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venerdì 15 aprile 2016

Dalla Rete: Su' Riina

Avete rotto i coglioni con questo figlio di Riina.

Ho visto il video delle iene sul figlio di Riina e dopo aver visto Salvatore borsellino di nuovo prendersela con il figlio di Riina non ce la faccio più. Volevo scriverci un articolo ma un articolo è troppo impegnativo. Mi costringerebbe e riprendere in mano documenti, articoli, libri, e mi sono ripromesso di non occuparmi più di certe cose perché alla fine il concetto è sempre lo stesso.

Quindi via a ruota libera con un post.

Riina è cattivo. Lo sappiamo tutti. Il figlio pure è cattivo. Ok. Sono mafiosi e la mafia è un cancro. Ok.

Però il detonatore dell’attentato a Paolo borsellino fu fatto scattare dal Cerisdi di palermo, con sede a Castel utveggio, che è un centro tuttora operante, dei servizi segreti, e che fu fondato da padre Pintacuda, l’eroe dell’antimafia pappa e ciccia con l’altro eroe dell’antimafia Leoluca Orlando. La telefonata che avvertì Brusca dell’arrivo di falcone a Punta Raisi partì sempre dal Cerisdi e fu fatta da qualcuno dei nostri servizi segreti.

Non ho buona memoria ma il Cerisdi me lo ricordo bene perché un giorno mi dettero un incarico di insegnamento proprio li (incarico poi mai espletato perché mi buttarono fuori dopo pochi giorni), e chi mi dette l’incarico non era il figlio di Riina ma persone in giacca e cravatta che erano ricevuti con tutti gli onori in parlamento un giorno si e uno no.

I mafiosi i soldi li mettono nella banche. E un maggiore controllo su conti correnti incrociati fatto seriamente metterebbe in ginocchio la mafia in pochi giorni; invece i controlli li fanno sui poveracci per ipotecargli poi la casa, ma non certo al figlio di Riina. E chi fa i controlli non è un mafioso. E’ qualcuno in giacca e cravatta rispettato e magari pure nell’antimafia.

Quanto Riina fu arrestato il suo covo non fu perquisito appositamente. Quindi qualcuno lo coprì. Chi lo coprì? E perché (fu processato il generale Mori per questo, ma il generale obbediva a sua volta a qualcuno. A chi?).

Vigna fu procuratore antimafia ma era pure uno degli assassini nei delitti del mostro di Firenze. Calcara, che collaborò con Paolo Borsellino prima della sua morte, parlava di un’entità sopra la mafia, composta da ben altri poteri. E probabilmente paolo borsellino fu ucciso perchp stava per arrivare a quei poteri SOPRA alla mafia.

Ora, il figlio di Riina è cresciuto con un padre come Riina. E non va in giro per l’Italia a parlare di legalità e antimafia; è cresciuto fin da piccolo abituato a pensare che il lavoro del padre era un bene, e i poliziotti e lo stato erano il male. Ha colpa di essere quello che è? No.

Anni fa lessi una demenziale domanda su un quotidiano, rivolta a Lucia Riina: si dissocia dalla carriera di suo padre? E lei giustamente rispose: “da cosa mi dovrei dissociare? Dall’affetto che mi ha dato, da tutte le volte che mi teneva sulle gambe mentre guardavamo la televisione?”. In realtà nessuno ha colpa di quello che è; anche Vigna sarà stato educato ad essere in un certo modo, e non so quanta possibilità avesse di essere diverso da come fu. Non so quanta possibilità abbiano gli altri.

Sono pochi quelli come Vincenzo Calcara, nati in un ambiente di mafia, e che un giorno passano dalla barricata completamente opposta. La maggior parte della gente nasce in un mondo, e più o meno resta nello stesso mondo tutta la vita.

Se vogliamo migliorare il mondo, però, dobbiamo piantarla di parlare sempre e solo di mafia.
Comodo prendersela con Riina. Facile fargli domande scomode e fare gli eroi.

Un po più difficile fare domande scomode a Draghi, a Grasso per la sua “lotta alla mafia” in cui non è mai riuscito ad individuare un solo politico importante o un solo funzionario di polizia o servizi segreti colluso con la mafia in tutti gli anni che è stato il successore di vigna. O a Renzi. O alla boschi. Si per carità qualche scandaletto sui giornali a scopo ricattatorio e intimidatorio non si negano mica ai politici.

Ma in galera ci va solo Riina. E’ lui il problema italiano. Non Vespa. Non Grasso. Non il nostro sistema politico, da sempre colluso con certi poteri, e che se ne serve quando gli fa comodo. Un cordiale vaffanculo a tutti quelli che se la prendono col figlio di Riina, e non dicono nulla su tutti quelli – molti di più, molto più colti, molto più potenti, molto più imbevuti di parole come legalità e giustizia - che Riina lo hanno in questi anni coperto.

Vigna mostro di firenze? Ma no. No. Io sono matto. Come dice Salvatore Borsellino sono una brava persona, ma vedo un po’ troppe rose rosse dappertutto. Sono un filino paranoico. L’italia non ha solo il problema di Riina. Ha pure il problema di quelli come me, che pensano che la mafia non esisterebbe se giornali, magistratura, e politica, non fossero peggio della mafia che condannano.

E che spesso chi fa gli articoli su Riina e si scaglia contro la mafia è pure peggio di Riina. Sono uno di quelli convinti che per cambiare il mondo non occorre combattere la mafia, ma occorre combattere chi la mafia permette che esiste perchè gli fa comodo.

Poi mi ricordo che sono uno di quelli che è pure convinto che per cambiare il mondo occorre cambiare prima se stessi. E mi dico che non mi devo incazzare, perchè se penso, come in effetti penso, che nessuno ha colpa di quello che è, ma ciascuno è quello che il suo karma, l'educazione, il destino, ha voluto che sia, allora non mi devo incazzare manco con chi se la prende solo con la mafia pe paura di prendersela con chi sta più in alto.

Ma ormai il post l'ho scritto e questa aggiunta è postuma. Emoticon smile troppo tardi. L'incazzatura mi è passata ma troppo tardi. Se contavo fino a 10.000 l'incazzatura mi passava e tornavo a scrivere di spiritualità invece di diventare una belva.

Ieri ho scritto quel messaggio sul figlio di Riina sull'onda emotiva di un'incazzatura. E mi sono accorto di aver tralasciato una cosa ancora più importante. Se avessi ragionato con più lucidità avrei scritto una cosa diversa, che è questa: E' noto che la mafia lancia sempre messaggi trasversali; è nell'indole innata dei mafiosi parlare in trasversale.

Ed è anche noto che porta a porta è un salotto di potere. Far parlare il figlio di Riina significa legittimarlo come guida e sucessore del padre e riconoscergli il potere.

Sottolineare, come hanno fatto Salvatore Borsellino, il figlio di Schifani, Claudio Fava, e altri personaggi, il ruolo di mafioso figlio del capo dei capi che ha ordito le stragi di Capaci e Via D'amelio, equivale a sottolinearne il potere, a legittimarlo, e a dargli in mano lo scettro del potere. Vespa come conduttore del programma più importante d'Italia per la legittimazione o la legittimazione di cose e persone, e Grasso come ex procuratore antimafia, hanno sottolineato il suo potere, ma è questo il loro ruolo. Legittimare, coprire, confondere. Grasso e Vespa non potevano fare un lavoro diverso. E' quello il loro ruolo.

Quello che non mi aspettavo è la reazione di tutti gli altri, che non solo se la prendono con il soggetto sbagliato, ma che addirittura contribuiscono così a legittimare il potere del figlio del capo dei capi. Grazie quindi a tutti i paladini dell'antimafia che se la sono presa con Salvo Riina e non con Grasso o Vespa, Avete contribuito a legittimare il potere del figlio di Riina, che oggi grazie a voi è stato incoronato re. La famiglia Riina ringrazia.

Alessandro

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