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lunedì 27 ottobre 2014

ALcune Definizioni "LEGALI"

Salve Fratello Caro

- Diritto
Il termine viene adoperato per indicare due diversi concetti:
il (—) oggettivo, cioè il complesso di regole che disciplinano la vita di una collettività e, in questo senso, (—)è sinonimo di ordinamento giuridico; il (—) oggettivo viene usualmente distinto in (—) pubblico e in (—) privato: il primo è rivolto a disciplinare la formazione, l'organizzazione e l'attività dello Stato e degli enti pubblici nonché i loro rapporti con i privati allorché essi siano in posizione di superiorità derivante dal fatto che agiscono in veste di pubblica autorità; il secondo, invece, interviene a regolamentare i rapporti tra soggetti in posizione di parità, e quindi sia i rapporti tra privati che quelli tra privati e P.A., nei casi in cui quest'ultima non riveste una posizione di supremazia;
il (—) soggettivo, cioè il potere di agire a tutela di un proprio interesse riconosciuto al soggetto dall'ordinamento giuridico [anche Diritti soggettivi].

Il diritto può essere semplicisticamente definito come il complesso delle norme di legge e consuetudini che ordinano la vita di una collettività in un determinato momento storico.


- Legge (d. cost.)
Il termine (—) designa sia la norma giuridica che la fonte di produzione della norma stessa [Fonti del diritto] e ricorre sia nei testi legislativi che nella stessa Costituzione:
come sinonimo di diritto (per indicare qualunque fonte normativa e qualunque norma giuridica positiva);
per indicare tutte le fonti del diritto, ad esempio nelle disposizioni preliminari al codice civile, intitolate appuntodisposizioni sulla legge in generale;
per indicare talune fonti specifiche del diritto, tra cui la (—) ordinaria.


- Istituto giuiridco
Il concetto di istituto giuridico, nel diritto, indica il complesso di norme che regolano una medesima fattispecie. Fanno parte della nozione di istituto sia le norme che determinano la fattispecie sia quelle che ricollegano al verificarsi della fattispecie una certa disciplina. L'istituto giuridico può quindi essere definito come sintesi di fattispecie e disciplina.

Tra gli innumerevoli esempi di istituto giuridico si possono citare la famiglia, la proprietà, la successione a causa di morte, il matrimonio, la responsabilità civile, l'espropriazione per pubblica utilità, la società commerciale, la comunione, il condominio negli edifici, l'associazione ecc.


- Fatti Specie
Una fattispecie (dal latino facti species, 'apparenza di fatto', nel senso di fatto immaginato, situazione-tipo ipotizzata), in diritto, è situazione particolare disciplinata da una norma giuridica, o parte di essa, nella quale sono descritte le condizioni il cui avverarsi rende la norma stessa applicabile.
Il complesso di norme che regolano la medesima fattispecie costituisce un istituto giuridico.


- Atto GiuridicoIn diritto l'atto giuridico è un fatto giuridico consistente in un comportamento umano rilevante per l'ordinamento giuridico in quanto volontario. Per gli atti giuridici, a differenza dei meri fatti giuridici, è quindi rilevante l'imputazione a un soggetto di diritto, che può essere la persona fisica che ha voluto il loro accadimento o la persona giuridica per la quale detta persona fisica ha agito in qualità di organo; essi presuppongono la volontarietà che, a sua volta, implica la consapevolezza da parte di chi ha agito, ossia la sua capacità di comprendere e, quindi, liberamente volere. Al pari degli altri fatti giuridici, gli atti costituiscono le fattispecie delle norme.
Sono esempi di atto giuridico: la promessa, il testamento, la sentenza, il contratto, l'atto amministrativo. Sono altresì atti la legge, il regolamento e, in generale, tutti gli atti che sono fonti del diritto in quanto il loro effetto è la produzione, modificazione o abrogazione di norme giuridiche generali e astratte (atti normativi).


- Fatto GiuridicoNell'ambito del diritto, con il termine fatto giuridico si indica un avvenimento o una situazione prevista dalla fattispecie di una norma. Al verificarsi del fatto giuridico la norma ricollega il prodursi di un effetto giuridico, ossia la costituzione, modificazione o estinzione di un rapporto giuridico.
Il fatto giuridico si distingue dal fatto naturalistico perché questo è un accadimento che avviene nella realtà materiale, mentre quello è un accadimento giuridico, appartenente al mondo del diritto. Se un fatto naturalistico è previsto nella fattispecie di una norma, esso diventa giuridicamente rilevante in seno all'ordinamento giuridico ed è qualificabile come fatto giuridico. Ne segue che tutti i fatti giuridici sono altresì fatti naturalistici, mentre non è vero il contrario.
Vi è una grande varietà di fatti naturalistici che possono essere qualificati come fatti giuridici da una norma e tale circostanza rende problematica una trattazione unitaria dell'argomento; d'altra parte, inteso in quest' ampia accezione il concetto di fatto giuridico, è indubitabile che non esistono effetti giuridici che non siano ricollegati ad un fatto. A titolo di esempio, si può dire che fatti giuridici sono tanto il decorso del tempo quanto un negozio giuridico.
Se è vero che gli effetti giuridici sono sempre ricollegabili ad un fatto giuridico non si può però dire che il fatto giuridico sia causa dell'effetto: causa dell'effetto giuridico è sempre e solo la norma, il fatto è solo una condizione perché si produca.


- LegislatoreTermine con il quale si personifica la fonte di produzione delle leggi. Nello Stato cd. assoluto, la figura del (—) coincideva con il Sovrano o il suo apparato di governo; nello Stato di diritto [Stato - vedi tabella], invece, esso si identifica, generalmente, con l'organo legislativo per eccellenza, il Parlamento.


- Stato (d. cost.)
Lo (—) è una comunità di individui [Popolo], stanziata su un determinato territorio e organizzata secondo unordinamento giuridico indipendente ed effettivo.
Lo (—) è, quindi, un ordinamento:
politico, vale a dire diretto a fini generali, in quanto è portatore dei fini dell'intera comunità sociale, anche se in un determinato contesto storico esso perseguirà alcune finalità piuttosto che altre;
giuridico, in quanto il sistema delle norme che regolano la condotta dei consociati e degli stessi pubblici poteri ne costituisce elemento essenziale e indefettibile;
originario, in quanto trova in se stesso il fondamento della sua validità e della sua legittimazione, non derivando dalla volontà di un ordinamento superiore;
indipendente, in quanto non riconosce alcuna autorità superiore che ne possa condizionare l'attività e si pone in posizione di parità con gli altri ordinamenti dello stesso tipo;
sovrano, in quanto detiene la suprema potestà d'imperio, che si impone in tutto il territorio e nei confronti di tutti coloro che ad esso appartengono [Sovranità].
Il termine (—) non sempre è adoperato con lo stesso significato: di solito esso indica la comunità statale nel suo complesso, talvolta designa gli organi di governo, talaltra l'apparato amministrativo.


Popolo (d. cost.)
Il (—) è l'insieme degli individui conviventi in un determinato territorio, sotto la potestà di un proprio governo, retti ed organizzati da un ordinamento giuridico originario.
La concreta individuazione del (—) va effettuata in base ai singoli ordinamenti giuridici statali.
I criteri che possono essere seguiti sono:
criterio di sudditanza, che indica la sottoposizione dell'individuo all'ordinamento giuridico dello Stato;
criterio della cittadinanza, che implica un rapporto stabile fra Stato e individuo.
Il co. 2 dell'art. 1 della nostra Costituzione afferma che la sovranità appartiene al (—), che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione [Sovranità (popolare)].
I (—), in quanto gruppi sociali non organizzati e privi di struttura unitaria, non possono essere considerati soggetti di diritto internazionale, ossia destinatari delle norme giuridiche internazionali al pari degli Stati indipendenti.
Difatti, anche se il principio di autodeterminazione dei popoli conferisce un diritto ai (—) oppressi da certe categorie di Stati e di regimi e quindi ha in un certo senso legittimato la soggettività internazionale dei (—) stessi, occorre sempre una struttura organizzata che sia in grado di gestire le loro relazioni internazionali. Tuttavia è piuttosto complesso accertare quando una data organizzazione possa effettivamente considerarsi rappresentativa del (—); gli stessimovimenti di liberazione nazionale sono infatti, sostenuti solo da un numero esiguo di Stati e incontrano ancora molte difficoltà in merito all'ottenimento dello status internazionale.


Sovranità (d. cost.)
Indica la potestà d'imperio originaria, suprema e incondizionata che, insieme al popolo e al territorio [Territorio dello Stato], rappresenta uno degli elementi costitutivi dello Stato, anzi il più caratteristico in quanto solo le organizzazioni di tipo statuale sono dotate di (—).
Di (—) dello Stato si parla in due sensi:
con riferimento all'ordinamento dello Stato [Ordinamento (giuridico)], (—) significa originarietà dell'ordinamento;
con riferimento alla persona giuridica [Stato], la (—), invece, significa potestà di governo assoluto. Essa cioè connota l'indipendenza della persona Stato rispetto ad altri soggetti o persone giuridiche, sia di diritto interno che di diritto internazionale.


Sanzione (t. gen.)
È sinonimo di pena, castigo.
Per assicurare l'osservanza delle norme giuridiche, il legislatore ha predisposto: sanzioni punitive consistenti nella comminazione di un castigo a seguito dell'inosservanza di norme giuridiche, al fine di scoraggiare i soggetti dall'inosservanza delle stesse; (—) premiali che mirano a incentivare l'obbedienza alla legge.


Giudice (d. cost.; d. proc.)
Il termine (—) ha una doppia accezione, indicando sia l'organo che esercita la giurisdizione, sia la persona fisica titolare di quest'organo.
La giurisdizione è la potestà di applicare il diritto oggettivo, interpretandone le norme e rendendole operanti nel caso concreto, per risolvere le controversie in posizione di terzietà, ossia di indipendenza rispetto alle parti e di indifferenza riguardo all'esito della controversia.


Potere
() amministrativo (d. amm.)
È una situazione giuridica soggettiva attiva che si concreta nella possibilità, per la P.A., di produrre delle modificazioni nella sfera giuridica altrui, unilateralmente, con o senza l'assenso dei soggetti interessati.


Persona (d. civ.)
() fisica
È (—) per l'ordinamento giuridico qualsiasi essere umano nato vivo, anche se non vitale ossia inidoneo a restare in vita.
La (—) è centro di imputazione di situazioni giuridiche, cioè è soggetto di diritto.
() giuridica
Il nostro ordinamento attribuisce soggettività giuridica sia all'uomo inteso come persona fisica, che a particolariorganizzazioni collettive, considerate come soggetti distinti dalle persone fisiche che le compongono e che si definiscono (—).
Per (—) si intende, quindi, quel complesso organizzato di persone e di beni, rivolto alla realizzazione di fini generali o individuali che la singola persona fisica non è in grado di perseguire. La personalità giuridica si acquista automaticamente in presenza di determinate condizioni (società) ovvero in seguito a iscrizione nel registro delle persone giuridiche [Riconoscimento (delle persone giuridiche)].
Sono (—):
le associazioni riconosciute;
le fondazioni;
i comitati riconosciuti [Comitato];
le società di capitali e cooperative;
gli enti pubblici.
Alla (—) fa specifico riferimento anche la legge di riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato, in coerenza con il processo di internazionalizzazione delle attività giuridico-economiche, assoggettandola alla legge del luogo in cui è stato perfezionato il procedimento di costituzione o alla legge italiana se la sede amministrativa o l'oggetto principale dell'attività dell'ente siano in Italia.


Soggetto
() attivo e soggetto passivo del reato (d. pen.)
Si definisce soggetto attivo di un reato colui che pone in essere una condotta conforme a una fattispecie astratta di reato. Può trattarsi esclusivamente di una persona, a prescindere, da età, sesso, razza etc. Mentre è da escludersi qualunque responsabilità penale a carico di animali (di eventuali condotte lesive rispondono, sussistendone le condizioni, i proprietari) o persone giuridiche (sulla base del brocardo latino societas delinquere non potest, pur se, in tal caso vi sono soggetti che rivestono particolari ruoli nell'ambito delle società, pienamente responsabili per talune specifiche fattispecie). Sulla base del soggetto attivo i reati possono distinguersi in comuni e propri, secondo che siano realizzabili da qualunque soggetto attivo o solo da coloro che rivestano particolari qualifiche. È invece soggetto passivodel reato il titolare del bene giuridico tutelato dalla norma incriminatrice. Di regola coincide con il danneggiato dal reato, qual è chi subisce un danno patrimoniale o non patrimoniale dal reato, ed è dunque legittimato a costituirsi parte civile nel processo penale, ma non sempre ciò accade: es., nell'omicidio, dove la vittima è il soggetto passivo, mentre i familiari sono i danneggiati.
Si segnala che con il D.Lgs. 231/2001 è stata introdotta nell'ordinamento la c.d. responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, per alcuni specifici reati commessi dai loro organi o sottoposti. Si tratta di una nuova forma di responsabilità che una certa dottrina non ha mancato di definire di tipo panpenalistico. È una responsabilità agganciata alla commissione di un fatto di reato, viene accertata nel procedimento penale, non dipende dalla punibilità dell'autore materiale del fatto ed è, per tal ragione, diversa dall'obbligo di garanzia, quale forma di responsabilità di tipo civile e sussidiario già prevista dall'art. 197 c.p.
() di diritto (teoria gen.)
Con tale termine si fa riferimento a tutti i centri di imputazione giuridica, cioè a tutti gli organismi che hanno la capacitàdi essere titolari di situazioni giuridiche soggettive.
Si distingue tra (—):
attivo, che è colui a cui l'ordinamento attribuisce posizioni giuridiche di vantaggio (diritti, potestà);
passivo, che è il titolare di una posizione giuridica passiva (dovere, soggezione).
Nel nostro ordinamento, soggetti sono:
gli enti di fatto [Associazione].


Cittadinanza (d. internaz.)
È la condizione giuridica di chi appartiene ad un determinato Stato; più propriamente è l'insieme dei diritti e dei doveri che l'ordinamento riconosce al cittadino.


Status [Stato]
Termine indicante la osizione dell’individuo nei confronti dell’ordinamento giuridico.
In particolare, si distinse tra:
(—) libertàtis, designante la condizione dell’uomo libero;
(—) civitàtis, designante la posizione del soggetto dotato della cittadinanza romana;
(—) familiæ, indicante lo stato di membro della famiglia.
Lo (—), nelle sue varie tipologie, veniva meno per morte o càpitis deminùtio [vedi].
Nel diritto romano, il possesso simultaneo dei tre status suindicati costituiva condizione imprescindibile per l’acquisto della capacità giuridica [vedi capacità]: difatti, per l’acquisizione di detta capacità occorreva non solo che l’individuo fosse nato vivo, ma anche che fosse libero, cittadino romano e pater familias.



Status (teoria gen.)
È la posizione complessiva di un soggetto nell'ambito della collettività o in un corpo sociale minore, caratterizzata da una particolare sfera di capacità, diritti, doveri etc. Si parla così di (—) di cittadino o di straniero, riguardo allo stato di cittadinanza; di figlio naturale o legittimo, di celibe, vedovo, o coniugato, con riguardo allo stato di famiglia etc. Gli (—), non rappresentano, quindi, delle posizioni soggettive, ma le implicano.
Lo (—) di padre di famiglia comporta determinati doveri verso i figli (istruzione, educazione, mantenimento) e particolaridiritti (es.: il diritto agli assegni familiari in aggiunta alla paga base etc.).
Lo (—) di cittadino comporta, invece, latitolaritàdei diritti politici (voto, elettorato passivo, diritto di petizione), e dei doveri pubblici (obbligo di partecipare alla spesa pubblica, pagando le tasse; obbligo di prestare il servizio militare etc.).
All'interno di tali (—) giuridici soggettivi troviamo appunto le singole situazioni giuridiche soggettive con carattere eminentemente statico.


Società (d. comm.)
Forma di esercizio collettivo dell'impresa: trattasi di un'organizzazione di persone e beni preordinata e coordinata al raggiungimento di uno scopo produttivo, mediante l'esercizio in comune di un'attività economica, attuata attraverso determinati conferimenti che i soci si impegnano a prestare con il contratto con il quale costituiscono la (—). Tale forma di collaborazione è caratterizzata dal fatto che tutti gli associati partecipano al rischio di gestione dell'impresa.
Il codice disciplina diversi tipi di società, che possono classificarsi in due grandi gruppi:
(—) di persone. In questo tipo di (—) l'elemento personale prevale rispetto a quello patrimoniale. Alle (—) di persone non è riconosciuta la personalità giuridica, ma una mera soggettività; esse sono dotate di una autonomia patrimoniale imperfetta, e quindi il patrimonio dei soci concorre a soddisfare i creditori sociali. Sono (—) di persone: la (—) semplice, quella in nome collettivo e quella in accomandita semplice;


Codice (teoria gen.)
È una raccolta di norme o di leggi, organizzata in maniera sistematica al fine di disciplinare organicamente una determinata materia (penale, processuale penale, civile, processuale civile, della navigazione, della strada, penale militare di pace, penale militare di guerra).


Cìvitas [lett. “cittadinanza”]
Termine indicante l’appartenenza alla città di Roma; proprio soltanto dei cittadini era lo
stàtus civitàtis [vedi status]. Fatti costitutivi della (—) furono:


Decreto Legge
Un decreto-legge[1][2] (pl. Decreti-legge e abbreviato in d.l.), anche scritto decreto legge),[3][4][5] nell'ordinamento giuridico italiano, è un atto normativo di carattere provvisorio avente forza di legge, adottato in casi straordinari di necessità e urgenza dal Governo, ai sensi dell'art. 77 della Costituzione della Repubblica Italiana.


Atto Avente Forza di Legge
Un atto avente forza di legge, nel diritto, è un atto normativo, emanato dal governo, al quale l'ordinamento giuridico attribuisce la stessa forza della legge ordinaria, collocandolo allo stesso rango nella gerarchia delle fonte del diritto. Tali atti sono solitamente denominati decreti od ordinanze.


Atto Normativo
In
diritto un atto normativo (o legge in senso materiale) è un atto giuridico che ha come effetto la creazione, modificazione o abrogazione di norme generali e astratte di un determinato ordinamento giuridico in base alle norme sulla produzione giuridica vigenti nello stesso ordinamento.
Una norma è generale se si rivolge a una pluralità indeterminata di soggetti; è astratta se è applicabile a una pluralità indeterminata di casi. L'atto normativo, in quanto suscettibile di porre norme generali e astratte, si contrappone alprovvedimento in senso stretto, che dispone per uno o più casi concreti e nei confronti di uno o più soggetti determinati. Esistono anche atti che pongono norme generali e concrete (ossia non astratte) oppure norme particolari (ossia non generali) e astratte: quanto ai primi, si suole escluderne il carattere normativo, che invece tende a essere riconosciuto ai secondi.
Gli atti normativi rientrano tra le fonti del diritto; attraverso di essi viene esercitata una delle funzioni pubbliche, la normazione. Negli attuali ordinamenti di civil law la grande maggioranza delle norme giuridiche è prodotta da atti normativi, mentre negli ordinamenti di common law la maggior parte delle norme è tuttora ricavata da precedenti giurisprudenziali, in forza del principio dello stare decisis, sebbene siano andate crescendo quelle prodotte da atti normativi.



Cittadino
Tale definizione ha origine dalle antiche
città stato e specialmente in Roma. Chi era cittadino di Roma, e quindi ne aveva o ne conseguiva la cittadinanza, era tutelato e si considerava protetto e intoccabile in ogni luogo dell'impero e anche nelle città straniere. Il conseguimento dello status di Cittadino romano fu considerato a lungo un privilegio e l'aspirazione ad esserlo, da parte degli abitanti delle zone sotto il dominio romano, fu anche oggetto di aspre contese tra Roma e le altre popolazioni italiche

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In Pace ed Onore
colui che è

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