AVVERTENZE

Ogni Assunzione e Presunzione alle Mie parole e' solo Mio. Il mio unico intento e' quello di Condividere pace, amore ed onore. Ogni altra interpretazione a quanto qui espresso, e' puramente personale e mai rispecchia le mie pacifiche volontà. Chiunque usa le qui presenti informazioni, lo fa' sotto la sua totale ed illimitata responsabilità.

venerdì 31 marzo 2017

Da Giancarlo

Quando venite chiamati a giudizio siete tenuti ad affrontare il processo (pro-cesso), siete quindi indirizzati ad affrontare il gabinetto o fogna che si dir si voglia. Il sistema ha scelto con cura i termini coi quali raggirarvi, dicendovi la verità sempre e in ogni modo e aspettando una vostra reazione che, non manifestandosi, acconsente al proseguo dell'azione. In giudizio siete pertanto considerati delle merde e, in realtà, lo siete e continuerete ad esserle sino a quando non vi riapproprierete della vostra autorità-sovranità. Buona evacuzaione!

Se tutti coloro che negli anni hanno parlato bene, ma agito male o per niente affatto, avessero compiuto anche solo un'azione dimostrativa nell'arco della propria vita, il mondo sarebbe già cambiato, invece non vediamo altro che codardi intorno, capaci solo di blaterare paroloni rivoluzionari, ma al caldo del cuscino della propria poltrona. I cialtroni non sono al governo ma dietro la tastiera di un elaboratore.

Alessandro

Vi verrano a cercare



Alessandro

mercoledì 29 marzo 2017

Una Bomba di Ragazza




Alessandro

Reato di Anzianità: Delirio Massimo




Una signora del Monferrato ha avuto il torto inemendabile di mettere al mondo sua figlia a 56 anni. Il marito ne ha dodici di più, ma i padri brizzolati non fanno scalpore: il problema è lei. Basta un episodio risibile - la bimba che rimane da sola in macchina qualche minuto, mentre i genitori scaricano le borse della spesa e le scaldano il biberon - per accendere il falò del pregiudizio. I vicini di casa sbirciano dalla finestra e denunciano, gli assistenti sociali prontamente intervengono. Come ha osato quella donna partorire a un’età simile? 

Deve essere perversa, degenere. La piccola viene data in affido e poi in adozione, nonostante una sentenza definitiva assolva i genitori dall’accusa di abbandono. Fino al capolavoro kafkiano di ieri. Chiamata a pronunciarsi sull’adottabilità della creatura, la Corte d’Appello riconosce che la madre e il padre non hanno fatto niente di male, eppure si rifiuta di restituire loro la figlia perché ormai sono passati sette anni e per lei si tratterebbe di un trauma. 

Ma quel tempo è trascorso per colpa dell’apparato burocratico, che prima ha sottratto senza motivo la bambina ai suoi genitori e poi ha tardato a riportarla a casa in nome di un pregiudizio legato all’anagrafe. Tutto questo nel Paese che non toglie la patria potestà ai mafiosi, si riempie la bocca con la sacralità della famiglia e tira avanti grazie all’impegno quotidiano di milioni di nonni. Saranno dichiarati fuorilegge anche loro?


Alessandro

Fake News: I falsi monumenti




Alessandro

Terra piatta: solstizio d'inverno





Alessandro

martedì 28 marzo 2017

Lavorino quelli che amano lavorare! Noi vogliamo riposare ed è un nostro DIRITTO.



Da tempo lottiamo contro la moderna schiavitù del lavoro, ma ci siamo sempre dimenticati di prendere in considerazione un aspetto importante della storia, ci sono persone che amano passare le loro giornate chiuse all'interno di fabbriche e uffici, per loro "produrre" è gratificante tanto quanto mangiare un gelato per un bambino di sei anni o come l'arrivo del weekend per chi come noi odia il lavoro.

Ci sono persone a cui piace davvero lavorare come muli da traino, e non sto ora parlando di quei pochissimi fortunati che fanno un lavoro in proprio o quelli che hanno fatto della propria passione il proprio lavoro, ma di persone comuni che hanno orari da rispettare e cartellini da timbrare tutti i giorni.

Per queste persone, da un punto di vista "invidiabili", in quanto ben sopportano il carico oppressivo del lavoro coatto sulla schiena, le ore al lavoro passano in fretta, arrivano a casa e lavorano ancora e ancora, non si stancano mai.

Ecco perché sono dell'idea che bisognerebbe far lavorare otto ore al giorno solo chi ama passare il proprio tempo lavorando, ma al mondo non siamo tutti aspiranti formiche produttive, ci sono anche gli aspiranti bradipi che amano passare il proprio tempo rilassandosi e riposando.

Questo sistema fondato sulla produzione, che costringe tutti al gioco della vita monotona, determinata da orari, sveglie, pasti consumati in fretta e stress cronico è violento e contronatura, perché accontenta solo una fascia di persone, ovvero quelle laboriose per natura.

Ma che succederebbe se domani prendessimo queste persone laboriose per natura e le costringessimo a starsene tutto il giorno sul divano a guardare la tv, in riva al mare a meditare o a fare lunghe passeggiate rilassanti nei boschi?


Ve lo dico io, impazzirebbero!

Impazzirebbero perché loro amano stare in movimento quanto noi oziosi amiamo starcene fermi e svolgere attività tranquille.

Non tutti amano drogarsi di caffè e sigarette dalla mattina alla sera per far fronte allo stress della lunga giornata lavorativa, per cui bisognerebbe riconoscere al più presto il "diritto all'ozio".


Si, sto parlando seriamente!

Non dico di riconoscere il diritto al fancazzismo generale, ma quello all'ozio, ovvero fare in modo che a tutte quelle persone che odiano la vita laboriosa, sia concesso un lavoro part time, in modo tale che, finite le quattro ore al giorno, abbiano il resto della giornata da dedicare a se stessi.

Guadagneranno meno, ma almeno eviteranno si finire dallo psichiatra con una crisi di nervi...

E' tempo di riconoscere che tutti noi abbiamo caratteri diversi, stili di vita diversi, aspirazioni diverse, desideri diversi, e come una tartaruga pigra non sarà mai simile ad una lepre agile e scattante, l'essere umano pigro per natura non sarà e non vorrà mai essere simile all'essere umano dal carattere laborioso, che non sta mai fermo, è tempo anche di riconoscere che costringere un ozioso a vivere alla maniera del compagno laborioso è violenza sia fisica che psicologica, tanto quanto lo è prendere un leone della savana africana, chiuderlo in una gabbia e farlo vivere per il resto della sua vita in un Circo, facendolo esibire a comando, pena le frustate...

Nel caso umano la gabbia è la vita moderna, snaturalizzata, industriale, il Circo è invece la fabbrica o l'ufficio, infine le frustate sono le minacce di licenziamento, la paura della povertà, di restare senza una casa, in poche parole di essere sbattuto fuori da quel Sistema che allora ti prese e ti addestrò (tramite la scuola) al Circo, e che ora, dopo averti snaturalizzato, è pronto a sbarazzarsi di te nel caso tu decidessi di ribellarti alle catene donate...

Gli oziosi hanno diritto al riposo quanto i laboriosi hanno diritto al lavoro!

Fonte:http://laschiavitudellavoro.blogspot.it/2017/03/lavorino-quelli-che-amano-lavorare-noi.html

Alessandro

Passaporto, altro tassello



Alessandro

lunedì 27 marzo 2017

Il caso non esiste...





Alessandro

ONU: Identificazione digitale



Link: http://despiertavivimosenunamentira.com/chipado-en-2030/?utm_source=ReviveOldPost&utm_medium=social&utm_campaign=ReviveOldPost

Link: http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52016DC0385&from=IT

Alessandro

Londra: Ancora manipolazione?





Alessandro

Della Tecnologia



Alessandro

giovedì 23 marzo 2017

Londra: Immagini varie



Alessandro

Londra: Occhio al Nemico



Alessandro

Passaporto ancora accettato



Alessandro

Dal Maestro Agosti. Una poesia d'amore



Alessandro

La Farsa di Londra 322 Skull and Bones



Alessandro

Terra piatta: salita e discesa



Alessandro

mercoledì 22 marzo 2017

Terra Piatta: Giorno e notte insieme



Alessandro

Sgobbare dalla mattina alla sera in cambio di un calcio in culo: ecco presente e futuro dei giovani italiani






Siamo una generazione cresciuta a pane ed etica del lavoro: sapevamo che avremmo dovuto studiare molto, e bene, per poter avere un lavoro degnamente retribuito. Sapevamo che nulla ci sarebbe stato regalato, ma che seguendo un percorso stabilito da qualche parte saremmo arrivati: medici o avvocati, giornalisti o professori.


Invece qualcosa, lungo il percorso, si è spezzato: qualcuno l’ha chiamata globalizzazione (e cambiamento tecnologico), qualcuno debito pubblico e  paralisi dello Stato, qualcun altro crisi economica. Ma quello che è accaduto è non tanto che a quei posti non siamo mai arrivati – o meglio sì, specie se pubblici, ad esempio professori universitari, ministeriali, dirigenti pubblici, ruoli ormai impensabili – ma che quando ci siamo arrivati il lavoro si era improvvisamente svuotato del proprio senso. E insieme del suo compenso.

In altre parole, siamo arrivati anche noi, come la generazione precedente e anzi molto di più, carichi di titoli di studio. E siamo diventati anche noi dipendenti di aziende o, molto più spesso che in passato, liberi professionisti, free lance in ogni settore. Niente di più falso dunque che affermare che il lavoro sia finito. No il lavoro c’è, ma non è retribuito.


Oggi le nostre giornate di lavoro sono lunghissime. 

Cominciano la mattina presto, finiscono tardi, quando finiamo di rispondere agli ultimi messaggi o sistemare le ultime cose. Nel frattempo si è moltiplicato il lavoro sui social media, strumento fondamentale per promuovere tutto ciò che facciamo. Così siamo sempre incastrati al telefono, andiamo a prendere i nostri figli parlando e organizzando incontri, cuciniamo scrivendo mail, e ancora a letto lavoriamo e lavoriamo.

Peccato che i nostri redditi abbiano subito una picchiata fragorosa e sconcertante: i dipendenti hanno stipendi sempre più magri, tutele meno floride che in passato, e vivono spesso in un clima fatto di paura e terrore, visto che possono essere spazzati via facilmente.

I liberi professionisti hanno entrate ancora più misere, visto che le commesse sono sempre meno pagate, anzi vengono continuamente tagliate. E su quei redditi lordi bisogna pagare le tasse, i contributi (che possono arrivare quasi al 30 per cento), l’assicurazione medica, la formazione obbligatoria per chi fa parte di ordini, tutte le spese dello studio, la macchina e così via. 

Alla fine, restano poche briciole, e arrivare a uno stipendio a fine mese è qualcosa di arduo.

Ne conoscono a dozzine di gente così, in particolare donne: laureate, iperformate, anche – e parecchio – digitalizzate, spesso titolari di piccole imprese in proprio, spesso fondatrici di micro start up, oppure scrittrici, ghostwriter, giornaliste, avvocate, e via dicendo. 

Tutte lavorano con serietà spaventosa, tutte – mi dicono – non riescono a portare a casa più di poche migliaia di euro l’anno. Eppure dalla mattina alla sera si dedicano con serietà alla loro occupazione, che sia all’interno di uno studio oppure freelance, talvolta a casa, oppure in co-working.


Lavorano, lavorano, lavorano e non guadagnano. 

E certe volte, sconfortate, si chiedono tra le lacrime dove hanno sbagliato, che cosa potrebbero fare di più di quello che fanno, che futuro le aspetta.

Io non so come consolarle, se non dire loro che no, non hanno sbagliato in nulla, si sono adattate, continuano ad adattarsi, a formarsi, a cercare di seguire anche i cambiamenti tecnologici, fondamentali nei loro lavori.

Il problema non sta in loro, ma in come è cambiato il lavoro: svuotato, impoverito, devalorizzato, non più in grado di garantire il mantenimento, proprio quello a cui il lavoro dovrebbe servire. Oggi si lavora per lavorare, c’è un’enorme mole di lavoro non retribuito che serve per andare a trovare quelle zone ormai rare di lavoro ben pagato, anzi pagato il giusto, com’è stato fino agli anni Duemila, quando qualcosa si è inceppato per sempre. 

Lavora bene chi ha una famiglia benestante, lavora bene chi già ha un reddito. Un paradosso. Gli altri continuano cercando di sopravvivere alle commesse intermittenti, ai tagli continui, alla contrazione delle retribuzioni. Magari hanno figli, e fanno sempre più fatica a mandare avanti la famiglia. È il ceto medio impoverito, i working poor, di cui tanti libri e saggi hanno parlato.

Solo che quei working poor siamo noi, sono i nostri amici, quelli che non sono emigrati, sono tutti quelli degli anni Settanta e Ottanta che hanno studiato tanto per ottenere nulla. Ancora più sfortunati quelli che vivranno dopo, anche se almeno hanno sviluppato una maggior praticità e un giusto cinismo: studiano di meno, smettono la scuola, oppure si laureano solo ed esclusivamente nelle poche lauree richieste dal mercato. 

La maggior parte, però, se ne va, ancor più dei loro colleghi più anziani. Quelli che hanno visto inutilmente studiare, formarsi, mettersi a totale disposizione del datore di lavoro, per poi ritrovarsi a lavorare pesantemente tutto il giorno ma non guadagnare quasi nulla.


Di chi è la colpa di questa situazione? 

Per l’Italia, di generazioni precedenti che hanno rapinato tutte le risorse e continuano a rapinarle ancora oggi, settantenni ancora avidi di poltrone. Poi una classe politica che non sa più cosa significhi proteggere il lavoro, anche perché non ha idea di come il lavoro sia cambiato, di cosa sia diventato, non conosce le nuove tecnologie, non sa nulla di nulla.

L’unica cosa che sa è fare leggi, come il Jobs Act, che consentano alle aziende di fare praticamente qualunque cosa sulla pelle dei lavoratori e al tempo stesso che legano le mani ai giudici del lavoro, molti dei quali lamentano l’impossibilità, oggi, di difendere davvero i lavoratori vessati e oppressi come loro vorrebbero. Infine di un’Europa cieca di fronte a paesi che hanno generazioni di giovani e di genitori – specie donne, specie madri – che non riescono ad avere redditi sufficienti per mantenersi, mentre sono prive di qualsiasi forma di sussidio che ovunque in Europa esiste, o di reddito di cittadinanza, l’unica misura che riuscirebbe a sostenere i working poor e il ceto medio impoverito.

Uomini e donne che vanno verso un futuro ancor più difficile, ancor più precario e fragile, come scrive Ferdinando Menga nel libro Lo scandalo del futuro. Per una giustizia intergenerazionale (Edizioni di Storia e Letteratura, 2016).

Questo ceto medio, fatto sempre più di giovani, ormai vota solo i cosiddetti partiti “populisti”. Sta cambiando la geografia dell’Europa, e progressivamente del mondo. Il motivo è solo un0: aver perso non tanto il lavoro, quello ce n’è per tutti, ma il reddito che da quel lavoro dovrebbe scaturire. E con esso la dignità di esseri umani, persone, genitori capaci di sostenere  i propri figli senza ricorrere all’elemosina dei parenti. Per coloro che ce l’hanno

Fonte: http://laschiavitudellavoro.blogspot.it/2017/03/sgobbare-dalla-mattina-alla-sera-in.html

Alessandro

Sbirri e lavoro



Alessandro

Siamo Ricchi



Alessandro

martedì 21 marzo 2017

Yara, il vero omicidio, Bossetti capro espiatorio



Alessandro

Terra Piatta: I numeri parlano




Alessandro

The Composter



Alessandro

Le Cave



Alessandro

lunedì 20 marzo 2017

Gli schiavi ed il sistema





Alessandro

Terra Piatta: Pubblicità







Alessandro

Perché i pomodori non hanno più sapore?



"...Spiegazioni parziali: i pomodori sono raccolti ancora verdi e fatti maturare in appositi container con l'ossido di carbonio: morale: diventano rossi MA NON SONO MATURI!! Il processo di maturazione deve avvenire al sole e non nelle cassette, tantomeno nei frigoriferi... il sole fa produrre zuccheri, esteri aromatici (le sostanze volatili ossia ciò che da profumo e sapore) e acidi. la non maturazione al sole (senza dimenticare quanti pomodori nei supermercati vengono da quelle assurde coltivazioni idroponiche dove le piante NON HANNO MAI VISTO LA TERRA E SONO NUTRITE CON SOSTANZE CHIMICHE SCIOLTE NELL'ACQUA.... E IL SOLE MAI VISTO: SOLO LAMPADE "ABBRONZANTI" è IL CASO DI DIRE.... ) comporta la non produzione prorpio di queste sostanze che danno SAPORE E PROFUMO al pomodoro...

Va' anche detto che poi la selezione sulla quantità produttiva e delle dimensioni fa si che di fatto questi pomodori siano fatti prevalentemente di acqua, tradotto sono GONFIATI... (oserei dire come la maggior parte delle verdure del supermercato...!) Ovviamente come sempre la QUALITà e ovviamente le proprietà nutritive non vanno a braccetto col profitto.........

Se non cambieremo metodo anche noi consumatori ci dovremo misurare sempre più con cibo che sa di cartone o di manico d'ombrello (come dicevano i nostri nonni...) e con sempre meno proprietà nutrizionali!!! Come fare?

Cominciando a mangiare frutta e verdura di stagione e possibilmente proveniente da aree vicine!!! Così che siano più probabilmente maturate al sole e non in serra e rinunciando a comprare tutto ciò che vorremmo ogni momento e ogni mese a prescindere dalla stagionalità... Un frutto che viene da oltreoceano e dall'emisfero sud è un frutto raccolto a meno della metà della sua maturazione, ossia ACERBISSIMO e indotto con metodi CHIMICI (ad esempio il monossido di carbonio) a maturare dentro appositi container...

Chiunque, per fare un esempio, compri l'avocado non mediorientale ma d'oltreoceano e oltre emisfero, passatemi il termine, sa che lo compra DURO COME UN SASSO che impiega almeno 15 giorni ad "ammorbidirsi" cosa che avverrà più per la vostra (o altrui nei supermeracti!!) PALPAZIONE che non certo per la maturazione.... Un avocado maturo è morbido come il burro e ha un sapore delizioso... non certo di zucca acerba!!! riflettiamoci.... "

Fonte: http://www.nationalgeographic.it/food/2017/02/17/news/ecco_perche_i_pomodori_non_hanno_piu_sapore-3426672/

Alessandro

Terra Piatta: il vuoto



Alessandro

domenica 19 marzo 2017

Italia a rischio siccità. Soluzione: manipoliamo le condizioni meteo



L'uomo può manipolare il clima già dagli anni '60. Ma di ciò si parla solo con la teoria del complotto delle scie chimiche, che altro non sono che innocue scie di condensazione. 

Noi ci riferiamo a quella scienza che è in grado in modo reale di cambiare lo stato del tempo.In alcune regioni del Sud Italia e Isole Maggiori, sino a qualche anno fa era presente un programma che prevedeva il bombardamento delle nubi per far piovere. Le nubi ideali venivano irrorate di ioduro d'argento, incrementando l'entità delle piogge. 

Ma pare che ogni progetto a riguardo sia stato abbandonato. Negli anni '60, gli USA avevano adottato un programma particolarmente impegnativo, che prevedeva il dirottamento degli uragani. Questo prevedeva azioni mirate con flotte di aerei che penetravano all'interno delle nubi dell'uragano e rilasciavano ioduro d'argento e altre sostanze, al fine di aumentare l'intensità delle già forti piogge per ridurre la nuvolosità e quindi la forza della tempesta. I primi tentativi riuscirono, ma non è noto se per cause naturali o per la reale attività svolta.

Il programma fu definitivamente abbandonato dopo che un uragano investi la costa del Golfo del Messico americana incrementando a dismisura la sua potenza, e facendo molte vittime. Gli USA ai tempi della guerra in Vietnam usarono non solo il Napalm per assediare il nemico, ma anche lo ioduro d'argento nelle nubi tropicali, che già in condizioni naturali generano piogge torrenziali. L'esito fu di rendere i terreni acquitrini al fine di mettere il nemico in difficoltà. In Israele è una pratica comune quella di generare la pioggia da nubi potenzialmente ideali al fenomeno. Nel Mondo ci sono vari Paesi che adottano attività finalizzate a modificare il clima in occasione di parate militari o eventi di rilevanza, non senza causare danni e disagi nei centri urbani attorno.

 Ma torniamo alle buone finalità: in vari Paesi del Mondo vengono sistematicamente bombardate con ioduro d'argento le nubi temporalesche potenzialmente produttrici di grandine di grosse dimensioni su aree agricole. Questo avviene in molti Paesi d'Europa, tra cui la Spagna e l'Europa centrale. In Italia i metodi impiegati per evitare le grandinate sono in disuso in buona parte dei Paesi progrediti. Quanto abbiamo raccontato è una modificazione del clima. Ad oggi la scienza non è in grado di favorire la formazione di Alte o Basse Pressioni, ma solo quanto abbiamo descritto.

 Ci chiediamo se in Italia non si debba nuovamente tornare a manipolare il clima per far piovere nei periodi di siccità per favorire soprattutto l'agricoltura. Ma per portare la pioggia servono quelle nubi che in molte regioni non si vedono da molto tempo.

Link: http://www.meteogiornale.it/notizia/46671-1-italia-siccita-manipoliamo-meteo

Alessandro

Terra Piatta: NBA, Shaq come Irving: "La Terra è piatta"

Nel sempre più proficuo filone narrativo riguardo il fatto che la Terra sia piatta si inserisce un altro personaggio di primissimo livello NBA, Shaquille O’Neal. Dopo le parole di Kyrie Irving che hanno fatto così tanto clamore, seguite poi a stretto giro da quelle di Draymond Green e Wilson Chandler, pronti a scommettere su quanto sia facile per la NASA manipolare le foto della Terra per rendere rotondo il nostro pianeta, in molti si sono sentiti “liberi” di poter esprimere la loro opinione. L’ultimo è stato proprio Shaq all’interno di un podcast in cui commentava l’NBA assieme a Kevin Garnett. Tra una battuta su DeMarcus Cousins e un commento sul nuovo ruolo di Magic Johnson nella dirigenza dei Lakers, è venuto fuori anche il discorso sulle teorie di Kyrie Irving che durante la pausa dell'All-Star Game raccontò come fosse convinto del fatto che in realtà la Terra sia piatta. 

Una teoria che sembra avere un bel po’ di proseliti. Le parole di Shaq - Shaq infatti, imbeccato sull'argomento, risponde convintamente: “È vero quello che dice Kyrie. La Terra è piatta, certo che lo è. Ascoltami, ci sono tre modi per manipolare la testa delle persone – attraverso quello che leggi, quello che vedi e quello che ascolti.

A scuola, la prima cosa che ci viene insegnata è: “Cristoforo Colombo ha scoperto l’America”, ma quando lui è arrivato lì ha trovato soltanto delle persone con la pelle chiara con dei lunghi capelli che fumavano la pipa della pace. Questo cosa sta a significare? Che Colombo non ha scoperto l’America! Ascolta, io ho viaggiato spesso da costa a costa, è questa ca**o di Terra è piatta secondo me. 

Ho viaggiato sempre dalla Florida alla California e mi è sempre sembrata piatta. Non ho mai dovuto fare su e giù ruotando attorno a un angolo di 360° e poi tutte quelle cose sulla forza di gravità… Hai guardato fuori e hai visto tutti quei palazzi e grattacieli? Tu vorresti dirmi o farmi credere che la Cina si trova lì sotto? Che la Cina è sotto i nostri piedi? Secono me no. La Terra è piatta”.

Fonte: http://sport.sky.it/nba/2017/03/19/nba-shaq-come-irving-la-terra-e-piatta.html

Alessandro

Terra Piatta: Shaquille O'neal



Alessandro

Pane e violenza



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A Ruota Libera...



Alessandro

Radioattivo??



Alessandro

sabato 18 marzo 2017

Terra Piatta: A che distanza e' il sole?



Alessandro

Terra Piatta: Transito Lunare ISS



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IMPERDIBILE confessione del capo della CIA John Brennan



Alessandro

Per gli Schiavi: Chiamata alle armi!



Lentamente la carta di identità elettronica sostituirà quella cartacea, il cambiamento totale è previsto entro il 2018, ma già si possono avere le prime copie telematiche. 

La nuova carta sarà una smart card al cui interno sono memorizzate tutte le informazioni personali di ogni cittadino. Per averla basta rivolgersi al comune di residenza o dimora consegnare una fototessera, il codice fiscale e vanno versati alle casse del comune 16,76 euro – oltre ai diritti fissi e di segreteria, ove previsti. 

Per il primo rilascio deve essere fornito un documento di identità valido. Con il nuovo documento si procede all'acquisizione delle impronte digitali e si potrà dichiarare se si vuole, o meno, essere donatori di organi. Completata la procedura di richiesta allo sportello, la carta verrà consegnata entro sei giorni lavorativi all'indirizzo indicato dal cittadino.

Link: http://www.leggo.it/news/italia/carta_d_identita_elettronica_entro_2018_dovranno_averla_tutti_ecco_costi-2321551.html

Link: http://www.informazionefiscale.it/carta-identita-elettronica-2017-costo-richiesta-documenti

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Grande intervista di Giancarlo



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Passaporto Altri Sviluppi



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mercoledì 15 marzo 2017

L'Hobbit Russo


Alessandro

Terra piatta: filmato inedito

Vecchio documento filmato, video trovato sul Deep Web, dove mostra realmente la forma della terra. Non so chi abbia pubblicato questo video e tanto meno da quale fonte arriva. E’ noto che non sono sostenitore della terra piatta, però questo video parla chiaro. 




Alessandro

Giovannini: Soglia di Povertà??



Link al video: https://twitter.com/i/web/status/841023749885460481

Alessandro

Pompei: Ennesimo Falso?

"...Certo che queste ceramiche sanno di falso. Ora, dato che il corpo e' fatto di tessuti, che mal resiste al caldo, come possono cenere ultra calde, mummificare un corpo invece di scioglierlo???..."


Alessandro

Il Mio Semensaio...



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Visto Ottenuto!



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lunedì 13 marzo 2017

Terra Piatta: Cosa e' la Gravità?



Alessandro

Andiamo....






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The Daily Table!


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Io sto' con il NWO



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Il sindaco di Amatrice si ribella allo Stato: “Non pagheremo più tasse”



Sergio Pirozzi ha proclamato la “Zona franca della Contea di Amatrice”: da ora in poi il sindaco ha sospeso il pagamento delle tasse per le imprese locali, sfidando così lo StatoL’ha detto e l’ha fatto davvero: Sergio Pirozzi, il coraggioso sindaco di Amatrice, ha deciso di sfidare lo Stato italiano, proclamando una specie di “Contea” indipendente da Roma. 

 E l’ha chiamata proprio “Zona franca della Contea di Amatrice“, che è un luogo in cui il Consiglio Comunale di una piccola cittadina vota a maggioranza un provvedimento straordinariamente giusto, ma forse illegale: in pratica, il sindaco ha sospeso il pagamento delle tasse per le imprese locali. La mossa di Pirozzi, considerata all’inizio solo una provocazione, è stata invece confermata in pieno da lui stesso: “Ma quale provocazione? Si tratta di un provvedimento che abbiamo meditato a lungo, e che avrà pieno valore.

Il nome lo abbiamo scelto un po’ stravagante proprio per questo: per dargli un appeal giornalistico”.Resta comunque da capire come la prenderà il governo, a cui, però, il sindaco di Amatrice ha in qualche modo teso la mano, dichiarando quanto segue: “Diciamo che il nostro è uno stimolo al governo. Se poi nel decreto verranno accolte le nostre istanze, sono pronto a ritirare il provvedimento.”. Toccherà ora a Gentiloni smentire oppure confermare l’operato di Pirozzi. E noi ovviamente facciamo il tifo per la nuova Contea di Amatrice.

Fonte: http://laschiavitudellavoro.blogspot.it/2017/03/il-sindaco-di-amatrice-si-ribella-allo.html

Alessandro

domenica 12 marzo 2017

Degli Italiani....



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Terra Piatta: Ricordiamo






Alessandro

Il Papa bacia le mani in Terra Santa



Alessandro

Le Prossime Mosse



Alessandro

sabato 11 marzo 2017

Stephen Hawking, non c'è futuro senza un governo mondiale



Ne "Le fontane del paradiso" Arthur C. Clarke aveva immaginato un unico governo mondiale a tutela del bene comune, senza confini.  Uno dei tanti esempi presi in prestito dalla fantascienza che mi è saltato in mente quando ho letto dell'ultima provocazione di Stephen Hawking. Il fisico britannico infatti ha spiegato che senza un governo mondiale la tecnologia ci distruggerà.

O meglio, la razza umana sarà distrutta da guerre nucleari o biologiche, e per evitarlo l'unica strada è controllare la tecnologia e gli istinti di chi la detiene. Soprattutto questi ultimi, perché come ha spiegato Hawking "dall'inizio della civiltà l'aggressività è stata utile perché ha portato dei vantaggi nella sopravvivenza".  Ora però la tecnologia è avanzata a un ritmo tale che questo istinto potrebbe distruggere tutti noi con una guerra nucleare o biologica. Per evitarlo dobbiamo "controllare questa aggressività e usare la logica e la ragione".

Come? Trovando un modo per identificare le minacce prima che abbiano la possibilità di crescere, e a suo avviso l'unico modo sarebbe appunto "una qualche forma di governo mondiale". Un'idea che come accennato all'inizio non è nuova, anzi di concetti simili è piena la fantascienza (dal Grande Fratello a Il mondo nuovo) e non solo.

La storia narra che fin dall'epoca degli antichi greci e romani ci fossero promotori di un governo mondiale che potesse garantire la pace e la convivenza tra tutte le popolazioni umane (benché le idee di mondo e governo ai tempi fossero molto diverse dalle nostre). Lo argomentarono anche Dante Alighieri nel De Monarchia e l'illuminista tedesco Immanuel Kant in un saggio, giusto per fare un paio di esempi.

Non c'è quindi da sorprendersi per l'idea di Hawking, che forse proprio pensando agli esempi di cui sopra ha lanciato l'ennesima provocazione non per scendere in politica, ma per far riflettere la gente e costringerla anche se solo per qualche  minuto a usare quella logica e quella ragione che ogni tanto sembra sfuggente.

Come spesso accade lo scenario che propone non è a senso unico e non è esente da potenziali effetti collaterali. Infatti nella sua analisi ammette che nonostante in taluni frangenti potrebbe essere la soluzione ideale, potrebbe creare più problemi che altro, "potrebbe diventare una tirannia". Allora perché proporla? Perché a dispetto delle apparenze si definisce un ottimista e alla fine crede che "la razza umana saprà affrontare queste sfide".

Qualcuno non mancherà di sottolineare che estinguerci sarebbe già una soluzione ai nostri problemi, e come battuta è efficace. Per una volta però mi piacerebbe che i commenti si elevassero a un livello di analisi un po' più sofisticato, perché se da una parte è vero che molte cose non meriterebbero nemmeno lo sforzo di articolare un commento, è pur vero che ci sono degli aspetti di questa nostra umanità che nonostante tutto meritano una riflessione prima di una condanna a cuor leggero. O no?

Fonte: https://www.tomshw.it/stephen-hawking-non-c-futuro-senza-governo-mondiale-83964

Alessandro

Acqua, Sorgenti, Piscine naturali....



Alessandro

Terra Piatta: In 5 Minuti



Alessandro

Aeroporto altre informazioni



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giovedì 9 marzo 2017

Sbarchi e Fake News



Alessandro

Come Interpretare la Notizia...



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Super Calde Lenti al Thorium Doped LENSES & Uranium!



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Nasa: Pilota dello Space Shuttle in tuta spaziale senza guanti?




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Esposto Depositato



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I Nostri Sensi



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martedì 7 marzo 2017

Marinaleda. Quando l'Utopia diventa realtà



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Ma che belle Nuvole!



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La Prima Vera...



Alessandro

Esa: Sentinel 2B



Alessandro

Dormiamo insieme

Dormiamo insieme questa notte? Ci addormentiamo abbracciati, con la mia testa sulla tua spalla, il mio naso a sfiorare la tua guancia, il mio respiro su di te.

 Con il tuo braccio intorno al mio corpo e le mie dita leggere a disegnarti il petto. Con i miei piedi perennemente freddi contro i tuoi che non sposti nonostante i brividi. Con le mie gambe intrecciate alle tue. Tutta la notte talmente stretti da rendere inutili questi pronomi personali. Mio. Tuo. Chi ci distingue più? Siamo noi. È solo nostro.



Alessandro

Nasa: Ecco i nostri Soldi




Alessandro

La Legge 107:cocktail micidiale chiamato "alternanza scuola-lavoro"



Una nota esplicativa del Miur spiega che “l’alternanza scuola lavoro è un’esperienza educativa, coprogettata dalla scuola con altri soggetti e istituzioni, finalizzata ad offrire agli studenti occasioni formative di alto e qualificato profilo.” 

Be’, permettetemi di dire che vista con gli occhi di chi insegna, questo istituto dell’alternanza, uno degli elementi di maggior spicco all’interno della legge 107, meriterebbe un ricco medagliere: una medaglia al valor dell’inutilità, un’altra al valor dello spreco del tempo, un’altra ancora al valor dello sfruttamento, un’altra ancora al valor dell’inganno, e infine una bella coppa al valor dell’idiozia.

Dato che quando si conferiscono delle medaglie si danno anche delle motivazioni, vado a spiegare la ragione della mia generosità. L’alternanza  è inutile perché fare i galoppini, rispondere al telefono, fare fotocopie o altre banalità del genere non vedo quali competenze lavorative possano fornire.

L’unico elemento significativo che forse lo studente può acquisire è la consapevolezza che quello che sta facendo presso quello studio o quell’azienda, non può essere il suo lavoro, dato che lo fa sentire un emerito idiota, e proprio non riesce a capire perché l’Istituzione scolastica lo stia punendo in quel modo, avvilendolo.

Almeno quelle parole: “occasioni formative di alto e qualificato profilo”, ce le potevano risparmiare, tanto per manifestare un po’ di rispetto nei confronti dell’intelligenza altrui. Io leggo sempre una profonda delusione negli occhi degli studenti, al rientro dal loro impegno “lavorativo”, e molti mi domandano quale sia il senso della cosa.

La medaglia allo spreco del tempo va assegnata d’ufficio, direi, e la motivazione è pleonastica, almeno per noi insegnanti, perché interrompere la scuola per un paio di settimane significa, in termini pratici, spezzare un ritmo scolastico e didattico che necessitano di altro tempo per poter essere ripresi, e chi insegna sa quanto possa essere fondamentale, a volte, anche una singola ora di lezione.

La medaglia al valor di sfruttamento gliela farei consegnare direttamente dalle mani del Presidente di Confindustria, che costringerei a salire su una sedia e spiegare agli studenti di turno per quale ragione quelle prestazioni lavorative non debbano essere retribuite, e persino con una doverosa maggiorazione, dato che sono assolutamente stupide e incomprensibili, altro che ponte tra Scuola e mondo del lavoro! 

L’unico messaggio che gli studenti possono recepire è che, una volta terminati gli studi, essi dovranno accettare l’idea di lavorare gratis, magari perché secondo l’ottica del datore di lavoro, viene data loro l’opportunità di apprendere, di formarsi, e poi magari si vedrà. D’altra parte sappiamo tutti che nel mondo del lavoro c’è anche questo, perché ci sono giovani che sono costretti a lavorare rimettendoci persino in termini economici, nella speranza di arricchire il curriculum, ovvero avere una buona lettera di presentazione, magari con su scritto: “Ve lo raccomando, tanto questo stupido lavora persino gratis”.

La medaglia al valor d’inganno ha la motivazione appena espressa, ma la voglio assegnare comunque, dato che ormai l’inganno è imprescindibile ai tempi nostri, vuoi in politica, vuoi anche in ogni altro settore, basti pensare all’Europa, ad esempio, che tanto prometteva, ma che ha solo tolto, ad iniziare dalla libertà e dai diritti. Quello che ha dato è solo ricchezza ai ricchi.

Noi insegnanti di inganni ce ne intendiamo, e potremmo scrivere un trattato intero, cominciando dall’autonomia scolastica, che è servita solo a farci mancare i fondi persino per far funzionare le scuole in modo almeno decente, stavo per dire dignitoso, ma temo che molti non capiscano il termine, anche tra i colleghi.

Non sono forse ingannevoli le Associazioni Sindacali, che per decenni venivano a timbrare il cartellino alle Assemblee, a dirci come eravamo ridotti, come se non lo sapessimo da soli, e subito dopo firmavano di tutto, cercando di convincerci che avevano ottenuto il massimo, avendo ricevuto un’elemosina di aumento, barattata puntualmente con leggi che ci mortificavano ulteriormente?

Non è forse un inganno la competizione tra scuole, per reperire studenti trasformati in clienti, nella logica perversa della Scuola-azienda e della truffaldina autonomia scolastica?

Non sono stati ingannevoli tutti i Ministri che si sono susseguiti, almeno da Berlinguer in poi, pronti a dire, scandalizzati, al momento dell’insediamento, che meritavamo di essere trattati diversamente, a cominciare dalla retribuzione, ma che poi puntualmente, nessuno escluso, hanno solo dato il personale contributo all’opera di demolizione della Scuola pubblica, con perizia scientifica? Non è un enorme inganno, il più grande, la legge 107, beffardamente battezzata Buona, la definitiva pietra tombale?

Non è forse un inganno vergognoso l’istituzione del Comitato di Valutazione, che, convincendo chi è al di fuori della Scuola, ma non solo, prometteva di premiare i “meritevoli”, ma che è servito solo a dare retribuzioni aggiuntive a chi collabora col DS per perseguire l’aziendalizzazione della Scuola, ma anche per sopperire alla miserevolezza del Fondo d’Istituto, con una trattativa delle RSU? Ormai tutto nella Scuola italiana è un inganno: assunzioni per categorie, concorsi beffa, eccetera eccetera.

E infine la coppa all’idiozia, la cui motivazione, oltre che rappresentare la summa, vuole premiare la stoltezza di chi obbedisce alla logica del mercato e del Potere, piegandosi all’imbroglio di chi finge di convincerci che le aziende non funzionano perché glielo impedisce lo scollamento delle Scuole dal mondo del lavoro.

Se il mondo del lavoro non funziona è solo colpa degli imprenditori, ma anche delle politiche economiche errate, del liberismo e del miope e/o truffaldino rigore impostoci di un’Europa al servizio della Germania. Se in Italia il 40% dei giovani è disoccupato non lo si deve di certo a colpe della Scuola, come forse vorrebbero farci intendere, e chi non trova lavoro non lo trova sicuramente per sue incapacità, ma solo perché mancano i posti di lavoro.

L’alternanza Scuola-lavoro è insensata, inutile e deleteria.
La Scuola non deve sottostare al mondo del lavoro, né accogliere alcuna direttiva o suggerimento da esso. La Scuola non deve formare dei lavoratori, perché a questo ci devono pensare le imprese. Ci sono specifiche scuole professionali che preparano a questo: per diventare elettricisti, idraulici, falegnami e quant’altro, ma non la Scuola, perché il suo compito è quello di dare cultura in senso lato, formare le menti, fornire strumenti critici, rendere gli studenti consapevoli di avere coscienza civica, arricchirli umanamente, anche alfabetizzarli emotivamente, abituarli alla collaborazione, al dialogo, al rapporto sociale.

Questo deve essere la Scuola, non un apparato di Confindustria.
La ragione vera dello scientifico smantellamento della Scuola Pubblica è la volontà perversa di rendere il popolo ignorante, privo di capacità critica, incapace di capire e valutare l’operato di Governi e Parlamenti al servizio del Potere, essere suddito, e non cittadino libero, consapevole, intelligente.


Fonte: http://laschiavitudellavoro.blogspot.it/2017/03/la-legge-107-e-quel-cocktail-micidiale.html

Alessandro

Terra Piatta: Omaggio alla Terra



Alessandro

Disturbatori, Agitatori, Fomentatori...



Alessandro

lunedì 6 marzo 2017

Bond Legato al Certificato Pagato?




Fonte: https://www.scribd.com/doc/310063478/DEBT-BURDEN-LIBERATION-CERTIFICATE-Success-America-Thank-You

Alessandro

All'Aeroporto...



Questa la mia cella per qualche ora!



Alessandro

Terra Piatta: I satelliti non esistono?



Alessandro

Gli amici dell'uomo



Alessandro

domenica 5 marzo 2017

Piantiamo!



Alessandro

Da Giancarlo




Alessandro

Della Cittadinanza Vaticana



Alessandro

La USSL vi scrive per far vaccinare vostro figlio? Rispondete con questa lettera

“Buongiorno,

nel ringraziarvi per il vostro invito, rileviamo nello stesso alcune contraddizioni e mancanze, nello specifico:

  1. Quali sono le norme nazionali e regionali che regolano la materia vaccinale pediatrica, e cosa significa quindi essere “inadempienti”,
  2. Quali sono i rischi per la salute del minore verso il quale esercitiamo la potestà genitoriale, connessi alle vaccinazioni indicate nell’invito,
  3. Quali sono le misure di sicurezza messe in atto dall’azienda scrivente atte ad assicurare il minore contro eventuali reazioni avverse al vaccino nel breve, medio e lungo periodo,
  4. Quali sono le normative nazionali e regionali che presiedono alla tutela dei danneggiati da vaccino: vogliamo in sostanza sapere quale sarà l’iter da intraprendere nel malaugurato caso in cui, nonostante tutto, si verifichino delle reazioni avverse al vaccino.


Noi non siamo contrari alle vaccinazioni in sé, ma abbiamo, tuttavia, la responsabilità e l’obbligo morale di non far correre rischi al buio ai nostri figli e pertanto, ai sensi della L.241/1990, chiediamo di conoscere quali siano, nello specifico, le prove ed i test che il vostro Servizio Sanitario intende effettuare onde prevenire i rischi generali e specifici di complicanze e danni permanenti, noti attraverso la ormai copiosissima letteratura scientifica e divulgativa, nonché riportati sui foglietti illustrativi dei vaccini che Voi avete omesso di allegare al vostro invito.

Vi invitiamo pertanto a produrre tutta la documentazione atta a dirimere le questioni summenzionate entro i termini previsti: ricordiamo che i termini della L.241/1990 stabiliscono come la pubblica amministrazione ha il dovere di essere efficiente, imparziale, “trasparente”. Trasparenza vuol dire che il cittadino ha il diritto di conoscere quali sono le procedure attraverso le quali l’amministrazione agisce, quali sono i documenti che essa prende in considerazione, quali sono i tempi in cui i suoi procedimenti devono concludersi, chi ne risponde. Si invita pertanto l’azienda scrivente a rispondere nei termini previsti dalla suddetta normativa (30 gg).

Si ricorda, inoltre, che l’art. 480 del codice penale, punisce il pubblico ufficiale che commetta la falsificazione ideologica in certificati o in autorizzazioni amministrative.

Cordialità…”

FONTE: https://contiandrea.com/2017/02/25/la-ussl-vi-scrive-per-far-vaccinare-vostro-figlio-rispondete-con-questa-lettera/

Alessandro