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giovedì 27 aprile 2017

Le Normative

Prima di procedere col presente capitolo è doverosa una fondamentale distinzione fra quelle che sono le leggi, quelle vere, e le cosiddette norme, spesso considerate, erroneamente, leggi, ma che leggi non sono, essendo, oltre che emettibili, modificabili, sostituibili e abrogabili, mentre le vere ed esclusive leggi sono immutabili nel tempo e nello spazio e sono caratterizzate, ad esempio, di quei fenomeni naturali, quali la gravità, la rotazione e rivoluzione terrestre, l’alternarsi delle stagioni, ecc., che esistono a prescindere del volere dell’Essere Umano e che provengono direttamente dalla Fonte Divina, così come l’Essere Umano stesso.

Il termine Diritto (nella prima accezione di insieme e complesso di norme che regolano la vita dei membri della comunità di riferimento) è l’insieme di regole che sono in vigore in uno Stato, in un determinato momento, e che rispondono al bisogno dei cittadini di vivere in una società il più possibile ordinata e tranquilla; in questo caso si parla di diritto oggettivo. “In un determinato Momento” quindi, come sappiamo, una fonte del Diritto sono le carte costituzionali. Essendo queste vecchie, come possiamo parlare di Diritto corrente? Ciò è sufficiente a dimostrare che la fonte primaria Rimane la legge naturale, seguita dalla consuetudine dei popoli, in continuo mutamento. Tant’è che i diritti, quelli che abbiamo dalla nascita, si devono esercitare, altrimenti si parlerebbe di privilegi, diversamente subiremmo i diritti di terzi.

L’ordine gerarchico nel diritto è così strutturato: in cima abbiamo la rappresentazione di ciò che chiamiamo Dio; appena sotto ci sono gli Esseri Umani che da questo discendono; proseguendo ci sono le Costituzioni; quindi i governi; infine le corporazioni. Tra Dio e l’Essere Umano si interpongono esclusivamente le leggi naturali, ossia quelle regole universali, immutabili, che sono alla base del creato e che provvedono al suo meccanismo. Al di sotto dell’Essere Umano, in qualsiasi ambito ci muoviamo, possiamo parlare, esclusivamente, di Persone Fisiche e Persone Giuridiche, da non confondere, perché ben distanti, dagli individui in carne ed ossa. Stiamo parlando di un ordine gerarchico dove, l’Essere Umano è al di “sotto” di Dio ma, allo stesso tempo, al di sopra di qualsiasi altra cosa, sia essa materiale sia artificiale. Osservando la struttura da un punto di vista orizzontale, possiamo affermare che l’Uomo può interfacciarsi esclusivamente con un altro Uomo, ma non con una personalità giuridica, così come quest’ultima non può confrontarsi con l’Uomo, come egregiamente illustrato nel contenuto della sentenza della Corte Suprema USA, citata nell’introduzione. In questo contesto la responsabilità dell’Essere Umano è piena, mentre quella della Personalità Giuridica è limitata (poteri limitati). La creazione governativa di una entità giuridica (nome commerciale), abilita a condurre affari col mondo delle corporazioni dal 18° anno d’età.

La disposizione delle normative si suddivide ulteriormente in tal senso: 1° Ordine, Diritto Naturale (principi universali); 2° Ordine, Diritto Commerciale o Marittimo; 3° Ordine: Common Law (Legge della Terra, che riguarda la continua correlazione tra argomenti tratti da valori sociali comunemente condivisi “consuetudine” e argomenti deducibili in via logica da regole e principi di diritto); 4° Ordine: Diritto Positivo o dei Governi (Civile Romano); 5° Ordine, Consuetudini (Usi e Costumi). Con l’entrata in vigore della Costituzione la gerarchia delle fonti interne all’ordinamento risulta essere dall’apice così ulteriormente ordinata: principi fondamentali dell’ordinamento dai quali discendono i diritti inviolabili (tali norme non possono essere modificate o riviste); norme di rango costituzionale; norme statali ordinarie; decreti legge e legislativi; norme regionali e regolamenti; i già citati usi e consuetudini.

Vivere in una società comporta regole, comunemente accettate. L’accettazione convalida le regole e non viceversa. Le regole producono i contratti che sono rispettati da ambo le parti. Conseguentemente si cede parte della sovranità, perché si accettano regole che, parzialmente, sottraggono diritti fondamentali all’individuo. Il contratto, per essere valido, deve essere accettato, senza accettazione non ha alcun valore! Le normative sono fondamentalmente dei contratti commerciali marittimi¹, ne esistono decine di migliaia in ogni Paese. Chi non reclama la proprietà del proprio essere vivente, pone i governi a supporre la propria giurisdizione e autorità su di esso, concedendone, più o meno consapevolmente, l’intrusione nella propria sfera di competenza. Le norme sono fatte dall’Essere Umano e questo le può modificare o abrogare.

La consuetudine porta i cittadini ad essere indottrinati dal sistema e li convince di una serie di azioni, facendole passare come dovute, es. essere cittadini modello, pagare le tasse, ottenere un titolo di studio, inserirsi nel mondo del lavoro, ecc., per contribuire alla “crescita” del proprio Paese. La questione è che non paghiamo il nostro Paese ma un intruso (sistema bancario), attraverso un’altra corporazione (governo). Ogni singola banca è approvata dall’Inghilterra, a sua volta sotto il controllo del Vaticano. L’Inghilterra controlla tutto il sistema bancario e giudiziario mondiale e le corporazioni/banche controllano e finanziano gli organi d’informazione per potenziare il condizionamento mentale.

È utile sottolineare e tenere a mente, per la comprensione dei capitoli seguenti e la chiara visone d’insieme, quanto enuncia l’Art. 10 della Costituzione: “L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.”

In chiusura del presente capitolo, ritengo doveroso portare all’attenzione del lettore alcuni cenni storici che ci riguardano. La Repubblica italiana nasce già viziata nella forma giuridica con l’Assemblea Costituente eletta il 02 giugno 1946, sotto regime occupazionale statunitense, quindi sotto pieno controllo militare. Le forze Alleate godevano di totale giurisdizione sul territorio italiano, grazie alla sottoscrizione dell’armistizio di Malta anche denominato “armistizio lungo”, pertanto, sulla legittimità di tale creazione ci sarebbe molto da disquisire. Inoltre, la ratifica del Trattato di Pace del 1947 fu resa esecutiva tramite la delibera parlamentare dell’Assemblea Costituente eletta proprio in quelle condizioni di occupazione e ingerenza militare (262 favorevoli, 68 contrari, 80 astenuti). La sera del 10 febbraio 1947 il Marchese Antonio Meli Lupi di Soragna (il più anziano), fu delegato dal Ministro degli Esteri Carlo Sforza, a firmare il Trattato di Pace in nome e per conto del Popolo Italiano. È però curioso notare che in tale momento storico, non disponendo ancora di sigilli di Stato della Repubblica italiana in erba, il diplomatico italiano contrassegnò l’atto col proprio anello con su inciso lo stemma del proprio casato, dichiarando che la validità di tale accordo, per mantenere la condizione di legittimità, sarebbe dovuta essere ratificata successivamente dall’Assemblea Costituente, così come previsto dal diritto Internazionale. Dulcis in fundo, l’incarico nei riguardi di Sforza fu riportato su pergamena raffigurante il sigillo ufficiale delle Stato monarchico, con tanto di corona, scudo sabaudo e fasci littori. Dalla oramai consolidata esperienza pluridecennale, risulta chiaro che le principali vicende italiane sono state condizionate da ingerenze da parte di coloro che si sono spacciati per liberatori. Più che considerarlo un Trattato di Pace sarebbe più opportuno quindi chiamarlo provvedimento unilaterale costrittivo, che ha influenzato gli avvenimenti di questo Paese sin dal dopoguerra. Tra l’altro, il trattato fu imposto al Popolo Italiano e non al regime fascista come sarebbe dovuto essere, in quanto unico responsabile del conflitto e nemico formale degli USA. Col trattato invece si fece di tutta l’erba un fascio, infliggendo pesantemente l’intero Popolo Italiano. Oggi il Popolo Italiano, disinformato, festeggia il XXV Aprile come Festa della Liberazione, senza sapere che, in realtà, si è trattato di “resa incondizionata”, con tutto ciò che ne consegue! In ogni caso, le linee elitarie di sangue difficilmente abbandonano i tentacoli del loro potere, è infatti risaputo, nel rispettivo ambiente, che Giorgio Napolitano risulta essere il figlio naturale dell’ultimo Re Umberto II di Savoia. La madre, la contessa di Napoli, era una delle dame di compagnia della regina Maria Josè. L’Aristocrazia non è mai tramontata!


    Umberto II di Savoia



     Giorgio Napolitano

Un dettaglio ulteriore che dimostra che l’Italia è una Corporazione alle dirette dipendenze statunitensi è fornito dalla bandiera nazionale bordata di frange dorate. Le frange di questo colore derivano della condizione di Conflitto Armato, istituita più volte nel corso della storia, da vari Presidenti statunitensi, in modo particolare quella di Harry Truman del 16 dicembre 1950, attraverso la promulgazione della legge “War and Emergency Powers Acts”, che avrebbe permesso al Vaticano di iniziare conflitti in vari Paesi del Mondo, al fine di sostituire i legittimi leader con dittatori selezionati e ingaggiati, nonché subordinati al Papa (Gesuiti). Quando la Normativa entrò in vigore pose l’intero Paese sotto legge militare o marziale, e le bandiere federali, ufficiali, furono dotate delle suddette frange. Le bandiere così strutturate rappresentano il Comandante supremo. Se ad avere le frange è una bandiera statale, come quella americana o, nel nostro caso, italiana, significa che il Paese è retto da un Governatore o Comandante supremo (il Presidente della Repubblica italiana è anche Comandante in capo delle Forze Armate). In questa condizione, di conseguenza, le Corti risultano essere sotto la legislazione militare, emanata negli U.S.A. nel 1914. Ciò significa che possono procedere con procedure sommarie (in pratica è ciò che accade).



Bandiera Italiana

Ulteriore conferma sulla condizone di stato di belligeranza dell’Italia è fornito dall’armamento delle Forze di Polizia e dalle Forze Armate. Il calibro dei proiettili, per esempio, dell’armamento da fuoco, individuale, delle suddette Forze, è 9 x 19 mm parabellum (per la guerra). Questo perché l’armistizio di Cassibile, firmato da Pietro Badoglio, e proclamato l’8 Settembre 1943, fu in realtà una resa incondizionata, forzata dagli Stati Uniti e precedentemente proclamata dal Generale Dwight Eisenhower, dai microfoni di Radio Algeri, alle ore 17:30 (18:30 ora italiana), un’ora prima di quella di Badoglio. Ciò conferma e rafforza il fatto che l’Italia è un Paese ancora in guerra!


Fonte: https://ilgecco.tv/2017/04/26/257/comment-page-1/#comment-3

Alessandro

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