AVVERTENZE

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giovedì 8 maggio 2014

Dei Procedimenti Speciali

Ave Fratello Caro

Titolo I: DEI PROCEDIMENTI SOMMARI
Capo I: DEL PROCEDIMENTO DI INGIUNZIONE
Art. 633 Condizioni di ammissibilita’
Su domanda di chi e’ creditore di una somma liquida di danaro o di una determinata quantita’ di cose fungibili, o di chi ha diritto alla consegna di una cosa mobile determinata, il giudice competente pronuncia ingiunzione di pagamento o di consegna:


1) se del diritto fatto valere si da’ prova scritta;


2) se il credito riguarda onorari per prestazioni giudiziali o stragiudiziali o rimborso di spese fatte da avvocati, procuratori, cancellieri, ufficiali giudiziari o da chiunque altro ha prestato la sua opera in occasione di un processo;


3) se il credito riguarda onorari, diritti o rimborsi spettanti ai notai a norma della loro legge professionale, oppure ad altri esercenti una libera professione o arte, per la quale esiste una tariffa legalmente approvata.
L’ingiunzione puo’ essere pronunciata anche se il diritto dipende da una controprestazione o da una condizione, purche’ il ricorrente offra elementi atti a far presumere l’adempimento della controprestazione o l’avveramento della condizione. L’ingiunzione non puo’ essere pronunciata se la notificazione all’intimato di cui all’art. 643 deve avvenire fuori della Repubblica.
Art. 634 Prova scritta
Sono prove scritte idonee a norma del numero 1 dell’articolo precedente le polizze e promesse unilaterali per scrittura privata e i telegrammi, anche se mancanti dei requisiti prescritti dal codice civile. Per i crediti relativi a somministrazioni di merci e di danaro, nonche’ per prestazioni di servizi, fatte da imprenditori che esercitano un’attivita’ commerciale, anche a persone che non esercitano tale attivita’, sono altresi’ prove scritte idonee gli estratti autentici delle scritture contabili di cui agli art. 2214 e seguenti del codice civile, purche’ bollate e vidimate nelle forme di legge e regolarmente tenute, nonche’ gli estratti autentici delle scritture contabili prescritte dalle leggi tributarie, quando siano tenute con l’osservanza delle norme stabilite per tali scritture (1).
(1) Comma cosi’ modificato dall’art. 8, comma 3, D.L. 18 ottobre 1995, n. 432.
Art. 635 Prova scritta per i crediti dello Stato e degli enti pubblici
Per i crediti dello Stato, o di enti o istituti soggetti a tutela o vigilanza dello Stato, sono prove idonee anche i libri o registri della pubblica amministrazione, quando un funzionario all’uopo autorizzato o un notaio ne attesta la regolare tenuta a norma delle leggi e dei regolamenti. Restano salve le disposizioni delle leggi sulla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato e degli enti o istituti sopra indicati. Per i crediti derivanti da omesso versamento agli enti di previdenza e di assistenza dei contributi relativi ai rapporti indicati nell’art. 459 (1) secondo comma, sono altresi’ prove idonee gli accertamenti eseguiti dall’ispettorato corporativo e dai funzionari degli enti.

(1) L’art. 459 citato e’ stato abrogato dalla Legge 11 agosto 1973, n. 533. Vedi, ora, art. 442.
Art. 636 
Parcella delle spese e prestazioniNei casi previsti nei numeri 2 e 3 dell’art. 633, la domanda deve essere accompagnata dalla parcella delle spese e prestazioni, munita della sottoscrizione del ricorrente e corredata dal parere della competente associazione professionale. Il parere non occorre se l’ammontare delle spese e delle prestazioni e’ determinato in base a tariffe obbligatorie. Il giudice, se non rigetta il ricorso a norma dell’art. 640, deve attenersi al parere nei limiti della somma domandata, salva la correzione degli errori materiali

Art. 637
 Giudice competentePer l’ingiunzione e’ competente il conciliatore, il pretore o il presidente del tribunale, che sarebbe competente per la domanda proposta in via ordinaria. Per i crediti previsti nel numero 2 dell’art. 633 e’ competente anche il capo dell’ufficio giudiziario che ha deciso la causa alla quale il credito si riferisce. Gli avvocati e i procuratori possono altresi’ proporre domanda d’ingiunzione contro i propri clienti al giudice competente per valore del luogo dove ha sede l’associazione professionale alla quale sono iscritti: e i notai possono proporla, osservate le disposizioni relative alla competenza per valore, al pretore del mandamento in cui si trova il loro ufficio o al presidente del tribunale nella cui circoscrizione ha sede il Consiglio notarile dal quale dipendono.

Art. 638 
Forma della domanda e depositoLa domanda di ingiunzione si propone con ricorso contenente, oltre i requisiti indicati nell’art. 125, l’indicazione delle prove che si producono. Il ricorso deve contenere altresi’ l’indicazione del procuratore del ricorrente oppure, quando e’ ammessa la costituzione di persona, la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio nel comune dove ha sede il giudice adito. Se manca l’indicazione del procuratore oppure la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio, le notificazioni al ricorrente possono essere fatte presso la cancelleria. Il ricorso e’ depositato in cancelleria insieme con i documenti che si allegano; questi non possono essere ritirati fino alla scadenza del termine stabilito nel decreto d’ingiunzione a norma dell’art. 641.

Art. 639 
Ricorso per consegna di cose fungibiliQuando la domanda riguarda la consegna di una determinata quantita’ di cose fungibili, il ricorrente deve dichiarare la somma di danaro che e’ disposto ad accettare in mancanza della prestazione in natura, a definitiva liberazione dell’altra parte. Il giudice, se ritiene la somma dichiarata non proporzionata, prima di pronunciare sulla domanda puo’ invitare il ricorrente a produrre un certificato della Camera di commercio, industria e agricoltura.

Art. 640 
Rigetto della domandaIl giudice se ritiene insufficientemente giustificata la domanda, dispone che il cancelliere ne dia notizia al ricorrente, invitandolo a provvedere alla prova. Se il ricorrente non risponde all’invito o non ritira il ricorso oppure se la domanda non e’ accoglibile, il giudice la rigetta con decreto motivato. Tale decreto non pregiudica la riproposizione della domanda, anche in via ordinaria.

Art. 641 
Accoglimento della domandaSe esistono le condizioni previste nell’art. 633, il giudice, con decreto motivato, ingiunge all’altra parte di pagare la somma o di consegnare la cosa o la quantita’ di cose chieste o invece di queste la somma di cui all’articolo 639 nel termine di quaranta giorni, con l’espresso avvertimento che nello stesso termine puo’ essere fatta opposizione a norma degli articoli seguenti e che, in mancanza di opposizione, si procedera’ a esecuzione forzata (1). Quando concorrono giusti motivi, il termine puo’ essere ridotto fino a dieci giorni oppure aumentato fino a sessanta. Se l’intimato risiede nelle province libiche o in territori soggetti alla sovranita’ italiana, il termine non puo’ essere minore di trenta ne’ maggiore di centoventi giorni (2).
Nel decreto (eccetto per quello emesso sulla base di titoli che hanno gia’ efficacia esecutiva secondo le vigenti disposizioni), il giudice liquida le spese e le competenze e ne ingiunge il pagamento (3).
(1) Comma cosi’ modificato dall’art. 8, comma 1, D.L. 18 ottobre 1995, n. 432.
(2) Comma cosi’ modificato dall’art. 8, comma 2, D.L. 18 ottobre 1995, n. 432.
(3) Comma cosi’ sostituito dalla L. 10 maggio 1976, n. 358. Successivamente, la Corte costituzionale, con sentenza 31 dicembre 1986, n. 303, ha dichiarato l’illegittimita’ costituzionale del presente comma, per contrasto con gli artt. 3 e 24 della Costituzione, nella parte in cui non consente la liquidazione delle spese e competenze all’istante che abbia gia’ a proprio favore un titolo esecutivo.


Art. 642 
Esecuzione provvisoriaSe il credito e’ fondato su cambiale, assegno bancario, assegno circolare, certificato di liquidazione di borsa, o su atto ricevuto da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato, il giudice, su istanza del ricorrente, ingiunge al debitore di pagare o consegnare senza dilazione, autorizzando in mancanza l’esecuzione provvisoria del decreto e fissando il termine ai soli effetti dell’opposizione.L’esecuzione provvisoria puo’ essere concessa anche se vi e’ pericolo di grave pregiudizio nel ritardo, ma il giudice puo’ imporre al ricorrente una cauzione. In tali casi il giudice puo’ anche autorizzare l’esecuzione senza l’osservanza del termine di cui all’art. 482.

Art. 643 
Notificazione del decretoL’originale del ricorso e del decreto rimane depositato in cancelleria. Il ricorso e il decreto sono notificati per copia autentica a norma degli art. 137 e seguenti. La notificazione determina la pendenza della lite.

Art. 644 
Mancata notificazione del decretoIl decreto d’ingiunzione diventa inefficace qualora la notificazione non sia eseguita nel termine di sessanta giorni dalla pronuncia, se deve avvenire nel territorio della Repubblica escluse le province libiche, e di novanta giorni negli altri casi; ma la domanda puo’ essere riproposta.
N.B.: Articolo cosi’ modificato dall’art. 8, comma 3 bis, D.L. 18 ottobre 1995, n. 432.

Art. 645 
OpposizioneL’opposizione si propone davanti all’ufficio giudiziario al quale appartiene il giudice che ha emesso il decreto, con atto di citazione notificato al ricorrente nei luoghi di cui all’art. 638. Contemporaneamente l’ufficiale giudiziario deve notificare avviso dell’opposizione al cancelliere affinche’ ne prenda nota sull’originale del decreto. In seguito all’opposizione il giudizio si svolge secondo le norme del procedimento ordinario davanti al giudice adito; ma i termini di comparizione sono ridotti a meta’.
Articolo cosi’ sostituito dal D.P.R. 17 ottobre 1950, n. 847.

Art. 646 
Opposizione ai decreti riguardanti crediti di lavoroQuando il decreto e’ stato pronunciato per crediti dipendenti da rapporti individuali di lavoro, entro cinque giorni dalla notificazione l’atto di opposizione deve essere denunciato a norma dell’articolo 430 all’associazione sindacale legalmente riconosciuta alla quale appartiene l’opponente. In tale caso il termine per la comparizione in giudizio decorre dalla scadenza del ventesimo giorno successivo a quello della notificazione dell’opposizione. Durante il corso del termine, stabilito per il tentativo di conciliazione, l’opponente puo’ chiedere con ricorso al pretore o al presidente la sospensione dell’esecuzione provvisoria del decreto. Il giudice provvede con decreto, che, in caso di accoglimento dell’istanza, deve essere notificato alla controparte.
Articolo cosi’ sostituito dal D.P.R. 17 ottobre 1950, n. 847.

Art. 647 
Esecutorieta’ per mancata opposizione o per mancata attivita’ dell’opponenteSe non e’ stata fatta opposizione nel termine stabilito, oppure l’opponente non si e’ costituito, il conciliatore, il pretore o il presidente, su istanza anche verbale del ricorrente, dichiara esecutivo il decreto. Nel primo caso il giudice deve ordinare che sia rinnovata la notificazione, quando risulta o appare probabile che l’intimato non abbia avuto conoscenza del decreto. Quando il decreto e’ stato dichiarato esecutivo a norma del presente articolo, l’opposizione non puo’ essere piu’ proposta ne’ proseguita, salvo il disposto dell’art. 650, e la cauzione eventualmente prestata e’ liberata.

Art. 648 
Esecuzione provvisoria in pendenza di opposizioneIl giudice istruttore, se l’opposizione non e’ fondata su prova scritta o di pronta soluzione, puo’ concedere, con ordinanza non impugnabile, l’esecuzione provvisoria del decreto, qualora non sia stata concessa a norma dell’art. 642. Deve in ogni caso concederla, se la parte che l’ha chiesta offre cauzione per l’ammontare delle eventuali restituzioni, spese e danni (1).
(1) La Corte costituzionale, con sentenza 4 maggio 1984, n. 137, ha dichiarato l’illegittimita’ costituzionale del presente comma nella parte in cui dispone che nel giudizio di opposizione il giudice istruttore, se la parte che ha chiesto l’esecuzione provvisoria del decreto d’ingiunzione offre cauzione per l’ammontare delle eventuali restituzioni, spese e danni, debba e non gia’ possa concederla sol dopo aver delibato gli elementi probatori di cui all’art. 648, primo comma, e la corrispondenza della offerta cauzione all’entita’ degli oggetti indicati nel secondo comma dello stesso art. 48.

Art. 649 
Sospensione dell’esecuzione provvisoriaIl giudice istruttore, su istanza dell’opponente, quando ricorrono gravi motivi, puo’, con ordinanza non impugnabile, sospendere l’esecuzione provvisoria del decreto concessa a norma dell’art. 642.

Art. 650 
Opposizione tardiva
L’intimato puo’ fare opposizione anche dopo scaduto il termine fissato nel decreto, se prova di non averne avuta tempestiva conoscenza per irregolarita’ della notificazione o per caso fortuito o forza maggiore (1).
In questo caso l’esecutorieta’ puo’ essere sospesa a norma dell’articolo precedente. L’opposizione non e’ piu’ ammessa decorsi dieci giorni dal primo atto di esecuzione.
(1) La Corte costituzionale, con sentenza 20 maggio 1976, n. 120, ha dichiarato l’illegittimita’ costituzionale del presente comma nella parte in cui non consente l’opposizione tardiva dell’intimato che pur avendo avuto conoscenza del decreto ingiuntivo, non abbia potuto, per caso fortuito o forza maggiore, fare opposizione entro il termine fissato nel decret
o.

Art. 651 
Articolo abrogato dalla L. 18 ottobre 1977, n. 793.

Art. 652 
ConciliazioneSe nel giudizio di opposizione, le parti si conciliano, il giudice, con ordinanza non impugnabile, dichiara o conferma l’esecutorieta’ del decreto oppure riduce la somma o la quantita’ a quella stabilita dalle parti. In quest’ultimo caso, rimane ferma la validita’ degli atti esecutivi compiuti e dell’ipoteca iscritta fino a concorrenza della somma o quantita’ ridotta. Della riduzione deve effettuarsi apposita annotazione nei registri immobiliari.

Art. 653 
Rigetto o accoglimento parziale dell’opposizioneSe l’opposizione e’ rigettata con sentenza passata in giudicato o provvisoriamente esecutiva, oppure e’ dichiarata con ordinanza l’estinzione del processo, il decreto, che non ne sia gia’ munito, acquista efficacia esecutiva. Se l’opposizione e’ accolta solo in parte, il titolo esecutivo e’ costituito esclusivamente dalla sentenza, ma gli atti di esecuzione gia’ compiuti in base al decreto conservano i loro effetti nei limiti della somma o della quantita’ ridotta. Con la sentenza che rigetta totalmente o in parte l’opposizione avverso il decreto ingiuntivo emesso sulla base dei titoli aventi efficacia esecutiva in base alle vigenti disposizioni, il giudice liquida anche le spese e gli onorari del decreto ingiuntivo (1).
(1) Comma aggiunto dalla L. 10 maggio 1976, n. 358. Successivamente la Corte costituzionale, con sentenza 31 dicembre 1986, n. 303, ha dichiarato l’illegittimita’ costituzionale dello stesso comma per contrasto con gli articoli 3 e 24 Cost., nella parte in cui non consente la liquidazione delle spese e competenze all’istante che abbia gia’ a proprio favore un titolo esecutivo. 


Art. 654 
Dichiarazione di esecutorieta’ ed esecuzioneL’esecutorieta’ non disposta con la sentenza o con l’ordinanza di cui all’articolo precedente e’ conferita con decreto del conciliatore, del pretore o del presidente scritto in calce all’originale del decreto d’ingiunzione. Ai fini dell’esecuzione non occorre una nuova notificazione del decreto esecutivo; ma nel precetto deve farsi menzione del provvedimento che ha disposto l’esecutorieta’ e dell’apposizione della formula.

Art. 655 
Iscrizione d’ipotecaI decreti dichiarati esecutivi a norma degli artt. 642, 647 e 648 e quelli rispetto ai quali e’ rigettata l’opposizione costituiscono titolo per l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale.

Art. 656 
ImpugnazioniIl decreto d’ingiunzione, divenuto esecutivo a norma dell’art. 647, puo’ impugnarsi per revocazione nei casi indicati nei numeri 1, 2, 5 e 6 dell’art. 395 e con opposizione di terzo nei casi previsti nell’art. 404, comma 2.


Capo II: DEL PROCEDIMENTO PER CONVALIDA DI SFRATTO
Art. 657 
Intimazione di licenza e di sfratto per finita locazioneIl locatore o il concedente puo’ intimare al conduttore, all’affittuario coltivatore diretto, al mezzadro o al colono licenza per finita locazione, prima della scadenza del contratto, con la contestuale citazione per la convalida, rispettando i termini prescritti dal contratto, dalla legge o dagli usi locali. Puo’ altresi’ intimare lo sfratto, con la contestuale citazione per la convalida, dopo la scadenza del contratto, se, in virtu’ del contratto stesso o per effetto di atti o intimazioni precedenti, e’ esclusa la tacita riconduzione.
Art. 658 
Intimazione di sfratto per morosita’Il locatore puo’ intimare al conduttore lo sfratto con le modalita’ stabilite nell’articolo precedente anche in caso di mancato pagamento del canone di affitto alle scadenze, e chiedere nello stesso atto l’ingiunzione di pagamento per i canoni scaduti (1). Se il canone consiste in derrate, il locatore deve dichiarare a norma dell’articolo 639 la somma che e’ disposto ad accettare in sostituzione.
(1) Comma cosi’ sostituito dalla L. 30 luglio 1984, n. 399.


Art. 659 
Rapporto di locazione d’operaSe il godimento di un immobile e’ il corrispettivo anche parziale di una prestazione d’opera, l’intimazione di licenza o di sfratto con la contestuale citazione per la convalida, a norma degli articoli precedenti, puo’ essere fatta quando il contratto viene a cessare per qualsiasi causa.

Art. 660 
Forma dell’intimazioneLe intimazioni di licenza o di sfratto indicate negli articoli precedenti debbono essere notificate a norma degli articoli 137 e seguenti, esclusa la notificazione al domicilio eletto. Il locatore deve dichiarare nell’atto la propria residenza o eleggere domicilio nel comune dove ha sede il giudice adito, altrimenti l’opposizione prevista nell’articolo 668 e qualsiasi altro atto del giudizio possono essergli notificati presso la cancelleria. La citazione per la convalida, redatta a norma dell’articolo 125, in luogo dell’invito e dell’avvertimento al convenuto previsti dall’articolo 163, terzo comma, numero 7), deve contenere, con l’invito a comparire nell’udienza indicata, l’avvertimento che se non comparisce o, comparendo, non si oppone, il giudice convalida la licenza o lo sfratto ai sensi dell’articolo 663 (1). Tra il giorno della notificazione dell’intimazione e quello dell’udienza debbono intercorrere termini liberi non minori di venti giorni. Nelle cause che richiedono pronta spedizione il pretore puo’, su istanza dell’intimante, con decreto motivato, scritto in calce all’originale e alle copie dell’intimazione, abreviare fino alla meta’ i termini di comparizione (1). Le parti si costituiscono depositando in cancelleria l’intimazione con la relazione di notificazione o la comparsa di risposta, oppure presentando tali atti al giudice in udienza (1). Ai fini dell’opposizione e del compimento delle attivita’ previste negli articoli da 663 a 666, e’ sufficiente la comparizione personale dell’intimato (1). Se l’intimazione non e’ stata notificata in mani proprie, l’ufficiale giudiziario deve spedire avviso all’intimato dell’effettuata notificazione a mezzo di lettera raccomandata, e allegare all’originale dell’atto la ricevuta di spedizione.
(1) Comma inserito dall’art. 8, comma 3 ter, D.L. 18 ottobre 1995, n. 432.

Art. 661 
Giudice competenteQuando si intima la licenza o lo sfratto, la citazione a comparire deve farsi inderogabilmente davanti al pretore del luogo in cui si trova la cosa locata.
Articolo cosi’ sostituito dalla L. 30 luglio 1984, n. 339.

Art. 662 
Mancata comparizione del locatoreGli effetti dell’intimazione cessano, se il locatore non comparisce all’udienza fissata nell’atto di citazione.

Art. 663 
Mancata comparizione o mancata opposizione dell’intimatoSe l’intimato non comparisce o comparendo non si oppone, il giudice convalida la licenza o lo sfratto e dispone con ordinanza in calce alla citazione l’apposizione su di essa della formula esecutiva; ma il giudice deve ordinare che sia rinnovata la citazione, se risulta o appare probabile che l’intimato non abbia avuto conoscenza della citazione stessa o non sia potuto comparire per caso fortuito o forza maggiore. Nel caso che l’intimato non sia comparso, la formula esecutiva ha effetto dopo 30 giorni dalla data dell’apposizione (1). Se lo sfratto e’ stato intimato per mancato pagamento del canone, la convalida e’ subordinata all’attestazione in giudizio del locatore o del suo procuratore che la morosita’ persiste. In tale caso il giudice puo’ ordinare al locatore di prestare una cauzione.

(1) Comma aggiunto dalla L. 22 dicembre 1973, n. 841.

Art. 664 Pagamento dei canoniNel caso previsto nell’articolo 658, il giudice adito pronuncia separato decreto d’ingiunzione per l’ammontare dei canoni scaduti e da scadere fino all’esecuzione dello sfratto, e per le spese relative all’intimazione. Il decreto e’ esteso in calce ad una copia dell’atto di intimazione presentata dall’istante, da conservarsi in cancelleria. Il decreto e’ immediatamente esecutivo, ma contro di esso puo’ essere proposta opposizione a norma del capo precedente. L’opposizione non toglie efficacia all’avvenuta risoluzione del contratto.

Art. 665 
Opposizione, provvedimenti del giudiceSe l’intimato comparisce e oppone eccezioni non fondate su prova scritta, il giudice, su istanza del locatore, se non sussistono gravi motivi in contrario, pronuncia ordinanza non impugnabile di rilascio, con riserva delle eccezioni del convenuto. L’ordinanza e’ immediatamente esecutiva, ma puo’ essere subordinata alla prestazione di una cauzione per i danni e le spese.

Art. 666 
Contestazione sull’ammontare dei canoniSe e’ intimato lo sfratto per mancato pagamento del canone, e il convenuto nega la propria morosita’ contestando l’ammontare della somma pretesa, il giudice puo’ disporre con ordinanza il pagamento della somma non controversa e concedere all’uopo al convenuto un termine non superiore a venti giorni. Se il conduttore non ottempera all’ordine di pagamento, il giudice convalida l’intimazione di sfratto e, nel caso previsto nell’articolo 658, pronuncia decreto ingiuntivo per il pagamento dei canoni.

Art. 667 
Mutamento del ritoPronunciati i provvedimenti previsti dagli articoli 665 e 666, il giudizio prosegue nelle forme del rito speciale, previa ordinanza di mutamento di rito ai sensi dell’articolo 426. Articolo cosi’ sostituito dall’art. 73, L. 26 novembre 1990, n. 353.

Art. 668 
Opposizione dopo la convalida Se l’intimazione di licenza o di sfratto e’ stata convalidata in assenza dell’intimato, questi puo’ farvi opposizione provando di non averne avuto tempestiva conoscenza per irregolarita’ della notificazione o per caso fortuito o forza maggiore (1). Se sono decorsi dieci giorni dall’esecuzione, l’opposizione non e’ piu’ ammessa, e la cauzione, prestata a norma dell’articolo 663 terzo comma, e’ liberata. L’opposizione si propone davanti al pretore nelle forme prescritte per l’opposizione al decreto di ingiunzione in quanto applicabili (2). L’opposizione non sospende il processo esecutivo, ma il giudice, con ordinanza non impugnabile, puo’ disporne la sospensione per gravi motivi, imponendo, quando lo ritiene opportuno una cauzione all’opponente.
(1) La Corte costituzionale, con sentenza 18 maggio 1972, n. 89, ha dichiarato l’illegittimita’ costituzionale del presente comma limitatamente alla parte in cui non consente la tardiva opposizione all’intimato che, pur avendo avuto conoscenza della citazione, non sia potuto comparire all’udienza per caso fortuito o forza maggiore.
(2) Comma cosi’ sostituito dalla L. 30 luglio 1984, n. 399.

Art. 669 
Giudizio separato per il pagamento di canoniSe nel caso previsto nell’articolo 658 il locatore non chiede il pagamento dei canoni, la pronuncia sullo sfratto risolve la locazione, ma lascia impregiudicata ogni questione sui canoni stessi.

Capo III: DEI PROCEDIMENTI CAUTELARI
Sezione I: DEI PROCEDIMENTI CAUTELARI IN GENERALE


Art. 669 bis 
Forma della domandaLa domanda si propone con ricorso depositato nella cancelleria del giudice competente.Articolo aggiunto dall’art. 74, L. 26 novembre 1990, n. 353.

Art. 669 ter 
Competenza anteriore alla causaPrima dell’inizio della causa di merito la domanda si propone al giudice competente a conoscere del merito. Se competente per la causa di merito e’ il conciliatore, la domanda si propone al pretore. Se il giudice italiano non e’ competente a conoscere la causa di merito, la domanda si propone al giudice, che sarebbe competente per materia o valore, del luogo in cui deve essere eseguito il provvedimento cautelare. A seguito della presentazione del ricorso il cancelliere forma il fascicolo d’ufficio e lo presenta senza ritardo al presidente del Tribunale o al pretore dirigente il quale designa il magistrato cui e’ affidata la trattazione del procedimento.

Articolo aggiunto dall’art. 74, L. 26 novembre 1990, n. 353.

Art. 669 quater 
Competenza in corso di causaQuando vi e’ causa pendente per il merito la domanda deve essere proposta al giudice della stessa. Se la causa pende davanti al tribunale la domanda si propone all’istruttore oppure, se questi non e’ ancora designato o il giudizio e’ sospeso o interrotto, al presidente, il quale provvede ai sensi dell’ultimo comma dell’articolo 669 ter. Se la causa pende davanti al conciliatore, la domanda si propone al pretore. In pendenza dei termini per proporre l’impugnazione, la domanda si propone al giudice che ha pronunziato la sentenza. Se la causa pende davanti al giudice straniero, e il giudice italiano non e’ competente a conoscere la causa di merito, si applica il terzo comma dell’articolo 669 ter. Il terzo comma dell’articolo 669 ter si applica altresi’ nel caso in cui l’azione civile e’ stata esercitata o trasferita nel processo penale, salva l’applicazione del comma 2 dell’articolo 316 del codice di procedura penale. Articolo aggiunto dall’art. 74, L. 26 novembre 1990, n. 353.

Art. 669 quinquies 
Competenza in caso di clausola compromissoria, di compromesso o di pendenza del giudizio arbitrale 
Se la controversia e’ oggetto di clausola compromissoria o e’ compromessa in arbitri o se e’ pendente il giudizio arbitrale, la domanda si propone al giudice che sarebbe stato competente a conoscere del merito. 
Articolo aggiunto dall’art. 74, Legge 26 novembre 1990, n. 353. 

Art. 669 sexies 
ProcedimentoIl giudice sentite le parti, omessa ogni formalita’ non essenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene piu’ opportuno agli atti di istruzione indispensabili in relazione ai presupposti e ai fini del provvedimento richiesto, e provvede con ordinanza all’accoglimento o al rigetto della domanda. Quando la convocazione della controparte potrebbe pregiudicare l’attuazione del provvedimento, provvede con decreto motivato assunte ove occorra sommarie informazioni. In tal caso fissa, con lo stesso decreto, l’udienza di comparizione delle parti davanti a se’ entro un termine non superiore a quindici giorni  ssegnando all’istante un termine perentorio non superiore ad otto giorni per la notificazione del ricorso e del decreto. A tale udienza il giudice, con ordinanza, conferma, modifica o revoca i provvedimenti emanati con decreto. Nel caso in cui la notificazione debba effettuarsi all’estero, i termini di cui al comma precedente sono triplicati. Articolo aggiunto dall’art. 74, Legge 26 novembre 1990, n. 353.

Art. 669 septies 
Provvedimento negativo
L’ordinanza di incompetenza non preclude la riproposizione della domanda. L’ordinanza di rigetto non preclude la riproposizione dell’istanza per il provvedimento cautelare quando si verifichino mutamenti delle circostanze o vengano dedotte nuove ragioni di fatto o di diritto. Se l’ordinanza di incompetenza o di rigetto e’ pronunciata prima dell’inizio della causa di merito, con essa il giudice provvede definitivamente sulle spese del procedimento cautelare. La condanna alle spese e’ immediatamente esecutiva ed e’ opponibile ai sensi degli articoli 645 e seguenti in quanto applicabili, nel termine perentorio di venti giorni dalla pronuncia dell’ordinanza se avvenuta in udienza o altrimenti dalla sua comunicazione.Articolo aggiunto dall’art. 74, Legge 26 novembre 1990, n. 353.

Art. 669 octies 
Provvedimento di accoglimentoL’ordinanza di accoglimento, ove la domanda sia stata proposta prima dell’inizio della causa di merito, deve fissare un termine perentorio non superiore a trenta giorni per l’inizio del giudizio di merito, salva l’applicazione dell’ultimo comma dell’articolo 669 novies. In mancanza di fissazione del termine da parte del giudice, la causa di merito deve essere iniziata entro il termine perentorio di trenta giorni. Il termine decorre dalla pronuncia dell’ordinanza se avvenuta in udienza o altrimenti dalla sua comunicazione. Nel caso in cui la controversia sia oggetto di compromesso o di clausola compromissoria, la parte, nei termini di cui ai commi precedenti, deve notificare all’altra un’atto nel quale dichiara la propria intenzione di promuovere il procedimento arbitrale, propone la domanda e procede, per quanto le spetta, alla nomina degli arbitri
(1).
Articolo aggiunto dall’art. 74, L. 26 novembre 1990, n. 353.(1) Comma aggiunto dall’art. 1, L. 5 gennaio 1994, n. 25.

Art. 669 novies 
Inefficacia del provvedimento cautelare
Se il procedimento di merito non e’ iniziato nel termine perentorio di cui all’articolo 669 octies, ovvero se successivamente al suo inizio si estingue, il provvedimento cautelare perde la sua efficacia. In entrambi i casi, il giudice che ha emesso il provvedimento, su ricorso della parte interessata, convocate le parti con decreto in calce al ricorso, dichiara, se non c’e’ contestazione, con ordinanza avente efficacia esecutiva, che il provvedimento e’ divenuto inefficace e da’ le disposizioni necessarie per ripristinare la situazione precedente. In caso di contestazione l’ufficio giudiziario al quale appartiene il giudice che ha emesso il provvedimento cautelare decide con sentenza provvisoriamente esecutiva, salva la possibilita’ di emanare in corso di causa i provvedimenti di cui all’articolo 669 decies. Il provvedimento cautelare perde altresi’ efficacia se non e’ stata versata la cauzione di cui all’articolo 669 undecies, ovvero se con sentenza, anche non passata in giudicato, e’ dichiarato inesistente il diritto a cautela del quale era stato concesso. In tal caso i provvedimenti di cui al comma precedente sono pronunciati nella stessa sentenza o, in mancanza, con ordinanza a seguito di ricorso al giudice che ha emesso il provvedimento. Se la causa di merito e’ devoluta alla giurisdizione di un giudice straniero o ad arbitrato italiano o estero, il provvedimento cautelare, oltre che nei casi previsti nel primo e nel terzo comma, perde altresi’ efficacia:

1) se la parte che l’aveva richiesto non presenta domanda di esecutorieta’ in Italia della sentenza straniera o del lodo arbitrale entro i termini eventualmente previsti a pena di decadenza dalla legge o dalle convenzioni internazionali;


2) se sono pronunciati sentenza straniera, anche non passata in giudicato, o lodo arbitrale che dichiarino inesistente il diritto per il quale il provvedimento era stato concesso. Per la dichiarazione di inefficacia del provvedimento cautelare e per le disposizioni di ripristino si applica il secondo comma del presente articolo.
Articolo aggiunto dall’art. 74, L. 26 novembre 1990, 353.
Art. 669 decies Revoca e modificaNel corso dell’istruzione il giudice istruttore della causa di merito puo’, su istanza di parte, modificare o revocare con ordinanza il provvedimento cautelare anche se emesso anteriormente alla causa se si verificano mutamenti nelle circostanze. Se la causa di merito e’ devoluta alla giurisdizione di un giudice straniero o ad arbitrato, ovvero se l’azione civile e’ stata esercitata o trasferita nel processo penale, i provvedimenti previsti dal presente articolo devono essere richiesti al giudice che ha emanato il provvedimento cautelare.
Articolo aggiunto dall’art. 74, L. 26 novembre 1990, n. 353.

Art. 669 undecies 
Cauzione
Con il provvedimento di accoglimento o di conferma ovvero con il provvedimento di modifica il giudice puo’ imporre all’istante, valutata ogni circostanza, una cauzione per l’eventuale risarcimento dei danni.Articolo aggiunto dall’art. 74, L. 26 novembre 1990, n. 353.

Art. 669 duodecies 
AttuazioneSalvo quanto disposto dagli articoli 677 e seguenti in ordine ai sequestri, l’attuazione delle misure cautelari aventi ad oggetto somme di denaro avviene nelle forme degli articoli 491 e seguenti in quanto compatibili, mentre l’attuazione delle misure cautelari aventi ad oggetto obblighi di consegna, rilascio, fare o non fare avviene sotto il controllo del giudice che ha emanato il provvedimento cautelare il quale ne determina anche le modalita’ di attuazione e, ove sorgano difficolta’ o contestazioni, da’ con ordinanza i provvedimenti opportuni, sentite le parti. Ogni altra questione va proposta nel giudizio di merito.Articolo aggiunto dall’art. 74, Legge 26 novembre 1990, n. 353.

Art. 669 terdecies 
Reclamo contro i provvedimenti cautelariContro l’ordinanza con la quale, prima dell’inizio o nel corso della causa di merito, sia stato concesso un provvedimento cautelare e’ ammesso reclamo nei termini previsti dall’art. 739, secondo comma. Il reclamo contro i provvedimenti del pretore si propone al tribunale, quello contro i provvedimenti del giudice singolo del tribunale si propone al collegio, del quale non puo’ far parte il giudice che ha emanato il provvedimento reclamato. Quando il provvedimento cautelare e’ stato emesso dalla Corte d’appello, il reclamo si propone ad altra sezione della stessa Corte o, in mancanza, alla Corte d’appello piu’ vicina. Il procedimento e’ disciplinato dagli articoli 737 e 738. Il collegio, convocate le parti, pronuncia, non oltre venti giorni dal deposito del ricorso, ordinanza non impugnabile con la quale conferma, modifica o revoca il provvedimento cautelare. Il reclamo non sospende l’esecuzione del provvedimento; tuttavia il presidente del tribunale o della Corte investiti del reclamo, quando per motivi sopravvenuti il provvedimento arrechi grave danno, puo’ disporre con ordinanza non impugnabile la sospensione dell’esecuzione o subordinarla alla prestazione di congrua cauzione. Articolo aggiunto dall’art. 74, L. 26 novembre 1990, n. 353. Successivamente la Corte costituzionale, con sentenza 23 giugno 1994, n. 253, ne ha dichiarato l’illegittimita’ costituzionale nella parte in cui non ammette il reclamo ivi previsto, anche avverso l’ordinanza con cui sia stata rigettata la domanda di provvedimento cautelare.

Art. 669 quaterdecies 
Ambito di applicazione
Le disposizioni della presente sezione si applicano ai provvedimenti previsti nelle sezioni II, III e V di questo capo, nonche’, in quanto compatibili, agli altri provvedimenti cautelari previsti dal codice civile e dalle leggi speciali. L’articolo 669 septies si applica altresi’ ai provvedimenti di istruzione preventiva previsti dalla sezione IV di questo capo.Articolo aggiunto dall’art. 74, L. 26 novembre 1990, n. 353.

Sezione II: DEL SEQUESTRO
Art. 670 Sequestro giudiziario
Il giudice puo’ autorizzare il sequestro giudiziario:

1) di beni mobili o immobili, aziende o altre universalita’ di beni, quando ne e’ controversa la proprieta’ o il possesso, ed e’ opportuno provvedere alla loro custodia o alla loro gestione temporanea;

2) di libri, registri, documenti, modelli, campioni e di ogni altra cosa da cui si pretende desumere elementi di prova, quando e’ controverso il diritto alla esibizione o alla comunicazione; ed e’ opportuno provvedere alla loro custodia temporanea.


Art. 671 
Sequestro conservativo
Il giudice, su istanza del creditore che ha fondato timore di perdere la garanzia del proprio credito, puo’ autorizzare il sequestro conservativo di beni mobili o immobili del debitore o delle somme e cose a lui dovute, nei limiti in cui la legge ne permette il pignoramento.

Art. 672 
Articolo abrogato dall’art. 89, L. 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 673 
Articolo abrogato dall’art. 89, L. 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 674 
CauzioneArticolo abrogato dall’art. 89, L. 26 novembre 1990, n. 353.

Art. 675 
Termine d’efficacia del provvedimento
Il provvedimento che autorizza il sequestro perde efficacia, se non e’ eseguito entro il termine di trenta giorni dalla pronuncia.

Art. 676 
Custodia nel caso di sequestro giudiziario
Nel disporre il sequestro giudiziario, il giudice nomina il custode, stabilisce i criteri e i limiti dell’amministrazione delle cose sequestrate e le particolari cautele idonee a render piu’ sicura la custodia e a impedire la divulgazione dei segreti. Il giudice puo’ nominare custode quello dei contendenti che offre maggiori garanzie e da’ cauzione. Il custode della cosa sequestrata ha gli obblighi e i diritti previsti negli articoli 521, 522 e 560.

Art. 677 
Esecuzione del sequestro giudiziario
Il sequestro giudiziario si esegue a norma degli articoli 605 e seguenti, in quanto applicabili, omessa la notificazione del precetto per consegna o rilascio nonche’ la comunicazione di cui all’articolo 608, primo comma. L’articolo 608, primo comma, e’ applicabile se il custode sia persona diversa dal detentore (1).Il giudice, col provvedimento di autorizzazione del sequestro o successivamente, puo’ ordinare al terzo detentore del bene sequestrato di esibirlo o di consentire l’immediata immissione in possesso del custode.Al terzo si applica la disposizione dell’articolo 211.Articolo cosi’ sostituito dalla L. 14 luglio 1950, n. 581.(1) Comma cosi’ sostituito dalla L. 23 maggio 1951, n. 400.

Art. 678 
Esecuzione del sequestro conservativo sui mobili
Il sequestro conservativo sui mobili e sui crediti si esegue secondo le norme stabilite per il pignoramento presso il debitore o presso terzi. In questo ultimo caso il sequestrante deve, con l’atto di sequestro, citare il terzo a comparire davanti al pretore del luogo di residenza del terzo stesso per rendere la dichiarazione di cui all’articolo 547. Il giudizio sulle controversie relative all’accertamento dell’obbligo del terzo e’ sospeso fino all’esito di quello sul merito, a meno che il terzo non chieda l’immediato accertamento dei propri obblighi (1). Se il credito e’ munito di privilegio sugli oggetti da sequestrare, il giudice puo’ provvedere nei confronti del terzo detentore, a norma del secondo comma dell’articolo precedente. Si applica l’articolo 610 se nel corso della esecuzione del sequestro sorgono difficolta’ che non ammettono dilazione.Articolo cosi’ sostituito dalla Legge 14 luglio 1950, n. 581.(1) Comma cosi’ sostituito dall’art. 75, Legge 26 novembre 1990, n. 353.

Art. 679 
Esecuzione del sequestro conservativo sugli immobili
Il sequestro conservativo sugli immobili si esegue con la trascrizione del provvedimento presso l’ufficio del conservatore dei registri immobiliari del luogo in cui i beni sono situati. Per la custodia dell’immobile si applica la disposizione dell’articolo 559.

Art. 680 
Articolo abrogato dall’art. 89, L. 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 681
 Articolo abrogato dall’art. 89, L. 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 682 Articolo abrogato dall’art. 89, L. 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 683 Articolo abrogato dall’art. 89, Legge 26 novembre 1990, n. 353.

Art. 684 
Revoca del sequestro
Il debitore puo’ ottenere dal giudice istruttore, con ordinanza non impugnabile, la revoca del sequestro conservativo, prestando idonea cauzione per l’ammontare del credito che ha dato causa al sequestro e per le spese, in ragione del valore delle cose sequestrate.

Art. 685 
Vendita delle cose deteriorabili
In caso di pericolo di deterioramento delle cose che formano oggetto del sequestro, il giudice, con lo stesso provvedimento di concessione o con altro successivo, puo’ ordinarne la vendita nei modi stabiliti per le cose pignorate. Il prezzo ricavato dalla vendita rimane sequestrato in luogo delle cose vendute.

Art. 686 
Conversione del sequestro conservativo in pignoramento
Il sequestro conservativo si converte in pignoramento al momento in cui il creditore sequestrante ottiene sentenza di condanna esecutiva. Se i beni sequestrati sono stati oggetto di esecuzione da parte di altri creditori, il sequestrante partecipa con essi alla distribuzione della somma ricavata.

Art. 687 
Casi speciali di sequestro
Il giudice puo’ ordinare il sequestro delle somme o delle cose che il debitore ha offerto o messo comunque a disposizione del creditore per la sua liberazione, quando e’ controverso l’obbligo o il modo del pagamento o della consegna, o l’idoneita’ della cosa offerta.

Sezione III: DEI PROCEDIMENTI DI DENUNCIA DI NUOVA OPERA E DI DANNO TEMUTO

Art. 688 
Forma dell’istanza
La denuncia di nuova opera o di danno tenuto si propone con ricorso al pretore competente a norma dell’articolo 21. Quando vi e’ causa pendente per il merito, la denuncia si propone a norma dell’articolo 669 quater (1). (1) Comma cosi’ sostituito dall’art. 76, L. 26 novembre 1990, n. 353.

Art. 689 
Articolo abrogato dall’art. 89, L. 26 novembre 1990, n. 353.Art. 690 Articolo abrogato dall’art. 89, L. 26 novembre 1990, n. 353.

Art. 691 
Contravvenzione al divieto del giudiceSe la parte alla quale e’ fatto divieto di compiere l’atto dannoso o di mutare lo stato di fatto contravviene all’ordine, il giudice, su ricorso della parte interessata, puo’ disporre con ordinanza che le cose siano rimesse al pristino stato a spese del contravventore.


Sezione IV: DEI PROCEDIMENTI DI ISTRUZIONE PREVENTIVA
Art. 692 Assunzione di testimoni
Chi ha fondato motivo di temere che siano per mancare uno o piu’ testimoni, le cui deposizioni possono essere necessarie in una causa da proporre, puo’ chiedere che ne sia ordinata l’audizione a futura memoria.


Art. 693 
Istanza
L’istanza si propone con ricorso al giudice che sarebbe competente per la causa di merito. In caso d’eccezionale urgenza, l’istanza puo’ anche proporsi al pretore del luogo in cui la prova deve essere assunta. Il ricorso deve contenere l’indicazione dei motivi dell’urgenza e dei fatti sui quali debbono essere interrogati i testimoni, e l’esposizione sommaria delle domande o eccezioni alle quali la prova e’ preordinata.

Art. 694 
Ordine di comparizioneIl presidente del tribunale, il pretore o il conciliatore fissa, con decreto, l’udienza di comparizione e stabilisce il termine perentorio per la notificazione del decreto.

Art. 695 
Ammissione del mezzo di provaIl presidente del tribunale, il pretore o il conciliatore, assunte, quando occorre, sommarie informazioni, provvede con ordinanza non impugnabile e, se ammette l’esame testimoniale, fissa l’udienza per l’assunzione e designa il giudice che deve procedervi.

Art. 696 
Accertamento tecnico e ispezione giudiziale
Chi ha urgenza di far verificare, prima del giudizio, lo stato di luoghi o la qualita’ o la condizione di cose, puo’ chiedere, a norma degli articoli 692 e seguenti, che sia disposto un accertamento tecnico o un’ispezione giudiziale (1). Il presidente del tribunale, il pretore o il conciliatore provvede nelle forme stabilite negli articoli 694 e 695, in quanto applicabili, nomina il consulente tecnico e fissa la data dell’inizio delle operazioni.(1) La Corte costituzionale, con sentenza 22 ottobre 1990, n. 471, ha dichiarato l’illegittimita’ costituzionale del presente comma nella parte in cui non consente di disporre accertamento tecnico o ispezione giudiziale sulla persona dell’istante.

Art. 697 
Provvedimenti in caso di eccezionale urgenza
In caso di eccezionale urgenza, il presidente del tribunale, il pretore o il conciliatore puo’ pronunciare i provvedimenti indicati negli articoli 694 e 695 con decreto, dispensando il ricorrente dalla notificazione alle altri parti; in tal caso puo’ nominare un procuratore, che intervenga per le parti non presenti all’assunzione della prova. Non oltre il giorno successivo, a cura del cancelliere, deve essere fatta notificazione immediata del decreto alle parti non presenti all’assunzione.

Art. 698 
Assunzione ed efficacia delle prove preventive

Nell’assunzione preventiva dei mezzi di prova si applicano, in quanto possibile, gli articoli 191 e seguenti. 
L’assunzione preventiva dei mezzi di prova non pregiudica le questioni relative alla loro ammissibilita’ e rilevanza, ne’ impedisce la loro rinnovazione nel giudizio di merito. I processi verbali delle prove non possono essere prodotti, ne’ richiamati, ne’ riprodotti in copia nel giudizio di merito, prima che i mezzi di prova siano stati dichiarati ammissibili nel giudizio stesso.

Art. 699 
Istruzione preventiva in corso di causaL’istanza di istruzione preventiva puo’ anche essere proposta in corso di causa e durante l’interruzione o la sospensione del giudizio. Il giudice provvede con ordinanza.


Sezione V: DEI PROVVEDIMENTI D’URGENZA


Art. 700 
Condizioni per la concessioneFuori dei casi regolati nelle precedenti sezioni di questo capo, chi ha fondato motivo di temere che durante il tempo occorrente per far valere il suo diritto in via ordinaria, questo sia minacciato da un pregiudizio imminente e irreparabile, puo’ chiedere con ricorso al giudice i provvedimenti d’urgenza, che appaiono, secondo le circostanze, piu’ idonei ad assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito.Art. 701 Articolo abrogato dall’art. 89, L. 26 novembre 1990, n. 353.Art. 702 Articolo abrogato dall’art. 89, L. 26 novembre 1990, n. 353.


Capo IV: DEI PROCEDIMENTI POSSESSORI


Art. 703 
Domanda di reintegrazione e di manutenzione nel possessoLe domande di reintegrazione e di manutenzione nel possesso si propongono con ricorso al pretore competente a norma dell’articolo 21. Il giudice provvede ai sensi degli articoli 669 bis e seguenti. Articolo cosi’ modificato dall’art. 77, Legge 26 novembre 1990, n. 353.

Art. 704 
Domande di provvedimento possessorio nel corso di giudizio petitorioOgni domanda relativa al possesso, per fatti che avvengono durante la pendenza del giudizio petitorio, deve essere proposta davanti al giudice di quest’ultimo. Puo’ essere tuttavia domandata al pretore la reintegrazione del possesso; in tale caso il pretore da’ i provvedimenti temporanei indispensabili e rimette le parti davanti al giudice del petitorio.

Art. 705 
Divieto di proporre giudizio petitorio
Il convenuto nel giudizio possessorio non puo’ proporre giudizio petitorio, finche’ il primo giudizio non sia definito e la decisione non sia stata eseguita (1). Il convenuto puo’ tuttavia proporre il giudizio petitorio quando dimostra che l’esecuzione del provvedimento possessorio non puo’ compiersi per fatto dell’attore.
(1) La Corte costituzionale, con sentenza 3 febbraio 1992, n. 25, ha dichiarato l’illegittimita’ costituzionale del presente comma nella parte in cui subordina la proposizione del giudizio petitorio alla definizione della controversia possessoria e all’esecuzione della decisione nel caso che ne derivi o possa derivarne un pregiudizio irreparabile al convenuto.
Fonte http://www.studiocelentano.it/codice-di-procedura-civile-dei-procedimenti-speciali/

In Pace ed Onore
colui che è

3 commenti:

  1. Caro Sandro... un pensiero nero su bianco: ma non è che tu posti tutti questi articoli e normative nell'intento di far venire la nausea del vecchio sistema? Oltre ovviamente a ridicolizzarlo: sono certo che anche per scorreggiare c'è un codice appropriato! Per carità, sò gusti però a me viene una cefalea a grappolo solo a leggerne il titolo! Un forte abbraccio di luce!
    Mariano

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    1. il Mio unico intento e' informare e far vedere quanto e' inutile continuare a giocare con il sistema

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    2. Ma certo! Vince sempre lui, se la suona e se la canta... Grazie Sandro Sei un'Essenza Meravigliosa! Namastè Fratello Mio

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