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venerdì 23 ottobre 2015

C'ERANO UNA VOLTA I BAMBINI LIBERI!

Che fortuna essere venuti al mondo nei mitici anni ‘60, quando era sufficiente il senso di umanità per essere felici. Io ricordo i miei compagni di infanzia e prima ancora mia nonna Maria. Allora avevo tre primavere e mio padre al mattino a piedi, prima di recarsi al lavoro mi accompagnava all'asilo dalle suore; lì oggi sorge una biblioteca comunale.

A quel tempo c'era ancora comunione tra le persone, anche sconosciute. A noi bimbi bastava un pallone mezzo sgonfio e rattoppato alla meglio da qualche volenterosa mamma, unitamente a un campetto di fili d’erba e rovi, a sentirsi felici per il solo fatto di giocare insieme, di condividere l'amicizia.

Non era ancora il tempo della televisione invadente e dilagante, dei corsi a pagamento dopo la scuola, di palestre e sistemi rubatempo dei più piccoli. Per fortuna non esisteva il cellulare, e i bambini con la smisurata fantasia inventavano i giochi con quello che trovavano dove capitava, se non ovunque: dai bottoni sottratti agli abiti di casa ai tappi delle bottiglie, ai cuscinetti per mettere in funzione le carriole di legno assemblate con i materiali di scarto dei cantieri edili.

La strada è stata maestra, sotto lo sguardo affettuoso del cielo, all’abbraccio della terra, alle carezze del mare, alle allegre folate del vento, alle nuvole naturali in navigazione, alla presenza degli alberi e degli "animali selvatici", alla neve e alla pioggia. Da allora, ho appreso che la vita è un apprendistato senza fine, e che l’amore è la sola cosa che sopravviverà al genere disumano.


Fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2015/10/cerano-una-volta-i-bambini-liberi.html

Libertà

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