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sabato 23 settembre 2017

Ancora mele marce




Grosseto, 22 settembre 2017 - Il blitz è scattato la mattina all’alba. Stefano Giglio, 47 anni, fiorentino, un passato nelle fila dei Rossi di Santa Maria Novella come calciante, ha visto piombare carabinieri e alcuni suoi colleghi in casa, dove abita con la compagna: gli è stato notificato l’ordine di arresto firmato dal giudice per le indagini preliminari, Marco Mezzaluna.

Con accuse pesanti a carico dell’assistente capo della squadra Volanti di Grosseto: spaccio e cessione di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva di armi, commercio di farmaci anabolizzanti attraverso canali diversi dalle farmacie, ricettazione, falso ideologico commesso nella veste di pubblico ufficiale, rivelazione e utilizzazione dei segreti di ufficio. Fisico possente, tatuaggi, muscoli «pompati» in palestra, abbronzatura perenne. E un distintivo sul petto, quello della polizia, infangato da accuse veramente difficili da cancellare anche con un processo.

Il poliziotto, difeso dall’avvocato Mara Renzetti, da ieri si trova ai domiciliari, misura cautelare firmata dal gip del tribunale di Grosseto su richiesta della Procura della Repubblica che da qualche tempo si era messa a indagare sull’agente molto conosciuto in città e che sembrerebbe nascondere troppi segreti dietro quel fisico da culturista con tanti tatuaggi.

Le attività di indagine coordinate dalla Procura hanno consentito di ricostruire come, nel corso del 2016, l’uomo abbia più volte ricevuto da parte di diverse persone – anche extracomunitari tutti molto conosciuti alle forze dell’ordine per avere precedenti specifici in droga e spaccio – e ceduto droga, soprattutto cocaina ed eroina e, in qualche caso, sostanze anabolizzanti. I magistrati contestano anche la detenzione illecita di munizioni e l’indebita rivelazione a terzi di notizie coperte da segreto di cui l’assistente capo era a conoscenza, dopo averle sapute dal suo ufficio.

In una circostanza è emerso che il poliziotto Stefano Giglio avrebbe prodotto atti falsi, incolpando un cittadino extracomunitario di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, pur sapendolo innocente. Atti che Giglio avrebbe sempre commesso nella veste di pubblico ufficiale e tutore dell’ordine pubblico. Accuse, queste, che fanno ripiombare il poliziotto nel tunnel dopo diciassette anni. Nel 2000 infatti fu arrestato a Firenze, sempre con le stesse accuse che hanno poi portato a una sentenza di condanna.



Alessandro

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Alessandro