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mercoledì 13 luglio 2016

UNO SCONTRO FERROVIARIO PREANNUNCIATO?




Oggi in Puglia gli ulivi sono stati tinti di rosso: 27 morti e 50 feriti. Ogni pensiero è rivolto a quelle persone che hanno perso la vita.

Siamo in Italia: i passeggeri, ovvero i pendolari (lavoratori e studenti) sono sempre carne da macello. Cosa ha provocato questa strage? Una disfunzione tecnica? Un sabotaggio o altro? Un grave incidente ha coinvolto, verso le 11,30 tra Corato e Andria, due treni della Ferrotramviaria/Ferrovie Nord Barese. I mezzi convolti, un Coradia ed un Flirt, si sono violentemente scontrati frontalmente lungo un tratto ferroviario a binario unico. Carrozze strapiene? Quanti erano effettivamente i passeggeri a bordo in condizioni di sicurezza?

I due treni percorrevano il tratto in senso opposto e si sono scontrati frontalmente in un tratto in cui si può correre fino a 100 chilometri orari. I due treni hanno percorso questa linea per 10 chilometri in senso opposto, senza che nessuno abbia avvisato i convogli. La tratta dov’è avvenuto l’incidente è esercitata con blocco telefonico e non dispone del Sistema Controllo Marcia Treno in uso sulla rete RFI. La Ferrotramviaria Spa, titolare di un contratto di servizi stipulato con la Regione Puglia, gestisce l’infrastruttura ferroviaria per 83 chilometri di cui oltre 40 di doppio binario. Nella regione sono 531 i chilometri a binario unico e 297 quelli a doppio binario. E il ripetitore di segnale, che blocca automaticamente in treno in caso di errore umano, è attivo solo su 170 chilometri. La linea interessata dallo scontro è attualmente è elettrificata e a scartamento normale, a doppio binario nel tratto Fesca San Girolamo – Ruvo (circa 33 km), mentre per i restanti 37 chilometri si trova appunto a binario unico. Non è entrato in azione né il sistema di scambio che è automatico, né tantomeno l’allarme.

Il gravissimo incidente ferroviario si è verificato all’altezza del cimitero di Corato, su una tratta gestita da Ferrotramviaria spa, dove è tutto computerizzato e i treni aspettano nella stazione precedente il via libera. Qualcosa, però, non ha funzionato.

Purtroppo, una cosa è certa: la strage di ignari passeggeri che rientravano a casa. 25 morti e oltre 50 feriti, molti dei quali incastrati nei convogli, in uno scontro frontale fra due treni di linea delle Ferrovie Nord Barese avvenuto in mattinata sul tratto a binario unico tra Andria e Corato. Ma il bilancio delle vittime, comunicano dalla Protezione civile, sembra purtroppo destinato ad aumentare. Le prime carrozze dei due treni sono accartocciate. I vigili del fuoco stanno continuando ad operare tra le lamiere e non è escluso che, oltre ai corpi già estratti, vi possano essere all’interno altre vittime.

Nell’immagine dall’alto appare evidente la drammaticità dello scontro con i due convogli sbriciolati nell’impatto e pezzi di lamiere sparse nella campagna. Ferrovie del Nord Barese, un'azienda privata con ottant'anni di storia e 70 chilometri  di strada ferrata che collegano Bari a Barletta a binario unico sul tratto Bari-Fesca San Girolamo e Ruvo-Barletta e doppio binario sul tratto Fesca San Girolamo-Ruvo.

Le Ferrovie del Nord Barese fanno capo alla Ferrotramviaria spa, azienda con capitale interamente privato costituita nel 1937. Durante gli anni Cinquanta la Ferrotramviaria diede un forte incremento al progetto di ammodernamento della linea: il nuovo tracciato a singolo binario elettrificato venne inaugurato nel 1965 e contestualmente venne iniziato il servizio autobus integrativo parallelo alla ferrovia, in funzione ancora oggi. Nel 1965 l'azienda ha attivato la linea ferroviaria Bari-Barletta, che collega a Bari importanti Comuni del Nord barese: Bitonto, Terlizzi, Ruvo, Corato, Andria, Barletta e il quartiere di Bari Palese con due fermate ai margini periferici.

La società segnala fra le opere ancora in fase di realizzazione proprio il completamento delle opere di raddoppio della linea Bari- Barletta.

Sulla sicurezza della tratta "vigila" almeno in teoria l’Ustif, l’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi, organo periferico del ministero delle Infrastrutture, dipendente dal Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione ed i Sistemi Informativi e Statistici – Direzione Generale della Motorizzazione Civile. Non vigila quindi, su questa tratta l’Ansf, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle Ferrovie, soggetto tecnicamente indipendente rispetto a tutti gli operatori nel campo del trasporto ferroviario, che vigila perchè siano mantenuti gli attuali livelli di sicurezza sulla rete ferroviaria nazionale. Il ministro Delrio ha appena dichiarato: "Ho già inviato ispettori". E perché non prima? La prevenzione è un optional?

Ferrotramviaria Spa è titolare di un contratto di servizio stipulato con la Regione Puglia, che la impegna a gestire l’infrastruttura ferroviaria per uno sviluppo complessivo di circa 83 chilometri di cui oltre 40 di doppio binario, si legge sul sito della società. Quindi 43 a binario unico. Attualmente, dunque, la linea a doppio binario si sviluppa per 32 km tra le stazioni di Fesca S.Girolamo e Ruvo, per ulteriori 7 Km lungo il tracciato FR2 dal Bivio Fesca al raccordo Bivio S. Spirito e per 5 Km lungo l’appendice per il Quartiere S. Paolo. La tratta ferroviaria che si estende tra i comuni di Bari e di Barletta, tocca molti centri abitatati e servendo un territorio di 1400 chilometri quadrati, con un bacino d’utenza di 700mila abitanti. Collega le principali città dell’hinterland a nord-ovest di Bari. L’attuale tracciato fu completato nel 1965. Gli 83 chilometri di linea sono elettrificati a scartamento ordinario. Un programma di graduale ammodernamento è stato avviato agli inizi degli anni Novanta.

Fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/07/uno-scontro-ferroviario-preannunciato.html#more

Alessandro

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