AVVERTENZE

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mercoledì 4 febbraio 2015

Che Bomba!

Salve Fratello Caro

Da Una Nostra Sorella.

LO SAPETE CHE LE CASE DI TOLLERANZA SONO ANCORA IN ESSERE,
PERFETTAMENTE LEGALI, PER AUTORIZZAZIONE DI LEGGE? INTERESSANTE QUESTO REGIO DECRETO 6 maggio 1940, n. 635

<TITOLO VII.

Del meretricio.


Paragrafo 40. - Delle dichiarazioni di locale di meretricio.


Art. 345.
Sono considerati locali di meretricio, agli effetti degli articoli 190 e 191 della legge, anche le case nelle quali si eserciti abitualmente la prostituzione da donne che non vi hanno dimora.

Art. 346.
L'autorita' di P. S., cui, per proprie informazioni o per denuncia, consti che, in un dato locale, si eserciti abitualmente il meretricio, chiama alla sua presenza chi dispone del locale e le persone che potessero fornire utili notizie, per interrogarle e raccoglierne le dichiarazioni a verbale. Ove l'autorita' di P. S. non creda di dover procedere ad ulteriori indagini, promuove il parere del Comando dei CC. RR., ed emette la dichiarazione di ufficio di locale di meretricio. La dichiarazione e' notificata a chi dispone del locale, con l'ordine di cessare immediatamente dall'attivita', e di chiudere materialmente il locale in un termine stabilito dal Questore, non superiore a giorni dieci.

Art. 347.
Chi chiede l'autorizzazione per l'apertura di un locale di meretricio deve farne domanda all'autorita' locale di P. S. e corredarla, oltre che dai documenti atti a comprovare che il richiedente non si trova nelle condizioni di cui all'art. 11 della legge, anche dal consenso scritto del proprietario o di chiunque altro abbia diritto di disporre del locale.

Art. 348.
Ricevuta la domanda, l'autorita' di P. S.: 1) accerta, mediante ispezione, che i locali siano sorvegliabili e che possano essere adibiti ad uso di meretricio, anche nei riguardi della loro speciale posizione, tenuto conto del disposto dell'art. 192 della legge; < 2) stabilisce, secondo le contingenze, se il locale possa avere uno o piu' ingressi, ordinando la chiusura, con muratura, di ogni altro passaggio all'esterno o di qualsiasi comunicazione con altri locali; 3) trasmette al medico provinciale, per il parere nei riguardi igienici, le opportune indicazioni intorno al locale e al numero
delle donne che vi possono essere ammesse per esercitare il meretricio;
4) promuove il parere del Comando dell'Arma dei CC. RR. ed esegue ogni altra indagine od accertamento che ritenga opportuni; 5) invita il richiedente a firmare l'atto di sottomissione.

Art. 349.
L'atto di sottomissione deve contenere: a) la descrizione completa del locale, con l'indicazione delle aperture che vi danno accesso; b) l'elenco e le generalita' delle donne che vi eserciteranno il meretricio e delle persone che saranno addette al servizio; c) l'obbligo di notificare, entro 24 ore, all'autorita' di P. S. ogni cambiamento delle persone che vadano a dimorare nel locale, o
che l'abbandonino definitivamente;
d) l'obbligo di non ammettere nel locale alcuna donna, se prima non sia stata riconosciuta, dal medico visitatore, esente da manifestazioni contagiose delle malattie veneree e sifilitiche, contemplate dal R. decreto 25 marzo 1923-I, n. 846, e dal testo unico delle leggi sanitarie 27 luglio 1934-XII, n. 1265; come pure di non permettere che nel locale si sottraggano donne alla vigilanza, sanitaria e alle visite, o vi rimangono, per alcun titolo, anche temporaneamente, donne riconosciute o presunte affette dalle manifestazioni contagiose suaccennate; e di non accogliere nuovamente nel locale donne allontanate per causa di malattia, senza attestazione di completa guarigione, rilasciata dal medico visitatore, ai sensi dell'art. 18 del citato regolamento; e) l'obbligo di adottare le misure necessarie per la tutela igienica e sanitaria delle donne che dimoreranno nel locale e delle persone che lo frequenteranno; f) l'obbligo di non richiedere o accettare dalle donne chiamate a permanere nel locale, danaro o altra cosa mobile, neppure a titolo di cauzione, per garantire l'impegno assunto dalle meretrici di prostituirsi per un dato periodo di tempo; g) la dichiarazione di osservare rigorosamente le disposizioni della legge di P. S. e del relativo regolamento, nonche' quelle del regolamento sulla profilassi della sifilide e delle malattie veneree, come pure qualsiasi prescrizione delle autorita' sanitarie e di P. S.

Art. 350. Le autorizzazioni di apertura dei locali di meretricio non possono essere emesse se non in seguito a parere favorevole, nei riguardi igienici, del medico provinciale.

Art. 351.
Contro i provvedimenti emanati dall'autorità' di P. S. in materia di meretricio, ai sensi dell'art. 207 della legge, e' ammesso ricorso alla Commissione, di cui allo stesso articolo, nel termine di 10 giorni dalla notificazione. Il ricorso non ha effetto sospensivo.

Art. 352.
La Commissione interroga, in privato, l'autorità' locale di P. S., gli interessati e i testimoni indicati dalle parti, ed assume tutte le informazioni che ravvisa opportune. La Commissione delibera a maggioranza di voti. Un funzionario di P. S. e' segretario della Commissione. Le decisioni della Commissione sono comunicate al ricorrente, a cura dell'autorità' locale di P. S. Paragrafo 41. - DELLA VIGILANZA SUL MERETRICIO.

Art. 353. Le persone colte in contravvenzione alle disposizioni dell'articolo 208 della legge possono essere accompagnate all'ufficio di P. S., per le necessarie identificazioni.

Art. 354.
Le meretrici in possesso del libretto sanitario regolarmente tenuto, ai sensi dell'art. 20 del R. decreto 25 marzo 1923, n. 846, non possono essere considerate sospette di malattie contagiose, quand'anche si rifiutino di sottoporsi a visita medica, nel caso previsto dall'art. 205 della legge, ne', qualora siano dichiarate in contravvenzione al disposto del successivo art. 208, possono essere trattenute per la loro identificazione.

Art. 355.
Le donne dimoranti nei locali di meretricio sono presunte proprietarie delle vesti e degli indumenti confezionati per la loro persona e della biancheria personale, come di ogni altra cosa mobile, di cui sono in possesso. Uscendo dai locali di meretricio, le donne possono asportare le vesti, gli indumenti e la biancheria personale, anche in caso di contestazione col tenutario della casa. Gli altri oggetti, a richiesta di una delle parti, sono posti sotto suggello dall'autorita' di P. S.

Art. 356. Quando una donna manifesti la volonta' di abbandonare un locale di meretricio e dichiari che subisce o teme di subire maltrattamenti, minacce o atti di resistenza, l'autorita' di P. S. provvede alla tutela della richiedente e, ove la denuncia risulti fondata, ordina la chiusura del locale, senza pregiudizio dell'azione penale se nel fatto ricorrono gli estremi del reato.

Art. 357. Quando l'autorita' di P. S. venga a conoscenza che una donna eserciti il meretricio contro la sua volonta' od abbia manifestata l'intenzione di redimersi, la invita a comparire alla sua presenza, per incoraggiarla nella presa determinazione e per facilitarle il ritorno a vita onesta. A tale effetto, interessa il podesta' e il parroco del luogo ove dimora la famiglia della donna, perche' questa possa trovare, nella famiglia, assistenza o ricovero. Nei luoghi ove esistono istituti aventi per iscopo di far tornare a vita onesta le donne dedite al mal costume, l'autorita' di P. S. si pone in rapporto con essi. I Prefetti devono favorire l'istituzione di tali enti, dove non esistono.

Art. 358.
Alle donne che dichiarino di voler abbandonare il meretricio possono essere concessi i mezzi gratuiti di rimpatrio o per l'avviamento al lavoro, quando dimostrino che nel luogo ove intendono recarsi hanno assicurati i mezzi di sussistenza od onesta occupazione.

Art. 359. Quando all'autorita' di P. S. risulti che una minorenne sia dedita al meretricio, ne promuove il ricovero in una casa di patronato e, quando cio' non sia possibile e la minore non abbia compiuto il 18° anno di eta', provvede a termine degli articoli 177 e seguenti della legge; salvo denuncia all'autorita' giudiziaria, quando ricorrano gli estremi dei reati di lenocinio, di corruzione o di tratta, a termine del Codice penale o del decreto-legge 25 marzo 1923, n. 1207. Per le minorenni sino all'eta' di anni 18 compiuti, l'autorita' di P. S. provvede di concerto con i Comitati di patronato per la protezione e l'assistenza della maternita' e dell'infanzia.

Art. 360. Per la esecuzione del servizio disposto dal presente titolo le autorita' di P. S. devono tenere i registri indicati con istruzioni ministeriali. TALI REGISTRI SONO TENUTI SEGRETI>

In Pace ed Onore
Libertà

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