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domenica 8 maggio 2016

Da Giancarlo

Per coloro i quali continuano a domandarmi sul evolversi dell’episodio del furto della mia auto da parte di due idioti più uno, in costume carnevalesco (li definisco col termine più appropriato perché di questo si tratta, personaggi senza materia grigia nel cervello, burattini radiocomandati), piuttosto che adoperarsi in prima persona per la riappropriazione della condizione di uomini liberi, speranzosi nel risvolto positivo della vicenda per copiare la strada da me indicata, solo a seguito di certezza sulla legittimità del gesto, dico loro che chi vive sperando muore cagando. 

Piuttosto che osservare inermi incominciate ad agire perché di tempo ve ne rimane davvero poco prima che il sistema vi triti definitivamente gli zebedei. Ancora non capite che l’auto non mi viene restituita solo per evitare che il gesto sia emulato, perdendo così il potere sulle genti? Questa tattica è volta esclusivamente ad incutere paura. Ora se ne guardano bene dal rubare gli altri mezzi circolanti con targa personalizzata, si sono resi conto, dall’alto della loro idiozia, che tale azione comporterebbe al sistema ancor più danno se divulgata.

Una volta per tutte, così da non perdere più tempo in queste vostre elucubrazioni mentali spicce, vi informo che i tre Urbani, il Magistrato, il Prefetto e il Presidente della Repubblica protempore sono stati sanzionati secondo norme di diritto internazionale, valide, legali, vigenti e superiori a quelle nazionali, queste ultime per altro precluse dall’azione OPPT dal dicembre 2012 insieme a coloro che continuano ad arrogarsi, illegittimamente, il diritto di applicarle, perché anch’essi preclusi insieme a tutte le ex istituzioni che rappresentano. Molto furbescamente i sopra citati camaleonti si sono defilati dagli obblighi di risarcimento.

Ora, i titoli finanziari emessi a nome dei suddetti personaggi sono in lavorazione. Al momento non posso aggiungere di più, ma la certezza della loro conversione, nonostante stiano provando in tutti i modi ad ostacolarci, è inconfutabile e data dalle loro stesse normative che, in maniera del tutto disonorevole, hanno evaso. In particolare sottolineo tale comportamento del presunto magistrato, che risponde al nome di Cristina Carunchio, impiegata presso la presunta Procura della presunta Repubblica presso il presunto Tribunale di Sassari la quale, agendo in disonore, ha perso ogni facoltà di emettere qualsiasi tipo di atto o provvedimento. Invito quindi tutti i concittadini a rigettare i documenti emessi da questa persona, in quanto illegittimi e viziati nella forma.

In altre circostanze lo stesso, identico, episodio ha visto concludersi la vicenda con la restituzione dell’auto illegittimamente rubata, ma stiamo parlando di un’altra regione italiana quindi, due pesi due misure del presunto stato unito Italiano. Evidentemente in Sardegna ci considerano ancora con l’anello al naso. In effetti così è da quando i Piemontesi ci hanno sottomessi e, da allora, nulla è cambiato, ossia, qui piace ancora rimanere in totale stato di schiavitù e sudditanza. Per concludere, se ancora volete aspettare che il bastone nel di dietro continui la sua corsa sino alle budella, fate pure, liberissimi di goderne, ma se invece volete svegliarvi dal sonno profondo, prima che vi rendano completamente larve umane, senza più possibilità di ripresa da questa condizione di sottomissione, vedete di darvi una mossa. Il Tribunale Popolare attende la vostra adesione, presenza nonché azione






Alessandro

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