenti, vista la situazione gravissima, hanno portato direttamente la neonata al pronto soccorso, ma i medici non hanno potuto far altro che constatare la morte della bimba. Sull’episodio la Procura ha aperto un’indagine ed oggi verrà dato l’incarico al medico legale per effettuare l’autopsia, allo scopo di verificare se esistono responsabilità o meno sulla morte della bambina. Al momento non ci sarebbero indagati, perché dai primi accertamenti sembrerebbe trattarsi di una morte in culla. Sarà l’esame autoptico però a dare il responso definitivo.


Link: https://trcgiornale.it/muore-unaltra-bimba-tragedia-a-civitavecchia/

Alessandro

Balle Spaziali

Ennesima Buffonata ad uso e consumo del popolino, da parte di questi traditori dell'umanità. E' proprio vero che la mattina si alzano 2 categorie...


Alessandro

Pamela Mastropietro: esclude omicidio per Innocent Oseghale



Il fermo di Innocent Oseghale, il pusher accusato della morte di Pamela Mastropietro, i cui resti sono stati trovati in un due trolley a Macerata, è stata convalidato. Ma il gip Giovanni Maria Manzoni ha escluso la contestazione dell’omicidio la 18enne romana fatta a pezzi dall’uomo. Al cittadino nigeriano, in Italia con un permesso di soggiorno scaduto, vengono contestati l’occultamento e il vilipendio di cadavere. Il giudice, confermano fonti giudiziarie, ha ritenuto non vi fosse fosse prova certa per sostenere l’addebito di omicidio per il quale Oseghale resta indagato. Un altro pusher nigeriano è invece indagato per la cessione di eroina alla 18enne romana che era scappata da una comunità di recupero.

La decisione del giudice probabilmente dipende dal fatto che dopo l’autopsia non era stato possibile stabilire la causa dee decesso. Per sapere com’è morta Pamela si dovranno attendere i responsi degli esami tossicologici che il perito Rino Froldi sta svolgendo nell’ambito degli accertamenti autoptici del medico legale Antonio Tombolini.

La famiglia di Pamela nei giorni scorsi aveva fatto un appello a fermare la violenza dopo il raid di Macerata – Luca Traini ha detto di aver agito per vendicare la ragazza – aveva invitato alla calma. “Chiediamo solamente giustizia – aveva dett la madre intervistata -. Pene esemplari per chi ha ucciso e fatto a pezzi nostra figlia. Ma condanniamo fermamente l’attacco, non siamo razzisti e anche Pamela se fosse ancora viva sarebbe inorridita per questo atto di odio”. I carabinieri stanno ricostruendo anche il percorso fatto dalla 18enne da Corridonia a Macerata: un 45enne della zona, individuato sulla base dei filmati girati dalle telecamere di sistemi di sicurezza e sentito dagli investigatori, le ha dato un passaggio subito dopo che Pamela si era allontanata dalla comunità il 29 gennaio. Si è intrattenuto con lei in cambio di denaro, prima di lasciarla alla stazione ferroviaria di Piediripa.

Oseghale dopo aver inizialmente smentito ogni coinvolgimento ha dato una sua versione: “Pamela ha avuto una crisi da overdose e io sono scappato”. Il nigeriano non ha ammesso alcuno degli addebiti contestati – omicidio, vilipendio e occultamento di cadavere – neanche lo smembramento del corpo. I carabinieri del Ris sono tornati più volte nell’appartamento di Oseghale per sequestrare vari oggetti tra cui i vestiti della ragazza sporchi di sangue, grossi coltelli da cucina e una piccola mannaia. Prelevati anche dispositivi elettronici che verranno esaminati dal consulente informatico della Procura per tracciare i movimenti del nigeriano arrestato.

Link: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/02/06/pamela-mastropietro-il-gip-di-macerata-esclude-omicidio-per-innocent-oseghale-lei-overdose-e-io-sono-scappato/4139866/

Alessandro

martedì 6 febbraio 2018

Voto o Non Voto

Come abbiamo avuto modo di asserire in diverse occasioni, e come ben espresso dalla oramai famosa sentenza della Suprema Corte U.S.A. del 1975 “Penhallow vs. Doane’s Administrator, 3 US 54, 1 L.Ed.57, 3 Dall. 54”, il Governo è una persona artificiale, capace di interfacciarsi solo ed esclusivamente con altre persone artificiali. Si tratta di un semplice costrutto mentale, intangibile, senza alcuna valenza nei riguardi degli individui viventi. Perché si utilizza proprio il termine “Stato” e non altro? Il motivo deriva dalla condizione dell’essere, ossia la condizione in cui identifichiamo un terzo elemento e col quale possiamo identificare noi stessi, quindi, il nostro stato d’essere.

Essere, quindi, individua una condizione. Infatti è solito chiedere ad un altro individuo la sua condizione con la frase “qual’è il tuo stato?” o “in quale stato versi?” che corrisponde a “in quale condizione di salute ti trovi?”. Così, come si usa determinare la condizione di salute, si determina la condizione giuridica di un Governo, puntualizzando in quale stato si inquadra. Ma chi determina tale condizione? Chi lo rappresenta o chi lo sostiene? Essendo vero che come è in alto è in basso, considerando che le nostre condizioni di qualsiasi genere possono essere governate internamente-indipendentemente, ma che possono altresì essere influenzate da agenti esterni, comprendiamo che anche le condizioni di uno Stato (Governo) possono essere condizionate da un volere esterno. Di qui l’esigenza di comprenderne le dinamiche. Se voi siete abituati a mantenervi in forma, ciò non toglie che un agente esterno, quale un virus, possa provocarvi un’influenza. Alla stessa stregua se un Governo è dittatoriale, come nel caso nostrano, ciò non esclude che un intervento esterno possa determinarne il cambiamento.

Se riflettiamo a fondo su quale potrebbe essere tale virus, efficace per la modifica dell’attuale sistema governativo, lo possiamo identificare nel NON VOTO. Da sempre siamo stati tratti in inganno con la oramai abusata frase: “se non voti lasci decidere agli altri che votano!”. In realtà votare o non votare non modifica quelle che sono le decisioni già prese a livello elitario. Le votazioni sono solo uno strumento per illudere i cittadini dormienti che hanno ancora voce in capitolo, fornendo così una parvenza di democrazia. Se le votazioni avessero avuto un qualche peso reale, ce le avrebbero negate. La Costituzione stessa è chiara a tal proposito, recitando all’Art. 67 testuali parole: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. Senza vincolo di mandato ossia senza obblighi verso i propri elettori.

Ma la cosa più curiosa, sapendo che tutta la società e relativi procedimenti derivano dalla Chiesa cattolica e dal suo Diritto canonico, ci fornisce un elemento ancor più chiaro del significato del “voto”, trovandone il significato più profondo in ciò che tale Diritto esprime con tale termine: “Impegno assunto solennemente verso la divinità di compiere una determinata azione, sia come contropartita di un beneficio ricevuto da essa (v. condizionato) sia, senza alcuna contropartita (v. incondizionato), come perseguimento di una perfezione di vita secondo i principi della religione professata”. Votare, quindi, significa delegittimarsi, spogliandosi delle proprie responsabilità, per alimentare, attraverso la propria preferenza, lo Stato “d’essere” dell’Entità governativa. Risulta chiaro, quindi, quanto sia inutile lamentarsi se il Governo non applica il volere del popolo, alla luce di quanto sopra esposto.

Lo strumento col quale i popoli dormienti sono sempre stati sottomessi è fondamentalmente la paura. Per paura non si ha il coraggio di impegnarsi in prima persona per il cambiamento, ma si delega sempre terzi, scaricandosi di ogni responsabilità, ma puntualmente criticando la mancanza di risultati positivi. In pratica una giostrina perenne. Si tratta, in definitiva, esclusivamente di una gabbia mentale con la quale siamo sottomessi alla nostra inerzia. Le reazioni delle quali si ha più timore sono quelle della magistratura, identificando questa come qualcosa di insormontabile, quando, in realtà, il vero potere è del Popolo, lo è sempre stato ma raramente applicato, per l’appunto per paura. La vera paura in realtà ce l’hanno proprio i magistrati che, conoscendo la propria posizione truffaldina, cercano in tutti i modi di soffocare le iniziative, purtroppo ancora isolate, volte a contrastare le loro azioni ignobili, con l’utilizzo della forza, per tentare di arginare il dissenso. Purtroppo per loro il processo è inesorabilmente inconvertibile e non tarderà a dare i suoi frutti.



Link: https://ilgecco.tv/2018/02/06/voto-o-non-voto/

Alessandro

Di Saviano...



Link: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/macerata-roberto-saviano-incolpa-salvini-lui-mandante-morale-1490103.html

Alessandro

Pezzi Vari...



Alessandro

Pensiero: Obbiezione di coscienza



Alessandro

Finzione Giuridica



Alessandro

Pensiero: Disobbedienza Civile


Alessandro

Del Sistema Giuridico



Alessandro

Vai di Mele Marce




Corruzione dentro i palazzi di giustizia: tre Procure si sono messe insieme per venire a capo di un caso che ha come vertice Siracusa. Le Procure di Messina, Roma e Milano hanno collaborato per smantellare quella che hanno individuato essere un’associazione a delinquere di stampo giudiziario, con avvocati e pubblici ministeri che si sarebbero coalizzati per inventare complotti, screditare e minacciare i colleghi, scippare ad altre Procure o simulare, per poi archiviare, indagini su fatti delicati di livello internazionale (caso Eni, passato proprio da Siracusa).

Ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite a carico del magistrato Giancarlo Longo, già in servizio a Siracusa come sostituto procuratore e oggi giudice civile a Napoli e per gli avvocati siracusani Piero Amara e Giuseppe Calafiore (quest’ultimo ai domiciliari all’estero), di 48 e 38 anni.

Sarebbero loro, secondo l’accusa, i vertici di un’associazione a delinquere che per anni avrebbe condizionato una parte della Procura di Siracusa, in primo luogo per ottenere “favori” per i loro clienti. Favori poi regolarmente retribuiti come dimostrerebbero verifiche effettuate sui conti corrente del magistrato Longo.

Ma è lunga la lista di reati contestati: corruzione in atti giudiziari, falso ideologico, associazione a delinquere, concussione, truffa, rivelazione di segreto d’ufficio, consulenza infedele, simulazione di reato, minacce a pubblico ufficiale. Nell’indagine si parla anche della gestione da parte della Procura di Siracusa di vicende come Open Land, Fiera del Sud, Am Group, Gilda-Comin rivela la Gazzetta del Sud.

L’inchiesta è nata anche dall’esposto di otto magistrati di Siracusa. A fare la differenza col passato, nella prospettiva dell’accusa, è l’organizzazione meticolosa, puntuale, ramificata, estesa, un meccanismo praticamente perfetto, in cui Longo – secondo le accuse – era un ingranaggio fondamentale.


Link: http://www.siracusaoggi.it/siracusa-pioggia-di-accuse-arrestati-il-magistrato-longo-e-gli-avvocati-amara-e-calafiore/?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=facebook&utm_source=socialnetwork

Alessandro

Nome entizzato?



Alessandro

Costituzione Razzista?



Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. 


Alessandro

venerdì 2 febbraio 2018

La tribu'

L’uomo è un animale di branco. Il branco o tribù è stato il primissimo sistema di aggregazione dell’essere umano ed è la struttura sociale durata più a lungo. Il tribalismo nasce indubbiamente da un adattamento evolutivo.

 Quattro milioni di anni fa, divenuti bipedi, i nostri progenitori che non avevano né zanne, né artigli si trovarono a fronteggiare, praticamente indifesi, i grandi predatori. Non potevano sperare di batterli nella corsa e oramai avevano perso la capacità di arrampicarsi velocemente sui rami più alti degli alberi.

Solo con la collaborazione dei propri simili potevano sperare di scamparla e come ancora oggi fanno gli scimpanzé davanti al pericolo, scoprirono che saltando e strillando potevano sconcertare e allontanare la fiera. Per due milioni di anni questa tecnica  consentì loro di essere erbivori di successo, finché due, tre milioni di anni fa cambiando le loro abitudini alimentari, applicarono la tecnica del gruppo alla caccia rendendola più proficua e funzionale. 

Sicuramente dalla cooperazione del clan deriva una maggiore possibilità di sopravvivenza e di nutrimento. Questa pulsione sociale così come l’istinto materno, la curiosità, la compassione, l’inventiva è frutto dell’evoluzione e quindi completamente istintiva perché necessaria alla sopravvivenza. Di conseguenza non può essere modificate dalla cultura, anche se l’intelletto può intervenire su un istinto espresso in modo eccessivo trasformandolo in un comportamento più accettabile e vantaggioso.

Come vedremo più avanti gli interventi sull’istinto tribale innescati dall’agricoltura sono stati vantaggiosi per lo sviluppo della civiltà ma estremamente punitivi per la famiglia, per l’individuo e per la sua felicità. La struttura di una tribù era relativamente semplice, composta da pochi individui con scarse distinzioni sociali. Si trattava di piccoli gruppi, 10 - 30 persone che potevano arrivare anche a 100 se le condizione dell’habitat erano particolarmente favorevoli. Prevalentemente nomadi non avevano una struttura gerarchica ma egualitaria, con una precisa distinzione dei compiti, agli uomini la caccia, alle donne la raccolta. 

Queste occupazioni impegnavano poche ore della giornata e molto tempo veniva dedicato al gioco, all’ozio, alle piccole curiosità. Lo studio delle società tribali ancora esistenti ci consente di registrare una distinzione importante legata principalmente all’ambiente e di conseguenza alla disponibilità del cibo. Se il territorio offre scarsa selvaggina tale da essere sufficiente solo per uno o pochi giorni la struttura sociale ha caratteristiche molto semplici e viene definita IR (immediate return), viceversa quando i frutti della caccia sono copiosi, il cibo in eccesso viene lavorato e conservato, allora si parla di DR (delayed return) e la società appare più complessa[1]. Queste sono le principali diverse caratteristiche:

società a ritorno immediato (IR)

·        cibo consumato immediatamente

·        gruppi non stabili e nomadi

·        nessuna istituzione, regole semplici e flessibili, strettamente egualitaria

·        impegni a breve scadenza, individualismo e  indipendenza

·        condivisione del cibo e degli strumenti, sanzioni a chi accumula proprietà personali

·        accesso libero al territorio

società a ritorno ritardato (DR)

·        il cibo in eccesso viene lavorato e conservato

·        i gruppi non sono più stabili, restano però legati strettamente e sono solo parzialmente nomadi

·        esiste un capo, un consiglio di saggi, regole complesse e un ordine superiore di legami come i clan, le fratrie, le parti

·        impegni e legami sono considerati importanti

·        esiste la proprietà del cibo e delle donne, c’è scarsa condivisione

·        il territorio resta libero ma è controllato dal gruppo, nasce la proprietà su alcune risorse.

Ovviamente questi studi trovano obiezioni nel fatto che le tribù oggetto di analisi sono in ogni caso “contaminate” dai contatti col mondo agricolo, pastorale o industrializzato e di conseguenza è ardito basare sulle loro consuetudini le nostre interpretazioni della preistoria. Per ovviare a questo problema si sono analizzati i vari livelli di rapporto intercorsi tra la civiltà e questi popoli, dal semplice contatto agli scambi sporadici, all’acculturamento, assimilazione o addirittura come spesso è accaduto, all’annientamento.

Si è resa così più razionale la comprensione della società tribale. D’altronde ulteriori, recenti ricerche danno conferme scientifiche a queste ipotesi. Secondo questi studi la dimensione del cervello dei primati è determinata dalla dimensione del gruppo sociale. Il cervello umano ad esempio è in grado di interagire e comprendere pienamente un massimo di 150 individui.

Oltre tale numero ricorre a schemi gerarchici, a stereotipi. Per questo le strutture sociali contemporanee non hanno avuto successo cercando di combinare gli istinti tribali di egualitarismo e di solidarietà con la complessità della vita attuale. 

Gli istinti tribali, frutto di milioni di anni evolutivi sono funzionali solo a piccoli gruppi non alla innaturale e insuperabile impersonalità delle masse. Le società di massa rende l’individuo competitivo e perciò insicuro e aggressivo in contrasto con il naturale equilibrio dell’uomo pienamente presente alla vita, competente, cooperativo e altruista. Di questo tutti noi siamo ben consapevoli.

 Il neo  tribalismo

Di conseguenza gli antropologi hanno rivisto notevolmente il concetto di tribù, finora considerato solo come fossile sociale. La vita all’interno della tribù è vita facile e sana. Qualcuno ha definito le culture tribali come le “prime società del benessere” non per il possesso di beni ma per la loro combinazione di agio unito ad assenza di bisogni. Piccole comunità aperte, egualitarie, cooperative e senza classi sociali. E’ ragionevole pensare che questo sia lo stato naturale dell’umanità frutto di milioni di anni evolutivi.

Non è ovviamente applicabile alle masse, come la tragedia del comunismo ci ha dimostrato, ma presuppone piccoli gruppi entro il numero appunto di 150 persone. La nuova rivoluzione tribale tratteggiata da Daniel Quinn sostiene infatti che le civiltà nate dal totalitarismo agricolo non hanno mai funzionato e se cerchiamo un modello naturale di società dobbiamo guardare alla preistoria.


Fonte: http://www.giovannicianti.org/donwload/advances/societa/html/art001.htm

Alessandro

Eugenetica di una Razza Superiore Senza Malattie

Usando un albero come confronto, si può dire che la “maternità” rappresenta la QUALITA' del terreno. La “paternità” rappresenta la qualità del seme. Un seme di buona qualità in un terreno relativamente povero e quasi sterile fa nascere un albero abbastanza buono, ma un seme difettoso, anche se piantato nel terreno migliore, NIENTE.

Gli allevatori di animali, particolarmente gli allevatori di cavalli, sanno che la qualità di un padre purosangue passa attraverso infinite generazioni, anche con una serie di madri “scadenti”. Ecco perché l’eredità di buone e cattive qualità` (la tubercolosi, per esempio) possono saltare un’intera generazione per poi ripresentarsi.

Il problema sembra differente se guardato da differenti punti di vista sulla vita, e naturalmente `e differente nel caso di un corpo pulito con la dieta naturale. I medici ed anche i naturopati non crederanno assolutamente a questi nuovi principi ed argomenti che ho messo in evidenza e postulato in questo lavoro. Ragionano e concludono con i fatti e le esperienze avute su corpi internamente sporchi, che vivono con la dieta artificiale della civiltà` attuale.

Non si può ragionare sui colori con una persona cieca dalla nascita. Non si possono usare i vecchi argomenti e la vecchia fisiologia per contraddire le mie affermazioni. Fino a che non sperimenterai personalmente sul tuo proprio corpo la verità` dei miei insegnamenti, potrai solo accettare e credere, non sapere.

Realizza, per favore, che cosa significhi questo DIGIUNO SUPERIORE, come praticato dai profeti delle ere passate. Per diversi decenni ed in parte anche oggi, la scienza dell’eugenica ha creduto che fosse necessario, sia per gli animali che per gli esseri umani, la riproduzione fra individui non consanguinei, basandosi sui cattivi risultati evidenziatisi fra gli esseri umani. 

Si tratta, niente di meno che, della questione sul futuro della Nazione Americana: accoppiamento fra consanguinei o non consanguinei? La razza Ebraica e' l a risposta, l’unico esempio in esistenza che l’accoppiamento fra consanguinei è naturale e perfetto. Il matrimonio fra soggetti di stretta parentela fallisce semplicemente perché siamo troppo degenerati, se facciamo un paragone con i diretti discendenti di Abramo.

La riproduzione fra non consanguinei `e una “stimolazione” con un risultato apparentemente buono, ma che, soltanto una o due generazioni dopo, di solito estingue la famiglia.

Le famiglie reali europee hanno mantenuto il loro albero genealogico integro, assicurando buoni risultati soltanto finché non hanno vissuto nel lusso moderno. Le famiglie di nobili stanno velocemente scomparendo perché non riescono a continuare la generazione di individui maschi. 

Di questo `e responsabile la dieta lussuriosa dei nostri giorni, che ha rimpiazzato la semplicità di vecchio stampo dei secoli passati. Le generazioni precedenti vivevano come contadini (una vita piu naturale). Oggi sono dei “viveur” tipici della moderna Sodoma. Nessuna meraviglia che il risultato sia una degenerazione che porta all’estinzione!

Arnold Ehret

Alessandro

Vai di Persona


Alessandro

Sovranita' Individuale , Giancarlo di Tiamat

Ascolta "Sovranita' Individuale , Giancarlo di Tiamat" su Spreaker.


Link: https://www.spreaker.com/user/radiolondraitalia/sovranita-individuale-giancarlo-di-tiama

Alessandro

Del Voto

CHI VOTA E' AFFETTO DALLA SINDROME DI STOCCOLMA, dalla rete

Il soggetto affetto dalla Sindrome di Stoccolma, durante i maltrattamenti subiti, prova un sentiment positivo nei confronti del proprio aggressore che può spingersi fino all'amore e alla totale sottomissione volontaria, instaurando in questo modo una sorta di alleanza e solidarietà tra vittima e carnefice.

CURATEVI, NE VA DELLA VOSTRA VITA


Alessandro

giovedì 1 febbraio 2018

UN GIUDICE AMMETTE: LA MONETA BANCARIA NON E’ MONETA LEGALE


Finalmente un giudice riconosce che la moneta bancaria non è moneta legale (euro).
Per salvare dalla vendita all’asta, richiesta da una banca, la casa di un mio cliente, ho presentato al giudice dell’esecuzione immobiliare (GE) un’istanza di sospensione, basata anche sulla contestazione di nullità del contratto di mutuo perché la banca in questione, come fanno tutte le banche, aveva prestato, spacciandola per euro (moneta legale), una moneta scritturale privata, da essa stessa creata senza autorizzazione,

Il giudice in questione, di cui non faccio il nome per comprensibili ragioni, non ha sospeso l’esecuzione, ma ha fatto un’ammissione sorprendentemente audace, per un giudice, ossia che effettivamente il denaro creato e prestato dalla banca non è la moneta legale euro, bensì possa essere convertito in essa quando si preleva in contanti. Una tale ammissione mina le basi stesse del sistema di potere politico-economico che domina e sfrutta la società contemporanea.

Scrive il giudice, nella sua ordinanza: «3) Le articolate deduzioni relative alla sostanziale inesistenza di ogni mutuo apparentemente erogato dagli Istituti di credito (perché “la moneta scritturale creata dalla banca di credito non è una moneta perlomeno nei rapporti con parte opponente”, o, in subordine , perché, “quand’anche sia moneta, non è Euro, e la sua cessione e contabilizzazione come se fosse Euro è illecita e determina la nullità o inefficacia del contratto di mutuo per aliud pro alio, inadempimento e altro ancora”) si scontra[no] con la realtà, in cui, accordato il mutuo ed aperto un conto di disponibilità per il cliente, costui “potrà usare il saldo attivo di questo conto trasferendolo in tutto o in parte a soggetti verso cui vuole eseguire pagamenti”, ovvero ritirare la somma presso lo sportello della banca, ricevendo moneta avente corso legale in misura equivalente al saldo di tale conto.»

Queste le parole del giudice, con sottolineatura mia.

Il cliente, insomma, dice il giudice, se ha un attivo sul conto corrente, può o fare bonifici dal conto corrente, oppure ottenere moneta legale mediante prelevamenti, cioè facendosi dare banconote. Cioè può convertire la moneta bancaria in moneta legale, in euro. Il che implica il riconoscimento che l’attivo di conto corrente non è moneta legale.

Così dicendo il giudice ha affermato un dato di realtà fondamentale; poi però non ne ha tratto le necessarie conseguenze giuridiche.

Ricordiamo che l’oggetto della licenza bancaria, ex art. 10 TUB, è l’esercizio e l’intermediazione del credito, non la creazione della moneta, la quale non può considerarsi come implicita nell’esercizio del credito, così come la fabbricazione di automobili non può considerarsi implicita nel noleggio di automobili. La creazione di moneta non rientra nemmeno nell’emissione di moneta elettronica, consentita alle banche di credito e ad altri soggetti soltanto contro copertura in fondi pre-esistenti.
La creazione dell’euro, della moneta legale, è riservata al Sistema Europeo delle Banche Centrali: artt. 127 e 128, 1° c TFUE; art, 10 TUB; artt. 347 e 453 CP, ed è vietata alle banche non centrali – e queste sono norme pubblicistiche, imperative, penalmente sanzionate. Il giudice non le nega – non potrebbe farlo – e non nega che le banche di credito creino moneta contabilmente nel prestarla; però salva l’operato bancario dicendo che vi è una “realtà, in cui, accordato il mutuo ed aperto un conto di disponibilità per il cliente, [il cliente mutuatario] “potrà usare il saldo attivo di questo conto trasferendolo in tutto o in parte a soggetti verso cui vuole eseguire pagamenti”, ovvero ritirare la somma presso lo sportello della banca, ricevendo moneta avente corso legale in misura equivalente al saldo di tale conto.” Con tanto, e soprattutto col dire che il saldo attivo può essere convertito in moneta legale, il GE ha riconosciuto che il saldo attivo, ossia la moneta scritturale bancaria, non è la moneta legale euro (anche se la banca la denomina euro). Però il GE, in primo luogo non rileva che, nel caso in esame (come praticamente in tutti i casi), questa conversione-ritiro in moneta legale non è avvenuta, quindi il suo ragionamento non può applicarsi; in secondo luogo, e soprattutto, egli omette di trarre le necessarie conclusioni giuridiche – pubblicistiche, penalistiche, civilistiche – del predetto riconoscimento. Conseguenze obbligate: la banca ha creato e smerciato come euro-moneta legale ciò che euro-moneta legale non è; quindi:

-non può ritrarre da tale operazione un credito in euro a titolo di mutuo, perché il mutuo dà diritto alla restituzione di un tantundem ejusdem generis (non cuiuslibet generis);
-ha dato un aliud pro alio;
-ha creato moneta falsa oppure usurpato una funzione pubblica (l’elemento soggettivo del reato è da vedere, ma quello oggettivo è innegabile);
-il contratto è nullo per contrarietà a norme imperative e illiceità di oggetto e di causa.

Il GE sostanzialmente vuole salvare la sullodata prassi bancaria dicendo che questa è la realtà – cioè, all’atto pratico, invoca la res facti, l’usanza, come fonte normativa capace di abolire, sostituire o derogare le norme pubblicistiche, persino quelle penali e internazionali. Ovviamente tale ragionamento è insostenibile sul piano del diritto, perché esso nega il diritto come tale, la rule of law.

E’ doveroso però aggiungere una considerazione di ordine costituzionale: legittimare, come fa il giudice dell’esecuzione, e come fanno tutti i giudici che hanno trattato la questione, la prassi delle banche di credito di creare (falsa) moneta (legale) smerciandola come moneta legale, non è neutra rispetto ai principi fondamentali della Costituzione, anzi è incompatibile con essa (quindi è errata e illegittima),  segnatamente con l’art. 1 in quanto al fondamento sul lavoro della Repubblica, con l’art. 3 in quanto al principio di eguaglianza e al dovere di attuare l’eguaglianza sostanziale: se a una classe di soggetti economici, gli imprenditori bancari, si dà licenza di creare moneta dal nulla spacciandola per moneta legale, per giunta senza dichiarare la creazione come ricavo quindi senza pagarci sopra le tasse, allora automaticamente questa classe sociale si impadronirà del potere politico e detterà le politiche economiche nonché guiderà la legislazione e l’azione di governo verso una sempre crescente concentrazione di reddito, patrimonio e potere nelle sue proprie mani, perché tutta la società e lo Stato stesso (che è stato privato del controllo della moneta) hanno necessità di prendere denaro a prestito dalle banche private (acquirenti del debito pubblico), col risultato del totale disempowerment politico dei cittadini e della riduzione della quota-lavoro a favore della quota-capitale finanziario nella distribuzione del reddito nazionale, comportante una crescente diseguaglianza sociale – il che è esattamente lo scenario che stiamo osservando in Italia e altrove nel mondo.

Per chi vuole approfondire, aggiungo il nucleo delle contestazioni tecniche che ho svolto in questa causa contro la creazione di moneta contabile da parte delle banche di credito (diversamente da altri avvocati, metto queste informazioni a disposizione di tutti, gratuitamente, perché ritengo immorale nascondere alla gente risorse che potrebbero liberarla dall’ingiusta oppressione del debito):

«NULLITA’ – ILLICEITA’- INESISTENZA DEI PRETESI MUTUI –Violazione degli artt. 1346, 1418 CC in relazione agli artt. 127 e 128 TFUE, 347, 453, 514-517 CP

Nell’apparente contratto di mutuo le parti convengono che BNL eroga € 80.000, e che il mutuatario immediatamente “riversa” la medesima somma alla banca come pegno infruttifero irregolare.
Il Notaio non dichiara che l’erogazione e il riversamento siano avvenuti in sua presenza.
L’erogazione di 80.000,00 in realtà non è mai avvenuta, se non sulla carta, scritturalmente.

Banca d’Italia, con l’Avviso al pubblico del 06.06.17, https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/avvisi-pub/, dichiara: “La Banca d’Italia precisa anzitutto che sulla base della normativa internazionale e nazionale, l’unica forma di moneta legale – ossia dotata del potere di estinguere le obbligazioni in denaro – è la moneta emessa dalla Banca Centrale Europea (BCE)”. Banca d’Italia ammette che però le banche di credito italiane creano mediamente 1.000 miliardi all’anno di euro scritturali (si veda il Supplemento al Bollettino statistico pubblicato dalla Banca d’Italia, “Moneta e banche https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/moneta-banche/2017-moneta/suppl_01_17.pdf in particolare Tavola 1.2.a.”

Invero, il TFUE è molto chiaro circa la privativa di emissione di moneta legale euro:

Art. 127: “1. L’obiettivo principale del Sistema europeo di banche centrali, in appresso denominato “SEBC”, è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell’articolo 3 del trattato sull’Unione europea. Il SEBC agisce in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo una efficace allocazione delle risorse e rispettando i principi di cui all’articolo 119…”

Articolo 128 “1. La Banca centrale europea ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote in euro all’interno dell’Unione. La Banca centrale europea e le banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell’Unione…. “

Art. 41 Cost.: “L’iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. “

Orbene, il SEBC semplicemente non potrebbe perseguire il suo “obiettivo principale” di mantenere stabili i prezzi (cioè di evitare inflazione e deflazione” se il suo potere di regolare, cioè dosare, la moneta in circolazione fosse limitato alla moneta cartacea e metallica, restando la creazione di una “moneta euro contabile” nella libera facoltà e discrezione delle banche di credito. E non si potrebbe nemmeno fare i controlli e gli interventi imposti dall’art. 41 Cost., commi 1 e 2. Né si può dire che la BCE regoli la creazione di moneta bancaria attraverso l’aggiustamento dei tassi e l’acquisto o vendita di titoli pubblici, anche perché, di fatto, non riesce a farlo, cioè neppure azzerando i tassi e ricorrendo al Quantitative Easing riesce a far ripartire il credito e a invertire la deflazione in corso.

E’ dunque evidentemente necessario che il controllo della BCE si intenda esteso anche alla moneta contabile. E che l’art. 128 sia interpretato, come fa la Banca d’Italia a parole, nel senso che l’unica forma dell’Euro come moneta legale sia quella cartacea o metallica, e non quella contabile, e che quindi non esiste un euro di creazione creditizia, esterna al SEBC.

Le conseguenze giuridiche di quanto sopra sono molteplici, e tutte portano a una conseguenza pratica: la banca non può pretendere il rimborso dei suoi “prestiti” né il pagamento degli interessi, perché i contratti sono nulli.

Innanzitutto, usurpando una funzione pubblica riservata dalla legge e dai trattati alla BCE, le banche commettono sistematicamente il reato previsto e punito dall’art. 347 del Codice Penale (Chiunque usurpa una funzione pubblica … … è punito con la reclusione fino a due anni.) e/o il reato previsto e punito dall’art. 453 (È punito con la reclusione da tre a dodici anni e con la multa da lire un milione a sei milioni 1) chiunque contraffà monete nazionali o straniere, aventi corso legale nello Stato o fuori…).

La moneta così creata è corpo di reato e va sequestrata, e ogni contratto con la banca, utilizzante questa moneta, è nullo per illiceità dell’oggetto, e la banca non può pretendere in restituzione un quid ejusdem generis di ciò che ha dato, perché si tratta di un genus illecito.

In secondo luogo, se ciò che la banca ha creato e prestato come “euro” non è moneta legale, essa, non avendo mai erogato moneta legale euro, non ha mai eseguito il prestito.

In terzo luogo, la banca ha dato un aliud pro alio. Che si tratti di un quid alii, diverso per essenza, è evidente: la moneta legale è solo quella creata dalla BCE; solo essa non nasce come monetizzazione di un rapporto obbligatorio; solo essa ha la capacità di estinguere i rapporti di credito-debito senza crearne degli altri; solo essa è ontologicamente indipendente dalle sorti (dall’eventuale insolvenza) delle banche; la moneta contabile bancaria è per contro sempre consistente, giuridicamente, in una promessa di pagamento (tale è il saldo attivo di conto corrente o di libretto di risparmio o l’importo dell’assegno circolare) avente ad oggetto una qualsiasi valuta legale a scelta delle parti (Euro, Dollari, Yen, Sterline…); essa quoad existentiam dipende dalla solvibilità della banca depositaria-debitrice., e non è fiat (cioè non è dotata di accettazione imposta d’imperio dallo Stato: il bonifico di una banca insolvente non vale nulla); inoltre – e questa è la prova del nove – un bonifico in “euro” da una banca di un paese dell’Eurozona a una banca di un altro paese dell’Eurozona non avviene direttamente – cioè non avviene come tra due banche del medesimo paese – ma avviene attraverso la piattaforma Target 2, ossia attraverso le banche centrali nazionali e la BCE, mediante indebitamento della banca centrale nazionale del paese da cui parte il bonifico verso quella del paese a cui il bonifico è diretto, il che dimostra che l’”euro” contabile delle banche italiane è un’unità di conto avente natura obbligatoria e valida solo entro i confini italiani, e non è l’”euro” contabile delle banche degli altri paesi dell’Eurozona, né l’euro vero (quello cartaceo o metallico), né quello delle riserve presso la BCE.

In quarto luogo, la banca ha creato contabilmente mezzi monetari non-euro dichiarandoli e contabilizzandoli come euro, come moneta legale, pur sapendo di non avere la facoltà di crearla e di agire contro le leggi e i trattati.

In quinto luogo, ha spacciato per euro ciò che euro non è, al fine di ottenere l’impegno del cliente a rimborsare euro non ricevuti: quindi ha adibito dolo, frode, per ottenere un profitto ingiusto, smerciando un quid intrinsecamente illecito.

Link: http://marcodellaluna.info/sito/2018/01/28/un-giudice-ammette-la-moneta-bancaria-non-e-moneta-legale/

Alessandro