AVVERTENZE

Ogni Assunzione e Presunzione alle Mie parole e' solo Mio. Il mio unico intento e' quello di Condividere pace, amore ed onore. Ogni altra interpretazione a quanto qui espresso, e' puramente personale e mai rispecchia le mie pacifiche volontà. Chiunque usa le qui presenti informazioni, lo fa' sotto la sua totale ed illimitata responsabilità.

giovedì 30 aprile 2015

Dalla Rete: GENIALE!!

Salve Fratello Caro


In Pace ed Onore
Libertà

Facoltà?? Altra Bufala??

Ecco l'ennesimo gioco di Parole del Sistema: Facoltà. Ecco la sua etimologia:


Ed ora Tanto per farci delle Grasse risate, quella nel Diritto:


Capito? Permesso o Libertà, come fossero sinonimi... Come al solito, se giochi al loro gioco, lo fai con le loro regole! Loro le Parole, loro il Potere.. 


Alessandro

Pubblico Ufficiale

Salve Fratello Caro

Pubblico Ufficiale:



Incaricato di Pubblico Servizio:




Il Pubblico Ufficiale a differenza dell'incaricato di Pubblico Servizio, e' una figura davvero interessante, che, come tale ha molte capacità Giuridiche da sfruttare.

Una di queste, e' quella di dovere prendere Certificazioni e Dichiarazioni. In qualsiasi momento possiamo fare questi Atti Giuridici in loro presenza e divenire Atti Ufficiali,

La sottrazione a questo compito e' Rifiuto ed Omissione di Atti di Ufficio..


In Pace ed Onore
Linertà

lunedì 27 aprile 2015

Il Vero Potere




Alessandro

Tutto il Mondo e' Paese?

Salve Fratello Caro


In Pace ed Onore
Libertà

Mogli e Buoi dei Paesi Tuoi?

Salve Fratello Caro


In Pace ed Onore
Libertà

Pensiero: Rimedi Legali

Libertà

Il Nome: La scelta

Salve Fratello Caro

Ancora Attaccati al NOME LEGALE ed hai Documenti, o scegliamo la Libertà? A Noi La scelta


In Pace ed Onore
Libertà

Karma?

Salve Fratello Caro

Forse il massacro ogni anno di Animali in Nepal, per il Gadhimai Mela ha a che fare con il Terremoto?



Fonte:

http://247.libero.it/focus/31029738/11/india-ogni-5-anni-migliaia-di-animali-massacrati-per-il-gadhimai-mela/

http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2014/11/28/AR2SiHiC-massacrati_migliaia_gadhimai.shtml

http://www.generazioneweb.net/massacro-animali-cerimonia-religiosa-gadhimai/

In Pace ed Onore
Libertà

domenica 26 aprile 2015

Responsabilità dei Giudici, la storia continua...

Salve Fratello Caro

Responsabilità civile: “Richiesta danni non comporta sostituzione magistrato”

Responsabilità civile: “Richiesta danni non comporta sostituzione magistrato”
Giustizia & Impunità


Per la prima volta la Suprema corte si pronuncia sulla riforma voluta da Renzi, La decisione dovrebbe tamponare la temuta valanga di richieste di ricusazione di giudici e pm da parte di imputati che intentano una causa civile per risarcimento danni. Il caso sorto dal ricorso di un avvocato di Pordenone. "L'istituto ha natura del tutto eccezionale"

Anche con la nuova legge sulla responsabilità delle toghe, l’azione di risarcimento dei danni “non costituisce di per sé ragione idonea e sufficiente a imporre la sostituzione del singolo magistrato”. Lo stabilisce un verdetto della Corte di cassazioneche va a “sanare” una delle maggiori criticità della riforma voluta dal governo Renzi.

In seguito alla cancellazione dell’udienza filtro sull’ammissibilità delle cause di risarcimento, nel procedimento civile il pm di un procedimento può diventare immediatamente controparte del suo indagato o imputato. E di conseguenza, essere oggetto di una domanda di ricusazione nel procedimento penale. Anche l’Anm aveva paventato una possibile pioggia di ricorsi che avrebbe reso ancora più ingolfata la macchina della giustizia. Ora la suprema corte esclude che la richiesta di responsabilità civile possa comportare automaticamente la rimozione del magistrato.

Il verdetto è stato emesso dalla Sesta sezione penale, che per la prima volta ha esaminato la nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati, affrontando il ricorso di un avvocato sotto processo a Pordenone che aveva chiesto la ricusazione di un giudice nei confronti del quale aveva iniziato l’azione risarcitoria per colpa professionale.

Ne sono state tratte due massime di diritto. Con la prima, si è escluso che il magistrato nei confronti del quale un imputato avanzi domanda risarcitoria possa mai essere considerato “un debitore” dal momento che la domanda non è “diretta” ma è proposta nei confronti dello Stato. Con la seconda, si è esclusa la ricusazione “automatica” del magistrato la cui condotta professionale sia stato oggetto di una domanda di risarcimento.

Riguardo al primo punto, è vero che l’azione di risarcimento è sempre rivolta allo Stato e non al singolo magistrato. Ma nell’ambito della causa civile il magistrato può intervenire per esporre le proprie ragioni, e anzi è incentivato a farlo dal fatto che, in caso di condanna, in determinati casi lo Stato deve rivalersi sul magistrato stesso.

La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’avvocato di Pordenone che chiedeva di trasferire il procedimento a suo carico per furto pluriaggravato, falso per soppressione e calunnia, adducendo come motivazione “l’incompatibilità ambientale della sede di Pordenone per motivi risarcitori civili nei confronti del secondo giudice e di altri due magistrati, in servizio presso il tribunale penale di Pordenone”.

Secondo l’avvocato poichè i tre magistrati di fatto “rappresentano l’organico della sezione penale del tribunale di Pordenone”, il processo in questione non potrebbe essere celebrato nella stessa sede “perchè in ogni caso sarebbe assegnato ad uno di questi tre magistrati”. Richiesta bocciata da piazza Cavour che si è allineata alle stesse richieste avanzate dal pg Mauro Iacoviello.

La sentenza 16924 redatta da Carlo Citterio ricorda che “l’istituto della rimessione ha natura assolutamente eccezionale e non costituisce una sorta di cumulo generale e generico di ricusazioni individuali dei componenti di un intero ufficio giudiziario”.

Sicchè “quand’anche fosse ipotizzabile la ricusabilità di tutti i singoli magistrati di un medesimo ufficio giudiziario in relazione ad uno specifico procedimento”, la Cassazione ricorda che “devono essere allegate specifiche cause di ricusazione con riferimento ai singoli giudici e seguite le corrispondenti specifiche diverse procedure, senza che l’accertata infondatezza delle pertinenti doglianze nella sede propria della ricusazione possa invece fondare la reiterazione delle medesime censure nel contesto del diverso istituto della rimessione”.

Più in generale, la Cassazione, anche alla luce della nuova legge sulla responsabilità dei magistrati ricorda che “la proposizione di più azioni di risarcimento dei danni cagionati nell’esercizio delle funzioni giudiziarie, esercitata ai sensi della legge 117/1988 e pur dopo le modifiche introdotte dalla legge 23/2015 nei confronti di più magistrati di un medesimo ufficio giudiziario, non costituisce grave situazione locale idonea ad imporre la rimessione del processo”. A scanso di equivoci, la Cassazione ricorda che non è che “la mera pluralità dei casi” possa “attribuire una consistenza che un singolo caso non possiede”.

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/26/responsabilita-civile-richiesta-danni-non-comporta-sostituzione-magistrato/1625254/

In Pace ed Onore
Libertà

Pensiero

Salve Fratello Caro

In Pace ed Onore
Libertà

Queste si che sono soddisfazioni!

Salve Fratello Caro










In Pace ed Onore
Libertà

Fategli un T.S.O!!

Salve Fratello Caro


In Pace ed Onore
Libertà

venerdì 24 aprile 2015

Ricordiamoci che..

Salve Fratello Caro


In Pace ed Onore
Libertà

Frutta Acida Alcalina, bel video

Salve Fratello Caro


In Pace ed Onore
Libertà

Interessante Intervista

Salve Fratello Caro


In Pace ed Onore
Libertà

Pensiero

Salve Fratello Caro


In Pace ed Onore
Libertà

Pensiero

Salve Fratello Caro

"...Come può la Vita esser con Noi, se noi siamo contro di Lei?..."

In Pace ed Onore
Libertà

Da Giancarlo

Salve Fratello Caro

Da Giancarlo

Siamo al delirio! Xilella, scie chimiche, inquinamento, malattie, guerre, crisi, corruzione, depravazione, prevaricazione e qui si continua a dormire. Ieri sera udivo il discorso tra due giovani proiettate al mondo del lavoro con laurea e master, ma senza occupazione, fare progetti per il futuro, sognando chissà quale improbabile poltrona presso qualche istituto di ricerca, con tanto di stipendio fisso e prosecuzione della vita da zombie. Gioventù costretta sui banchi di scuola sino a età adulta, così da tenerla a debita distanza dalla realtà e ignara di cosa l’aspetta.

Povera umanità! Gli svegli sono davvero pochi. Vorrei vedere la mia Isola meravigliosa, non invasa dai Neri ma dagli Italiani svegli, così da portare un po’ di ossigeno a questa terra di desolati, e sfruttare ciò che Madre Natura ci ha fornito ma che i Sardi non hanno saputo rispettare. Vorrei vedere un’ondata di “continentali” svegli che occupa le case e terre Sarde abbandonate, pubbliche e private, alla stregua dei conquistatori americani che facevano le corse per accaparrarsi le terre migliori.

Sarei felice di sentir parlare altri dialetti di persone sveglie di tutte le regioni italiane per fare della Sardegna il Nuovo Continente, considerato che il Sardo non ne è capace! Quest’Isola si sta spopolando, lasciandosi in balia delle invasioni barbariche. Italiani, trasferitevi in massa, conquistateci, c’è spazio per tutti, non lasciate morire questo paradiso. I natii stanno abbandonando la propria terra, lasciandola in mano ai poteri centralisti malavitosi.

Chi rimane non ha gli attributi per il cambiamento del paradigma. Facciamo crescere in questa terra la Nuova Umanità, fuori dal controllo dei poteri occulti, uniamoci nell’ultimo baluardo, a difesa dell’Umanità e di questo Popolo. Facciamo davvero decollare il Tribunale e la Guardia Popolare che senza il contributo di tutti arrancherebbe. Vi invito a considerare seriamente queste poche ma accorate parole.

In Pace ed Onore
Libertà

La Cabina Elettorale

Salve Fratello Caro

Vota = Vuotarsi..





In Pace ed Onore
Libertà

E' Tutto sotto sopra...

Salve Fratello Caro

Durante la Lettura della differenza tra Massa e Peso, ho preso un bel pugno nello stomaco: Tutto e' Sotto Sopra, anche qui!!

L'unità di misura della Massa? I Kg!! E quella del Peso I Newton Metri!!! Scusi, mi dia 9.5 Newton Metri di Mele!!! 

Ecco un'altro Motivo per fare Nostro il Motto Più Potente del Mondo:


In Pace ed Onore
Libertà

Progetto Natura

Ecco un piccolo sunto su come impostare una Società Naturale Moderna, per poter Rimettere L'Essere Umano al centro della sua Vita, in totale Armonia con la Natura,

Questo Lavoro, e' basato su quanto esposto su Progetto 3M, ampliando il progetto dove necessario. Il progetto e' aperto e siamo in cerca del Terreno.

Qui Il Testo

Alessandro

giovedì 23 aprile 2015

L'Ovvio e varie

Salve Fratello Caro

Gli Uomini che vogliono imporre le loro volontà su altri, nascondendosi dietro la falsa assunzione e presunzione dell'esistenza dello Stato e altre amenità varie, giocano sull'ovvio, e la consuetudine.

Tutti fanno cosi', rispondono agli ordini, ed danno per ovvio alcuni postulati FALSI ed INESISTENTI. Noi, da bravi esseri pensanti dobbiamo far domande: Chi domanda comanda.

Le domande hanno il doppio effetto di porre l'interlocutore in fase di discussione delle sue affermazioni, e di verificare le sue affermazioni, e ci permettono di rimanere in Onore.

Cosa ci mostrano gli Uomini di sistema? La loro presunta forza, basata solo sulla coercizione e violenza, e nascondo i loro punti deboli. Nel fare ciò li mettono in bella mostra.

Evitiamo di guardare solo all'Ovvio, e cerchiamo cosa manca nelle loro proposte di contratto. Li proprio lì tra gli spazi bianchi c'e' la risposta.



In Pace ed Onore
Libertà

Pronti per l'ennesima festa Inutile? 25 aprile..

Salve Fratello Caro

Giuseppina Ghersi, la martire bambina

Violentata e torturata per giorni dai partigiani, è stata finita con un colpo di pistola alla nuca. Era il 30 aprile 1945

Giuseppina Ghersi, la martire bambina
Ha 13 anni Giuseppina. E’ una bambina studiosa e diligente, che grazie anche all’amore della sua famiglia, fino a quei maledetti giorni di fine aprile del 1945 ha vissuto un’infanzia serena. I Ghersi sono proprietari di un piccolo negozio di frutta e verdura in quel di Savona e quando i partigiani si presentano alla porta della loro casa chiedendo materiale di medicazione, il padre di Giuseppina non esita a fornire loro tutto quello che riesce a mettere insieme. E’ il pomeriggio del 25 aprile. Il giorno successivo i coniugi Ghersi si recano, come di consueto, al loro negozio. Ma vengono fermati per la strada da due partigiani armati, che li portano al Campo di concentramento di Legino. Poco dopo vengono arrestati anche gli altri componenti della famiglia tranne la piccola Giuseppina, in quel periodo ospite di alcuni amici. Non c’è quindi più nessuno che possa testimoniare contro coloro che, indisturbati, depredano il negozio e la casa dei malcapitati.

Nel frattempo i Ghersi chiedono ai partigiani i motivi della loro detenzione e viene loro risposto che si tratta di un semplice controllo e che hanno bisogno di interrogare anche la loro figlia che, vincitrice di un concorso, aveva ricevuto una lettera con i complimenti del Segretario particolare del Duce. In realtà credono che sia una spia al servizio del regime fascista. Convinti della buona fede di chi li aveva arrestati, i coniugi accettano di essere accompagnati a prendere la piccola. Ma quando tornano al Campo di concentramento, si consuma un dramma che ancora oggi suscita orrore e disgusto: Giuseppina e la sua mamma vengono infatti stuprate e ripetutamente picchiate ed il papà è costretto ad assistere allo “spettacolo” e anche lui viene percosso su schiena e testa con il calcio di un fucile. Per tutta la durata della violenza, gli aguzzini, non contenti di quello che avevano già razziato, gli chiedono più volte di rivelare il nascondiglio di altro denaro e preziosi. Alla fine di quella terribile giornata, i coniugi Ghersi vengono condotti al Comando partigiano locale che, nonostante a loro carico non fosse emerso nulla, li rinchiude in carcere.

Per Giuseppina, rimasta sola nelle mani di quelle belve, si consumano purtroppo altri giorni di atroci sofferenze. Che hanno termine il 30 aprile 1945, quando viene finita con un colpo di pistola e gettata su un mucchio di altri cadaveri davanti alle mura del Cimitero di Zinola. Qui viene notata da un signore, che descrive la visione di quel piccolo corpo martoriato con parole tremende: “Era un cadavere di donna molto giovane – scrive Stelvio Murialdo – ed erano terribili le condizioni in cui l’avevano ridotta. Evidentemente avevano infierito in maniera brutale su di lei. L’orrore era rimasto impresso sul suo viso, una maschera di sangue con un occhio bluastro tumefatto e l’altro spalancato sull’inferno”.

La vicenda di Giuseppina Ghersi è stata dettagliatamente ricostruita grazie alla coraggiosa pazienza del papà, che il 29 aprile 1949 ha presentato al Procuratore della Repubblica di Savona un esposto di sei pagine scritte a mano. Pagine che molto probabilmente non riescono a rendere la tremenda sofferenza patita da quella bambina, la cui storia è drammaticamente simile a tante altre, generate da un odio cieco e disumano che ancora oggi alcuni tendono a giustificare, mascherandolo da “azione di guerra giusta e necessaria per combattere il nazifascismo”. Per fortuna c’è però chi vuole ricordare quanto accaduto con onestà e rispetto per la verità. Tra essi, i promotori di una mozione presentata in alcuni Municipi della Capitale, in cui si afferma la necessità che questi “terribili fatti legati alla guerra siano conosciuti e di monito a tutte le generazioni future, affinché se ne tragga un insegnamento: che lo strumento dell’odio deve essere superato. Al di là del colore politico – si legge infine nel documento pubblicato da Roma.it – una sola tinta si presta a connotare il racconto: il rosso del sangue dei martiri di tutti i tempi, assieme al bianco dell’innocenza e al verde della speranza. Speranza che si riscriva la storia, che sia fatta giustizia”. Senza più odio, nel rispetto della verità e della pace.


Ma sono proprio fissati

Salve Fratello Caro


In Pace ed Onore
Libertà

mercoledì 22 aprile 2015

Senza parole

Salve Fratello Caro


In Pace ed Onore
Libertà

Ridiamoci su'

Salve Fratello Caro


In Pace ed Onore
Libertà

Da un Nostro Fratello

Salve Fratello Caro

"Mi sono chiesto:"ma non dovevamo avere paura di ebola?", che fine ha fatto? E la crisi in Ucraina è finita? E Putin? E i terroristi? L'isis? E il parassita degli ulivi? ... se per cortesia si può essere più chiari e trasparenti perché non si sa più di cosa si deve avere paura. Grazie"

In Pace ed  Onore
Libertà

Pensiero: Sugli scudi

"...Come mai cerchiamo la Sicurezza e Scudo di un Pezzo di Carta? Forse per paura?..."

Libertà

Sugli sbarchi

Salve Fratello Caro

Un secolo fa le vittime dei naufragi erano italiani emigranti in America

Tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento sette milioni e mezzo di nostri connazionali si imbarcarono su navi fatiscenti diretti in America. E molti pagarono con il sangue il sogno di una vita migliore

 Nel corso degli ultimi vent'anni il fenomeno dell'immigrazione di massa verso l'italia ha raggiunto dimensioni impressionanti, e impressionante è anche il tributo di sangue pagato nel viaggio verso l'"Eldorado Europa". Secondo Fortress Europe, osservatorio sulle vittime dell'immigrazione, tra il 1988 e il 2008 almeno 12.012 persone hanno perso la vita tentando di raggiungere clandestinamente il Vecchio Continente. E nel solo Canale di Sicilia i morti sono stati 2.511.

Un secolo fa le vittime dei naufragi
erano italiani emigranti in America

E se per tentare di arginare il fenomeno, oltre alle leggi come la Bossi-Fini e alle operazioni internazionali come Mare Nostrum, c'è chi propone di "aiutare i clandestini a casa loro", chi ha chiesto un blocco navale e chi ha addirittura proposto di cannoneggiare le carrette del mare che trasportano i migranti diretti in Italia, spesso ci si dimentica che un secolo fa erano proprio gli italiani a imbarcarsi sulle carrette del mare per raggiungere la "terra promessa", l'America. E oggi come allora, il viaggio verso il miraggio di una vita migliore si pagava con il sangue.

L'emigrazione di massa - Dal 1876 al 1915 furono ben 14 milioni gli italiani che, armati solo di speranza e di una valigia di cartone, lasciarono tutto per cercare fortuna altrove. E se per i primi 10 anni il viaggio era più semplice, perché la destinazione preferita era l'Europa, a partire dal 1886 gli italiani cominciarono a imbarcarsi per raggiungere l'America: nei quarant'anni dell'emigrazione di massa, 7 milioni e 600mila italiani attraversarono l'Atlantico diretti inizialmente in Argentina e poi anche in Brasile e Stati Uniti.

I vascelli della morte - La traversata avveniva, se possibile, in condizioni addirittura peggiori di quelle che oggi si riscontrano quotidianamente sulle barchette che partono dalla Libia dirette verso Lampedusa: secondo il Museo nazionale dell'emigrazione italiana, "al trasporto dei migranti sono assegnate le carrette del mare, con in media 23 anni di navigazione. Si tratta di piroscafi in disarmo, chiamati 'vascelli della morte', che non potevano contenere più di 700 persone, ma ne caricavano più di 1.000, che partivano senza la certezza di arrivare a destinazione".

I vascelli fantasma - Quando anche vi arrivavano, spesso parte della "merce" arrivava ormai senza vita a causa delle pessime condizioni igienico-sanitarie, trasformando la nave in quello che veniva definito "vascello fantasma": il Museo nazionale dell'emigrazione riporta come sul piroscafo "Città di Torino" nel novembre 1905 ci furono 45 morti su 600 imbarcati; sul "Matteo Brazzo" nel 1884 20 morti di colera su 1.333 passeggeri (la nave venne poi respinta a cannonate a Montevideo per il timore di contagio); sul "Carlo Raggio" 18 morti per fame nel 1888 e 206 morti di malattia nel 1894; sul "Cachar" 34 morti per fame e asfissia nel 1888; sul "Frisia" nel 1889 27 morti per asfissia e più di 300 malati; sul "Parà" nel 1889 34 morti di morbillo; sul "Remo" 96 morti per colera e difterite nel 1893; sull’"Andrea Doria" 159 morti su 1.317 emigranti nel 1894; sul "Vincenzo Florio" 20 morti sempre nel 1894.

Le tragedie del mare - Le pessime condizioni delle imbarcazioni utilizzate per trasportare la "tonnellata umana", come veniva chiamato il carico di emigranti, anche un secolo fa provocavano spesso sciagure come quella avvenuta al largo della Libia: 576 italiani (quasi tutti meridionali) morti il 17 marzo 1891 nel naufragio dell'"Utopia" davanti al porto di Gibilterra; 549 morti (moltissimi dei quali italiani) nella tragedia del "Bourgogne" al largo della Nuova Scozia il 4 luglio 1898; 550 emigrati italiani vittime, il 4 agosto 1906, del naufragio del "Sirio" in Spagna; 314 morti (secondo la conta ufficiale, ma per i brasiliani le vittime furono più di 600) nel naufragio della "Principessa Mafalda" il 25 ottobre 1927 al largo del Brasile.

Il naufragio della "Principessa Mafalda" - Proprio quella della "Principessa Mafalda" è la peggior sciagura che abbia mai colpito gli emigranti italiani. Varata il 22 ottobre 1908 ed entrata in servizio il 20 marzo 1909, era l'ammiraglia della flotta del Lloyd italiano (assorbito poi nel 1918 nella Navigazione Generale Italiana) e il più prestigioso piroscafo tricolore, invidiato dalle compagnie di navigazione del resto d'Europa sia per i lussuosissimi arredi della prima classe, sia per il salone delle feste esteso, per la prima volta nella storia della navigazione, in verticale su due ponti. E anche la terza classe era stata concepita in modo innovativo, con ampi stanzoni muniti di servizi igienici capaci di ospitare fino a 1.200 passeggeri, generalmente migranti. In occasione dell'ultimo viaggio prima del disarmo e dello smantellamento, la nave partì da Genova l'11 ottobre 1927 con a bordo 1.259 persone, tra le quali diversi migranti siriani ma soprattutto numerosi emigranti piemontesi, liguri e veneti. Il piroscafo, che secondo la società armatrice era in perfette condizioni, in realtà non era più considerato sicuro dagli addetti ai lavori dopo vent'anni di scarsa manutenzione e di usura. Tanto che, solo nel tratto di Mediterraneo verso Gibilterra, la nave subì 8 guasti ai motori, uno alla pompa di un aspiratore, uno all'asse dell'elica di sinistra, uno alle celle frigorifere.

Dopo una navigazione relativamente tranquilla nell'Atlantico, e nonostante il comandante, a causa di continue vibrazioni al motore di sinistra, avesse inutilmente chiesto alla compagnia di trasbordare i passeggeri su un altro transatlantico, il 25 ottobre la nave era a 80 miglia al largo della costa del Brasile, tra Salvador de Bahia e Rio de Janeiro. La "Principessa Mafalda" procedeva a velocità ridotta e visibilmente inclinata verso sinistra, quando alle 17.10 venne percepita una forte scossa: l'asse dell'elica sinistra si era sfilato e, continuando a ruotare per inerzia, aveva provocato un enorme squarcio nello scafo. E l'acqua, dopo aver allagato la sala macchine, invase anche la stiva poiché le porte stagne non funzionavano correttamente.

Lanciato l'SOS, le navi accorse si fermarono però a distanza temendo che la caldaia del piroscafo italiano potesse esplodere, e non fu possibile comunicare loro che il pericolo era stato scongiurato aprendo le valvole del vapore perché l'unico generatore di corrente presente a bordo era stato danneggiato dall'acqua impedendo così l'uso del telegrafo. Poco dopo le 22, quando la nave restò completamente al buio, a bordo scoppiò il panico: il capitano fece calare le scialuppe di salvataggio, ma a causa dell'inclinazione a sinistra quelle di dritta colpirono lo scafo andando in pezzi. Di quelle calate in mare, molte erano danneggiate e imbarcavano acqua; altre vennero prese d'assalto e si ribaltarono. Molti passeggeri si tuffarono cercando di raggiungere a nuoto le navi di soccorso, e alcuni di loro vennero divorati dagli squali; mentre altri si suicidarono, sparandosi pur di non morire annegati.

Secondo i dati ufficiali forniti dalle autorità italiane (le quali - si era in pieno regime fascista - minimizzarono il disastro, parlando inizialmente di poche decine di vittime solo tra l'equipaggio) i morti furono 314, ma i sudamericani diedero un numero di morti più che doppio, ben 657. Ancor oggi, però, non è chiaro quanti furono i migranti italiani che persero la vita a bordo del "Titanic italiano", una carretta del mare sulla quale si erano imbarcati sognando un futuro migliore.

Fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/sicilia/un-secolo-fa-le-vittime-dei-naufragi-erano-italiani-emigranti-in-america_2106975-201502a.shtml

In Pace ed Onore
Libertà

Ancora Sulle AM Lire

Salve Fratello Caro

Un po' di storia


In Pace ed Onore
Libertà

Qualcosa Faceva..

Salve Fratello Caro

A vedercelo un politico moderno così..



ù
In Pace ed Onore
Libertà

martedì 21 aprile 2015

Pensiero: Sindrome di stoccolma


Libertà

Pensiero: Accordi segreti


Alessandro

I politici..

Salve Fratello Caro



 In Pace ed Onore
Libertà

Pensiero: Vendetta

Libertà

Da un Nostro Fratello

Salve Fratello Caro

Parole Sante..

"Se vogliamo porre fine alle guerre, al razzismo e alle solite forze maligne e brutali che periodicamente e sempre più violentemente prendono il sopravvento in modo incontrollabile ed inevitabile nel corso della storia, come sta succedendo di nuovo, dobbiamo smettere di violentare e mangiare altri esseri viventi, sia Animali che Vegetali."

In Pace ed Onore
Libertà

domenica 19 aprile 2015

Ottimo Video

Salve Fratello Caro


In Pace ed Onore
Libertà

Un Suggerimento per Salvini ed i Politici

Salve Fratello Caro

Caro, Salvini e Tutti i Politici, devo dire che se parlassi di argomenti Seri, invece di Rompere le Palle con la chi vuole Vivere, andresti al Governo Ieri.

Di Cosa Parlo? Che ne dici Del Signoraggio? E delle Scie Chimiche? Vogliamo parlare del Libero Convincimento? Che ne dite della Truffa Dell' Atto di Nascita e del NOME LEGALE?

Ora, andate davanti allo specchio e chiedetevi:


"Dato che evito di parlare e RISOLVERE questi problemi veri, sto' Agendo in Onore? Io e la mia Parola, Vale Qualcosa??"

In Pace ed Onore
Libertà

Fake o Realtà?

Salve Fratello Caro


In Pace ed Onore
Libertà

Pensiero

Salve Fratello Caro

"...Il Nome LEGALE, L'atto di nascita, tutti i DOCUMENTI e il mondo LEGALE e' una FRODE. Allora come mai continuate a Danzare con Esso??..."

In Pace ed Onore
Libertà

venerdì 17 aprile 2015

Il Lato Oscuro delle Parole: Vendicare

Salve Fratello Caro


In Pace ed Onore
Libertà

Quello che Offri Ricevi.

Salve Fratello Caro


In Pace ed Onore
Libertà

Pensiero

Salve Fratello Caro


In Pace ed Onore
Libertà

Pensiero: Le Pene


Alessandro

giovedì 16 aprile 2015

Sentenza su Equitalia

Salve Fratello Caro


In Pace ed Onore
Libertà

Pensiero

Salve Fratello Caro

"...Troppo feticismo verso i Pezzi di Carta?..."

In Pace ed Onore
Libertà

Senza Parole

Salve Fratello Caro


gatto infermiere
Radamenes è davvero un gatto speciale. Questo piccolo micio nero aiuta come un vero e proprio infermerie gli animali ricoverati presso il centro veterinario di Bydgoszcz, in Polonia. Dopo essere stato salvato sa una gravissima infezione respiratoria che lo aveva ridotto in fin di vita, sembra stia restituendo il favore con coccole, massaggi e pulizie agli altri ospiti pelosi convalescenti, feriti e operati.

Radamenes per questo è diventata un'attrazione locale e la gente ha iniziato a fargli visita presso il centro credendo che porti fortuna (alla faccia di chi crede che i gatti neri portino invece sfortuna)! Tutto è iniziato quando è stato recuperato: era affetto da una grave infezione delle vie respiratorie superiori che lo avrebbe presto ucciso.
gatto infermiere2
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gatto infermiere 3
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Data l'estensione della malattia, i veterinari hanno pensato di praticare l'eutanasia per porre fine alla sua sofferenza, ma poi Radamenes ha iniziato a fare le fusa. Con questo, i medici si resero conto che non era pronto a rinunciare alla vita, così hanno scelto di iniziare il trattamento. E lui ce l'ha fatta. Una volta riacquistate le forze, ha iniziato a fare amicizia con gli altri animali del rifugio. 

Il personale ha notato da subito che era particolarmente amante degli animali che avevano appena subito interventi chirurgici o trattamenti medici. Radamenes 
li abbracciava e si prendeva cura di loro proprio come un'infermiere avrebbe fatto. A volte, quando sei malato, tutto ciò che serve è una carezza o un abbraccio caldo. E Radamenes sembra saperlo.
Roberta Ragni

Fonte : http://www.greenme.it/informarsi/animali/16256-gatto-infermiere-polonia

In Pace ed Onore
libertà

Da Ricordare

Salve Fratello Caro

Il primo e Unico Vero cibo dell'Uomo:

In Pace ed Onore
Libertà

Ho Carta Bianca

Salve Fratello Caro



In Pace ed Onore
Libertà

Segnalazione Video

Salve Fratello Caro


In Pace ed Onore
Libertà

Un Grande Malanga

Salve Fratello Caro


In Pace ed Onore
Libertà

mercoledì 15 aprile 2015

Pensiero: Libero Arbitrio


Alessandro

La Musica della Terra

Salve Fratello Caro

valle della Luna - foto Gianni Lannes - (tutti i diritti riservati)


di Michael Jackson


Che ne è dell'alba
Che ne è della pioggia
Che ne è di tutte le cose
Che tu dici fossero da conquistare
Che ne è dei campi distrutti
C'è un tempo
Che ne è di tutte le cose
Che tu dici fossero tue e mie
Ti sei mai fermato a notare
Tutto il sangue che abbiamo versato prima
Ti sei mai fermato a notare
Questa terra che piange, queste coste piangenti?

Cosa abbiamo fatto al mondo
Guarda cosa abbiamo fatto
Che ne è di tutta la pace
Che hai promesso al tuo solo figlio
Che ne è dei campi fioriti
C'è un tempo
Che ne è di tutti quei sogni
Che dici fossero tuoi e miei
Ti sei mai fermato a notare
Tutti i bambini morti per via della guerra
Ti sei mai fermato a notare
Questa terra che piange, queste coste piangenti?

Sono abituato a sognare
Sono abituato a dare un'occhiata oltre le stelle
Ora non so dove siamo
Anche se so che siamo alla deriva

Hey, che ne è di ieri
(Che ne è di noi)
Che ne è dei mari
(Che ne è di noi)
I cieli stanno cadendo
(Che ne è di noi)
Non posso neanche respirare
(Che ne è di noi)
Che ne è della terra che sanguina
(Che ne è di noi)
E' il grembo del nostro pianeta
(Che ne è di noi)
Che ne è degli animali
(Che ne è di noi)
Abbiamo rivoltato regni nella polvere
(Che ne è di noi)
Che ne è degli elefanti
(Che ne è di noi)
Abbiamo perso la loro fiducia
(Che ne è di noi)
Che ne è delle balene che piangono
(Che ne è di noi)
Abbiamo devastato i mari
(Che ne è di noi)
Che ne è dei sentieri della foresta
(ooh ooh)
Bruciati nonostante i nostri appelli
(Che ne è di noi)
Che ne è della terra santa
(Che ne è di essa)
Strappata via dalla fede
(Che ne è di noi)
Che ne è dell'uomo comune
(Che ne è di noi)
Non possiamo lasciarlo libero?
(Che ne è di noi)
Che ne è dei bambini che muoiono
(Che ne è di noi)
Non puoi sentirli piangere
(Che ne è di noi)
Dove abbiamo sbagliato?
(ooh ooh)
Qualcuno mi dica perchè
(Che ne è di noi)
Che ne è dei piccoli?
(Che ne è di noi)
Che ne è dei giorni
(Che ne è di noi)
Che ne è di tutta la loro gioia
(Che ne è di noi)
Che ne è dell'uomo
(Che ne è di noi)
Che ne è dell'uomo che piange
(Che ne è di noi)
Che ne è di Abramo
(Che ne è di noi)
Che ne è della morte ancora
(Che ne è di noi)
Ce ne frega qualcosa?!


In Pace ed Onore
Libertà