AVVERTENZE

Ogni Assunzione e Presunzione alle Mie parole e' solo Mio. Il mio unico intento e' quello di Condividere pace, amore ed onore. Ogni altra interpretazione a quanto qui espresso, e' puramente personale e mai rispecchia le mie pacifiche volontà. Chiunque usa le qui presenti informazioni, lo fa' sotto la sua totale ed illimitata responsabilità.

mercoledì 26 luglio 2017

Usa: via a microchip per dipendenti



- NEW YORK, 25 LUG - Microchip per gli esseri umani. O meglio per i dipendenti per timbrare il cartellino o pagare il caffe' al bar aziendale. A lanciare la rivoluzione e' Three Square Company, azienda tecnologica del Wisconsin, che avvia il prossimo 1 agosto il proprio programma sperimentale di microchip per i dipendenti.

I lavoratori possono decidere se aderirvi o meno ma, secondo le iniziali previsioni, sembra esserci la fila per provare la nuova iniziativa, con 50 degli 80 dipendenti dell'azienda che vogliono entrare a farvi parte.

Il programma, frutto della partnership fra Three Square Market e la svedese Biohax International, e' il primo del genere negli Stati Uniti, anche se e' gia' stato testato da un'altra societa' svedese, Epicenter. E la novita' desta subito perplessita' dal punto di vista della privacy e sanitario, con il microchip iniettato su un dito.

Link: http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2017/07/25/usa-via-a-microchip-per-dipendenti_5cc614d0-6101-461f-b3ee-5c970524e43b.html

Alessandro

Non fare quello che dice la polizia è reato?


Chi non collabora con la polizia comportandosi in modo passivo e non obbedendo agli ordini dell’agente non commette resistenza a pubblico ufficiale.

A non tutti sono inclini a obbedire agli ordini, anche quando si tratta di un agente della polizia o di un carabiniere. Tuttavia non rispettare il comando di un pubblico ufficiale potrebbe costituire un illecito: ma cosa rischia chi deliberatamente, e in segno di protesta, non collabora con la polizia?

La sentenza di ieri della Cassazione [1], con cui è stato assolto un uomo per essersi sdraiato davanti alle ruote della propria auto al fine di impedirne il sequestro alla polizia, riapre la questione sui confini del reato di resistenza a pubblico ufficiale. Il concetto sottolineato dalla Suprema Corte è chiaro e ribadisce quelli che sono i tradizionali termini della questione: ad essere punibile è solo chi usa violenza o minaccia per opporsi a un pubblico ufficiale. È necessario cioè che ci sia una condotta attiva e violenta [2]. La semplice resistenza passiva non integra, invece, resistenza a pubblico ufficiale. Risultato: non fare quello che dice la polizia non è reato. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capire i confini tra il lecito e l’illecito.


Quando scatta la resistenza a pubblico ufficiale

Il reato di resistenza a pubblico ufficiale tutela l’interesse al regolare funzionamento e al prestigio della pubblica amministrazione oltre alla libertà morale e all’incolumità fisica dell’individuo. In particolare il codice penale [2] punisce chiunque usi violenza o minaccia per opporsi a un pubblico ufficiale o a un incaricato di un pubblico servizio o a coloro che gli prestano assistenza. Elemento caratterizzante tale fattispecie è che la condotta deve essere posta in essere mentre il funzionario compie l’atto d’ufficio (contestualità). Fare resistenza con un semplice comportamento passivo di non collaborazione non integra, invece, né la violenza né la minaccia necessari per far scattare il reato in commento.

Non è punibile chi commette il fatto quando lo stesso è stato determinato dal pubblico ufficiale o dall’incaricato di un pubblico servizio o dal pubblico impiegato che con atti arbitrari ha ecceduto i limiti delle sue attribuzioni.

Per poter parlare di resistenza a pubblico ufficiale è necessario, quanto all’uso della violenza, che il soggetto agente manifesti la propria volontà di opporsi al pubblico ufficiale mediante atti positivi, che realizzino un contegno violento onde impedire a quest’ultimo il compimento di un atto del proprio ufficio.

Quando non collaborare con la polizia non è reato

Non c’è reato di resistenza a pubblico ufficiale quando il cittadino pone in essere una resistenza passiva. È il caso di chi, accorgendosi dell’arrivo della polizia per un controllo, scappi da un’altra parte (si pensi all’ambulante che, alla vista degli agenti, raccolga la sua roba da terra e vada via a gambe levate); o a chi, intravedendo con l’auto un posto di blocco e avendo lasciato la patente a casa, faccia inversione di marcia. Rientra ancora nella resistenza passiva il comportamento di chi non agevola le operazioni di controllo della polizia e non obbedisca ai comandi dell’agente come, ad esempio, quello di spalancare il cofano dell’auto, di alzare le braccia verso l’alto per consentire la perquisizione, quello di chi si rifiuta di sbottonarsi la giacca o di chi non voglia aprire le valigie per un normale controllo.

Al contrario, secondo la Suprema Corte, il reato di resistenza a pubblico ufficiale scatta nei confronti di chi, alla guida di un’autovettura, anziché fermarsi all’alt intimatogli dagli agenti della Polizia, si sia dato alla fuga ad altissima velocità e, al fine di vanificare l’inseguimento, abbia posto in essere manovre di guida tali da creare una situazione di generale pericolo (ad esempio eccesso di velocità, guida contromano, passaggio col rosso al semaforo, guida a zig-zag).

Il reato invece non sussiste in tutte quelle circostanze in cui siano inesistenti elementi che rendono evidente la messa in pericolo per la pubblica incolumità [3] (come nel caso del soggetto che si sia esclusivamente limitato a fuggire a piedi, senza porre in essere condotte pericolose per i pubblici ufficiali o per altre persone). Non commette resistenza a pubblico ufficiale neanche chi, durante un controllo della polizia stradale per violazioni al codice della strada, mette in atto una protesta pacifica sdraiandosi per terra per evitare agli agenti di avvicinarsi al veicolo e di procedere al sequestro.

note
[1] Cass. sent. n. 36754/17 del 24.07.2017.

[2] Art. 337 cod. pen.

[3] Cass. sent. n. 35448/2003.


Link: https://www.laleggepertutti.it/169289_non-fare-quello-che-dice-la-polizia-e-reato

Alessandro

Per Quattro Denari...


Link: https://drive.google.com/file/d/0B0O7NpoJHTuzcHlhMkxnZFo5NVE/view


Alessandro

IL RUOLO DEI MEDIA NELLA PROPAGANDA DI REGIME (DUE ESEMPI DA MANUALE)



Alessandro

Marco Aurelio: Libro 9, versi 4 - 5 - 6



Alessandro

Addio cartellino, al lavoro si entra con il microchip (da bravi schiavi)



Negli U.S.A, dal primo agosto 2017, l'azienda americana Three Square Market installerrà dei microchip sottopelle ai propri dipendenti che andranno a sostituire i già umilianti "cartellini" da timbrare all'entrata e all'uscita, e non c'è voluto molto per convincere questi lavoratori a farsi marchiare come cani.

E' bastato infatti dire loro che questa nuova tecnologia gli permetterà non solo di entrare più veloci nei reparti di produzione, ma anche di acquistare più velocemente il cibo chimico-industriale dei distributori automatici presenti all'interno degli stabilimenti.

I chip grandi quanto un chicco di riso, avranno un costo iniziale di 300 dollari e dovranno essere installati sottopelle precisamente sopra al palmo della mano che sta fra il pollice e l’indice...

Non vi ricorda qualcosa?

...Ma si! L'Apocalisse di Giovanni !
Precisamente i versetti (13:16-17):

"Inoltre faceva sì che a tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e servi, fosse posto un marchio sulla loro mano destra o sulla loro fronte, e che nessuno potesse comperare o vendere, se non chi aveva il marchio o il nome della bestia o il numero del suo nome."


Proviamo a tradurre il versetto:

«Inoltre faceva sì che a tutti fosse impiantato un microchip sulla loro mano destra e che nessuno potesse comperare o vendere, se non chi aveva il microchip»

L'apocalittica profezia si sta dunque avverando?

Pare proprio di si, e a quanto pare questo è solo l'inizio, la fine dell'Essere Umano.

In Svezia i lavoratori di alcune aziende sono stati invitati ad aderire ad una sperimentazione.  «I dipendenti delle aziende che hanno sede nell’Epicenter di Stoccolma possono farsi iniettare nella mano un minuscolo dispositivo a radiofrequenza con cui aprire le porte ma anche attivare ascensori e fotocopiatrici. E in futuro potrà servire anche per pagare il pranzo o il caffè nel bar del palazzo, che si autodefinisce “casa dell’innovazione” e ospita soprattutto società high tech»…..

….Tanti stati e anche l’Italia stanno cercando in tutti i modi di limitare il contante, di spingere con i pagamenti elettronici, di incrociare i dati personali e di fare un’unica banca dati.

Qui elenco una serie di provvedimenti che sono di doppio uso: possono rendere la nostra società più evoluta e possono limitare la libertà dell’individuo di fronte a una decisione dell’autorità.

1) conto corrente obbligatorio per i pensionati

2) limitazione dell’uso del contante

3) uso delle carte di credito

4) obbligo di POS per tutti i detentori di partita iva

5) cartella sanitaria digitale

6) scontrino parlante per i farmaci acquistati in farmacia

7) dati bancari dei conti correnti che confluiscono in un calcolatore centrale nazionale

8) dati delle varie agenzie nazionali che confluisco in un unico calcolatore centrale nazionale

9) scontrino digitale in cui tutti i nostri acquisti confluisco in un calcolatore centrale

10) scatola nera inserita nelle automobili per pagare meno le assicurazioni

11) riconoscimento delle targhe delle auto mediante le telecamere cittadine

12) riconoscimento del volto fatto mediante le telecamere cittadine
ogni cellulare invia i dati di dove siamo alle compagnie telefoniche
ogni smartphone ha un GPS che invia i dati della nostra posizione alle agenzie USA come ha mostrato l’attivista Snowden

13) prime sperimentazioni del microchip sottocutaneo

Link: http://laschiavitudellavoro.blogspot.it/2017/07/addio-cartellino-al-lavoro-si-entra-con.html

Alessandro

Terra Piatta: Terra pallisti e terra piattisti



Alessandro