AVVERTENZE

Ogni Assunzione e Presunzione alle Mie parole e' solo Mio. Il mio unico intento e' quello di Condividere pace, amore ed onore. Ogni altra interpretazione a quanto qui espresso, e' puramente personale e mai rispecchia le mie pacifiche volontà. Chiunque usa le qui presenti informazioni, lo fa' sotto la sua totale ed illimitata responsabilità.

giovedì 23 novembre 2017

E le Foreste?





Un'enorme e sorprendente scoperta è stata fatta alla Devils Tower nel Wyoming. Gli scienziati del dipartimento dei parchi statali del Wyoming stavano conducendo letture sismiche fotografiche sotto la torre, quando hanno scoperto un sistema di radici pietrificato incredibilmente grande sotto la torre.

Il dipartimento dei parchi ha rilasciato una dichiarazione dicendo: "Abbiamo scoperto, quello che sembra un gigantesco apparato radicale proveniente dalla base di The Devils Tower: il sistema di radici è stato misurato a 4 miglia di profondità e 7 miglia di larghezza. prova per confermare che questo è in realtà un sistema di radici e non una coincidenza. " Questa scoperta è ai margini della riscrittura della storia e della scienza così come la conosciamo.

Continueremo ad aggiornarvi con qualsiasi nuova informazione, poiché in questo momento le informazioni sono molto limitate.


Alessandro

mercoledì 22 novembre 2017

Micro Chip: RFIDGlobal, l'Internet delle Cose a servizio dell'impresa




RFIDGlobal è il brand di casa Softwork focalizzato sulle architetture hardware RFID e i servizi a corredo, dal controllo degli accessi alle biblioteche, passando per la gestione della raccolta rifiuti


Tecnologia RFID (Radio Frequency Identification) non è una soluzione nuova, ma la sua capacità di gestire l'identificazione e/o memorizzazione automatica di informazioni inerenti oggetti, animali o persone può essere utilizzata con molto profitto anche nell'emergente settore dell'Internet delle Cose, se implementata con intelligenza e know how. Per questo l'azienda bresciana Softwork, forte della sua esperienza nel settore, ha creato da qualche anno un brand dedicato, RFIDGlobal, che, sulla base di una tecnologia ben nota e affidabile, propone servizi di nuova generazione, smart e a valore aggiunto.


I prodotti disponibili a listino sono tantissimi, dai transponder RFID attivi o passivi fino alle soluzioni di pagamento contactless, ma sono gli ambiti in cui possono essere implementate a fare davvero la differenza.


È possibile ad esempio utilizzare questa tecnologia per realizzare sistemi di controllo degli accessi e sicurezza nei cantieri, ma anche per tracciare gli spostamenti delle merci in ambito logistico o per implementare soluzioni anti contraffazione sia per il mercato alimentare che quello dell'abbigliamento, arrivando fino all'ambito consumer, aprendo scenari inediti, dai pagamenti alla rilevazione della presenza o del transito di persone, pensiamo ad esempio al cronometraggio nelle gare sportive.


Con la tecnologia RFID inoltre è possibile realizzare anche sistemi di interazione ludica, attraverso l'integrazione di IoT e Realtà Aumentata ad esempio, per accrescere ulteriormente l'impatto emotivo ed informativo dell'esperienza vissuta: si pensi ai percorsi espositivi di musei e mostre o ai sentieri all'aperto di siti archeologici e parchi divertimento.


Insomma, una tecnologia matura come l'identificazione tramite radiofrequenza, se implementata in abbinamento ad altre più attuali come il cloud o la realtà aumentata, può dar vita a una serie pressoché infinita di servizi a valore aggiunto, in grado di semplificare l'interazione in una molteplicità di ambiti, da quelli più professionali e aziendali a quelli legati al tempo libero e all'intrattenimento.

Link: https://www.tomshw.it/rfidglobal-internet-delle-cose-servizio-dell-impresa-89812

Alessandro

domenica 19 novembre 2017

Sostituto di Imposta



Le Tasse, le imposte, l'iva, nelle bollette vengono messe perchè i fornitori di utenze fungono da SOSTITUTI DI IMPOSTA che per responsabilità solidale (da soldi) agiscono per conto del SOSTITU-I-TO.

<Il SOSTITUTO è il soggetto che la legge tributaria sostituisce completamente al soggetto passivo nei rapporti con l’amministrazione finanziaria. Infatti,l’art. 64, comma 1, del D.P.R. 600/73 definisce sostituto d’imposta “chi in forza di disposizioni di legge è obbligato al pagamento d’imposte in luogo di altri, per fatti o situazioni a questi riferibili ed anche e a titolo di acconto>
Ed ancora

<Gli elementi identificativi della figura del sostituto d’imposta sono dettati dall’art. 64, co. 3, del d.P.R. 29.9.1973, n. 600, che identifica il sostituto in «Chi in forza di disposizioni di legge è obbligato al pagamento di imposte in luogo di altri, per fatti o situazioni a questi riferibili ed anche a titolo di acconto»; >

Il SOSTITUTO lo si può esonerare facendogli perdere così i privilegi di cui "lui" gode...
.Sig.......nella sua veste di presidente....della Azienda.... la/vi esonero della responsabilità solidale tra sostituto e sostituito di imposta ed accetto di ritenere indenne lei ....Nome Cognome..., per conto dell’Azienda da lei rappresentata ....NOME....S.P.A., da qualsiasi responsabilità in riferimento al accertamento, al regolamento ed al soddisfacimento di qualsiasi pretesa derivante dalla sua funzione di Sostituto di Imposta da parte dell’Ente impositivo - esempio Agenzia delle Entrate S.P.A., in quanto è mia cura sistemare direttamente ogni situazione che riguarda eventuali accordi e contratti tra soggetto giuridico NOME COGNOME ed agenzie, aziende, istituzioni ed enti vari.... Saluti....




Alessandro

Verso quota 700...




Alessandro

giovedì 16 novembre 2017

Mentre Noi dormiamo, Loro aumentano l'orario di lavoro



Il mondo del lavoro stampella su cui poggia tutto il sistema sociale sta accorciando progressivamente sempre più la catena delle lavoratrici e dei lavoratori, burattini i cui fili sono tirati dal teatrino organizzato dalla violenza padronale e da multinazionali e banche, i quali con la complicità dei sindacati concertativi ci stanno riportando poco a poco indietro di  2 secoli,sempre meno diritti,orari massacranti con conseguenti maggiori restrizioni della libertà. 

Condividiamo il pensiero di un compagno il quale con il suo sfogo ci da un’idea molto chiara di quelle che sono le condizioni lavorative attuali


Di Giuseppe Giannini:

“Aumentano gli orari di lavoro fino a 10/11 ore al giorno un po alla volta con la scusante che c’è fretta per la consegna delle commesse, ti dicono anche che si tratta di un sacrificio di un mese un mese e mezzo e poi tutto tornerà alla normalità, attenzione però che per normalità è intesa una giornata di lavoro di 9 ore che con una turnazione contempla anche il notturno compresi i sabati e le domeniche!

La risultante di tutto ciò è che in un mese arrivi a lavorare circa 250 ore cioè 70/80 ore oltre l’orario citato nel contratto nazionale, ma non finisce qui, lo straordinario notturno e i sabati e le domeniche vengono retribuiti tutti al 25%, facciamo due conti e vediamo un po quanti soldi vengono sottratti ad un lavoratore ormai relegato a schiavo con una catena alle gambe sempre più corta e privato della propria vita privata perché non ha più neanche il tempo di pensare a se stesso e agli affetti più cari.

Penso che tutto questo sia solo una prova per il futuro, credo proprio che ci aspetterà un futuro dove se prima il padrone ti aveva tra le mani con queste “migliorie” (per la sua ditta che lui chiama famiglia) rischia di possederti definitivamente.

Se non ci diamo una mossa e prendiamo coscienza del fatto che non sono quei 200 o 300 euro in più a cambiarci in meglio la vita ci aspetterà un futuro molto triste, ci sono molte cose di cui possiamo fare a meno iniziamo a limitarci negli acquisti futili e cominciamo a dire no prima che ai sindacati confederali non venga la bella idea di portare l’orario lavorativo a 250 ore mensili e dover poi accettare in silenzio.

Continua qui: http://anarchistintheworld.altervista.org/2017/11/15/male-peggioproprio-non-ci-si-vuole-liberare/

Link: http://laschiavitudellavoro.blogspot.it/2017/11/mentre-noi-dormiamo-loro-aumentano.html

Alessandro

Vaccini: Presa per il Culo?






Alessandro

Illegittimi tutti i pignoramenti dell’Agenzia Entrate Riscossione



Nullo il pignoramento di crediti ex art. 72-bis se non indica il dettaglio dei crediti: Equitalia non può attestare con fede privilegiata di aver allegato al pignoramento l’elenco delle cartelle.
L’Agenzia delle Entrate Riscossione si avvale di una particolare procedura di pignoramento di stipendi, pensioni e conti correnti, ordinando direttamente all’ente creditore di versare le somme a proprio favore, sulla base del credito vantato in relazione a cartelle esattoriali e avvisi di addebito (pignoramento art. 72-bis Decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973).

L’atto di pignoramento di crediti verso terzi notificato dall’Agenzia Entrate Riscossione spesso si limita ad intimare genericamente il pagamento di una somma complessiva per “tributi/entrate” senza specificare a che titolo siano dovuti tali importi: non è infatti indicato se si tratta di imposte, multe, contributi previdenziali, altre sanzioni amministrative ecc.

Ebbene la mancata indicazione dettagliata dei crediti, della loro natura, degli importi, delle relative cartelle e delle date di notifica costituisce grave motivo di illegittimità del pignoramento, da contestare con opposizione agli atti esecutivi. Poiché nell’esecuzione forzata esattoriale gli unici atti che rendono edotto il debitore del contenuto del titolo esecutivo sono la cartella di pagamento ed eventualmente l’avviso di mora, è necessario quantomeno il riferimento a tali atti, i quali a loro volta indicano, specificandone la fonte e la natura, il credito per il quale si procede a riscossione.

E’ quanto affermato da una recentissima sentenza della Cassazione [1] che di fatto dichiara illegittimi tutti i pignoramenti di crediti verso terzi effettuati dall’Agenzia Entrate Riscossione, dato che tutti sono privi del dettaglio sui crediti oggetto di esecuzione forzata.

Il pignoramento presso terzi dell’Agenzia Entrate Riscossione è nullo se non è indicato il dettaglio dei crediti.

L’illegittimità del pignoramento discende dalla violazione del codice di procedura civile [2], secondo cui il pignoramento presso terzi deve contenere l’indicazione del credito per il quale si procede.

L’Agente della Riscossione non ha poteri di fede privilegiata

Secondo la Suprema Corte, non vale a superare tale illegittimità, l’allegazione, all’atto di pignoramento, dell’elenco delle cartelle di pagamento: «Non può dirsi che le indicazioni sui crediti possano ritrarsi per relationem dal corpo dell’atto di pignoramento notificato. Non vi è infatti dimostrazione che con tale atto sia stato effettivamente notificato all’opponente anche l’elenco delle cartelle per cui si procede. In realtà non vi è alcuna ragionevole sicurezza che tale elenco facesse effettivamente parte dell’atto di pignoramento, posto che esso non reca alcun timbro di unione a tale atto, contiene una data apparente posteriore a questo, redatto su un documento separato rispetto a quello principale, è posto dopo la parte conclusiva ed è anche privo di alcuna autonoma sottoscrizione».

È stata quindi respinta la tesi di Equitalia, secondo la quale l’effettiva allegazione, all’atto di pignoramento, dell’elenco delle cartelle di pagamento per cui si procedeva non potesse essere posta in discussione, stante la fede privilegiata di cui godono i fatti accertati dal pubblico ufficiale.

L’atto di pignoramento presso terzi dell’Agenzia Entrate Riscossione non è un atto pubblico e non ha fede privilegiata.

Secondo i giudici, l’atto di pignoramento presso terzi, anche quando è predisposto nelle forme previste dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, articolo 72-bis in tema di esecuzione esattoriale, ha la natura di atto esecutivo e, quindi, di atto processuale di parte. La fede privilegiata è riservata ai soli atti pubblici, sicché si rivela infondata l’affermazione secondo cui il pignoramento eseguito dall’agente di riscossione fa piena fede, fino a querela di falso, dell’attività compiuta per la sua redazione, inclusa l’effettiva allegazione dei documenti ivi menzionati.

Piena conferma di ciò si trae anche dalla norma secondo cui le funzioni demandate agli ufficiali giudiziari sono esercitate dagli ufficiali della riscossione.

In sostanza, nell’ambito dell’attività dell’ufficiale di riscossione, occorre distinguere il caso in cui egli esercita le funzioni proprie dell’ufficiale giudiziario, rispetto alle quali assume la veste di pubblico ufficiale ed è conseguentemente dotato dei poteri di fidefacienza, dal caso in cui agisce quale operatore privato ed e’ quindi sprovvisto dei citati poteri.

Mentre la notificazione dell’atto di pignoramento costituisce funzione tipica dell’ufficiale giudiziario, sicché all’agente di riscossione che ad esso si sostituisce vanno riconosciuti gli stessi poteri, altrettanto non può dirsi per la stesura dell’atto medesimo, che non rientra fra le attribuzioni dell’ufficiale giudiziario, ma costituisce un atto di parte.

Consegue, dunque, che le affermazioni contenute nell’atto di pignoramento presso terzi predisposto dall’ufficiale di riscossione non godono, al pari di quelle contenute in un qualsiasi atto processuale di parte, di alcuna presunzione di veridicità fino a querela di falso.

Illegittimità del pignoramento di crediti presso terzi: principio di diritto

La Cassazione ha quindi enunciato il seguente importantissimo principio di diritto:

“L’atto di pignoramento presso terzi eseguito dall’agente di riscossione ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, articolo 72-bis in sede di esecuzione esattoriale, sebbene preordinato alla riscossione coattiva di crediti erariali, non acquisisce per ciò stesso la natura di atto pubblico, ai sensi e per gli effetti degli articoli 2699 e 2700 cod. civ., conservando invece quella di atto processuale di parte. Consegue che l’attestazione ivi contenuta delle attività svolte dal funzionario che ha materialmente predisposto l’atto (nella specie, concernente l’allegazione di un elenco contenente l’indicazione delle cartelle di pagamento relative ai crediti posti in riscossione) non è assistita da fede pubblica e non fa piena prova fino a querela di falso, a differenza di quanto avviene quando l’agente di riscossione esercita – Decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, ex articolo 49, comma 3, – le funzioni proprie dell’ufficiale giudiziario, ad esempio notificando il medesimo atto“.

[1] Cass. sent. n. 26519 del 09.11.2017.

[2] Art. 543 cod. proc. civ.

Link: https://www.laleggepertutti.it/182813_illegittimi-tutti-i-pignoramenti-dellagenzia-entrate-riscossione

Alessandro