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venerdì 19 febbraio 2016

E' Vera Confusione?

 Milano, il giudice si confonde e condanna il pm: guida in stato di ebbrezza, ma non ha neanche l'auto

Otto mesi di reclusione e a 2.800 euro di ammenda, dopo lo scambio di nomi. Fissata l'udienza riparatoria

A firmare il dispositivo, emesso il 20 gennaio, è stato il giudice Maria Pia Bianchi della V sezione penale del tribunale. Il sostituto procuratore Renna era titolare di un fascicolo a carico di un uomo accusato di avere guidato ubriaco il 15 aprile 2012. E poi condannato a otto mesi di reclusione e a 2.800 euro di ammenda, per guida in stato di ebbrezza e altri reati commessi al momento dei controlli da parte delle forze dell'ordine. Il condannato, come il pm, di nome fa Angelo. Questo potrebbe spiegare la confusione del giudice, nonostante fra i cognomi non vi sia alcuna assonanza.

Quando al tribunale fu segnalato l'errore, il giudice ha dovuto fissare la camera di consiglio per rettificare la svista, condannare l'imputato ed evitare così ogni grana futura al pubblico ministero, che in città si sposta con mezzi pubblici e bicicletta. L'udienza straordinaria si è tenuta nel pomeriggio di mercoledì scorso. "Con ogni evidenza si è trattato di un piccolo errore materiale, come ne possono capitare nei procedimenti penali - ha detto il giudice Maria Pia Bianchi, una volta uscita dall'aula - il processo si è svolto in modo del tutto regolare, sempre alla presenza dell'imputato e dei suoi legali. E una volta realizzato di avere sbagliato, abbiamo subito posto rimedio".

A discolpa del giudice Bianchi c'è da dire che in aula il pm Renna non era presente, quindi non aveva modo di associare al nome un volto. A sostenere l'accusa in aula è stata infatti Mariangela Caputo, vice procuratore onorario. "Escludo che il pubblico ministero possa avere avuto un danno da questa vicenda", dice Bianchi. Non è dato sapere se il legale del condannato (quello vero, non il pm Renna) cercherà di fare valere l'errore materiale del tribunale a vantaggio del proprio cliente, in vista di un probabile ricorso in appello.

Fonte:
http://m.repubblica.it/mobile/r/locali/milano/cronaca/2016/02/19/news/il_giudice_si_confonde_e_condanna_il_pm_al_posto_dell_imputato-133727394/?ref=fbplmi

Alessandro

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