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mercoledì 18 gennaio 2017

Dalla Rete: La guerra alleata contro L'europa




In ogni tempo, la Storia di un determinato conflitto fra popoli ed ideologie, scritta dopo la sua risoluzione armata, per lo più proprio da quegli uomini, che, vittoriosi, hanno ottenuto sulla scrittura di quella vicenda, il completo controllo, è caratterizzata dalla affermazione di “verità assiomatiche” ovviamente assai discordi, e spesso addirittura antitetiche alla “realtà dei fatti”; assai più interessante, sussurrata dai vinti. Difatti, la Storia scritta e raccontata dai vincitori, testimonia sempre, ed esclusivamente, soltanto di ciò che un Potere dominante, in un dato istante spazio temporale, vuole resti scritto di sé, nel presente: a futura e perenne memoria.

Sfugge allo sciocco, condizionato a misurare gli uomini, i popoli, e gli eventi, dalla quantità e dalla qualità delle parole, spese pubblicamente sul loro conto, che la fama o l’ignominia di ieri, o di oggi, non riguarda affatto il domani, e che il Potere costituito registra, e fa scrivere, esclusivamente la propria versione addomesticata della storia; ed insegna, quella passata, o altrui, solo secondo i propri criteri, e nei limiti del proprio esclusivo profitto. Per mere ragioni di opportunità, e di propaganda, quel Potere cancella, come non esistito, innominabile, negativo, o criminale, tutto ciò che non torni utile ai suoi propri progetti: di controllo e di dominio globale sugli uomini.

La Storia ufficiale, e accademica, non ha altro scopo, che di saturare e ossessionare, con la propria costante presenza, le menti drogate dei sudditi; per non lasciare loro l’alternativa di altri spazi mentali, di altre, diverse, e ben più plausibili storie. Nella sua concezione più vera, la Storia, non può essere che una precisa ed accurata re-visione dei fatti, o resterà, semplicemente, il racconto settario, frammentario, e spesso adulterato, di determinati eventi. Sarà, allora, un congegno di proiezione propagandistica, reso, con la ripetizione e la diffusione mediatica,

Dottrina intangibile e dogmatica. Sarà un’ortodossia fra le altre, priva, come le altre, d’ogni reale valore conoscitivo. Rivedere e revisionare, non sono, epiteti sconvenienti, o ingiuriosi, come credono alcuni censori accreditati, ma prassi necessarie: all’esistenza di ciò che, ancora si può definire come Storia. Certo, il Revisore avveduto, non può che attendersi l’ostilità, l’odio, e le campagne denigratorie, lanciategli contro dagli “Storici accademici”: solerti custodi dottrinari, e ottuse vestali dell’Ortodossia storica, che temono, in ogni verifica critica dell’esattezza delle loro storie, il verificarsi, assai prevedibile, del crollo dei loro castelli di sabbia concettuali.

Nella misura in cui il lavoro di revisione storica, porta a relativizzare, o a smentire decisamente, i pretesi sentimenti solidali, umanitari, o libertari dei “vincitori”, e a riconsiderare alcune delle atrocità, attribuite ai “vinti”, scoprendo, nella versione storica ed ufficiale, delle lacune inspiegabili, delle falsità evidenti, delle contraffazioni documentali, delle testimonianze fittizie, e una distorsione uniforme e sistematica dei fatti; in assenza assoluta di prove reali, o non palesemente artefatte, a carico degli accusati, c’è da aspettarsi di essere accusati delle più fosche intenzioni; e dei più delittuosi disegni.

Link: http://whitewolfrevolution.blogspot.it/2014/04/la-guerra-alleata-contro-leuropa.html?m=1

Alessandro

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