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venerdì 17 maggio 2013

Il Potere Del Nome

Ciao Fratello Caro,

Ecco un'altra perla del nostro Fratello MI-LA.

Eccoci qui identificati nel nostro nome e cognome. Nostro?  Siamo sicuri? beh, vediamo di capirlo un poco per volta.

Sappiamo di aver  ricevuto il nome dai nostri genitori e a quel tempo, quando i nostri genitori l'hanno pensato per la prima volta, era solo una idea, poi è diventato un suono udibile, poi nome scritto quindi ne siamo stati investiti ufficialmente. 

Già,.... avete notato come il pensiero è sceso di piano in piano man mano concretizzandosi sempre più fino a "raggiungere" il bambino "venuto alla luce" nato, come tutti, senza nome?

Senza nome certo si può vivere benissimo, il nome è un attributo tutt'altro che indispensabile all'essere vivente, è solo una etichetta e per questo madre natura non ci provvede di tale "orpello";evitiamo però di sminuire l'importanza del nome! .... anzi!....

Questo nome infatti è permeato dell'intento dei nostri genitori, del pensiero che ad esso hanno associato quando siamo nati, quando ancora il nome era una idea nel loro campo mentale. 

Le aspirazioni, i desideri i sogni che i genitori ripongono nel figlio, dove sono finiti? Allegati al quel nome! Vediamo bene dunque che il nome è una DICHIARAZIONE DI INTENTI. 

Si d'accordo, all'inizio questo intento era solo nella mente dei genitori ed in quella racchiuso ma nel momento fatidico della nascita tutto si compie in poche ore; il bambino nasce e dalla mente della madre (e del padre) il nome viene manifestato in verbo (all'inizio era il verbo.... ) il suono porta in essere quel pensiero, la vibrazione risuona nell'aria come una formula magica, poi questo intento verbalizzato viene scritto, ovvero cristallizzato e i genitori inconsapevoli ed amorosi poggiano lo sguardo sul corpo del "loro" bambino e questo ultimo sguardo indirizza la "MAGIA" sancita sull'atto di nascita. 

La cella è chiusa le chiavi conferite all'amministratore della nostra anima, siamo rimasti noi, i fiduciari e i nostri genitori fiduciari pure loro su una barchetta dispersa in mare, naufraghi.

Il resto è scontato no? Sappiamo già a chi appartiene il foglio di carta, l'atto magico a suggello dell' atto di nascita della persona fisica, vero? 

Appartiene allo stato (ex stato corporazione ecc ecc). La magia è compiuta. Da adesso il bambino avrà un nome deciso dai genitori ma subito "rubato" dall'ex corporazione/stato attraverso il processo di cristallizzazione del suono in scrittura e relativa cessione fiduciaria.

Così, il "nostro" bambino avrà un futuro che potrebbe essere, alla meglio, il "desiderata" dei genitori del tutto o in parte o per nulla, se la magia di cristallizzazione operata dalla istituzione (ex stato corporazione italiana) ha stabilito che così deve essere.

Tale restrizione, veto, controllo sulla possibilità di manifestare l'intento del nome potrebbe essere stata espressa con quel codicino scritto sull'atto di nascita che indica la forza ed il vigore del pupetto alla nascita. In ogni caso l'intento del nostro attuale nome è TUUT'ALTRO CHE IL NOSTRO INTENTO  essendo stato stabilito da altri, estranei a Noi. 

Pensiamoci.Ecco perchè mistici religiosi, uomini di conoscenza decidono di cambiare nome ad un certo punto del cammino di risveglio. Perchè decidono di manifestare un nome che dichiari il proprio intento di esseri risvegliati. 

E' un caso che ogni nuovo un papa (risvegliato o no) si dia un nuovo nome appena salito in carica? Sarebbe interessante sapere di quali intenzioni è caricato tale nome di volta in volta. Francesco? intento di povertà per sè o per gli altri?

La prossima volta che diremo "io mi chiamo Giovanni" pensiamoci, pensiamo che stiamo facendo l'ennesima autodichiarazione di appartenenza al nome ricevuto e quindi adesione a quell'intento e alla volontà di restare dentro la cella.

"Io mi chiamo" quanta identificazione c'è in questa affermazione? E' un caso che la lingua italiana preveda il "come ti chiami" autoreferenziato? 

Perché in inglese invece diciamo "il mio nome è".. tutt'altro che meglio, ma notiamo la sottile differenza.....In molte religioni ora come un tempo era proibito pronunciare il nome di dio, come in quella ebraica. 

Un caso? "Colui che è" era il modo di parlare della divinità. In magia rituale sapere il nome di una persona vuol dire avere un potere su di lei. 

Rimando all'illuminante articolo di Sandro gli effetti nefasti del firmare "con il nostro nome" un qualsivoglia documento per completare il quadretto. :-)

Con Amore
Sandro di Gaia

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