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mercoledì 4 gennaio 2017

Sei tu l’anello della catena. Spezzala!

I meccanismi di abnegazione instillati poco a poco nell’essere umano a partire dalla tenera età edulcorati dalla scolarizzazione di massa hanno fatto si che nella moltitudine si sia instaurata una condizione di serviiismo tesa all'obbedienza e alla rettitudine,meccanismi che nei millenni hanno consolidato i poteri gerarchici in ogni luogo del pianeta terra. 

Il sistema per garantirsi la supremazia sulle masse ha creato un mezzo illusorio, la trappola della delega, (stessa cosa per i lavoratori che delegano le loro scelte ai sindacati) il quale garantisce allo stato stesso la sua perpetuazione.Saranno sempre altre persone precedentemente delegate a fare accordi tra loro per continuare a governare sui sudditi e a tenerli schiavi col lavoro salariato.

I sindacati e mi riferisco a CGIL CISL e UIL da sempre sono lo strumento del capitalismo e del padronato, per uscire dalla schiavitù del lavoro salariato è necessario combattere questi sfruttatori che mangiano sulla schiena delle povere persone prese per la gola per un tozzo di pane.


Sei tu l'anello della catena. Spezzala!

E' un preciso dovere morale. Ogni lavoratore e lavoratrice devono essere i sindacalisti di se stessi, devono abbandonare l’idea della delega, nessuno fa niente per i lavoratori, basti pensare che il lavoro salariato è la colonna portante su cui si fondano e poggiano stati e governi ed è quindi illusorio poter pensare di liberarsi da questo circolo vizioso utilizzando strumenti inventati dal pottere per tenere a bada e a capo chino gli sfruttati.

CGIL CISL e UIL hanno fatto cose raccapriccianti ai danni di chi lavora, hanno ridotto al minimo il diritto di sciopero il quale deve essere annunciato mesi prima dando tutto il tempo per potersi organizzare, una sorta di sfilata regalata allo schiavo che si gode la sua giornata di libertà.

E cosa dire dello scellerato articolo 18, il sistema con i sindacati complici lo ha stravolto a proprio uso e piacimento strozzando sempre più i lavoratori ricattandoli, Se non lavori non mangi, e se non lavori alle mie condizioni (cioè arricchendomi) muori lo stesso e me ne fotto.

Lo sciopero è un diritto inalienabile al quale i lavoratori non possono e non devono rinunciare m che sciopero è se non crea un disagio evidente?  E’ stato studiato tutto da chi dice di stare dalla parte dei lavoratori, scende in piazza con loro, gli ammicca ad accordi fatti con stato e padroni per accorciare sempre più la catena della schiavitù salariale.

Risultati immagini per Voucher schiavitùNon serve lamentarsi ed indignarsi per le parole infelici pronunciate da un ministro del lavoro che fa il suo sporco lavoro e chinare la testa di fronte alle morti sul lavoro, muoiono ancora 3 persone al giorno a causa dei licenziamenti e dall’introduzione del lavoro nero legalizzato, lo chiamano Voucher, vieni acquistato come uno schiavo a giornata e nelle statistiche e nei numeri figura che lavori, in questo modo possono raccontarti che la disoccupazione è in calo ma in verità le poche persone che hanno ancora un lavoro non vengono rimpiazzate e sono costrette ad un lavoro esorbitante per compensare il lavoro dei licenziati non rimpiazzati,di conseguenza sono in aumento gli infortuni e gli incidenti mortali.

E’ ora di dire basta a tutto questo e smettere di credere a questi sbandieratori a caccia di tesserati per farsi stipendi da nababbi.

Un lavoratore deve riprendersi la dignità e deve iniziare a farlo sul posto di lavoro innanzi tutto, poi nelle piazze e nei cortei, ma prima di tutto dovrebbe organizzare dei presidi il sabato in modo da dare la possibilità ad altri lavoratori di parteciparvi e costruire quella coscienza non dico perduta ma assopita per colpa di questi sfruttatori che oltre ad aver massacrato i lavoratori continuano a tenerli in uno stato costante di sedazione.

La soluzione a tutto questo? Intanto cominciamo a chiudere le scuole e ri-partiamo da qui poi si vedrà.

Fonte: http://laschiavitudellavoro.blogspot.it/2017/01/ehi-schiavo-sei-tu-lanello-della-catena.html

Alessandro

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