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mercoledì 4 giugno 2014

Ode Alla Mela

Ave Fratello Caro

Te, mela, voglio celebrare riempiendomi la bocca col tuo nome, mangiandoti.

Sei sempre nuova come niente altro, sempre appena caduta dal Paradiso: piena e pura guancia arrossata dell’aurora!

Quanto difficili sono paragonati a te i frutti della terra, le uve cellulari, i manghi tenebrosi, le prugne ossute, i fichi sottomarini: tu sei pura manteca, pane fragrante, cacio vegetale.

Quando addentiamo la tua rotonda innocenza torniamo per un istante ad essere creature appena create…

Io voglio un’abbondanza totale, la moltiplicazione della tua famiglia, voglio una città, una repubblica, un fiume Mississippi di mele, e alle sue rive voglio vedere tutta la popolazione del mondo unita, riunita, nell’atto più semplice che ci sia: mordere una mela.

Tratto da “Ode al vino e altre odi elementari” di Pablo Neruda, Passigli, 2004



In Pace ed Onore
colui che è

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