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giovedì 6 luglio 2017

Volete leggere qualcosa di veramente inquietante?

I vostri figli appartengono allo Stato.

Il Sen. Malan spiega:

"...Ricordo una delega della fine della scorsa legislatura, sempre in ambito di Giustizia, che prevedeva la riforma sulla questione della filiazione. La delega votata dal Parlamento diceva che si chiedeva al Governo di formare il concetto di responsabilità genitoriale quale aspetto dell’esercizio della potestà genitoriale. Questa era la delega, ma il Governo la eseguì nel seguente modo: ovunque nella legge c’era scritto «potestà genitoriale», si sostituì tale espressione con «responsabilità genitoriale». È questo un modo onesto di esercitare una delega? No davvero. Il risultato è che, con quel provvedimento, lo Stato ha detto: “Il potere è mio su tutti i bambini di questo Paese, e non dei genitori”. La parola «potestà», che mai il Governo ha chiesto di abrogare, viene abrogata per decisione del Governo, con un decreto legislativo che viola la delega.

Vogliamo dare allora altre deleghe al Governo perché ne faccia lo stesso uso? No, grazie. Ci hanno già rubato i tribunali. Non esiste più la potestà genitoriale, ma esiste la responsabilità: come dire che il proprietario dei bambini, il padrone dei bambini è lo Stato. I genitori sono responsabili, come fossero dei beni sequestrati alla Mafia. Questo è quello che è stato fatto, esercitando una delega in violazione aperta della delega concessa dal Parlamento. Basta deleghe allora, specialmente in un periodo in cui questo Governo l’ha violata in modo così spudorato, continuativo e determinato. Ora basta."

Cit: Il problema della subordinazione dei contratti ad una tacita e silente clausola REBUS SIC STANTIBUS, non fu mai affrontato dal diritto romano, mentre fu ampiamente trattato nel diritto comune positivo, sotto l'influsso della filosofia cristiana medioevale e del diritto canonico, giungendo a ritenere che tutti i contratti nei quali intercorresse un intervallo di tempo tra stipulazione e adempimento dovessero essere considerati implicitamente subordinati a questa clausola. ...Questo induce a dedurre che nella farsa del nome legale, in assenza di personalità giuridica ed in qualità di amministratrice del proprio trust, è legittimo applicare la propria autodeterminazione in virtù di quella clausola per il riconoscimento giuridico della propria esistenza, in rapporto all'etichetta che ci viene appiccicata dallo stato alla nostra nascita sotto una subdola forma giuridica grammaticale che ne legittima lo status.

Nonostante le prove, come quelle delle immagini qui postate, che tutto sia commercio e che tutto ciò che normalmente si intende per Repubblica Italiana intesa come democraticamente eletta in realtà è un insieme di Aziende corporative di diritto privato Internazionale, pochi siano veramente consapevoli di cosa significa considerare ancora le pseudo leggiuncole che vengono emesse.

 Che di fatto trattasi di Regolamenti Interni a cui gli schiavi/SOGGETTI GIURIDICI devono sottostare e che il fatro che i SOGGETTI GIURIDICI sono FINZIONI GIURIDICHE ovvero artefatti inesistenti creati dal sistema quale "incantesimo" nel quale ogni essere umano "dormiente" si immedesima, pare essere irrilevante. Meglio continuare a credere di esistere piuttosto che scoprire di esser stati volontariamente in "morte apparente" per tutto il tempo della inconsapevolezza. Prendere su di sé le proprie responsabilità ed onorare il motivo della nostra venuta alla luce, è un grande compito che i piccoli omuncoli preferiscono evitare.

TO BE OR NOT TO BE... non è un mio problema!

io so, io voglio, io faccio. io mi onoro!

Alessandro

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