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lunedì 15 dicembre 2014

Atto di Ricusazione

Per chi ancora pensa  di entrare in un'aula di tribunale in onore, essendo esso stesso in disonore Falsamente impersonificando un NOME LEGALE, ecco uno strumento interessante: La ricusazione del giudice.

"Nel processo penale

Nel processo penale la (—) riguarda le ipotesi di iudex suspectus e si risolve nella sostituzione del giudice ricusato, in caso di accoglimento della relativa richiesta (art. 43 c.p.p.), e nella possibile invalidazione degli atti da lui compiuti (art. 42 c.p.p.); in ogni caso nella preclusione temporanea a pronunciare sentenza finché non si provvede sulla ricusazione(art. 37 c.p.p.).

Nel caso in cui, dopo il rigetto, la (—) venga riproposta basandola sugli stessi motivi, non opera più alcuna preclusione per il giudice ad emanare sentenza (Corte Cost. 23-1-1997, n. 10).

Essa si propone con dichiarazione resa dal P.M. o dalle altre parti private, contenente l'indicazione dei motivi e delle prove ed è soggetta a rigide preclusioni (art. 38 c.p.p.). La (—) ha sempre natura discrezionale, spettando alle parti valutare se, nel caso concreto, il giudice sia realmente sospetto e se si possa fare affidamento sulla sua imparziale terzietà o convenga provocarne la sostituzione, azionando il meccanismo della (—). Qualora, peraltro, questo meccanismo sia malamente azionato (quindi in caso di inammissibilità e di rigetto), può essere irrogata una sanzione pecuniaria, a titolo punitivo, essendosi proiettate ombre inconsistenti sull'obiettività di un giudice (sanzione a carico solo della parte privata, mai del P.M., istituzione non assoggettabile a sanzioni pecuniarie personali).

motivi di (—) riguardano o l'indebita manifestazione del proprio convincimento sui fatti oggetto dell'imputazione o una delle cause di astensione. Per queste ultime la prevalenza dell'astensione sulla (—) si verifica sia se la precede, sia se sopraggiunge nel corso del procedimento incidentale di (—) (artt. 37 e 39 c.p.p.).

I motivi di (—), costituenti anche motivi di astensione sono:

— la presenza di interesse proprio;
— rapporti debitori o creditori con le parti;
— talune qualità personali che legano il giudice alle parti;
— un'anticipazione di giudizio;
— l'inimicizia grave con le parti;
— taluni legami familiari con le parti o i soggetti processuali o con la persona del P.M., secondo l'elencazione, dettagliata e tassativa, racchiusa nell'art. 36 c.p.p.

Inoltre, la (—) può essere richiesta se nell'esercizio delle funzioni, e prima che sia pronunciata sentenza, il giudice ha manifestato indebitamente il proprio convincimento sui fatti oggetto dell'imputazione.
Essendo incentrata sull'imparzialità, la (—) da un lato non può investire il P.M., essendo costui parte e quindi non dotato di terzietà, presupposto dell'imparzialità; dall'altro lato può riguardare qualsiasi giudice, sia quello delle indagini preliminari (G.I.P.), sia il giudice del giudizio.

Trattandosi di denuncia di sospetta parzialità rivolta contro il giudice, la (—) viene decisa dall'organo giudiziario sovraordinato (art. 40 c.p.p.), a differenza di quanto prescritto in tema di astensione.
In particolare, sulla (—) di un giudice del Tribunale, della Corte di Assise o della Corte di Assise di Appello, decide la Corte di Appello; sulla (—) di un giudice della Corte di Appello, decide la stessa Corte, ma una sezione diversa da quella a cui appartiene il giudice ricusato (art. 40 c.p.p.).

Nel processo civile
Nel processo civile, allo scopo di garantire ai cittadini l'assoluta estraneità ed imparzialità del giudice rispetto alle parti in causa (nemo iudex in re sua), l'art. 52 c.p.c. dispone che nei casi in cui l'astensione è obbligatoria, ciascuna delle parti può proporre la (—) del giudice o di uno dei giudici componenti il collegio. La (—) si propone mediante ricorsocontenente i motivi specifici e i mezzi di prova, che, a pena di inammissibilità, deve essere sottoscritto dalla parte o dal difensore e depositato in cancelleria due giorni prima dell'udienza, se al ricusante è noto il nome dei giudici che sono chiamati a trattare o decidere la causa, e prima dell'inizio della trattazione o discussione di questa nel caso contrario.

Ha inizio, così, un vero processo incidentale, che sospende il processo principale, in quanto il giudice ricusato non puòcompiere nessun atto.

Il presidente del Tribunale decide sulla (—) di un giudice di pace ed il collegio conserva le competenze attuali (v. anche l'art. 30bis c.p.c.).

La decisione è pronunciata con ordinanza non impugnabile, udito il giudice ricusato e assunte, quando occorre, le prove offerte (art. 53 c.p.c.); l'ordinanza che accoglie il ricorso designa il giudice che deve sostituire quello ricusato.

Le parti devono provvedere a riassumere [Riassunzione] il processo principale sospeso, nel termine perentorio di sei mesi dalla comunicazione dell'ordinanza suddetta. "

e da Wiki

" La ricusazione è un istituto di diritto processuale, sia civile che penale. Trattasi di una dichiarazione mediante la quale una parte chiede la sostituzione di un giudice in un determinato processo per una situazione prevista dalla legge. La ricusazione è una facoltà (mentre l'astensione è un obbligo) concessa alla parte quando il giudice non appaia credibile nell'esercizio della sua funzione giurisdizionale poiché è minacciata la garanzia di imparzialità e terzietà del giudizio. "

Mia Interpretazione: quando e' possibile ricusare un giudice, giuria, tribunale ect? Quando sono in disonore. E quando lo sono? 

Quando voglio far credere ad un Essere Umano di essere una Persona, soggetta alle loro normative, e danno la cosa per assunta e presunta.

Ovviamente nostra deve esser l'Atto di ricusazione, mettendo a conoscenza  chi di dovere della frode del NOME LEGALE, della Republic of Italy, e dell'Atto di nascita.

L'agire in disonore, e' quando basta per esser ricusati. Lo sanciscono anche nella loro costituzione, leggete bene l'art54...



Libertà

2 commenti:

  1. Oserei dire che sono tutti da ricusare in tutte le circostanze anche per "la presenza di interesse proprio", dato dal ricevimento dello stipendio dai propri datori di lavoro corrotti e dal mantenimento di un posto sicuro in un momento in cui la maggior parte degli Italiani lo sta perdendo. Sono tutti fuori Legge! Ricusarli tutti e sempre, siamo noi l'Autorità non loro!

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