AVVERTENZE

Ogni Assunzione e Presunzione alle Mie parole e' solo Mio. Il mio unico intento e' quello di Comunicare in pace ed onore. Ogni altra interpretazione a quanto qui espresso, e' puramente personale e mai rispecchia le mie pacifiche volontà. Il linguaggio usato e' quello di senso comune, ovvero il volgare. Chiunque usa le qui presenti informazioni, lo fa' sotto la sua totale ed illimitata responsabilità. In nessuno modo e forma l'autore promuove comportamenti che possano mettere a repentaglio la pace, la sicurezza, la salute e la vita.

venerdì 6 novembre 2015

Morto Erich Priebke, l'intervista testamento "Le camere a gas non c'erano, solo cucine"

ROMA - Nessun cenno alle Fosse Ardeatine, ma la negazione dell'Olocausto e una difesa a oltranza del regime nazista anche se "Il Nazionalsocialismo è scomparso e oggi non avrebbe nessuna possibilità di tornare". Non mancano le frasi shock nelle sette pagine dell'intervista testamento che il legale di Erich Priebke, Paolo Giachini ha diffuso dopo la morte del suo assistito a Roma.  "Nei campi di concentramento non c'erano camere a gas (...) ma solo immense cucine. Già durante la guerra gli alleati hanno cominciato a fabbricare false prove sui crimini nazisti", scrive  l'ex capitano delle SS, condannato all'ergastolo per la strage delle Fosse Ardeatine. "Ancora oggi, se prendiamo le mille persone più ricche e potenti al mondo, dobbiamo constatare che notevole parte di loro sono ebrei".

Priebke firma la prima e l'ultima pagina dell'intervista-testamento, aggiungendo a mano la nota "Nella ricorrenza dei miei 100 anni", compiuti pochi mesi prima della morte. All'Italia dedica solo pochi cenni, il nazista delle SS mai pentito si concentra sulla persecuzione degli ebrei e l'Olocausto con l'intento di "riscattare la dignità" del suo popolo. "La prima volta che ho sentito di cose simili la guerra era finita ed io mi trovavo in un campo di concentramento inglese. Ero insieme a Walter Rauff. Rimanemmo allibiti. Non potevamo assolutamente credere a fatti così orribili: camere a gas per sterminare uomini, donne e bambini. Nonostante fossimo tutti SS mai a nessuno di noi erano giunte alle orecchie cose simili". 


Morto Erich Priebke, l'intervista testamento "Le camere a gas non c'erano, solo cucine"

Il gerarca, colpevole per la strage delle Fosse Ardeatine del 24 marzo 1944, in cui 335 civili e militari furono fucilati come rappresaglia per un attacco partigiano che aveva provocato la morte di 33 militari tedeschi, riconosce che "antisemitismo vuol dire odio" ma aggiunge: "Ho sempre rifiutato l'odio". Le persecuzioni contro gli ebrei? "In Germania sin dai primi del Novecento si criticava il comportamento degli ebrei", "Le prime leggi, definite razziali di Hitler, non limitavano i diritti degli ebrei più di quanto fossero limitati quelli dei neri in diversi stati Usa. Inglesi e francesi non si sono comportati molto diversamente con i sudditi delle loro colonie". "Hitler li aveva incoraggiati in tutti i modi a lasciare la Germania".  L'intervistatore arriva a chiedere: "La colpa quindi di ciò che gli ebrei hanno subito secondo lei sarebbe degli ebrei stessi?" La risposta: "La colpa è un po' di tutte le parti".

Priebke, 68 anni dopo la fine dell'ultimo conflitto mondiale, si sente ancora in guerra. Il suo nemico è l'America, e "la farsa" del Processo di Norimberga. L'accusa è che le prove erano tutte fabbricate dagli alleati, "hanno cominciato quando la guerra era ancora in corso". Ma dice: se "delle prove dell'Olocausto verranno fuori", "La mia posizione è di condanna tassativa per fatti del genere... sono inaccettabili come quello che è successo agli indiani d'America, ai kulaki in Russia, agli italiani infoibati in Istria, agli armeni in Turchia, ai prigionieri nei campi di concentramento americani in Germania".

Nessun commento:

Posta un commento