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martedì 15 luglio 2014

Dal Diritto Romano

Salve Fratello Caro

Ancora da A.

Genuino, Originale

" non a caso le opere dell'ingegno vengono protette. La persona giuridica non HA INGEGNO, non ha intuizione, non ha percezione...solo l'essere umano ce l'ha"

"Religione

Ogni soggetto maschile aveva il proprio genio (le donne avevano forse al suo posto una iuno personale), al quale sacrificava nel genetliaco e in altre occasioni. A differenza del nostro concetto di anima, il concetto romano di genio si riferiva a quanto sembrava sfuggire al controllo della coscienza: gli impulsi, gli istinti, l'inconscio, o anche (in un senso ancora vivo nella religiosità popolare), ciò che appare come “destinato” (quasi un destino connaturato), e dunque estraneo alla responsabilità personale. Era la “natura” di un individuo (e natura ha la stessa etimologia di genius), donde fu adoperato il termine genio anche per indicare la “natura” di una collettività (per esempio di una legione: ogni legione venerava il proprio genio ) o di un luogo. Nel primo caso, il genio circoscriveva una vita della collettività indipendente dalla vita dei singoli componenti, e dunque sfuggente alle singole responsabilità personali. Nel secondo esprimeva una personificazione con cui l'uomo poteva entrare in comunicazione nell'occupare un luogo e che forniva al luogo stesso un'individuazione, quasi la ricognizione della sua natura segreta che, altrimenti, sarebbe sfuggita al controllo umano. Oggetto di culto pubblico fu il Genio del popolo romano e, in età imperiale, quello degli imperatori.

Iconografia

In origine il Genio era raffigurato sotto forma di serpente e tale appare su pitture di Pompei ed Ercolano, soprattutto come Genius loci. Come dio protettore della famiglia (Genius familiaris) o dell'imperatore (Genius Augusti) è raffigurato come un uomo togato, con il capo velato, spesso con patera e cornucopia (statua della Rotonda dei Musei Vaticani). Più tardi il Genius Augusti venne rappresentato come un giovinetto con mantello drappeggiato. Il Genius populi romani è raffigurato come un giovane dal torso nudo, il mantello drappeggiato e la cornucopia; il Genius senatus ha l'aspetto di un uomo barbuto avvolto nella toga (Roma, fregio della Cancelleria nel palazzo omonimo)."

"Quindi, ora , al posto della parola sovrano, si può usare INGEGNUUS... Bello!

" Quindi quando uno perde l'ingenuità, perde la libertà..? "

Ingenui, ed Ingenuo
Genuino ed Anche Qui
Libertìnitas ed Anche Qui
Digesto


In Pace ed Onore
colui che è

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