AVVERTENZE

Ogni Assunzione e Presunzione alle Mie parole e' solo Mio. Il mio unico intento e' quello di Condividere pace, amore ed onore. Ogni altra interpretazione a quanto qui espresso, e' puramente personale e mai rispecchia le mie pacifiche volontà. Chiunque usa le qui presenti informazioni, lo fa' sotto la sua totale ed illimitata responsabilità.

mercoledì 31 dicembre 2014

2015

Salve Fratello Caro



In Pace ed Onore
Libertà

Sui Dati Personali, D.N.A.

Salve Fratello Caro

Dati, personali, privacy, software che piano, Troll, N.W.O, Echelon e cose varie, dico solo questo ME NE FOTTO.

Cosa volete sapere di Me? Se mi chiedete i famosi dati sensibili ve li dico. Volete una foto, le impronte, il D.N.A? Venite a prenderle, chiedendomele in Faccia.

Così facendo ho la possibilità di installare un bel Virus dentro i vostri sistemi e mandarli in Crash.

Ovviamente, se fate senza il mio consenso, tacito ed esplicito, e' la violazione del mio Libero Arbitrio. Ve ne infischiate? Ditelo al Tribunale supremo, a chi comanda davvero...



In Pace ed Onore
Libertà

Toto Quirinale.

Salve Fratello Caro

Benché sia una cosa Inutile, i politici si affannano nel trovare un Uomo Politico di spesso. Io ne ho selezionati 3, a parte me.

Se fossi Io il futuro presidente, oltre che a DIVULGARE TUTTO, accompagnerei questo moribondo chiamato italia, verso la liquidazione, e favorire la data alla Luce del Nuovo, CON IL CONSENSO DI TUTTI!




In Pace ed Onore
Libertà

Da Giancarlo

Salve Fratello Caro

Giancarlo, ancora lui...

Invitiamo tutti coloro che hanno a che fare coi giudici togati a ricusare le loro azioni, il loro operato e la loro figura, in tutte le circostanze utili. Non è necessario presentarsi in Tribunale ma ricusarli con scritti, tramite raccomandata, perché giudici corrotti, mercenari, ipocriti e lestofanti, curanti esclusivamente dei propri interessi economici, mercenari al soldo del potere corrotto e massone.

Ricordiamo che i magistrati sono impiegati di una azienda privata, dipendente da un’altra azienda privata, senza alcuna giurisdizione sul popolo e hanno prestato un giuramento invalido perché fatto nei riguardi di una istituzione fittizia e non tangibile, oltre che praticamente malavitosa. I magistrati, complici di un governo fantoccio, precluso e lestofante, stanno permettendo quotidianamente, alcuni tra i peggiori crimini che l’umanità conosca ovvero: l’alto tradimento delle ex figure istituzionali verso il popolo, l’istigazione al suicidio; l’invasione preordinata, programmata e decisa dai vertici internazionali col beneplacito consenso delle ex istituzioni italiane, da parte delle popolazioni Africane (Gustavo Rol predisse nel 1991 che l’Italia, nel 2020, che è alle porte, sarà composta per il 60% di individui di colore, è di poco la notizia che 2 milioni di individui stanno aspettando sulle coste africane il miglioramento delle condizioni meteo per intraprendere la traversata); commercio illegale di ogni sorta da parte degli extracomunitari; ecc.

L’Italia è destinata ad essere cancellata da questi terroristi con la complicità di tutti gli uffici istituzionali acclusi. Sardi, avete finito di rompere le uova nel paniere al vostro confinante? Volete salvarla questa terra dall’invasione? Volete continuare ad essere presi per i fondelli da quattro ebeti? Se si, incominciate ad alzare il sedere da quella sedia davanti al pc e adoperatevi, uniti, per questa causa a meno che non vogliate sentir chiamare i vostri nipoti Abdul, con tutto il rispetto per le popolazioni africane.

In Pace ed Onore
Libertà

martedì 30 dicembre 2014

Pensiero: Confutare


Alessandro

Il Libero Arbitrio, Video







Alessandro

Il Lato Oscuro delle Parole: Aggio

Salve Fratello Caro

Da un nostro fratello.

In Pace ed Onore
Libertà

Da Giancarlo

Salve Fratello Caro

Da GianCarlo.

Oggi un conoscente mi ha riferito che è venuto a conoscenza, tramite un agente di polizia, che gli operatori di pubblica sicurezza hanno ricevuto ordini verbali dai diretti superiori di infierire sugli individui che hanno dichiarato la propria Sovranità. Innanzitutto, questo denota quanto gli istituti delle Forze di Polizia, come da tempo sostenuto, non sono al servizio dei cittadini ma a quello del potere costituito, abusivo e corrotto.

 In secondo luogo questi ordini verbali lasciano il tempo che trovano, in quanto non supportati da alcuna norma, tanto meno da una Legge, e per Legge intendo quella vera ossia, quella Naturale e Comune. D’altronde non potrebbe essere altrimenti. Quindi mi riferisco agli operatori di sicurezza, attenzione a quello che fate, perché ne risponderete personalmente, non solo davanti alla Legge ma anche davanti al creato e alla sua giustizia, il karma che ne deriverebbe per voi sarebbe pesantissimo, piuttosto, se qualche superiore tenta di imporvi delle azioni illegittime chiedete loro di porvi gli ordini per iscritto, così da assumersi la responsabilità di ciò che ordina.

Certa gentaglia non vuole perdere i privilegi che ha ottenuto abusando nel tempo del proprio potere assunto con la furbizia e l’inganno. Inoltre, vi faccio presente che, seppur in ritardo, quando il giudizio e l’azione del popolo arriverà, sarà implacabile, per cui riflettete bene su ciò che fate e decidete sin da ora da che parte stare, se da quella del potere o da quella del Popolo di cui siete parte integrante. Sappiate, inoltre, che molti dei vostri colleghi sono già dalla nostra parte e non potrebbe essere altrimenti, dato che come molti altri cittadini non riescono più a campare la propria famiglia o si trovano con vessazioni di ogni genere da parte di quello stesso sistema che pensano di servire, con vessazioni di ogni sorta, perché il sistema non guarda in faccia a nessuno.

Informatevi non rimanete nell’ignoranza. Grazie a questa il potere vi ha sempre manovrato come burattini. Andate a verificare cosa fa di voi quando non gli servite più. Vi hanno preso a calci nel sedere sin dal giorno dell’arruolamento e arrivano anche a eliminarvi fisicamente se questo è il loro volere, vedasi la morte del carabiniere Luis Miguel Chiasso e di molti altri prima di lui. Perciò svegliatevi, qui si combatte anche per il vostro futuro di libertà e giustizia.


In Pace ed Onore
Libertà

Il sistema ed il libero Arbitrio

Ave Fratello Caro,

Come fanno gli uomini di sistema a mantenere l'Onore ed a rispettare il libero arbitro? Tattica vecchia e ben collaudata.

Facciamo un esempio: la manovra economica. Ripetono molte volte sui media di regime quello che faranno. Boom. Nessun rigetto, silenzio assenso del popolo, Libero Arbitrio rispettato.

Veramente semplice e sottile. Questo giochino e' un continuo, nessuno li blocca, popolo sta' bene. E questi fa' l'Unica cosa che deve Evitare: PROTESTA!!!

Vogliamo fermarli? Smettiamo di supportare il sistema, anche con il Nostro Silenzio.. Chi supporta il sistema e' complice dello stesso..

Ricordiamoci chi siamo: Puro Amore, Pura Luce..

Con Amore
colui che è

Ancora D.N.A.

Salve Fratello Caro

Dopo la schedatura dei Nascitura, altre Info sulla Banca Dati D.N.A.

Legge 85/2009 - Istituzione della banca dati del DNA

Con l'approvazione della legge 85/2009 l’Italia ha aderito al Trattato di Prum,firmato da Belgio, Germania, Spagna, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Austria il 27 maggio 2005, e volto a rafforzare la cooperazione di polizia in materia di lotta al terrorismo, alla criminalità transfrontaliera ed all’immigrazione clandestina. Il Capitolo 2 del Trattato, in particolare, disciplina l’impegno fra le Parti contraenti a creare schedari nazionali di analisi del DNA e a scambiare le informazioni contenute in tali schedari, l’impegno a scambiare le informazioni sui dati dattiloscopici (le impronte digitali), nonché l’accesso ai dati inseriti negli archivi informatizzati dei registri di immatricolazione dei veicoli.

La legge ha istituito la banca dati del DNA e il laboratorio centrale per la banca dati nazionale del DNA, con la finalità di rendere più agevole l'identificazione degli autori di delitti.
La legge 85/2009. Uno sguardo d'insieme
L'iter per l'approvazione della legge 85/2009 ha preso avvio al Senato, con l'esame di una serie di disegni di legge di iniziativa parlamentare e governativa (AS. 905). Il Senato ha approvato un testo unificato dei disegni di legge nel dicembre 2008, trasferendo il provvedimento (AC. 2042) alla Camera dei deputati. Quest'ultima ha ulteriormente modificato il provvedimento nel maggio 2009 imponendo un ulteriore passaggio parlamentare. Il disegno di legge AS. 586-B è stato dunque definitivamente approvato dal Senato il 24 giugno 2009 (per una descrizione analitica del provvedimento si rinvia dunque al dossier del Servizio studi del Senato).

Il Capo I della legge 85/2009 autorizza l'adesione del nostro Paese al Trattato e vi dà esecuzione (articoli 1 e 2), senza peraltro individuare le autorità di riferimento per le attività previste: spetterà a decreti dei Ministri dell'interno e della giustizia individuare tali soggetti (articolo 3). L'articolo 4 pone a carico dello Stato italiano l'obbligo di risarcimento per i danni eventualmente causati da agenti di altro Stato aderente al Trattato nel nostro territorio.


Il Capo II della legge prevede l’istituzione della banca dati nazionale del DNA(presso il Ministero dell'interno – Dipartimento della pubblica sicurezza) e delLaboratorio centrale per la banca dati nazionale del DNA (presso il Ministero della giustizia - Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria).

Il Capo III disciplina lo scambio di informazioni e altre forme di cooperazione previste dal Trattato mentre il Capo IV apporta modifiche al codice di procedura penale per consentire lo svolgimento nel corso di un procedimento penale di accertamenti tecnici coattivi (ovvero prelievi ed altri accertamenti medici) idonei a incidere sulla libertà personale.


Infine, il Capo V reca disposizioni finali, tra le quali rileva in particolare per il Governo un obbligo di relazione periodica al Parlamento.

La banca dati del DNA
Il Capo II della legge, con la finalità di facilitare l'identificazione degli autori di delitti, in particolare permettendo la comparazione dei profili del DNA di persone già implicate in procedimenti penali con gli analoghi profili ottenuti dalle tracce biologiche rinvenute sulla scena di un reato, istituisce la banca dati del DNA e il laboratorio centrale per la banca dati del DNA (articolo 5).

La creazione delle due strutture presso amministrazioni diverse consente di mantenere elevato il livello delle garanzie, evitando promiscuità che si potrebbero rivelare pregiudizievoli per la genuinità dei dati raccolti e analizzati. Vengono in particolare tenuti distinti il luogo di raccolta e confronto dei profili del DNA (banca dati nazionale del DNA) dal luogo di estrazione dei predetti profili e di conservazione dei relativi campioni biologici (laboratorio centrale presso l'Amministrazione penitenziaria), nonché dal luogo di estrazione dei profili provenienti da reperti (laboratori delle forze di polizia o altrimenti specializzati, come i R.I.S. di Parma).


La banca dati nazionale provvede (articolo 7), nei casi tipizzati, alla raccolta dei profili del DNA:



  • dei soggetti sottoposti a misure restrittive della libertà personale, indicati all'articolo 9 della legge;
  • relativi a reperti biologici acquisiti nel corso di procedimenti penali, con le modalità disciplinate dall'articolo 10 della legge;
  • di persone scomparse o loro consanguinei e di cadaveri e resti cadaverici non identificati.
Alla banca dati nazionale è assegnato, inoltre, il compito di raffronto del DNA a fini di identificazione.

Il laboratorio centrale per la banca dati del DNA
Le funzioni del laboratorio centrale per la banca dati nazionale del DNA sono invece le seguenti (articolo 8):
  • tipizzazione del profilo del DNA dei soggetti indicati dalla legge;
  • conservazione dei relativi campioni biologici dai quali vengono tipizzati i profili del DNA.
Le forze di polizia dovranno custodire, per la successiva consultazione e gli immediati raffronti, solo i dati relativi ai profili del DNA, mentre al Ministero della giustizia viene riservata l'estrazione del profilo del DNA, che provvederà successivamente a trasmettere per via informatica alla banca dati nazionale.

Il laboratorio centrale svolgerà le sue funzioni solo con riferimento alle sostanze biologiche prelevate dai soggetti appartenenti alle categorie indicate dall'articolo 9 della legge (soggetti in custodia cautelare; quelli arrestati in flagranza di reato o sottoposti a fermo; i soggetti detenuti o internati a seguito di sentenza irrevocabile per un delitto non colposo; i soggetti nei confronti dei quali sia applicata una misura alternativa alla detenzione a seguito di sentenza irrevocabile per un delitto non colposo; i soggetti ai quali sia applicata, in via provvisoria o definitiva, una misura di sicurezza detentiva). Il prelievo sarà possibile esclusivamente qualora nei confronti dei citati soggetti si proceda per delitti non colposi per i quali è consentito l'arresto facoltativo in flagranza (salvo per alcune fattispecie di reato specificamente indicate).

I ruoli tecnici della polizia penitenziaria
L'articolo 18 della legge delega il Governo ad emanare, entro un anno, uno o più decreti legislativi per provvedere alla integrazione dell’ordinamento del personale del Corpo di polizia penitenziaria mediante l’istituzione di ruoli tecnici nei quali inquadrare il personale da impiegare nelle attività del laboratorio centrale. Il Governo ha esercitato la delega con il decreto legislativo 162 del 2010.

La tutela della privacy e l'accesso alle banche dati
L'articolo 12 della legge disciplina il trattamento dei dati, l'accesso e la tracciabilità dei campioni e, in particolare, stabilisce che i profili ed i relativi campioni non contengono le informazioni che consentono la diretta identificazione del soggetto cui sono riferiti. L’accesso alle banche dati si configura di secondo livello: la polizia giudiziaria e la stessa autorità giudiziaria dovranno prima richiedere di effettuare il confronto e, solo se esso è positivo, potranno essere autorizzate a conoscere il nominativo del soggetto cui appartiene il profilo. Inoltre, si introduce la necessità di identificare sempre e comunque l'operatore che ha consultato la banca dati, nonché di registrare ogni attività concernente i profili e i campioni.

Sono, infine, specificamente disciplinati i casi di cancellazione del profilo del DNA e di distruzione del relativo campione biologico (articolo 13) e posti limiti temporali massimi per la conservazione nella banca dati nazionale del profilo del DNA (quarant’anni) e del campione biologico (venti anni).


La legge 85/2009 punisce con la reclusione da uno a tre anni il pubblico ufficiale che usa i dati in modo improprio e affida al Garante per la protezione dei dati personali il controllo sulla banca dati nazionale del DNA (articolo 15).

Le altre forme di cooperazione previste dalla legge
Il Capo III della legge 85/2009 disciplina:
  • lo scambio di informazioni tra gli Stati aderenti al Trattato di Prum sui dati del DNA (articolo 20), precisando il necessario rispetto del Codice della privacy (d.lgs. n. 196/2003);
  • l'utilizzo di guardie armate a bordo degli aeromobili con funzione di prevenzione degli atti terroristici (articolo 21);
  • l'istituzione di pattuglie comuni o altre forme di intervento comuni, nell’ambito delle quali funzionari o altri agenti di autorità pubblica partecipano ad interventi sul territorio di un’altra Parte, con finalità di prevenzione dei reati (articolo 22). A tali soggetti sono attribuite le funzioni di agente di pubblica sicurezza e di agente di polizia giudiziaria e sono autorizzati a portare armi di servizio;
  • la possibilità per funzionari di un altro Stato parte del Trattato di attraversare, in situazioni d’urgenza, la frontiere comune senza previa autorizzazione (articolo 23).

Le modifiche al codice di procedura penale
Il Capo IV della legge novella il codice di procedura penale, e le relative norme di attuazione, al fine di consentire accertamenti tecnici idonei ad incidere sulla libertà personale.

In particolare, gli articoli da 24 a 29 disciplinano lo svolgimento di accertamenti tecnici coattivi, colmando il vuoto normativo creatosi a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 238 del 1996, con la quale è stata dichiarata l’illegittimità del secondo comma dell’art. 224 c.p.p., per la parte in cui consentiva al giudice, nell'ambito delle operazioni peritali, di disporre misure volte ad incidere sulla libertà personale dell'indagato o dell'imputato o di terzi, al di fuori di quelle specificamente previste nei casi e nei modi dalla legge.


L'articolo 24, attraverso l’introduzione dell’art. 224-bisc.p.p., disciplina la perizia che comporta l’esecuzione di atti idonei a incidere sulla libertà personale. La perizia può essere disposta anche coattivamente con ordinanza motivata del giudice nei confronti dell’indagato o dell’imputato di un reato. La disposizione individua i presupposti dell’accertamento, i tipi di prelievo da effettuare ai fini della determinazione del profilo del DNA o dell’esecuzione di accertamenti medici, nonché le garanzie per lo svolgimento della perizia.


L'articolo 25 disciplina il caso in cui il pubblico ministero, nel corso delle indagini preliminari, intenda procedere coattivamente a un prelievo del tipo di quelli indicati all’art. 224-bis, prevedendo l’autorizzazione del giudice per le indagini preliminari o, in caso di urgenza, la successiva convalida da parte del GIP del decreto motivato del PM che dispone l’accertamento.


Gli articoli 26 e 27 novellano, con finalità di coordinamento, gli articoli 133 e 354 del codice di procedura penale mentre l'articolo 28 modifica l'art. 392, comma 2 c.p.p. in tema di incidente probatorio così da consentire l’uso di tale strumento di anticipazione nella raccolta della prova anche per l'espletamento di una perizia ai sensi dell’art. 224-bis c.p.p.


L'articolo 29, invece, interviene sulle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del c.p.p. introducendovi tre nuovi articoli, relativi al prelievo di campioni biologici e accertamenti medici su minori e su persone incapaci o interdette, alla redazione del verbale delle operazioni, nonché alla distruzione dei campioni biologici.

L'attuazione della legge
L’articolo 16 della legge demanda a un regolamento di delegificazione, ancora non emanato, la disciplina attuativa della legge.

Attraverso tale atto - che doveva essere emanato entro quattro mesi dall'entrata in vigore della legge - dovevavo essere regolamentati: il funzionamento e l’organizzazione della banca dati e del laboratorio centrale; le modalità di trattamento, di accesso e di comunicazione dei dati; le tecniche e le modalità di analisi e conservazione dei campioni biologici; i tempi di conservazione dei profili del DNA e dei campioni biologici; le attribuzioni dei responsabili della banca dati e del laboratorio centrale; le competenze tecnico-professionali del personale addetto alla banca dati e al laboratorio centrale; le modalità ed i termini di esercizio dei poteri conferiti al Comitato nazionale per la biosicurezza e le biotecnologie; le modalità di cancellazione dei profili del DNA e di distruzione dei relativi campioni biologici.
L'articolo 19 della legge pone inoltre a carico del Governo l'obbligo di inviare periodicamente al Parlamento una relazione sull'attività della banca dati nazionale del DNA e del laboratorio centrale per la medesima banca dati. Fino al 2011 a tale obbligo ha adempiuto il Ministro della Giustizia (doc. CCXXXV, nn. 1 e 2); nel 2012 ha invece provveduto il Ministro dell'Interno (doc. CCXXXV-bis, n. 1).

Un ulteriore obbligo di comunicazione periodica è posto a carico del Ministro dell’interno dall'articolo 30; il ministro dovrà informare annualmente il cd. Comitato parlamentare Schengen (Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell’accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione) sullo stato di attuazione del Trattato di Prüm.


In merito all'attuazione della legge si segnala, peraltro, che la Commissione europea, nella relazione sull'attuazione della decisione 2008/615/GAI sul potenziamento della cooperazione, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera («decisione di Prüm») (COM(2012)732), presentata il 7 dicembre 2012, lamenta il ritardo di alcuni Stati membri, tra cui l'Italia, nella realizzazione degli adeguamenti tecnici necessari allo scambio automatizzato di dati relativi al DNA e alle impronte digitali.
Documenti e risorse web
  • Camera dei deputati, Documenti parlamentari, Relazione, del Ministro della Giustizia, sull'attività della banca dati nazionale del DNA e del laboratorio centrale per la medesima banca dati, DOC. CCXXXV
  • Camera dei deputati, Documenti parlamentari, Relazione, del Ministro dell'Interno, sull'attività della banca dati nazionale del DNA e del laboratorio centrale per la medesima banca dati, DOC. CCXXXV-bis


In Pace ed Onore
Libertà

lunedì 29 dicembre 2014

ITALIA: SCHEDATI I NEONATI DALLE BIOBANCHE PEDIATRICHE

Salve Fratello Caro


di Gianni Lannes


D'accordo, i codici delle tessera sanitaria in vigore nel Belpaese sono stati elaborati dal Pentagono. Ma avete mai sentito parlare della biobanca pediatrica? Gli esperti di Stato pontificano quello che è "giusto", insomma, dettano la norma a cui le cavie devono sottomettersi. Il pretesto è apparentemente nobile.

Sotto le mentite spoglie della ricerca medica, a sua volta ammantata dal velo effimero della scienza, lo Stato italiano - ossia governi e parlamenti abusivi - consente di prelevare campioni di Dna ai bambini appena nati. Eppure, non esiste una legge in materia. Infatti, è tutto fuorilegge. Già, ma chi se n’è accorto, se i controllori coincidono con i controllati?

Non solo i camici bianchi fanno lucrosi affari sulla pelle dei neonati, ma lo Stato - in violazione della Costituzione repubblicana del 1948 - accentua il controllo, violando l’intimità delle persone appena venute al mondo.  Ecco i pareri del comitato nazionale di bioetica, sotto l’egida della presidenza del consiglio dei ministri.

«In questa sezione sono pubblicati i documenti elaborati dal gruppo composto da esponenti del Comitato nazionale di Bioetica e da esponenti del Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze per la Vita ed approvati dalle rispettive Plenarie.


Considerazioni sulla conservazione protratta del materiale biologico residuo dello screening neonatale: bvantaggi, problematiche e situazione italiana ( 16 luglio 2010)


Test genetici di suscettibilità e medicina personalizzata (15 luglio 2010)


Raccolta di campioni biologici a fini di ricerca: consenso informato (16 febbraio 2009)


Test genetici e assicurazioni (20 ottobre 2008)».



riferimenti:



http://www.governo.it/bioetica/gruppo_misto/Consenso_Informato_allegato_Petrini_2009.pdf



In Pace ed Onore
Libertà

La Mia Risposte alle 3 Domande..

Salve Fratello Caro

"...Chi Siamo? La Risultante dell'Evoluzione fino a qui Raggiunta..."

"...Cosa Facciamo? Apprendere ed Evolverci..."

"...Dove Andiamo? Verso nuova e più spettacolare Evoluzione, Verso nuova Vita..."

In Pace ed Onore
Libertà

domenica 28 dicembre 2014

A Tutti quelli che...

Salve Fratello Caro

Perché ho smesso di fare l'avvocato.



Perché preferisco insegnare il diritto teorico, ovverosia un’utopia, piuttosto che praticarlo. 

Perché per secoli la giustizia ha sempre condannato povera gente, contadini, schiavi, poveri, e mai i ricchi, i nobili, i potenti. E oggi non è diverso. A essere condannati sono ragazzi tossicodipendenti, contadini, spazzini, casalinghe, senzatetto, malati di mente, al massimo qualche studente. Mai politici, magistrati, architetti, avvocati, notai, agenti dei servizi segreti, poliziotti, carabinieri. Quelli, al massimo, si “suicidano”.

Perché mi hanno sempre offerto di più per non difendere alcuni clienti che per difenderli, ove normalmente non si ricava nulla.

Perché la stragrande maggioranza degli avvocati e dei magistrati il diritto non lo conosce. E in fondo fa bene, perché il diritto non viene mai applicato veramente.

Perché la difesa dei deboli non è mai stata possibile nei secoli scorsi, e non si poteva pensare che dopo millenni di soprusi il cambiamento di un sistema legislativo potesse comportare anche un cambiamento di mentalità.

Perché non ci sarà mai una vera giustizia finché non verrà applicato quell’articolo del codice deontologico secondo cui l’avvocato ha il dovere di dire la verità e di collaborare col giudice per la ricerca della verità, ma questo presuppone:
- che i magistrati cerchino la verità e non il proprio interesse, cosa allo stadio attuale dell’evoluzione umana impossibile;
- che gli avvocati non colludano col cliente che delinque.

Perché nessuno vuole che la giustizia funzioni veramente, e quindi ogni riforma non fa che peggiorare il sistema già traballante, in quanto tra le tante falle del sistema, si insinuano e camminano spediti i corrotti, i criminali, i favoriti.

Perché nelle cause più importanti ho sempre vinto dove avevo torto e perso dove avevo ragione.

Perché in Italia (ma anche all’estero) non c’è mai stato un vero processo per strage, o per un delitto grave, in cui si sia saputa la verità.

Perché le leggi sono fatte da chi commette i crimini più innominabili, e quindi sono già pensate in anticipo per mandare assolti i colpevoli.

Perché volevo fare l’avvocato per difendere i più deboli, ma poi ho scoperto che spesso il debole non vuole comunque essere difeso veramente e che la vittima spesso collude senza saperlo con il suo persecutore.

Perché molti avvocati sono molto più criminali dei criminali che difendono, e i giudici sono molto più criminali dei criminali che condannano.

Perché la situazione, oggi, non è diversa da quella descritta da Khalil Gibran un secolo fa; ma del resto è la stessa situazione che esisteva millenni fa.

Perché finché ogni giurista troverà normale che sia punito l’omicidio ma si possa andare in guerra a fare milioni morti, che sia punito il furto ma si possano depredare i cittadini di milioni di euro, nessun sistema giuridico potrà mai essere chiamato “giustizia”.

Perché se non cambia la società è inutile cambiare il diritto.


In Pace ed Onore
Libertà

Parole dal Passato...

Salve Fratello Caro



Discorso tenuto il 24 luglio 1947 all'Assemblea Costituente.

Io non pensavo che la sorte mi avrebbe, negli ultimi miei anni, riservato un così trafiggente dolore come questo che provo nel vedermi dinanzi il documento che siamo chiamati ad esaminare, e nell'essere stretto dal dovere di prendere la parola intorno ad esso. Ma il dolore affina e rende più penetrante l'intelletto che cerca nella verità la sola conciliazione dell'interno tumulto passionale.

Noi italiani abbiamo perduto una guerra, e l'abbiamo perduta tutti, anche coloro che sono stati perseguitati dal regime che l'ha dichiarata, anche coloro che sono morti per l'opposizione a questo regime, consapevoli come eravamo tutti che la guerra sciagurata, impegnando la nostra patria, impegnava anche noi, senza eccezioni, noi che non possiamo distaccarci dal bene e dal male della nostra patria, nè dalle sue vittorie nè dalle sue sconfitte. Ciò è pacifico quanto evidente.

Senonchè il documento che ci viene presentato non è solo la notificazione di quanto il vincitore, nella sua discrezione o indiscrezione, chiede e prende da noi, ma un giudizio morale e giuridico e la pronunzia di un castigo che essa deve espiare per redimersi e innalzarsi o tornare a quella sfera superiore in cui, a quanto sembra, si trovano coi vincitori gli altri popoli, anche quelli del continente nero.

E qui mi duole di dovere rammentare cosa troppo ovvia, cioè che la guerra è una legge eterna del mondo, che si attua di qua e di là da ogni ordinamento giuridico, e che in essa la ragion giuridica si tira indietro lasciando libero il campo ai combattenti, dall'una e dall'altra parte biasimati o considerati traditori se si astengono da cosa alcuna che sia comandata come necessaria o conducente alla vittoria.

Chi sottopone questa materia a criteri giuridici, o non sa quel che si dica o lo sa troppo bene e cela l'utile, ancorché egoistico del proprio popolo o Stato, sotto la maschera del giudice imparziale. Segno inquietante di turbamento spirituale sino ai giorni nostri (bisogna pure avere il coraggio di confessarlo), i tribunali senza alcun fondamento di legge, che il vincitore ha istituiti per giudicare, condannare e impiccare, sotto i nomi di criminali di guerra, uomini politici e generali dei popoli vinti, abbandonando la diversa pratica, esente d'ipocrisia, onde un tempo non si dava quartiere ai vinti o ad alcuni dei loro uomini, e se ne richiedeva la consegna per metterli a morte, proseguendo o concludendo con ciò la guerra.

Giulio Cesare non mandò innanzi a un tribunale ordinario o straordinario l'eroico Vercingetorige, ma esercitando vendetta o reputando pericolosa alla potenza di Roma la vita e l'esempio di lui, poichè gli si fu nobilmente arreso, lo trascinò per le strade di Roma dietro il suo carro trionfale e indi lo fece strozzare nel carcere. Parimente si è preso oggi il vezzo, che sarebbe disumano se non avesse del tristemente ironico, di tentar di calpestare i popoli che hanno perduto una guerra, con l'entrare nelle loro coscienze e col sentenziare sulle loro colpe e pretendere che lo riconoscano e promettano di emendarsi: che è tale pretesa che neppur Dio, il quale permette nei suoi ascosi consigli le guerre, rivendicherebbe a sè, perchè egli non scruta le azioni dei popoli nell'ufficio che il destino o l'intreccio storico  di volta in volta a loro assegna, ma unicamente i cuori e i reni, che non hanno segreti per lui dei singoli individui. Un'infrazione della morale qui indubbiamente accade, ma non da parte dei vinti, si piuttosto dei vincitori, non dei giudicati ma degli illegittimi giudici.

Noi italiani, che abbiamo nei nostri grandi scrittori una severa tradizione di pensiero giuridico e politico, non possiamo dare la nostra approvazione allo spirito che soffia in questo dettato, perchè dovremmo approvare ciò che sappiamo non vero e pertinente a transitoria malsania dei tempi: il che non ci si può chiedere. Ma altrettanto dubbio suscita questo documento nell'altro suo aspetto di dettato internazionale che dovrebbe ristabilire la collaborazione tra i popoli nell'opera della civiltà e impedire, per quanto è possibile, il rinnovarsi delle guerre.  Il tema che qui si tocca è così vasto e complesso che io non posso se non lumeggiarlo sommariamente e in rapporto al solo caso dell'Italia e nelle particolarità di questo caso.

L'Italia, dunque, dovrebbe, compiuta l'espiazione con l'accettazione di questo dettato, e così purgata e giustificata, rientrare nella parità di collaborazione con gli altri popoli. Ma come si può credere che ciò sia possibile se la prima condizione di ciò è che un popolo serbi la sua dignità e il suo legittimo orgoglio, e voi, o sapienti uomini dei tripartito, o quadripartito internazionale, l'offendete nel fondo più geloso dell'anima sua, perchè, scosso che ebbe da sè l'Italia, non appena le fu possibile, l'infesto regime tirannico che la stringeva, avete accettato e sollecitato il suo concorso nell'ultima parte della guerra contro la Germania, e poi l'avete, con pertinace volontà, esclusa dai negoziati della pace, dove si trattava dei suoi più vitali interessi, impedendole di fare udire le sue ragioni e la sua voce e di suscitare in sè spontanei difensori in voi stessi o tra voi?

E ciò avete fatto per avere le sorti italiane come una merce di scambio tra voi, per equilibrare le vostre discordi cupidigie o le vostre alterne prepotenze, attingendo a un fondo comune, che era a disposizione.

Così all'Italia avete ridotto a poco più che forza di polizia interna l'esercito, diviso tra voi la flotta che con voi e per voi aveva combattuto, aperto le sue frontiere vietandole di armarle a difesa, toltole popolazioni italiane contro gli impegni della cosiddetta Carta Atlantica, introdotto clausole che violano la sua sovranità sulla popolazioni che le rimangono, trattatala in più cose assai più duramente che altri stati ex nemici che avevano tra voi interessati padroni, toltole o chiesto una rinunzia preventiva alle colonie che essa stessa aveva acquistate col suo sangue e amministrate e portate a vita civile ed europea col suo ingegno e con dispendio delle sue e tutt'altro che ricche finanze, impostole gravi riparazioni anche verso popoli che sono stati dal suo dominio grandemente avvantaggiati, e perfino le avete, come ad obbrobrio, strappati pezzi di terra del suo fronte occidentale da secoli a lei congiunti e carichi di ricordi della sua storia, sotto pretesto di trovare in quel possesso la garanzia contro una possibile irruzione italiana, quella garanzia che una assai lunga e assai fortificata e assai vantata linea Maginot non seppe dare.

Non continuo nel compendiare gli innumeri danni ed onte inflitte all' Italia e consegnati in questo documento, perchè sono incisi e bruciano nell'anima di tutti gli italiani; e domando se, tornando in voi stessi, da vincitori smoderati a persone ragionevoli, stimate possibile di avere acquistato con ciò un collaboratore in piena efficienza per lo sperato nuovo assetto europeo.

Il proposito doveroso di questa collaborazione permane e rimarrà saldo in noi, e lo eseguiremo perchè corrisponde al nostro convincimento e l'abbiamo pur ora comprovato col fatto; ma bisogna non rendere troppo più aspro all'uomo il già aspro suo dovere, nè dimenticare che al dovere giova la compagnia che gli recano l'entusiasmo, gli spontanei affetti, l'esser libero dai pungenti ricordi di  torti ricevuti, la fiducia scambievole che presta impeto ed ali.

Noi italiani, che non possiamo accettare questo documento perchè contrario alla verità, e direi alla nostra più alta scienza, non possiamo, sotto questo secondo aspetto dei rapporti fra i popoli, accettarlo, nè come italiani curanti dell'onore della loro patria, nè come europei, due sentimenti che confluiscono in uno; perchè l'Italia è tra i popoli che più hanno contribuito a formare la civiltà europea, e per oltre un secolo ha lottato  per la libertà e l'indipendenza sua e, ottenutala, si era per molti decenni adoperata a serbare con le sue alleanze e intese difensive la pace in Europa.

E cosa affatto estranea alla sua tradizione è stata la parentesi fascistica, che ebbe origine dalla guerra del 1914, non da lei voluta, ma da competizioni di altre potenze, la quale, tuttoché essa ne uscisse vittoriosa, nel collasso che seguì dappertutto, la sconvolse a segno da aprire la strada in lei alla imitazione dei nazionalismi e totalitarismi altrui. Libri stranieri hanno testé favoleggiato la sua storia nei secoli come una incessante aspirazione all'imperialismo, laddove l'Italia una sola volta fu imperiale, e non propriamente essa, ma l'antica Roma, che peraltro valse a creare la comunità che si chiamò poi l'Europa; e, tramontata quell'egemonia, per la sua posizione geografica divenne campo di continue invasioni e usurpazioni dei vicini popoli e stati.

Quei libri, dunque, non sono storia, ma deplorevole pubblicistica di guerra, vere e proprie falsificazioni.

Nel 1900 un ben più sereno scrittore inglese, Bolton King, che con grande dottrina narrò la storia della nostra Unità, nel ritrarre l'opera politica dei governi italiani nel tempo seguito all' Unità, riconosceva, nella conclusione del suo libro, che, al confronto degli altri popoli di Europa, l'Italia "possedeva un ideale umano e conduceva una politica estera comparativamente generosa".

Ma se non non approveremo questo documento, che cosa accadrà? In quali strette ci cacceremo? - Ecco il dubbio e la perplessità che può travagliare alcuno o parecchi di voi, i quali nel giudizio di sopra esposto e ragionato del cosiddetto trattato so che siete tutti e del tutto concordi con me ed unanimi, ma pur considerate l'opportunità contingente di una formalistica ratifica.

Ora non dirò ciò che voi ben conoscete: che vi sono questioni che si sottraggono alla spicciola opportunità e appartengono a quella inopportunità inopportuna o a quella opportunità superiore che non è del contingente, ma del necessario; e necessaria e sovrastante a tutto è la tutela della dignità nazionale, retaggio affidatoci dai nostri padri, da difendere in ogni rischio e con ogni sacrificio.

Ma qui posso stornare per un istante il pensiero da questa alta sfera che mi sta sempre presente, e, scendendo anch'io nel campo del contingente, alla domanda su quel che sarà per accadere rispondere, dopo avervi ben meditato, che non accadrà niente, perchè in questo documento è scritto che i suoi dettami saranno messi in esecuzione anche senza l'approvazione dell'Italia: dichiarazione in cui, sotto lo stile di Brenno, affiora la consapevolezza della verità che l'Italia ha buona ragione di non approvarlo. Potrebbero bensì, quei dettami, venire peggiorati per spirito di vendetta; ma non credo che si vorrà dare al mondo di oggi, che proprio non ne ha bisogno, anche questo spettacolo di nuova cattiveria, e, del resto, peggiorarli mi par difficile, perchè non si riesce a immaginarli peggiori e più duri.

Il governo italiano certamente non si opporrà alla esecuzione del dettato; se sarà necessario, coi suoi decreti o con qualche suo singolo provvedimento legislativo, la seconderà docilmente, il che non importa approvazione, considerato che anche i condannati a morte sogliono secondare docilmente nei suoi gesti il carnefice che li mette a morte.

Ma l'approvazione no! Non si può costringere il popolo italiano a dichiarare che è bella una cosa che esso sente come brutta, e questo con l'intento di umiliarlo e di togliergli il rispetto di sè stesso, che è indispensabile a un popolo come a un individuo, e che solo lo preserva dall'abiezione e dalla corruttela.

Del resto, se prima eravamo soli nel giudizio dato di sopra del trattamento usato all'Italia, ora spiritualmente non siamo più soli: quel giudizio si avvia a diventare un' opinio communis e ci viene incontro da molti altri popoli e perfino da quelli vincitori, e da minoranze dei loro parlamenti che, se ritegni molteplici non facessero per ora impedimento, diventerebbero maggioranze, e fin da ora ci esorta a ratificare sollecitamente il trattato per entrare negli aeropaghi internazionali da cui siamo esclusi, e nei quali saremmo accolti a festa, se anche come scolaretti pentiti; e ci si fa lampeggiare l'incoraggiante visione che le clausole di esso più gravi e più oppressive non saranno eseguite e tutto sarà sottoposto a revisione.

Noi non dobbiamo cullarci nelle facili speranze e nelle pericolose illusioni e nelle promesse più volte provate fittizie, ma contare anzitutto e soprattutto su noi stessi; e tuttavia possiamo confidare che molti comprenderanno la necessità del nostro rifiuto dell'approvazione, e l'interpreteranno per quello che esso è: non un'ostilità contro il riassetto pacifico dell'Europa, ma , per contrario, non ammonimento e un contributo a cercare questo assetto nei modi in cui soltanto può ottenersi; non una manifestazione di rancore e di odio, ma una volontà di liberare noi stessi dal tormento del rancore e dalle tentazioni dell'odio.


In Pace ed Onore
Libertà

Pensiero

Salve Fratello

"...Perché? E' l'unica domanda che ci fa' cresce..."

In Pace ed Onore
Libertà

Assunzione e Presunzione: Di chi e' il bene?

Salve Fratello Caro

Sappiamo che l'Uomo e' padrone solo della sua Arte, il resto e' preso in prestito da Gaia. Questo ci porta a prendere per assunto e presunto che, chi vende e' proprietario del venduto.

Di chi e' l'acqua che ci vendono? Della Terra. Ed il Gas? Stessa cosa. Cibo? Idem. Essendo questi "beni" di proprietà del pianeta, come possono venderci ciò che e' già nostro?

Ok, forse, pagare il servizio, ma il bene perché? Consuetudine? E' il caso di stornare il bene dal pagamento essendo di proprietà altrui?

Dobbiamo fare molta attenzione anche ai contratti materiali: Mutui, oro, soldi etc, di chi e' la proprietà? E' scritto sul contratto chi e' il proprietario del Bene con tutto quello che ne consegue?

Se no, potrebbe ravvisarvi Frode, contratto Nullo? Senza questi 4 punti, ogni contratto e' nullo:

01) Massima Trasparenza
02) Termini e Condizioni
03) Uguali Considerazioni
04) Firme in Calce


In Pace ed Onore
Libertà

sabato 27 dicembre 2014

AutoTutela

Salve Fratello Caro

Ecco uno strumento del sistema che può aiutare in caso di errori palesi: L'Autotutela. Occhio al trucco, essendo regolamentato dal Sistema..

Se l’Amministrazione prende atto di aver commesso un errore può annullare il proprio operato e correggere l’errore senza necessità di attendere la decisione di un giudice: questo potere di autocorrezione si chiama “autotutela”.

La competenza ad effettuare la correzione è generalmente dello stesso Ufficio che ha emanato l’atto.


Un atto illegittimo può essere annullato “d’ufficio”, in via del tutto autonoma, oppure su richiesta del contribuente.


Questi, può trasmettere all’ufficio competente una semplice domanda in carta libera contenente un’esposizione sintetica dei fatti e corredata dalla documentazione idonea a dimostrare le tesi sostenute.

Nella domanda occorre riportare:
  • l’atto di cui si chiede l’annullamento;
  • i motivi che fanno ritenere tale atto illegittimo e, di conseguenza, annullabile in tutto o in parte.
I casi più frequenti di autotutela si hanno quando l’illegittimità deriva da:
  • errore di persona;
  • evidente errore logico o di calcolo;
  • errore sul presupposto dell’imposta;
  • doppia imposizione;
  • mancata considerazione di pagamenti regolarmente eseguiti;
  • mancanza di documentazione successivamente presentata (non oltre i termini di decadenza);
  • sussistenza dei requisiti per fruire di deduzioni, detrazioni o regimi agevolativi, precedentemente negati;
  • errore materiale del contribuente, facilmente riconoscibile dall’Amministrazione.
L’annullamento dell’atto illegittimo può essere effettuato anche se:
  • il giudizio è ancora pendente;
  • l’atto è divenuto ormai definitivo per decorso dei termini per ricorrere;
  • il contribuente ha presentato ricorso e questo è stato respinto per motivi formali (inammissibilità, improcedibilità, irricevibilità) con sentenza passata in giudicato.
L’annullamento dell’atto illegittimo comporta automaticamente l’annullamento degli atti ad esso consequenziali (ad esempio, il ritiro di un avviso di accertamento infondato comporta l’annullamento della conseguente iscrizione a ruolo e delle relative cartelle di pagamento) e l’obbligo di restituzione delle somme riscosse sulla base degli atti annullati.

Poiché l’autotutela è per l’Amministrazione una facoltà discrezionale, la presentazione di un’istanza non sospende i termini per la presentazione del ricorso al giudice tributario. Pertanto, è necessario prestare attenzione a non far trascorrere inutilmente tali termini.

Fonte :

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Documentazione/Contenzioso/Autotutela



In Pace ed Onore
Libertà

Il Nome: La Foto

Salve Fratello Caro

I Vari Documenti usati come identificativo, cosa hanno in comune? La figurina che molti chiamano Foto. Se qualcuno pensa di essere quella diapositiva, mi dovrebbe spiegare dove e' in quel momento: nella carta che ha nelle mani, ho e' li, che regge il pezzo di carta?

Adesso, prendiamo una lettera, una comunicazione, una cartella ove la figurina e' assente. Come mai tendiamo ancora ad identificarci in quel NOME LEGALE? Eppure la diapositiva e' assente. 

Possibile che un po' di inchiostro su di un pezzo di carta ci provoca queste emozioni di attaccamento? E cosa facciamo quando siamo emotivamente attaccati? Faremo di tutto, anche abbassare la testa dinanzi alle supposte Autorità..

E' solo un pezzo di Carta con una figurina appiccicata sopra, forse e dico forse, una diapositiva del passato, datato, andato..

In Pace ed Onore
Libertà

Questo si che e' Agire..

Salve Fratello Caro

Per tutti quelli di "..Tengo Famiglia..", "..E' il mio lavoro", e tutti i rivoluzionari in pantofole, ecco cosa significa Agire. Quest Donne richiano la Pelle, per accusa di terrorismo.

Come mai lo fanno? Perché e' da fare.. Meditate gente, meditate...



http://www.corriere.it/esteri/14_dicembre_25/arabia-saudita-guidano-l-auto-due-donne-deferite-corte-terrorismo-d39d2b26-8c75-11e4-82fa-d4438ccaf337.shtml

http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2014/12/26/ARUB2ozC-finiscono_processo_terrorismo.shtml


In Pace ed Onore
Libertà

venerdì 26 dicembre 2014

Musica, Musica d'Amore...

Salve Fratello Caro



In Pax ed Onore
Libertà

Pensieri





"...E' ma il sistema e' questo: Tutte balle frutto della Paura..."




Libertà

Il Papa sa' e dice??

Salve Fratello Caro

La Chiesa Romana confessa?? Il papa parla di complicità, la loro...?



In Pace ed Onore
Libertà