AVVERTENZE

Ogni Assunzione e Presunzione alle Mie parole e' solo Mio. Il mio unico intento e' quello di Condividere pace, amore ed onore. Ogni altra interpretazione a quanto qui espresso, e' puramente personale e mai rispecchia le mie pacifiche volontà. Chiunque usa le qui presenti informazioni, lo fa' sotto la sua totale ed illimitata responsabilità.

sabato 30 aprile 2016

Dalla Rete: La Bandiera

"Avete mai notato che da qualche anno ad ogni udienza, giuramento, insediamento politico italiano (e statutinitense etc. ) aleggia in bella mostra la bandiera italiana tutta bella frangiata d’oro? Basta fare un giro su you tube per verificarlo.

Essendo la bandiera con la frangia d’orata la bandiera MARITTIMA dello Stato di guerra[9], che è quello che in questo momento da senso agli attuali governi, bisogna rammentare che sotto lo stato di guerra stesso vige il Diritto marittimo noto negli Stati Uniti come UNIFIED COMMERCIAL CODE o UCC (codice commerciale unificato) che deriva dal British Marittime Law che è appunto il diritto marittimo britannico. Infatti nel codice statunitense, al titolo 18 B7 viene trascritto che il diritto marittimo è applicabile: 1) in alto mare 2) nelle navi battenti bandiera americana 3) in qualsiasi territorio di pertinenza degli stati uniti o comunque sottoposto ALLA GIURISDIZIONE AMERICANA.

Quindi ogni volta che Barack Obama parla davanti alla bandiera frangiata d’oro parla come comandante della nave da guerra britannica United States of America e grazie a questo incarico affidatogli amministra il trust “governo degli Stati Uniti” e con esso tutti gli altri trust ad esso associati."


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Alessandro

venerdì 29 aprile 2016

Terra Piatta: La Cupola Liquida



Alessandro

Procuratore Scarpinato: pulpiti istituzionali sacrificano tutela dei diritti a ragioni di mercato


Alessandro

Nasa: Gli Astronauti, nella vasca.



Alessandro

Vogliono Impadronirsi dell'Acqua?

Curiosa la cosa che ce lo hanno detto in un film anni prima: Quantum of Solace!





Alessandro

Pizza Fruttariana Ortolana



Frutta ortaggio grigliata

Pizza Cotta

Trancio di pizza

Ancora trancio di Pizza

Alessandro

giovedì 28 aprile 2016

GLI INDIANI ERANO VEGETARIANI (prima dell'arrivo dell'uomo bianco)GLI INDIANI ERANO VEGETARIANI (prima dell'arrivo dell'uomo bianco)


I nativi americani e il vegetarianismo 

Conosciamo bene lo stereotipo del selvaggio Indiano delle praterie: uccisore di bufali, vestito di pelli di daino adornate di piume, con elaborati copricapi di penne, mocassini di pelle, che abita in un teepee di pelle animale, padrone di cani e cavalli, ed estraneo ai vegetali.

Ma questo stile di vita, un tempo limitato solo agli Apaches, fiorì non più di circa 200 anni fa e non è rappresentativo della maggior parte dei nativi americani di oggi e di ieri. Infatti si può confermare che il fenomeno del “bisonte-come-stile-di-vita” è il risultato diretto dell’influenza europea....


indigenous-eating-eTra la mia gente, gli indiani Choctawdel Mississippi e dell’Oklahoma, i vegetali sono la base della principale dieta tradizionale. Un manoscritto francese del XVIII secolo descrive la preferenza vegetariana dei Choctaw sia per i propri alloggi che per l’alimentazione. Le case non erano costruite con le pelli, ma in legno, mota, corteccia e canne. Il cibo basilare della dieta quotidiana, consumato in ciotole di terracotta, erano vegetali stufati con cereali, zucca e legumi, e il pane era preparato con mais e ghiande. 


Altri alimenti apprezzati erano il granturco arrostito e la zuppa di mais.La carne era consumata molto raramente e in piccole quantità. 

Gli antichi Choctaw erano innanzitutto agricoltori. Anche gli abiti erano in tessuti vegetali, i vestiti delle donne erano artisticamente ricamati e gli uomini indossavano pantaloni di cotone. I Choctaw non hanno mai messo delle piume tra i capelli.


Le ricche terre dei Choctaw,l’attuale Mississippi, erano così agognate dagli americani del XIX secolo che la maggior parte delle tribù fu costretta ad allontanarsi verso l’attuale Oklahoma, scelto sia perché ampiamente disabitato sia perché le varie esplorazioni avevano stimato quel territorio come brullo e inutilizzabile. La verità, comunque, fu che l’Oklahoma era fertile per le necessità indiane e infatti fu usato come risorsa agricola. 

Sebbene molti Choctaw abbiano sofferto e siano morti durante l’infame deportazione sul “Sentiero delle Lacrime”, i sopravvissuti con le loro genialei tenciche di agricoltura integrata costruirono un Oklahoma nuovo.

George Catlin, il famoso storico degli Indiani del XIX secolo, descrisse nel 1840 le terre dei Choctaw dell’Oklahoma meridionale, come segue:


"…il terreno era quasi completamente coperto di vigne, 
che producono grandi quantità di uva prelibata…
con grappoli a perdita d’occhio…e spesso intervallate 
da centinaia di ettari di alberi di prugne…ogni cespuglio visibile era pieno di bacche, che talora avevano rami erano letteralmente senza foglie e che arrivavano a terra…e distese di ribes selvatico, di uva spina, e di fichi d’india."



Durante i loro viaggi, molti anglosassoni in cerca di alimenti “selvaggi” incontrarono i bei campi coltivati dagli Indiani. Molti alimenti choctaw cucinati tutt’oggi durante le festività sono vegetariani. Il granturco è così importante per noi che lo consideriamo divino. La nostra leggenda sul granturco narra che era un dono di Hashtali, il Grande Spirito. Il mais era il segno di riconoscenza per aver alimentato la figlia del Grande Spirito quando era affamata. Hashtali letteralmente significa “Sole di Mezzogiorno” e i Choctaw credono che il Grande Spirito risieda nel sole, e il sole favorisce la crescita del mais.

Un’altra leggenda Choctaw descrive l’aldilà come un luogo di delizie dove tutti sono ammessi, tranne gli assassini. E cosa mangiano i Choctaw in “paradiso”? Si nutrono naturalmente del cibo più dolce che non finisce mai, il melone.

Più di una tribù ha delle leggende che descrivono la gente come vegetariana che vive in una sorta di Giardino dell’Eden. Un racconto Cherokee descrive gli umani, le piante e gli animali delle origini come “reciprocamente uguali e solidali”. I bisogni di tutti erano raggiunti senza uccidere nessuno. 


Quando l’uomo è diventato aggressivo 
e ha iniziato a cibarsi di animali, 
questi ultimi si sono inventati delle malattie 
per fermare la popolazione umana. 


Le piante rimaste disponibili si sono offerte non solo come cibo, ma anche come medicamenti per combattere le nuove malattie.



Molte erano le tribù che si comportavano come i Choctaw. In tempi antichi i bambini aztechi, maya e zapotechi assumevano una dieta vegetariana al 100% fino ai 10 anni di età. 

Alimento primario erano i cereali, specie le diverse varietà di mais. Si considerava che tale dieta rinforzasse le difese immunitarie dei bambini. 


Gli spagnoli furono sorpresi di scoprire 
che questi Indiani avevano una vita media 
più lunga della loro. 

Una dieta completamente vegetariana assicurava ai bambini una vita più lunga e sana. Questi consigli comprendono l’atole, una bevanda calda a base di cioccolato, preparata con amido di mais e acqua, con l’aggiunta di cioccolato o cannella e zucchero. L’atole è considerato un alimento sacro.

Circa metà dei vegetali usati per alimentazione presenti oggigiorno furono coltivati originariamente dagli Indiani d’America e non erano conosciuti in altri Paesi prima della scoperta dell’America 
stessa.

Immaginate la cucina italiana senza pasta e pomodoro, e quella irlandese senza patate, o quella ungherese senza la paprika? 

Tutti questi alimenti hanno origine Indiane.


Una lista incompleta di altri cibi indiani includono pepe, pepe rosso, arachidi, anacardi, patate dolci, avocado, frutto della passione, zucchine, fagioli verdi, fagioli, sciroppo d’acero, fagiolo di Lima, mirtilli, noci americane, gombo, cioccolato, vaniglia, semi di girasole, zucca, cassava, noci, 47 varietà di bacche, ananas e ovviamente il popcorn.


Molti libri di storia raccontano la vicenda di Squanto, un Indiano Pawtuxent che visse agli inizi del 1600, famoso per aver salvato i Pellegrini dalla fame. Egli mostrò loro come raccogliere alimenti selvatici e come piantare il mais.

Ci sono stati migliaia di Squanto da allora, anche se i loro nomi sono sconosciuti. Infatti l’agricoltura moderna è debitrice dei metodi e del pensiero Indiani sullo sviluppo, l’ibridazione, la piantumazione, la crescita, l’irrigazione, la conservazione, l’utilizzo e la cottura dei semi. E lo spirito di Squanto sopravvive ancora oggi. 

Un esempio su tutti è quello della stazione di ricerca governativa peruviana collocata in un remoto villaggio amazzonico chiamato Genaro Herrera. L’università ha formato botanici, agronomi e forestali per lavorare in quei luoghi, per studiare scientificamente tutti i modi in cui gli indigeni locali coltivano e preparano il cibo.Questi tecnici imparano anche a vivere nella foresta senza distruggerla e studiano i modi per combattere gli insetti nocivi senza pesticidi.


La tendenza che ha allontanato alcune tribù indigene nordamericane dalla dieta base può essere rintracciata a partire da Coronado, un esploratore spagnolo del XVI secolo. Prima di quel periodo la caccia era un hobby tra gli indigeni, non una occupazione. Gli Apaches erano una delle poche tribù che contava sull’uccisione degli animali per sopravvivere.

Ma tutto questo cambiò quando Coronado e il suo esercito attraversarono il West e il Midwest partendo dal Messico. Alcuni dei loro cavalli scapparono e si moltiplicarono velocemente nelle verdi praterie. Gli Indiani ri-addomesticarono questi nuovi animali e iniziò l’Era del Bisonte.

I cavalli sostituirono i cani come animali da soma e furono eccellenti per il trasporto.Questa fu una importante innovazione per gli Indiani delle Praterie, come lo fu l’automobile molto più tardi per gli anglosassoni. La vita nelle praterie divenne ben presto molto più facile.


Dall’est arrivò un’altra nefasta influenza: le armi. 
I primi coloni americaniportarono con sé anche le loro armi da fuoco. Dato il senso di “minaccia” degli Indiani, i coloni svilupparono le loro armi, creandone con successo di sempre più precise e potenti. Ma fornirono purtroppo di armi anche gli Indiani loro alleati nelle causa coloniale. Dato che era estremamente più facile uccidere un animale con un fucile che con arco e freccia, le armi da fuoco si diffusero velocemente tra gli Indiani. L’uccisione dei bisonti divenne molto semplice, proprio grazie all’introduzione del cavallo e del fucile.


Gli Apaches si unirono ad altre tribù, come i Sioux, i Cheyenne, gli Arapaho, i Comanche e i Kiowa. Queste tribù “persero il mais”, abbandonarono l’agricoltura e iniziarono per la prima volta a vivere esistenze nomadi. In breve tempo il loro cibo, gli abiti, e i rifugi dipesero completamente da un unico animale, il bisonte.

George Catlin lamentava questo fatto già nel 1830. 
Previde l’estinzione del bisonte, che si avverò poco dopo, e il pericolo di non diversificare la propria sussistenza. Catlin sottolineò che se gli Indiani delle Praterie avessero ucciso un bisonte per uso personale, la situazione non sarebbe stata così grave. Ma poiché questi animali furono massacrati per il profitto, il loro destino era segnato. (Nella foto potete osservare l'orribile catasta d'ossa di bisonte ad opera criminale dei coloni bianchi provenienti dall'Europa, che uccidevano, non per sopravvivere, ma per "sport" come accade ancora oggi con la caccia.)

Era l’uomo bianco che se ne avvantaggiava. 

C’era un mercato insaziabile di lingue e pelli di bisonti.  Nel 1832, Catlin descrisse un massacro indiscriminato di bisonti perpetrato da 600 Sioux a cavallo. Questi uomini uccisero 1400 animali e ne presero solo le lingue. Queste furono vendute ai bianchi per pochi galloni di whiskey. Non c’è dubbio che il whiskey indebolì il talento indiano sull’uso di questi animali. Tra le tribù che non commerciavano coi bianchi, l’animale era utilizzato in tutte le sue parti e nessuna era buttata. Inoltre i bisonti non erano uccisi d’inverno perché in quella stagione gli Indiani ne utilizzavano la carne secca.



Da quel momento invece i bisonti furono uccisi soprattutto in inverno, perché era in quella stagione che i loro magnifici manti erano lunghi e rigogliosi. Catlin stimò che per fare cappotti per la gente dell’Est ogni anno venivano uccisi 200.000 bisonti. 


Il cacciatore indiano era caduto nella trappola per una pinta di whiskey.

Se gli Indiani avessero compreso il senso dell’estinzione degli animali,avrebbero cessato di massacrarli. Ma per gli Indiani il bisonte era un dono del Grande Spirito, un dono che ci sarebbe sempre stato. Decenni dopo la scomparsa delle mandrie enormi, gli Indiani delle Praterie credevano ancora che sarebbero potute tornare. Ballarono la “Danza del Fantasma”, creata appositamente per il ritorno dei bisonti, e pregarono sperando nel miracolo fino al 1890.

Nel passato, e in diverse tribù la dieta carnivora era rara e certamente non era un’abitudine quotidiana. Molto cambiò dal momento dell’introduzione dell’abitudine carnivora europea, del cavallo e delle armi e la diffusione delle bevande alcoliche e dei commerci dei bianchi. Oggigiorno solo pochi Indiani possono dichiararsi vegetariani.


Ma non fu sempre così. Per la maggior parte dei Nativi Americani del passato, la carne non solo non era un alimento ricercato, e il suo consumo non era ambito, come invece accade oggi, in cui gli americani mangiano il tacchino per il Ringraziamento, considerandolo un dovere religioso. 

La carne non aveva niente di cerimoniale. 
Al contrario lo era una pianta, il tabacco, molto usata durante le cerimonie e i riti, e consumata solo moderatamente al di fuori di quelle occasioni. Grandi eventi come la Festa d’Autunno era centrata sul raccolto, specie del mais. I Choctaw non sono gli unici a continuare a ballare la danza del Mais.


Come sarebbe questo Paese oggi se fossero 
stati osservati i costumi antichi? 


Credo si possa dire che il rispetto Indiano per le forme di vita nonumana avrebbe avuto un grande impatto sulla società americana. Il mais e non la carne di tacchino sarebbe stato usato nei menù del Giorno del Ringraziamento. Poche sarebbero state le specie estinte, l’ambiente sarebbe più salubre e gli americani indiani e nonindiani avrebbero vissuto vite più sane e longeve. Ci sarebbe stato anche meno sessismo e razzismo, perché molta gente crede che il modo in cui si trattano gli animali (specie se indifesi) è lo stesso che si usa verso i bambini, le donne e le minoranze.

Non realizzandolo, i guerrieri e i cacciatori indiani del passato andarono dritti verso il mondo degli uomini bianchi che bramava le loro terre e i loro bisonti. Quando gli presero le terre e decimarono le mandrie di bisonti non poterono più tornare indietro. Ma gli Indiani che scelsero il sentiero della pace e si affidarono alla diversità e abbondanza delle piante per la propria sopravvivenza poterono salvare i loro stili di vita. Anche dopo che furono deportati in nuove terre poterono continuare le loro esistenze e ri-piantare la vegetazione.

Ora, noi, i loro discendenti, dobbiamo ritrovare lo spirito delle tradizioni antiche per il bene di tutti. Dobbiamo scostarci dall’influenza europea che ci ha allontanati da uno stile di vita più sano. Dobbiamo riabbracciare i nostri fratelli e sorelle, cioè gli animali, e “ritornare al mais” una volta per tutte.


Fonte: http://ilnuovomondodanielereale.blogspot.it/2016/04/gli-indiani-erano-vegetariani-prima.html

Alessandro

Altra forma di Signoraggio






Alessandro

Pensiero: Dei Passettini


Alessandro

Pensiero:Aspettativa



Alessandro

mercoledì 27 aprile 2016

Come vivono i fruttariani: i vegani più "estremi"




Alessandro

Dalla Dittatura all'obbedienza volontaria, ecco come si è "inevoluta" la società


A un certo punto della storia, la società occidentale capitalista, quindi statalizzata, ha pensato che l'ordine perentorio e violento dato ai suoi stessi componenti attraverso l'imperativo 'obbedisci' da parte di qualche brutto padrone dovesse trasformarsi in qualcosa di più soft, di più accettabile.

Basta con la brutalità dello scudiscio e del volto incazzato del padrone che comanda e punisce! Basta anche con le catene materiali! Così la società si è inventata il sistema dell'obbedienza volontaria, spacciata come virtù ed etica sociale.

A questo fine la società ha aperto un sacco di scuole, e ha reso obbligatoria questa educazione di massa, sicché tutti i bimbi e le bimbe hanno imparato che non dovevano più aspettare lo scudiscio e la faccia brutta del padrone per fare le cose che il capitale ordinava, ma oramai eseguivano gli ordini come se per loro fosse diventata una missione morale, con tanto di promessa di premio (un lavoro da schiavi in terra, un paradiso da illusi in cielo).

E' rimasto dunque il sistema di punizione, che è figlio del sistema di premiazione, perché il servo può anche ribellarsi e non obbedire più, allora bisogna punirlo.

Ma anche in questo caso è stata compiuta una trasformazione culturale miracolosa: non è più il padrone che punisce, non è lui che ha lo scudiscio in mano e le catene, ma sono gli stessi servi che ormai agiscono per il padrone, che condannano il servo ribelle e lo consegnano nelle mani del padrone, credendo persino di fare qualcosa di altamente morale.

Il loro grido è infatti 'viva la legalità'. 

Non ne usciamo, anche perché per uscirne dovremmo agire sulla cultura, sulla demolizione delle scuole, e non c'è dogma più tenace, ormai, purtroppo, della scuola obbligatoria di massa pensata come cosa giusta e saggia. Non ne usciamo!


Fonte: http://laschiavitudellavoro.blogspot.it/2016/04/dalla-dittatura-allobbedienza.html

Alessandro

Per mangiare le granaglie




Quindi pasta, pane e pizza ecc ecc fatti di qualsiasi grano, cereale possono essere alimenti per l'essere umano?

P.s.: in natura si mangia tutto crudo e senza l'utilizzo di macine ecc ecc

Alessandro

Scie Chimiche dal Nulla?



Alessandro

Dalla Rete: Trilaterale

Pentagramma rovesciato dorato, dentro un rombo verde che tocca 2 fasce rosse, una superiore e una inferiore... La verità ve la sbattono in faccia... E ora che iniziate a vederla! 

P:S: "In platea ci sono politici, accademici e uomini d’affari che arrivano dai i tre continenti che compongono la Trilateral. Siedono attorno a piccoli tavoli circolari, cinque alla volta, ...



Link: http://www.maurizioblondet.it/due-tre-cose-sulla-trilateral-roma/

Alessandro

martedì 26 aprile 2016

Potere Trilaterale: L'Esempio Italia.



Alessandro

Ancora su Equitalia


La Commissione Tributaria Regionale di Bari sezione di Lecce ferma l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia.

Ordinanza, la n. 377/2016 depositata in segreteria il 19/04/2016 della Commissione Tributaria Regionale di Bari –  Sez. staccata di Lecce

“Il contribuente può comunque chiedere la sospensione dell’esecuzione dell’atto se da questa può derivargli un danno grave e irreparabile”.

Fonte: http://www.ilcapoluogo.it/2016/04/24/fermata-cartella-equitalia-di-232mila-euro/

Questa è la riprova di quanto da sempre affermiamo ed importante sia esercitare sempre i propri

Diritti, fino in fondo. Partendo da una semplice ed innocua: "Istanza in Autotutela"

Il Direttore TuDiVi

Chiedere non costa Nulla!
Info@tudivi.it

Alessandro

lunedì 25 aprile 2016

35 MILA MINORI ITALIANI PRIGIONIERI: LIBERIAMOLI!



Figli di nessuno, relegati nell’ombra per alimentare un giro d’affari di 3 miliardi di euro all’anno, con tribunali per i minorenni fuori controllo. Altro che legalità: questa è mafiosità istituzionale. Una barbarie tricolore dei tempi correnti: gli orfanotrofi spesso di proprietà del Vaticano ma anche di privati senza scrupoli - ai sensi della legge 149 del 2001 - dovevano chiudere entro il 31 dicembre 2006, ma hanno cambiato solo pelle e nome. 

Gli “ospiti” non hanno commesso alcun reato eppure sono condannati alla detenzione, dopo essere stati strappati alle proprie famiglie, sulla base di relazioni firmate da meri assistenti sociali, e decisioni arbitrarie dei tribunali per i minorenni, magari soltanto perché i genitori non hanno abbastanza soldi o non hanno più un lavoro.

In Italia sono circa 35 mila i minori italiani, ossia bambini e adolescenti, orfani o allontanati dai genitori, segregati nelle case famiglia e nelle comunità, in violazione del dettato costituzionale. Fanciulli che entrano in una struttura, in attesa di tornare a casa o essere adottati, ma a causa di lunghe trafile burocratiche non possono sapere per quanto tempo saranno prigionieri delle istituzioni che alimentano impunemente questo mercato dell'infanzia.

In media un bambino viene rinchiuso nelle strutture per circa 4 anni, nel corso dei quali sono gli enti locali a pagare la retta per ogni piccolo ospite: da un minimo di 40 ad un massimo di 400 euro al giorno. Si può arrivare a spendere fino a 150.000 euro all'anno a bambino.

Ad oggi non esiste un tariffario nazionale di riferimento, e tali spese vengono stabilite in base agli affitti da pagare e al numero di educatori assunti sovente senza controlli. Gli accreditamenti ufficiali arrivano solo in un secondo momento, perché regolati dalle leggi regionali. Nella maggior parte dei casi non esistono rendicontazioni dettagliate delle spese sostenute dalle strutture, trattandosi per lo più di cooperative e onlus con bilanci stringati e pochissime voci.

Secondo il cosiddetto “garante per l’infanzia”, le strutture stimate sono 3.192, ma senza una differenziazione per tipologia, anche in ragione delle differenti e non sempre assimilabili denominazioni stabilite dai nomenclatori regionali che ne contrassegnano la fattispecie.

Alcune Regioni non danno comunicazione alle procure dell'avvenuta apertura delle comunità per minori: i dati così risultano incompleti.

In Italia è solo il Tribunale per i minorenni che decide se una coppia può adottare o meno un bambino e su 10.000 coppie solo una su 10 alla fine ci riesce. Le adozioni nazionali sono pochissime, si aggirano intorno alle 1.000-1.300 circa all'anno. Il numero di bambini adottati si è dimezzato negli ultimi 3 anni; anche in tema di adozioni internazionali, nonostante in Italia ci siano 5.300.000 coppie sposate senza figli, risulta che nel 2015 le coppie che hanno formulato domanda d'adozione sono state solo 3.000.

L’articolo 40 della legge 149 del 2001, prevede una banca dati sui bambini dichiarati adottabili dai tribunali per i minorenni, ma la norma è ancora inevasa.

Post scriptum

Questo è il mio 25 aprile: il senso attuale della mia lotta per la libertà che spero di poter condividere concretamente con tanti, a favore di essere umani appena affacciati alla vita. Che fare? Liberiamoli tutti e subito.

Fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/04/35-mila-minori-italiani-prigionieri.html

Alessandro

Possibile Forte Terremoto?


Alessandro

Pubblicità Regresso



Alessandro

Nel Cammin...












Alessandro

Da Giancarlo: Corte Sovrana


"...Il sottoscritto, 1° Maresciallo dell'A.M. con croce d'anzianià dei 40 anni "spontaneamente" in  congedo per malattia con la diagnosi: "Non più adattabile" (al loro sistema ovviamente... il che la dice lunga)  può andare bene alla bisogna?...e al momento dove posso documentarmi in rete riguardo a quelle che sono le vs esigenze/problematiche?... Sappiate che comunque, anche se in congedo, ritengo ancora valido il Giuramento che ho fatto alla Bandiera...Bandiera che, volenti o  nolenti rappresenta tutto il Popolo Italiano... e che nello specifico termina con queste parole che ne racchiudono quella che ritengo  l'essenza: ..."....PER LA SALVAGUARDIA DELLE L-I-B-E-R-E ISTITUZIONI"... considerando che le Istituzioni se le sono date il Popolo..  e che per essere tali è il Popolo stesso che DEVE  poter CONSERVARE la propria libertà e sovranità..."



"...Carissimo Mauro, è un onore poterti avere tra le nostre fila, come Uomo e null'altro. Hai dato parte della tua vita per il Paese, convinto di servire il Popolo, invece sei stato frodato con un giuramento, appunto, sulla bandiera, che in realtà, in quel momento, rappresentava le Istituzioni, ma che tali non sono. Ti hanno fatto giurare con l'inganno su una realtà prettamente commerciale, di Diritto Privato, che tratta titoli in borsa con altri Stati-Corporazioni, questo sono gli Stati. Così ci hanno truffato tutti sin dalla nascita. Ti consiglio di approfondire la tematica di OPPT e Sovranista sul web e scoprirai quanto siamo stati presi in giro da secoli, proprio da coloro che pensavamo ci rappresentassero. Oramai siamo allo sbando e solo una coscienza individuale e collettiva potrà trarci in salvo, seguendo l'Istituto Popolare del Tribunale Popolare. L'Istituto è sorto a Gennaio del 2015 e aspetta i valorosi e gli intrepidi per poter divenire efficiente ed efficace, sotto l'unica vera Legge, quella Naturale e Universale, il resto sono solo normative aziendali basate sulla frode e l'inganno per tenere sotto schiavitù i cittadini. Per aderire al Tribunale Popolare è necessario innanzitutto aver ufficialmente espresso la propria Sovranità, in quanto ufficializza lo scioglimento del contratto iniziale, posto dalle ex Istituzioni con l'inganno, col quale ci h anno reso schiavi con la cittadinanza,sin dalla registrazione in anagrafe, quindi è possibile iscriversi tramite il modulo presente sul sito ufficiale cortesovrana.it quale Guardia Popolare o quale altra figura prevista dall'Istituto. Ti invitiamo, anche, dopo approfondito studio sui Diritti dell'Uomo, a diffondere gli argomenti e raccogliere ulteriori adesioni sia di personale in congedo sia in servizio e quanti altri vorranno partecipare al Nuovo Paradigma in atto. Questa è la vera Ri-Ev-oluzione..."

Link: https://www.facebook.com/cortesovrana/

Alessandro

Assunzione e Presunzione: I Diritti, Garanzie, etc..

Come molte volte detto, chi li scrive e li sancisce, li può anche modificare, e quindi parliamo di privilegi concessi. 

C'e' una'altra bellissima e divertentissima cosa da capire. Quante volte abbiamo letto cose del tipo: "Tutti hanno diritto" a questo, e quello, oppure "La repubblica garantisce, riconosce, etc..."

C'e' scritto "hanno il diritto", mica che qualche essere umano, te li garantisce e quindi dona. Stessa cosa per la repubblica, stato e minchiate varie: essendo senza corpo, nessuno può garantire nulla.



Alessandro

Dalla Rete: Festa della Liberazione


Festa della LIBERAZIONE?? una RESA incondizionata in cui abbiamo perso la sovranità militare, gli USA hanno impiantato basi militari (NATO) per controllare l'intero territorio, hanno imposto, e i comunisti partigiani hanno ubbidito, di togliere la legge sulla SOCIALIZZAZIONE DELLE IMPRESE FATTA DA Mussolini, in cui tu operaio e impiegato avresti avuto gli stessi diritti e doveri del fantomatico "capo" e avresti partecipato agli utili distribuiti a fine anno in base all'apporto del tuo lavoro.

Spiegatemi perchè una liberazione è: prima stuprare e poi uccidere una bambina di 13 anni perchè ha scritto un tema sul Duce, perchè un giovane prete Rolando Rivi fu ucciso perchè era sospettato che fosse una spia fascista, spiegatemi perchè hanno ucciso donne, giovani, uomini, anche dopo la guerra semplicemente perchè aveva indossato nelle feste comandate la camicia nera, e ancora le donne facendo parte del servizio ausiliario femminile furono stuprate dai partigiani - comunisti e prima rasate e fatte camminare nude per strada...questo è solo un "assaggio" delle nefandezze compiute, ma pensiamo possa bastare, stai festeggiando una data che da una dittatura consenziente, che ha dato diritti ai lavoratori, bonifiche, sicurezza, opere pubbliche ecc, ecc siamo passati ad una finta democrazia che ti ha tolto i diritti e ha portato l'Italia allo sfascio e alla povertà.

E tu credulone che pensi che Mussolini voleva la guerra non hai capito nulla, nel 1924 fu il primo ha chiedere il disarmo e l'Inghilterra fu il primo paese a non volere, nel 1938 mediò ancora, e vinse la pace, ma se alla Germania che chiedeva una linea ferroviaria e autostradale per collegare Danzica e rivendicava parte dei territori dove c'erano solo tedeschi, tolti con il trattato di Versailess gli fossero restituiti la guerra non sarebbe mai scoppiata, ma questo FRANCIA INGHILTERRA E AMERICA NON LO VOLEVANO, IL SOCIALISMO DI MUSSOLINI CHE FACEVA STAR BENE IL POPOLO, NON PIACEVA AI CAPITALISTI, LOBBY E DETENTORI DEL POTERE MONDIALE!! PENSACI!!!


Alessandro

Comunicato Partigiano


Alessandro

Pensiero: Liberazione


Alessandro

domenica 24 aprile 2016

PARODIA del nutrizionismo 'onnivoro': scienza o religione ?



Alessandro

Equitalia: Ti piace vincere facile?


Proprio così –  ecco un’altra sentenza dalla Suprema Corte di Cassazione ( 8 aprile 2016, n 6887 )  a favore di cittadini ed imprese e a danno del peggiore incubo degli italiani, Equitalia.

E’ facile pensare alla metafora di Davide e Golia –  Davide vince con una fionda e abbatte il colosso Golia – oggi i Davide, e sono milioni,  potranno contestare con più certezza di accoglimento la mancata notifica della cartella esattoriale, qualora non venga esibito dall’ente, anche dopo 5 anni.

Una grande fonte di salvezza  per coloro che si ritrovano indebitati per decine di migliaia di euro e che ancora non sono riusciti a trovare un valido motivo per poter  impugnare la propria posizione debitoria.

Ebbene sì, i Giudici dei Tribunali d’Italia  e le commissioni territoriali confermano a colpi di sentenze che l’errore più ricorrente in cui incappa l’agente di riscossione è la mancata prova della notifica della cartella di pagamento. Prova che può essere dimostrata solo nei seguenti modi:

L’originale dell’avviso di ricevimento della raccomandata ( ricevuta di ritorno ) nel caso di consegna da parte del postino.

La relazione di notifica redatta dall’ufficiale giudiziario o dal messo comunale nel caso venga consegnata a mano.

Forse vi chiederete: ma è possibile che con un errore così banale commesso dal colosso delle riscossioni dei debiti si possa vincere? La risposta è SI! E ve lo spiegheremo cercando di sintetizzare la sentenza di cui abbiamo già fatto riferimento all’inizio dell’articolo (sentenza dalla Suprema Corte di Cassazione  8 aprile 2016, n 6887)equitalia

Esiste una norma di legge (art. 26, co. 5 del Dpr n. 602/1973) che impone all’ente di riscossione di custodire le matrici delle cartelle di pagamento e tutte le relative prove della notifica per un massimo di 5 anni al fine di esibirle ai contribuenti o alla pubblica amministrazione qualora ne avessero esigenza.

L’esattore, per legge, deve essere sempre pronto a esibire le relazioni di notifica o gli avvisi di ricevimento delle raccomandate su semplice richiesta dell’interessato.

E alla scadenza dei 5 anni che succede ?

Equitalia con molta probabilità ,visto anche le sentenze in continua crescita su questo senso, archivia/elimina tutto il cartaceo,  di conseguenza  se un contribuente volesse chiedere le prove della notifica di una cartella di oltre 10 anni prima, è altamente probabile che qualsiasi ufficio di Equitalia non potrà aiutarlo perché non saprebbe dove e come recuperare i documenti, e probabilmente risponderebbero che i termini per l’accesso agli atti sono decorsi.

Ma il fatto che i termini siano decorsi non depone a favore di Equitalia, bensì del ricorrente, infatti la Cassazione è stata molto chiara sull’argomento: una cosa è l’obbligo di conservare le cartelle per fini amministrativi e ispettivi, un’altra è per poter dimostrare, in caso di contestazione, l’effettiva notifica.

Si aprono allora due scenari –

il primo è che, assodato che la legge dovrebbe essere uguale per tutti, questa scappatoia vale anche per chi non la merita, per chi ad esempio non solo ha evaso imposte come IVA – IRPEF – IRAP ecc.. ma in aggiunta non lascia uno spicciolo all’erario –

il secondo  è che i contribuenti onesti, che volevano pagare il loro debito ( il capitale) ma che a causa delle fantasie della politica consenziente e dell’ingordigia di Equitalia che cartella dopo cartella aumenta un debito di 100 sino ed oltre a 300,  non sono riusciti a far fronte ai pagamenti, se non con rateizzazioni a dir poco discutibili sotto l’aspetto dei costi, interessi ecc..

Se chi ci governa, senza titolo tra l’altro, volesse fare una delle poche azioni utili ed intelligenti per salvare il nostro paese dalla fame, dovrebbe immediatamente fare un bel Condono Tombale su tutto il “monte cartelle” con abbattimento del 50% del capitale effettivamente dovuto a coloro i quali dimostrino una reale incapacità economica al pagamento dell’intero debito.


Fonte: http://www.disinformazionebancaria.it/2634/un-semplice-trucco-per-sconfiggere-equitalia.html

Alessandro

Terra Piatta: 200 Prove che la Terra e' Piatta!



Alessandro

Sulla Trilaterale....



Alessandro

Vero Sbaglio?





Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/politica/sullair-force-one-renzi-tricolore-rovesciato-1232591.html

Fonte: http://www.repubblica.it/esteri/2016/04/24/foto/obama_ad_hannover_americani_sbagliano_bandiera_tedesca-138342609/1/?ref=HRESS-3#1

Alessandro

Pensiero: Illegittimo

"...Quando mai e' divenuto Illegittimo Esistere, Vivere, Camminare, ed Esprimersi sulla Terra? Da quando ci sono i NOMI LEGALI ed i Certificati di Nascita..."


Alessandro

Donald Trump Parla?



Alessandro

giovedì 21 aprile 2016

Sturate le Orecchie: Sull'acqua



Alessandro

Pensiero: Rischia


Alessandro

Il non-lavoro è un modo di fare la rivoluzione? No, di viverla


Stralci da un’intervista di Claudia Benatti a Philippe Godard, saggista francesce, autore di «Contro il lavoro» (Elèuthera), pubblicata dal mensile Terra nuova. Su questi temi suggeriamo la lettura dell’articolo «Il fiorire della vita, il lavoro e la decrescita» di Paolo Cacciari.

Il lavoro impedisce l’invenzione e la sperimentazione di rapporti più ricchi e articolati, ci priva della gioa del saper fare tante attività diverse, e di farle non perché dobbiamo, ma perché ci sembra giusto e necessario (…).
La maggior parte degli uomini non si è dedicata spontaneamente al lavoro inteso come produzione di beni destinati a mercati anonimi e sconosciuti, destinati cioè ad alimentare l’economia monetaria. È stato con l’avvento degli Stati moderni e del capitalismo che gli esseri umani sono stati trasformati nella materia prima destinata a una macchina che trasforma il lavoro in denaro.

L’esaltazione del lavoro presenta, per chi detiene il potere, l’enorme vantaggio ideologico di riunire sotto lo stesso vessillo sfruttatori e sfruttati.


Si finisce così per considerare il lavoro come un valore; 
Ma se così è, allora significa che questa società considera anche il processo di produzione-consumo un valore fondamentale, prospettiva di per sé agghiacciante. Peraltro è un giochino che permette di schiacciare le libertà, che si riducono solo a quelle necessarie al valore del lavoro: poter produrre e consumare liberamente. Il lavoro, dunque, è divenuto un modello di società all’interno della quale non ci resta che il consumo.


Il sindacalismo per i diritti del lavoratori? 

Non libera dal lavoro, vuole semplicemente sostituire il lavoro per i padroni con un lavoro collettivo per la comunità in senso astratto. Tutti quanti, nessuno escluso, negano invece la possibilità di una cooperazione spontanea, umana e pacifica; il sistema capitalista si adora per renderla sempre meno realizzabile (…).

Capitalisti, comunisti, persino anarchici, ci hanno sempre raccontato che la tecnica, a seconda della direzione che le sarebbe stata  data, avrebbe potuto essere messa al servizio dell’emancipazione anziché dell’oppressione. Illusi sono anche i moderni ecologisti soft, che sperano e credono che la tecnologia, sinonimo di miracolosa efficacia, di massima produttività e minimo consumo, possa salvarci dal mondo abbrutito, abbrutente e inquinato.

Eppure la storia ci ha insegnato che i balzi tecnologici sono sempre accompagnati da un aumento della pressione sugli essere umani, una maggiore limitazione delle loro libertà, un’accentuazione del dominio e della repressione contro chiunque contesti questi meccanismi. (…) Ormai bisogna andare oltre anche la decrescita, occorre una critica radicale a tutto ciò che ci rende servi.

Quelli che noi consideriamo «selvaggi», dedicano mediamente alla produzione di cibo non più di tre i quattro, massimo cinque ore al giorno; produzione peraltro interrotta da frequenti pause.

Il resto è per le relazioni, per se stessi e per la comunità. E non vivono nella miseria, come vorrebbero farci credere, sono invece nella società dell’abbondanza. È la nostra società contemporanea ad aver creato carestie e povertà su larga scala. Ed è la nostra società ad avere talmente interiorizzato il lavoro da non poterlo più mettere in discussione, se non rimettendo in discussione il senso stesso della vita. Ebbene, è ora di farlo.


Per liberarsi occorre smettere di produrre. 

La nostra unica scelta è tra il lavoro e la liberazione.  Di fronte a un input tanto drastico, molti si spaventano. Invece no, non ci si deve spaventare. (…) Possiamo inventarci un’esistenza diversa, dalla quale bandire il lavoro. Il non-agire è tutto il contrario del non-intervento. Non è un ritirarsi dal mondo, bensì una critica verso qualsiasi azione contro l’ambiente. Non è un modo di fare la rivoluzione, ma di viverla.

Fonte : http://laschiavitudellavoro.blogspot.it/2016/04/per-liberarsi-dal-lavoro-occorre.html

Alessandro